Emilia Romagna. Un’opportunità per giovani studiosi di fotografia: è attivo il bando.

Emilia Romagna. Un’opportunità per giovani studiosi di fotografia: è attivo il bando.
fotogragia (immagine editoriale)

EMILIA ROMAGNA. Procedure e informazioni :
Il Bando è attivo dal 31 maggio 2016.
La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 30 settembre 2016.
La proclamazione del vincitore è prevista per il 1 dicembre 2016.
La Borsa di Studio ha durata annuale e consiste in un finanziamento complessivo di € 12.000.
Le candidature verranno esaminate da un’apposita Commissione.

MiBACT-DGAAP: www.aap.beniculturali.it

Valli di Diano Marina vi aspettano per farvi assaggiare le antiche ricette liguri

Per la rubrica ‘Le strade del Ponente ligure‘ vi presentiamo il ristorante ‘Paolomaria’ di Diano Borganzo situato nell’entroterra dello splendido Golfo dianese.  Diano Borganzo è una frazione di Diano San Pietro che dista tre chilometri dalla costa nello splendido scenario del Golfo dianese. Antico borgo storico, da diversi anni è meta di un nuovo modello di turismo, più green e sostenibile rispetto a quello classico balneare. Dal punto di vista artistico, nella Chiesa parrocchiale, si può ammirare un pregevole trittico “Madonna della Consolazione” del celebre pittore Antonio Brea, databile intorno ai primi del ‘500. La pregevole opera fa parte del circuito ‘Percorsi del Brea’, un progetto culturale che vuole valorizzare le bellezze storiche artistiche del Ponente ligure tra il XIV e il XVI secolo.

Paolo Pino rappresenta un po’ l’anima di questo borgo ligure e racconta, in esclusiva per i nostri lettori, la sua storia e tutte le attività che organizza insieme agli abitanti del posto.

Il locale nasce a fine ‘800 come bottega del paese, dove si serviva la porzione di coniglio e il bicchiere di vino e si vendeva il pane e le sigarette. Fin dall’origine il locale è stato il punto di riferimento degli abitanti del paese e nel corso degli anni si è sviluppato come bar e ristorante. Nel locale, che è sempre appartenuto da generazioni alla mia famiglia, ho lavorato da ragazzino apprendendo prima dai nonni e poi dai miei genitori tutti i segreti e le ricette tipiche della cucina ligure. Sono molto legato a questa terra e orgoglioso di portare avanti l’attività. Ritengo che il nostro entroterra abbia un potenziale attrattivo ancora maggiore rispetto alla costa. Il nostro è un turista più colto, più cool e che ama la natura la tranquillità e il “mangiar bene”. Nel corso della stagione estiva spesso il nostro Borgo è frequentato da artisti italiani e stranieri e importanti personaggi del Jet-set che vogliono regalarsi giorni di completo relax. Fra pochi mesi inoltre a pochissima distanza dal paese aprirà la nuova stazione ferroviaria di Diano San Pietro e sono sicuro che questo sarà un ulteriore benefit per tutte le Valli dianesi, sia dal punto di vista immobiliare che turistico. Nella zona ci sono numerosi agriturismi con piscine e bed&breakfast, con costi di pernottamento sicuramente più economici rispetto alla costa.

La nostra cucina ha una base tipicamente ligure e tradizionale, ma adattata ai gusti dei nostri clienti. Tutti i piatti sono rigorosamente fatti in casa, con alimenti selezionati e verdure fresche di stagione, raccolte al momento nei nostri orti. Utilizzando prodotti semplici e nutritivi, possiamo soddisfare le esigenze dei clienti vegani e vegetariani e, in generale, di tutti coloro i quali hanno intolleranze alimentari. Come antipasti serviamo la caciotta con lardo, le verdure ripiene, muscoli alla marinara e un’insalata di verdure grigliate con l’aggiunta di un aglio fresco trattato con l’aceto e pertanto più digeribile. L’aglio ha grandi proprietà soprattutto per la circolazione e la prevenzione delle malattie. Abbassa il colesterolo e la pressione, i nostri avi sovente si svegliavano alla mattina con una bella zuppa d’aglio. Come primi proponiamo: gli gnocchetti al raschera, il risotto al limone, i ravioli caserecci, gratin di melanzane nonché, per gli amanti dei gusti di mare, le linguine ai frutti di mare, i moscardini in caponata e la zuppa di cozze. Come secondi serviamo la tagliata di carne piemontese Fassona, il classico coniglio cotto col il timo, accompagnato da carciofi conditi con thè nero affumicato e, sempre per gli amanti dei gusti di mare, il baccalà “brandacujun”, condito con patate, prezzemolo ed il nostro olio extra vergine di oliva, le acciughe fritte, accompagnate da verdure in pastella, il salmone in crosta di patate e mandorle e l’orata o ombrina cotta al forno con verdure.

