Ravenna. Ancisi: ‘La pista ciclabile Fosso Ghiaia-Classe è un progetto in coma da 10 anni’.

Ravenna. Ancisi: ‘La pista ciclabile Fosso Ghiaia-Classe è un progetto in coma da 10 anni’.
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RAVENNA. Fosso Ghiaia è un paese con gravi disgrazie. La principale è la mancanza, sul lato ovest del paese, della prevista variante della statale Adriatica, che attraversa l’abitato per due chilometri con un traffico micidiale e dai trascorsi omicidi. Promessa da trent’anni, ne resta solo una riga sulle carte urbanistiche. Essendo il paese diviso a metà dall’Adriatica, passare a piedi da una parte all’altra, com’è spesso necessario, è sempre stata una roulette russa. Per limitare la velocità delle auto, è stata costruita una rotonda da ubriachi. Dopo anni e anni di proteste, il Comitato cittadino ha però potuto festeggiare, nel gennaio scorso, l’attivazione di un semaforo per gli attraversamenti pedonali, così da proteggere i ragazzi che la mattina devono prendere il bus scolastico dalla parte opposta alla loro casa. Lo chiedevano da una vita. È costato 40 mila euro.

L’altra grande disgrazia è però la mancanza di una pista ciclo-pedonale che colleghi il paese con Ravenna. “Siamo isolati e senza più servizi”, ha denunciato mesi fa il presidente del Comitato cittadino. Il Comune gli ha risposto di avere “già inserito la pista tra le opere pubbliche da mettere in cantiere entro il 2017”. È un falso, perché questa opera non è nemmeno inserita nel piano degli investimenti 2016-2018, figurarsi quando potrà eventualmente essere cantierata. Alla scadenza dei 10 anni dell’amministrazione Matteucci, la sua storia, molto più lunga e brutta, merita che qualcuno la ricordi agli smemorati.

Fosso Ghiaia, pur essendo distante pochi chilometri da Classe e Ravenna e da Mirabilandia, mete di flussi turistici molto intensi, è raggiungibile solo in macchina o con motocicli di almeno 150 cc. Biciclette e motocicli di cilindrata inferiore non hanno strada per arrivare da Ravenna e da Classe a Fosso Ghiaia e quindi a Mirabilandia. Infatti, la vecchia via Romea Sud, superato l’abitato di Classe, è impedita ad immettersi nella statale Adriatica da uno sbarramento e da un divieto di accesso; ed è vietato anche a tali veicoli leggeri di portarsi sulla statale percorrendo lo svincolo di Classe. Gli abitanti di Fosso Ghiaia, compresi gli anziani, sono dunque costretti a muoversi in macchina, se ce l’hanno, anche solo per accedere alla farmacia più vicina o al servizio medico.

La mancanza di una pista ciclabile sul tratto Classe-Fosso Ghiaia-Mirabilandia è, d’altra parte, una vistosa contraddizione per un Comune che vanta primati sulle piste ciclabili (per quanto poco reali); che teorizza sullo sviluppo turistico come fondamento della propria economia; che vorrebbe “educare” i propri cittadini anche con mezzi costrittivi, alla mobilità sostenibile, lasciando a casa la macchina.

C’ERA ANCORA MERCATALI 

Dopo lunghe battaglie dei cittadini, a capo delle quali mi piace ricordare il compianto Adalberto Gagliardi, esponente di Lista per Ravenna, la Giunta comunale, regnando ancora il sindaco Mercatali, approvò nel luglio 2004 il progetto preliminare del “Nuovo percorso pedonale-ciclabile di collegamento tra gli abitati di Fosso Ghiaia e Classe”. Come richiesto dal Comitato cittadino, il tracciato si sviluppava in parallelo tra l’Adriatica e la ferrovia. Sarebbe costato, in tutto, un milione e 300 mila euro.

Il 6 giugno 2008, il gruppo PD del Comune di Ravenna intervenne su questo problema, in risposta polemica ad una mia nota, con un comunicato che chiudeva così: ‘La pista ciclabile è l’altro progetto fondamentale (dopo la variante dell’Adriatica di cui sopra, n.d.a) che consente il collegamento con Classe, che è diventato off limits per le biciclette dopo la collocazione del new jersey su tutta la statale sino a Classe. Questo intervento non è più dilazionabile ed è indispensabile per il paese, è quindi necessario che venga posto nelle priorità degli investimenti del Comune, trovando i soldi necessari per realizzarlo’. Il progetto preliminare è ancora lì, dopo dieci anni, come in coma, senza che non solo non abbiano trovato i soldi, ma neppure sia stata fatta la progettazione definitiva, né quella esecutiva

Mai che chiedano scusa. Anzi, se ne tornano a casa spacciando nuove patacche.

Alvaro Ancisi, capolista

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