Cotignola. E’ attivo sul territorio il servizio di raccolta degli oli alimentari.

Cotignola. E’ attivo sul territorio il servizio di raccolta degli oli alimentari.
Sindaco Piovaccari raccolta oli alimentari

COTIGNOLA. Il progetto di Hera prevede il potenziamento del servizio, già effettuato presso le stazioni ecologiche, con il collocamento di un apposito contenitore stradale in corso Sforza, nei pressi del centro commerciale.   

E’ già a disposizione dei cittadini di Cotignola un nuovo contenitore stradale per la raccolta degli oli alimentari. Il contenitore, che si trova in corso Sforza nei pressi del centro commerciale, ha ricevuto il primo conferimento questa mattina da parte di Luca Piovaccari, Sindaco di Cotignola.

Sul territorio comunale, la raccolta stradale si aggiunge al servizio di raccolta degli oli alimentari già presente presso la stazione ecologica di via Peschiera.

L’installazione della colonnina fa parte di un progetto di Hera, unico in Italia per tipologia di servizio offerto ed estensione territoriale, mirato alla diffusione di questo tipo di raccolta.

Come conferire l’olio

L’olio alimentare, proveniente da frittura o utilizzato per conservare gli alimenti nei vasetti, deve essere conferito nel contenitore all’interno di normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il loro tappo. Non bisogna quindi versare direttamente l’olio nelle colonnine, superando il rischio di imbrattare/sporcare l’ambiente circostante. Un servizio, insomma, più pulito.

Le informazioni sulle corrette modalità di conferimento sono contenute in una piccola guida reperibile presso l’Urp del Comune di Cotignola e anche consultabile sul sito: www.ilrifiutologo.it/oliCotigola

L’olio vegetale usato, un pericolo per l’ambiente

L’olio vegetale, se versato nelle fognature, può provocare danni al sistema di depurazione e alle reti fognarie, causando un importante aggravio al sentito problema dell’inquinamento ambientale.

Inoltre, se finisce nell’ambiente o viene versato impropriamente nell’acqua o nel suolo, anche un solo litro di olio può contaminare seriamente la falda e le acque superficiali, formando una pellicola che ostacola l’ossigenazione dell’acqua.

Queste le ragioni per cui smaltire in maniera corretta l’olio alimentare esausto può garantire la salvaguardia dell’ambiente: recuperare questo rifiuto liquido, proprio per la sua natura, è una sfida importante che richiede impegno e collaborazione di tutti i cittadini e degli enti locali.

Ogni anno sono 5 i kg di oli vegetali procapite restituiti all’ambiente come rifiuti

In base ai dati delle stime di fonte ministeriale e del Conoe (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti), sono 280.000 le tonnellate di olio vegetale usato, circa 5 kg pro-capite (di cui la metà prodotta dai privati cittadini e l’altra metà prodotta dalla ristorazione e dall’industria), che ogni anno restituiamo all’ambiente, specialmente sotto forma di residuo di fritture e inevitabilmente ricco di sostanze inquinanti. Ciò a fronte di 1 miliardo 400mila kg di olio vegetale (direttamente come olio alimentare o perché presente in altri alimenti) immesso al consumo, per un consumo medio pro-capite di circa 25 kg su base annuale.

 

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