I dolci sono la nostra specialità perché e ciò che amo di più preparare. Ai golosi proponiamo: mousse ,bavaresi, crema catalana, strudel, torte alla frutta, panna cotta, il sorbetto al limone, tutte specialità molto apprezzate dai nostri clienti.

Tutti i nostri piatti sono accompagnati da vini tipici liguri come il Pigato, il Vermentino, il Rossese, lo Sciac-trà e la Lumassina, inoltre vengono proposte anche etichette di altre regioni, in particolar modo della Sicilia con il suo eccellente vino Doc: l’Inzolia. Il ristorante è aperto tutti i giorni della settimana e offriamo anche un servizio bar”.

Per informazioni e prenotazioni si può chiamare i numeri 0183 43184- 335 5442986

link:
http://www.giornalemetropolitano.it/le-valli-di-diano-marina-vi-aspettano-per-farvi-assaggiare-le-antiche-ricette-liguri/

 

Mostre, inaugurazione ‘Capri B&B – Behind and Beyond’

ROMA 1 giu (Prima Pagina News) .Il trecentesco plesso museale dell’Isola Azzurra ben si presta ad accogliere i lavori di due artisti diversi per generazione e origine, ma affini per ricerca tematica, in particolare per la loro sensibilità per le periferie, l’attenzione alle microeconomie e una idea di bellezza non convenzionale. 20 opere, tra fotografie, installazioni e collage, la maggior parte realizzate site-specific, frutto di una riflessione comune sull’isola di Capri, sul rapporto tra l’uomo e la natura da cui si genera il mito che avvolge ma al contempo anche il turismo di massa che travolge questa perla del Mediterraneo.

Gli artisti, ognuno secondo il proprio specifico modus operandi, hanno lavorato su molteplici aspetti del territorio, esplorandone gli scorci più insoliti, in seguito ad una vera e propria residenza artistica Caprese , che ha favorito un rapporto di osmosi con l’isola ed i suoi abitanti. L’obiettivo della mostra Capri B&B – acronimo di behind & beyond e sigla di un turismo a buon mercato – è duplice: -offrire al pubblico una visione dell’isola attraverso lo sguardo originale degli artisti, che ne smascherano con ironia la ‘scenografia’ grazie alla quale tutto si presenta così straordinariamente perfetto -evidenziare il valore del lavoro umano che è dietro le quinte a scenari così mozzafiato. Spiccano nella mostra: 46 bed places di Eugenio Tibaldi e Capri Teorema di Raffaela Mariniello.

La prima, installata nel Giardino del Priore, è una vera e propria scenografia monumentale dal valore ambivalente: propone la rappresentazione dell’icona di Capri, i Faraglioni, il cui mito è incrementato dai viaggiatori, ma è contemporaneamente sostenuto dal lavoro dell’uomo, in una sorta di manutenzione/sostegno sia mentale che fisico. L’installazione fotografica Capri Teorema di Raffaela Mariniello, è invece composta da 32 immagini di diverso formato, una narrazione visiva personalissima che percorre un’altra Capri, oggetto di un racconto alla luce lunare tracciato sul confine del passaggio stagionale. Tra paesaggi surreali e percorsi abbandonati spiccano delle incredibili still life di ‘installazioni spontanee’, catturate lungo la marina e in percorsi campestri, micro incursioni nella realtà, che sembrano tradire quell’aspetto di mito, di luogo del desiderio caro a tanti visitatori.

