Imola. ‘Cuori al limite’. Online sulla piattaforma Eppela fino all’11 luglio 2016.

Imola. ‘Cuori al limite’. Online sulla piattaforma Eppela fino all’11 luglio 2016.
Cuori al limite

IMOLA. ‘Cuori al limitesono volti segnati e storie tristi di marginalità sociale, sono migranti in fuga dall’inferno della guerra o dalla disperazione della fame- spiegano gli organizzatori- la nostra rassegna racconterà storie di vita difficili, a volte inumane, in cui uomini e donne chiedono che sia data loro una possibilità di integrazione e una riconosciuta dignità”.

Il Festival vuol quindi essere promotore multimediale di coscienze e cuori che desiderino affrontare importanti tematiche sociali ed entrare in relazione con se stessi e gli altri. E’ prevista inoltre la consegna del Premio CUORI IN EMERGENCY, targa ufficiale della manifestazione che sarà assegnata ai registi dei cortometraggi presentati.

Il crowdfunding su Eppela, di 5.500 euro, servirà per affrontare le varie spese di questa prima edizione, tra cui produzione editoriale del catalogo ufficiale, diritti Siae, riprese video, ufficio stampa, ospitalità di registi e relatori, allestimento degli spazi.

“Siamo convinti che la raccolta fondi online sia lo strumento ideale per catalizzare la carica che in tanti ci avete dimostrato in questi mesi e crediamo che le ricompense previste siano il modo migliore per partire, tutti insieme, in questa stimolante impresa” dichiarano i promotori dell’iniziativa.

L’Associazione No Profit ZEROFRONTIERE, nata a Imola dall’incontro di diverse professionalità del mondo della formazione, promozione culturale e comunicazione,  si propone di offrire nuove opportunità di crescita socio-culturale dell’individuo, attraverso la realizzazione di percorsi formativi, artistici e scientifici e l’organizzazione di conferenze ed eventi.

EMERGENCY  è un’ associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Basa la sua attività sui principi espressi nel Manifesto per una medicina basata sui diritti umani, che dichiara il ‘diritto a essere curato’ come ‘fondamentale e inalienabile’ e chiede ‘una sanità basata su equità e responsabilità sociale’.

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