Non solo sport. Ricca Albione, misera Italia. L’Europeo di Conte. L’abbraccio rosa. La ‘rossa’ che non ti aspetti.

Non solo sport. Ricca Albione, misera Italia. L’Europeo di Conte. L’abbraccio rosa. La ‘rossa’ che non ti aspetti.
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LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE.  Di argomenti belli ed edificanti ce ne sarebbero, anche sotto i temporali di questa imprevedibile primavera. Purtroppo dobbiamo bene e spesso adattarci e ‘ sopportare‘ quanto ci viene imposto dalla cronaca. Italiana e non. Sportiva e non solo. Tra l’altro non è raro che realtà diverse s’intreccino con i fatti di sport. Combinandone di cotte e di crude.

Ad esempio, questa ventata d’estremo oriente che sta investendo l’Italia è un fatto positivo o il segno d’una sciagura latente? Fa bene il Berlusca a tergiversare o il Moratti a mollare? Nel passato, quando le grandi nazioni ‘svendevano‘ il loro ‘potere’ era solo perchè stavano per passare la mano sulla scena del mondo. E’ capitato alle rissose città della Grecia nei confronti, prima, dei ‘barbari’ macedoni, poi, degli agguerriti latini che arrivano da Occidente.
E’ capitato anche alla nostra Italia dei tanti ottusi potentati rinascimentali che ad altro non hanno portato se non alla ‘sottomissione‘ straniera.  Quando si litiga, quando non si cercano accordi, quando non s’alzano gli sguardi  oltre il ristretto tempo presente,  per accontentarsi delle soluzioni più facili, finire ( prima o poi)  alla gogna è pressochè inevitabile. Gli anglosassoni dei nostri tempi, ad esempio, orfani d’un impero planetario che si è dissolto davanti ai loro occhi in pochi decenni, per perpetuare il grande passato,  hanno pensato bene di trasformare le loro isole in tanti luccicanti caveaux dove hanno fatto confluire ( a condizioni   agevolate) i danari del mondo.

Nel calcio, in particolare, di danari ( tra diritti tivù e altro) gli anglosassioni ne hanno dranati talmente tanti che si stenta a crederci. Tra  le storiche città ( calcistiche) d’Europa la prima è ora Manchester ( con 4525 mln euro di valore); la seconda è Londra ( con 3917 mln euro); la terza e la quarta son i due panda spagnoli, ma a condizioni speciali loro riservate; la quinta è Monaco di Baviera ( con 2153 mln euro); la sesta è Liverpool ( con 1728 mln euro). Se vogliamo rintracciare le italiane dobbiamo scendere  al 7 e 8 posto, per abbracciare ( finalmente) Torino ( con 983 mls euro) e Milano ( con 944 mln euro).
Come si riuscirà nel futuro prossimo venturo competere con questi ‘accumuli’ di danari non è immaginabile. A meno che la ‘ gran bolla‘ che avvolge il calcio inglese, e in parte quello spagnolo,  non scoppi da un momento all’altro. Come spesso è capitato nel passato. Dove a forza di vendere ( e di spendaccionare, ovvio) si è ritrovati poi senza più un soldo in tasca. Forse, sotto questo aspetto, l’esempio offerto dalla Nostra Signora, non è  dei peggiori.
Fossimo nell’imberbe Morata infatti non ci lasceremmo lusingare tanto facilmente dai coretti delle sirene che hanno preso dimora sulle scogliere delle isole della perfida Albione. La Nostra Signora offre un pane certo, lassù non proprio. Anche perchè, ad esser pignoli, da quand’è che gli anglosassoni ( tutti avvinti dalla favola Leicester, tanto simile a quella di Robin Hood) non alzan più una Coppa che conta?

L’ABBRACCIO ROSA. L’abbraccio di Vincenzo con i genitori di Chavez, venuti apposta dalla Colombia per abbracciare il loro ragazzo dal sorriso amabile,  è stato uno di quei capolavori umani e sportivi che solo una disciplina di ( grande) fatica come il ciclismo sa offrire. Il tutto in modo spontaneo. Caloroso. Indimenticabile.
Come, del resto, la dedica a quello sconosciuto ragazzino, promessa del ciclismo,  strappato al mondo prematuramente da un incidente e che la famiglia Nibali ha adottato  a nome ( anche) di  tutti noi. Ora sul palmares del nostro Vincenzo stanno scolpiti, oltre a significativi piazzamenti:  due Giri, un Tour, una Vuelta. Ovvero, il meglio del meglio dei trofei di ciclismo esistenti al mondo. Trofei che avrebbero bisogno, ora, di trovare cantori adeguati.
Perchè, qui, siamo di fronte ad un altro di quegli straordinari pedalatori nati e cresciuti al sole del Belpaese. Sempre bistrattato, Sempre svalutato. Sempre rimpicciolito davanti all’Altrove, il quale di campioni come i nostri ne conta al massimo uno/due o tre .
Di grandi corse in linea Vincenzo, campione d’Italia in carica, finora s’è aggiudicato il Lombardia. Aspettiamo possa riempire il suo già sostanzioso carniere con qualche altro pezzo di caccia pregiata: una o due corse del Nord, un maglia iridata ed un oro olimpico. E poi, che altro? Basta così. Ma tanto servirebbe per salire nel cuore del gotha del ciclismo mondiale. Un accesso  che al nostro  Vincenzo, a questo punto della carriera,   non pare affatto  precluso.