 

Mostre, inaugurazione “Capri B&B – Behind and Beyond” (2)

ROMA, 1 giu (Prima Pagina News). Il connubio ideologico e formale dei due artisti è sintetizzato nell’opera Capri B&B, un lavoro a quattro mani , il cui soggetto è l’Arco Naturale, tra i principali simboli dell’isola Azzurra, attualmente in fase di restauro. Quest’opera perturbante, insieme familiare e respingente, diventa un paesaggio straniante, una sorta di meteora, metafora dell’unione tra l’uomo e la natura, dell’impegno necessario per il mantenimento di una bellezza idealizzata.

La mostra, visitabile fino al 24 Luglio, è realizzata con il patrocinio di: regione Campania, comune di Capri, Comune di Anacapri, Azienda di Cura Soggiorno e Turismo di Capri; con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Noto a livello internazionale per la sua ricerca a cavallo tra arte, urbanistica e architettura Eugenio Tbaldi è considerato tra gli artisti italiani più affermati della sua generazione. Attraverso tecniche miste, con un tratto inconfondibile descrive il progressivo nascere e svilupparsi di edifici abusivi che feriscono l’occhio e il cuore. Registra disagi sociali che finiscono per diventare scenari muti lungo i quali si snoda la vita di tutti i giorni, apparentemente senza increspature e nei quali tuttavia si trova conforto, il suo sguardo osserva e non giudica. Nel 2014 ha vinto la prestigiosa residenza all’American Academy di Roma.

Tra le principali mostre personali ricordiamo: Questioni di Appartenenza, progetto speciale Museo Madre, Red Verona, Studio la Città, Verona, nel 2014, Archeologia Contemporanea _02, Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno, Bubo, Galleria Umberto di Marino Arte Contemporanea di Napoli, nel 2013, Transit – 4, State Museum of Contemporary Art, Salonicco nel 2011- Project Room Museo MADRE Napoli nel 2010 a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola. Ha partecipato ad importanti rassegne d’arte internazionali come la Biennale dell’Havana, 4th Biennale di Salonicco, The Tourist Syndrome, Bucharest, Manifesta7, Bolzano, Laws of Relativity, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. Sue opere presenti in importanti istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero tra cui Museo Madre, Metropolitana Napoli Nord Est, State Museum Salonicco, ANCE Campania, Ernesto Esposito, Claudio Esposito, Collezione Cotroneo, Ovidio Jacorossi, Roma.

Mostre, inaugurazione “Capri B&B – Behind and Beyond” (3)

Roma, 1 giu (Prima Pagina News) Una sua mostra personale è prevista in autunno al Museo Ettore Fico di Torino, città dove attualmente vive. Raffaela Mariniello è una delle più note fotografe italiane. La sua ricerca artistica è rivolta a tematiche sociali e culturali con un’attenzione particolare alla trasformazione del paesaggio urbano e al rapporto tra l’uomo e gli oggetti del suo quotidiano. Nel 1991, quando la crisi dell’industria siderurgica segna la chiusura definitiva dell’Italsider di Bagnoli, Raffaela Mariniello inizia una campagna fotografica sulla fabbrica, a tutt’oggi unica testimonianza storica sull’attività dell’acciaieria. Tra il 1992 e il 1995, Il lavoro Bagnoli, una fabbrica è stato esposto a Napoli, Nantes, Calais, Parigi e Milano. Nel 2006 ha iniziato un progetto sui centri storici delle città italiane, in cui è evidenziata la trasformazione dei luoghi preda del turismo di massa: le immagini, a colori e in grande formato, vogliono mostrare l’alterazione dell’essenza di un sito, la sua trasfigurazione fino a divenire simile a un parco a tema privo di identità storica e culturale. Souvenirs d’Italie, titolo di questa serie, è stato esposto a Villa Pignatelli nel 2011 ad inaugurazione della Casa della Fotografia per gli Incontri Internazionali d’arte. Nel 2014 dedica il suo ultimo progetto al tragico incendio di Città della Scienza esposto nella mostra Still in Life presso la Galleria Studio Trisorio di Napoli. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: Museo Madre di Napoli, MAXXI di Roma, Bibliothèque National de Paris, Maison Européenne de la Photographie, Parigi, Centre Régional de la photographie Nord Pas-de-Calais, Francia, Banca Commerciale di Milano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Fond National d’Art Contemporain, Parigi, Metropolitana di Napoli, Collezione Cotroneo.

