Perugia. Foligno. Palazzo Trinci. Sgarbi bolla la Quintana come ‘comunista’.

Perugia. Foligno. Palazzo Trinci. Sgarbi bolla la Quintana come ‘comunista’.
Giostra della Quintana (immagine editoriale)

FOLIGNO.  Il tema da trattare era legato in particolar modo all’evoluzione dei Palii di Giostra dal 1946 ad oggi, che si è ostinato a chiamare gonfaloni, attribuendone uno persino al cavaliere Paolo Margasini, confondendolo con l’autore, che in ogni modo, ha dichiarato di non conoscere…

“La Quintana è comunista – ha detto Sgarbi, per l’appunto – nel senso che si tratta di una’invenzione democratica, riportata in auge nel 1946, dopo la dittatura e la guerra, in un periodo di rinnovamento della vita politica e democratica”.

Secondo il critico i ‘gonfaloni’- considerati ‘bamboleggianti’ hanno sostanzialmente rispettato il tema quintanaro, poi però – ha fatto notare – i vari artisti hanno approfittato per mettere in evidenza il proprio stile.

Non sono mancate bordate all’ex sindaco Maurizio Salari, al critico d’arte folignate Italo Tomassoni, ha poi dimostrato di conoscere il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli a Montefalco, ed ha pesantemente contestato l’archistar Massimiliano Fuksas, ideatore della cosiddetta ‘chiesa cubo’ ribattezzata da Sgarbi ‘cesso di cemento armato’.

A Salari ha affibbiato il titolo di ‘Salari piangente’ ricordando quando scoppio la polemica per la ‘biblioteca cubo’ di piazza del Grano, proprio a ridosso di Palazzo Trinci, e per la quale – ha ironizzato sarcasticamente – ‘aspettiamo l’Isis’.

“La politica e le pubbliche amministrazioni perdono tempo a fare cose nuove, dovrebbero invece intendere i lavori pubblici come conservazione della proprie identità, a Foligno questo è avvenuto sia con la Quintana che col terremoto. Chi viene in Umbria – ha detto Sgarbi – vede una meraviglia assoluta, c’è il paradiso qui, ma poi sfregiarlo con l’edilizia contemporanea è un peccato”.

Promosso il recupero di Palazzo Trinci, rilanciato come ‘palazzo capitale della storia dell’arte’. Elogi – come detto – anche per la figura di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, che definisce ‘uno dei più grandi pittori del Rinascimento a livello internazionale nonchè – fa notare – l’unico, che io sappia, che ha dipinto San Sebastiano vestito, come un cavaliere della Quintana ferito’. E sulla figura di San Sebastiano, non sono mancate bordate sarcastiche, associandolo ad una sorta di ‘icona gay’.

Sgarbi, difronte ad una sala gremita, ha ammesso di non aver mai visto la Giostra della Quintana – nonostante numerose conoscenze femminili della zona, ha sottolineato – ed ha promesso di esserci per l’edizione di giugno.

“Mi chiedo come mai non sono mai venuto a Foligno per la Quintana, la conosco solo attraverso la sua leggenda. Di sicuro se si viene a Foligno per la Quintana, la città trova la sua identificazione in questa festa rinata ed ancora presente, attraverso la quale il passato torna a vivere e diventa futuro. Una cosa bellissima, non vorrei morire senza averla vista”.

Sgarbi ha infine registrato, direttamente da Palazzo Trinci, un intervento per la trasmissione Matrix di Canale 5 e poi ha visita Palazzo Candiotti, sede dell’Ente Giostra della Quintana e la città.

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