LA ‘ROSSA‘ CHE NON VA. Più che la ‘rossa’ sembra una ‘ city car‘. Che cavalcata così fa piangere latte alle ginocchia. E non è che sia tutta colpa dei suoi driver, ma dell’intero complesso che delle virtù antiche sembra aver smarrito anima e cuore. Non bastava infatti la tracotante Mercedes del Lewis ( e del Niki), che s’è aggiunta a far sberleffi anche la Red Bull, l’auto dei venditori di bibite.
Il Niki che di ( cattive) battute ( nei confronti della ‘rossa‘) abbonda, chissà cosa starà ora pensando? Di certo, che a Maranello si siano riconvertiti al fast food, bravi come sono da quelle parti a (in)tagliar tagliatelle e a scolpire tortellini. Anche il Marchionne, l’uomo dal maglioncino blu, s’è ammutolito.
Li aspetta tutti, i suoi, alla galleria del vento. Per chiarirsi. Del resto, che fare? Se i suoi  sono votati più ai piaceri della cucina che alle auto, che colpa hanno? Mica potrà prenderli ( ad ogni gran premio) a padellate, o no?

Buone nuove dal Gp di Italia. Sembra che si siano trovati i soldi ( 20 milioni annui) per mantenerlo in quel di Monza. Il venale Bernie è soddisfatto.

ORDINE D’ARRIVO GP MONTECARLO. Hamilton ( Mercedes), Ricciardo ( Red Bull), Perez( Force India Mercedes), Vettel ( Ferrari).

L’EUROPEO DEL CONTE DRACULA. La rosa è fatta: da Buffon a Al Shaarawy, da Sirigu a De Rossi, da Marchtti a Motta, la lista è completa. Restano in ballottaggio Bernardeschi e Bonaventura; mentre tornano davanti al televisore o in vacanza Rugani, Zappacosta, Montolivo ( infortunato), Sturaro Benassi e Astori.
Che dobbiamo aspettarci dall’armata allestita da un mister con due o tre lavori in corso? I tanti fans del Conte Dracula non si sprecano in osanna. Per loro, si sa, il Conte Dracula è il meglio del meglio. E’ semmai il materiale a disposizione che è scarso.
Stesso discorso che si faceva quando il Conte Dracula stava alla Juve;  con la sorpresa, poi, alla sua dipartita, di vederla finalmente arrampicarsi sulle vette dell’Europa. E solo Eupalla sa come e perchè,  nell’anno in corso, il Bayern Monaco sia riuscito ad eliminarla quando ormai, ad essere eliminato, intorno al 92′ del ritorno, era semmai  lui e non la Nostra Signora.
Il Conte Dracula promette: ” Saremo duri, sporchi. Ripartiamo dal passato. Con il 3-5-2 obbligato, la imperforabile difesa Juve e gli esterni pronti a graffiare. In pieno cholismo occorrerà anche da noi aggrapparsi al vecchio e sano contropiede”.
Ricordiamo che la prima avversaria all’Europeo è il Belgio ( 13 giugno). Intanto, audite audite, si sta già definendo il dopo Conte Dracula: Ventura, ct, e Lippi, supervisore di tutte le nazionali. La modernità, con pochi pro e molti  contro, sta irrompendo come un uragano nella quieta oasi governativa del calcio italiano.

E mentre furoreggi il calciomercato, la Roma ha presentato in Comune il suo carico di scatoloni con 70 mila pagine di progetto del nuovo stadio. Una meraviglia da ventunesimo secolo pensata per Tor di  Valle. Speriamo solo che non saltino fuori i soliti rompiballe a bloccarlo.
Il Berlusca continua a sfogliare la margherita: vendo o non vendo, il mio Milan? Lui giura che farà di tutto per consegnarlo in mani sicure, tali da rilanciarlo in pochi anni, con investimenti adeguati anno dopo anno. Alla ‘spendacciona‘, insomma. Anglo o ispanica che sia poco importa. Vediamo. Venerdì 3 giugno, parte la Coppa America.

ALTRI SPORT. Alex Rossi, classe 1991, dna italiano, nato ad Auburn ( California), ha vinto la 5oo miglia di Indianapolis. Il Nibali, invece, si gode il meritato trionfo. Pensando al Tour ( dove dovrà far da chioccia ad Aur) e a Rio. Sarà ricevuto anche dal presidente della Repubblica. Milano-Reggio sono pronte per la finale scudetto del basket. Djoko, gran tifoso milanista, punta anche a Parigi.  O’Shea, irlandese, prepara l’avventura della nuova nazionale di rugby. Peggio di quanto è stato finora fatto è impossibile. Logico dunque pensare a qualche soddisfazione in arrivo  anche per quei giganti di carta che hanno illuso tanti appassionati della palla ovale.

Carla Frangilli, 27 anni, dopo una vita passata in azzurro ha preso la cittadinanza della Costa d’Avorio. Contenta lei, contenti tutti. Opportuna l’uscita del direttore del Giro, Mauro Vegni, a quanti partecipano alla ‘corsa rosa‘  per preparare il Tour.
Per lui, educato,  ” non hanno rispettato il pubblico“; per noi, maleducati, tutti costoro ( da adesso in avanti  ) possono invece “ starsene tranquillamente a casa loro“, chè il Giro del ( più) Belpaese ( al mondo) è talmente grande, duro e spettacolare, senza tema di confronto  alcuno,  che può far a meno anche di ‘ mezzefigure’ adatte solo ad imbrattare carta da giornale. O qualche insulso social di pronto uso.

 

 

 

 

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