Arriva Festival ‘Gola Gola’, cibo e la sua cultura a Parma
Dal 10 al 12 giugno, media partner il Gambero Rosso.
Arriva a Parma dal 10 al 12 giugno ‘Gola Gola! Food and People Festival’ . E’ un Festival dell’esperienza, spiega in una nota il Gambero Rosso che è media partner, “dove il cibo non è il fine ultimo, ma l’affinità elettiva di una cultura, di un territorio, della gente”.

Il festival enogastronomico coinvolgerà non solo tutta la città di Parma ma anche le province limitrofe con degustazioni, laboratori, show cooking e approfondimenti per celebrare la buona tavola e l’eccellenza agroalimentare del territorio.

L’obiettivo – spiega il Gambero Rosso – è quello di intercettare il turismo di settore, portando a Parma chi è disposto a viaggiare per soddisfare la propria passione per cibo e cultura contando sulle buone forchette italiane, ma anche sull’arrivo di visitatori stranieri da Austria, Svizzera, Germania, Francia. A Gola Gola! Gambero Rosso sarà presente con un calendario di Tavole Quadrate – “e non ‘rotonde’ – sottolinea la nota – per sottolineare l’approccio meno accademico e più conviviale degli incontri” – curate dalla Gambero Rosso Food & Wine Academy.

Degustazioni di Parmigiano Reggiano e aceto balsamico tradizionale, focus su Lambrusco e Sangiovese, sfide tra salumi e abbinamenti con birra e pane di grani antichi del territorio saranno occasioni speciali per il pubblico.

 

Spoleto. 6000 visitatori per la mostra “De Chirico. La Ricostruzione”

Dopo essere stata visitata da oltre 6 mila spettatori, il 5 giugno si chiuderà ‘De Chirico la ricostruzione’, la mostra che il 27 febbraio 2016 ha inaugurato MAG Metamorfosi Art Gallery, il nuovo spazio espositivo spoletino in piazza Duomo. Un grande successo di pubblico per questa prima esposizione organizzata da MetaMorfosi con il sostegno del Comune di Spoleto, che proseguirà con significative esposizioni di arte classica e moderna nelle seicentesche sale di Palazzo Bufalini. “Offrire ai turisti di ogni parte del mondo che affollano Spoleto in tutte le stagioni occasioni culturali di qualità, accessibili, importanti come questa – spiega il Presidente di MetaMorfosi Pietro Folena – è proprio l’obiettivo di MetaMorfosi.

Ancora con la collaborazione del Comune di Spoleto, il MAG MetaMorfosi Art Gallery infatti sta già lavorando alla prossima esposizione che inaugurerà proprio a ridosso del Festival del Due Mondi: una mostra dedicata al genio dell’arte italiana Antonio Canova. Sarà un appuntamento imperdibile per tutti coloro che nei prossimi mesi saranno a Spoleto, una città che torna a splendere di un’offerta culturale davvero importante, così come è nella sua vocazione”. Grande soddisfazione ha espresso il Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli “per il successo di una partnership, quella tra l’associazione Metamorfosi e il Comune di Spoleto, che abbiamo immaginato fin dall’inizio come veicolo per portare a Spoleto, in una cornice di grande qualità, mostre di interesse assoluto e di forte richiamo e così allargare le nostre proposte culturali, garantendo un interesse e una visibilità durante tutto l’arco dell’anno.

Una mostra che si inserisce perfettamente nel nostro percorso di azioni e di progetti per valorizzare compiutamente identità e vocazione della città. Dopo il risultato della mostra su de Chirico – che sapevo sarebbe stato ottimo e per cui desidero ringraziare di cuore tutta l’organizzazione – ci aspetta alla MAG un ciclo di eventi che confermeranno Spoleto tra le mete di riferimento per l’arte internazionale”. Ancora due giorni, quindi, per ammirare a Palazzo Bufalini le 13 preziose opere, selezionate per l’esposizione spoletina dallo storico dell’arte Claudio Strinati dal vasto corpus di proprietà della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. La mostra infatti chiuderà definitivamente il 5 giugno 2016.

