Sarsina. Recupero luoghi pubblici storici. Il Governo mette a disposizione 150milioni di euro.

Sarsina. Recupero luoghi pubblici storici. Il Governo mette a disposizione 150milioni di euro.
piazza centrale con Duomo, Sarsina

SARSINA. Fino al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare all’indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare.

Una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. Il relativo decreto di stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016.

L’iniziativa è stata annunciata dal Presidente del Consiglio durante un’intervista dell’8 maggio 2016.

A tale proposito l’Amministrazione Comunale invita i cittadini sarsinati, e non solo, a segnalare per mail l’improcrastinabile necessità di interventi all’Abbazia di San Salvatore in Summano, in Località Montalto di Sarsina.

Chi volesse sostenere questo progetto del Comune di Sarsina e dell’Associazione ‘Amici della Badia di Montalto’, deve mandare una mail a:bellezza@governo.it

Questa la proposta di mail da inviare, alla quale è opportuno che alleghiate le due immagini che sono riportate in calce alla presente:

Oggetto della mail: Abbazia di San Salvatore in Summano – SARSINA (FC)

Contenuto da riportare all’interno della mail:

IMMOBILE OGGETTO DELL’INTERVENTO: Abbazia di San Salvatore in Summano

LUOGO: Sarsina

PROVINCIA: Forlì Cesena

REGIONE: Emilia Romagna

MOTIVAZIONE DELL’INTERVENTO: L’antica Abbazia è in grave stato di abbandono e degrado. Si rendono quindi imperativi interventi di restauro.

BREVE DESCRIZIONE:
L’abbazia di San Salvatore in Summano ha origini antichissime, forse anteriori al Mille, di certo è documentata almeno dal 1041, anno in cui compare in un atto notarile. Nei secoli immediatamente seguenti l’abbazia di S. Salvatore gode della protezione di vari papi che le assicurano ricchezza e potenza.
L’abbazia fino alla fine del XII secolo segue la regola benedettina, ma almeno dalla seconda metà del secolo successivo i monaci si orientano verso quella camaldolese. I Camaldolesi la lasceranno nel 1568, quando papa Pio V l’unirà in perpetuo alla mensa vescovile di Sarsina.
Oggi la costruzione si presenta con le pareti esterne quasi intatte, mentre il tetto è crollato del tutto; resiste invece il piccolo e grazioso campanile. L’edificio si era rovinato nel 1891 sotto il peso della neve; era poi stato semidistrutto da una frana attorno al 1940, ed era stato ricostruito dalla Soprintendenza ai Monumenti dopo la seconda guerra mondiale. Comunque, conserva ugualmente un grande fascino e una grande bellezza, sia per l’architettura in sé, sia per il paesaggio che le fa da cornice.
La pianta è molto semplice, a navata unica, e sul fondo si apre un’abside circolare. Appoggiate alla chiesa sul lato sinistro vi erano due stanze (probabilmente una canonica costruita per il parroco che venne insediato qui nel XVI secolo), una delle quali è crollata e l’altra è in piedi; subito dietro si erge il piccolo campanile.

RELAZIONE TECNICA:
Gli interventi che si rendono necessari riguardano il consolidamento e restauro di tutte le murature, il rifacimento della copertura, sistemazione interna, sistemazione degli spazi esterni ed il rifacimento integrale degli impianti.
Il costo stimato per il recupero ed il restauro del bene è di circa 200.000 euro.

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