Tv: da Assisi ai Rolli di Genova con Sky tra meraviglie

(di Silvia Lambertucci) (ANSA) – ASSISI, 6 GIU – La meraviglia degli affreschi di Giotto e Cimabue nella Basilica alta, quelli che lo spaventoso terremoto del ’97 sbriciolò in 300 mila frammenti e che solo un incredibile e paziente lavoro di squadra ha permesso di ricostruire e restaurare. La tenera Madonna del tramonto del Lorenzetti e la magia delle volte stellate, insieme al tripudio di pitture della Basilica inferiore. La maestosità architettonica inarrivabile del grande complesso in pietra oggi Patrimonio dell’Umanità, che dalla metà del Duecento domina le campagne umbre dall’alto di Assisi, ricordando al mondo la grandezza di San Francesco, dell’ordine da lui fondato e della Chiesa. Sky Arte Hd torna alla scoperta delle Sette Meraviglie del patrimonio italiano (da domani tutti i martedì alle 21.10 su Sky Arte Hd) e il nuovo ciclo di trasmissioni, il terzo ormai, parte dal cuore del Belpaese, inquadrando con un piglio ancora più cinematografico e sequenze di grande impatto emotivo, Assisi e la sua grande basilica.

“La bellezza salva il mondo, è vero, soprattutto quando è possibile in questa bellezza incontrare Dio e l’uomo” , sorride padre Enzo Fortunato, il direttore della sala stampa della Basilica. Qui la bellezza travolge da sola, senza effetti speciali. Ma nelle immagini di Sky l’emozione è ravvicinata e dilatata. “Abbiamo puntato sulla tecnologia e sulla scelta di un taglio decisamente cinematografico”, spiega il direttore di Sky Arte Roberto Pisoni. L’idea che ritorna, come nelle prime serie partite da Colosseo e Pompei, è quella di una “passeggiata” nell’arte condotta con l’aiuto di un occhio speciale, con le telecamere che arrivano a 30, 40 metri d’altezza svelando particolari nascosti. E riprese dall’alto, campi lunghi, che consentono di vedere il mai visto anche in luoghi conosciuti da tutti e iconici, come appunto Assisi e la sua Basilica. Un racconto ad alto impatto, in cui le immagini hanno decisamente un ruolo da protagoniste. E che “si è rivelato vincente”, dice Pisoni, sottolineando il successo ‘anche in replica’ avuto dalla prima e dalla seconda serie.

Quindi si riparte, dopo Assisi si vola a Genova, calati nella magia degli stretti vicoli o alla scoperta dei cinquecenteschi palazzi dei Rolli. E ancora la Venaria Reale a Torino, con il racconto che torna indietro fino al 13 luglio del 1658, quando Carlo Emanuele, duca di Savoia, acquistò per 120 scudi il terreno su cui si doveva realizzare il sogno di una reggia che potesse distinguersi dalle altre residenze delle corti europee. Dal Nord al Sud il magico Castel del Monte, in Puglia, voluto da Federico II. Siena con piazza del Campo, Lecce con il suo barocco ‘gentile’, Roma con l’Appia Antica, per i romani Regina Viarum. “L’arte piace, funziona”, sottolinea Pisoni. Che rivela di aver già messo in cantiere una quarta serie con altri sette gioielli, da Verona a Pienza, da Amalfi ad Aquileia, Palermo, Tivoli, il centro storico di Napoli. Tutto prodotto in Italia (Le Sette Meraviglie è una produzione originale realizzata in esclusiva per Sky Arte Hd da Ballandi Arts), in questo caso anche a costi contenuti (niente cifre però, “non le diamo mai” dice Pisoni) e con soddisfazioni anche di critica, visto che le puntate della serie precedenti dovrebbero essere pubblicate sul sito del Miur come materiale didattico per i ragazzi delle scuole.

E poi c’è la nuova Production Hub, che realizza produzioni su tutti e tre i canali di Sky Arte (Italia, Gran Bretagna e Germania dal 21 di luglio) con l’Italia scelta come base guida. “Un percorso che ci riempie di orgoglio”, sottolinea Pisoni e va in parallelo alle cose fatte su Michelangelo, Caravaggio, i Musei Vaticani, gli Uffizi, le Basiliche papali di Roma. Non c’è più solo la Bbc, insomma, il manager di Sky Italia è convinto, “stiamo invertendo la rotta”. Tanti ancora, anticipa, i progetti in cantiere. A partire da “una cosa molto importante per novembre”, su cui si mantiene il riserbo, fino ad un nuovo programma per le Grandi Mostre a gennaio-febbraio, una trasmissione sul Museo Egizio e poi ancora cose su Michelangelo, Raffaello, la raffigurazione dell’Inferno di Dante nell’arte… Intanto si parte dalla magia di Assisi. Quel terribile 26 settembre del 1997, quando le volte della Basilica crollarono di botto uccidendo quattro persone e sbriciolarono i capolavori della prima modernità, oggi sembra lontano. Padre Fortunato, che quella mattina era lì tra i calcinacci, sorride gentile: “Ci auguriamo che queste immagini facciano share in tv e insieme divulghino un patrimonio, che possano permettere un incontro con i valori che questo luogo promana”.

SANREMO: DON ALVISE E LA CHIESA DI SAN SIRO

La Chiesa di San Siro della cittadina ligure, nei secoli, ha ricoperto un ruolo fondamentale nella Liguria, al pari delle Basiliche di San Michele ad Albenga e di San Lorenzo a Genova. La chiesa sorge nel quartiere “Piano” della città, sui resti di un tempio protoromanico, scoperto nel 1947 durante i lavori di restauro effettuati sul basamento della colonna di sostentamento della campana. La Pieve, dedicata al Vescovo di Genova del IV secolo diventato poi Santo, svolse un ruolo fondamentale nelle prime fasi di cristianizzazione della Liguria Occidentale. Al suo interno sono conservati autentici tesori dell’arte medioevale ligure.

Don Alvise ci accompagna nella visita della Chiesa e raccontarci che la parrocchia di San Siro fa parte delle chiese giubilari e nel gennaio scorso più di un migliaio di fedeli ha partecipato all’apertura della prima ‘Porta Santa’.San Siro è la ‘Chiesa Madre’ di Sanremo, è la più antica in zona e risale al secolo XII. Dedicata a San Siro, l’evangelizzatore del IV secolo nelle nostre terre, sorge sui resti di un’antichissima chiesa che probabilmente era posizionata in senso inverso a quella attuale, lungo l’antica via consolare romana che portava all’impero delle Gallie.

La costruzione originale è tipicamente romanica, fu barocchizzata durante il 1500/1600 con controfacciate e decorazioni tipiche del costume dell’epoca. All’inizio del ’900, per volere della popolazione, fu riportata al suo aspetto originale. All’interno si trovano sacre reliquie che tramandano alla gloriosa storia della città matuziana. La più importante è la campana del “Bacì”dedicata a San Giovanni Battista che nel 1753 chiamò con i suoi rintocchi a raccolta i cittadini nella rivolta contro i genovesi. Repressa l’insurrezione della città, il campanile fu abbattuto e portato a Genova come bottino di guerra ed esposto a Palazzo Ducale fino al 1784. Non meno importante è il cosiddetto “Crocifisso Nero”, opera lignea di un autore sconosciuto del XV secolo collegato ad un evento miracoloso: era il 7 agosto 1543, quando a Sanremo giunse la notizia di un’incursione saracena. La leggenda racconta che nel corso di una messa propiziatoria, il Cristo si irradiò di luce e poco dopo la milizia cittadina lo portò in battaglia come vessillo e i Saraceni furono pesantemente sconfitti.

All’interno della Pieve si trovano, inoltre, diversi pregevoli bassorilievi e tabernacoli in marmo che immortalano le figure dei Santi San Siro, San Romolo e San Bernardino da Siena e dietro l’Altare campeggia l’importante pala quattrocentesca del celebre pittore Gerolamo De Rossi, che glorifica i due pilastri portanti della chiesa: San Paolo e San Giovanni Battista. All’esterno della chiesa storico-artistico ci sono le numerose ambivalenti sculture in pietra dette “figure apotropaiche”, scolpite dai maestri comacini intorno al 1200 nella pietra bianca della Turbie, la rocca che sovrasta Monaco, avevano una funzione anti-negatività, come era d’uso comune in quei tempi. I maestri comacini erano eccellenti decoratori e scultori, si spostavano molto e venivano chiamati in tutta l’Italia e l’Europa per abbellire l’aspetto dei più importanti edifici religiosi e civili.

 

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