Ravenna. Palazzo Mauro de André, martedì 14 giugno. Quarant’anni di Butoh.

Ravenna. Palazzo Mauro de André, martedì 14 giugno. Quarant’anni di Butoh.
Ravenna

RAVENNA. Lo spettacolo è presentato al Festival in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone in Italia, della Fondazione Italia Giappone e con il sostegno dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Governo giapponese.

Utsushi – Tra due specchi racconta
la bellezza arcana di un immaginario esportato nel mondo, fatto di crani rasati, movimenti sinuosi, corpi talcati. Una sorta di rituale antico che invita lo sguardo dello spettatore a fondersi con le movenze ipnotiche dei suoi esecutori. Utsushi – come commenta Raimund Hoghe, coreografo e collaboratore di Pina Bausch – “è molto più di un semplice mix. Ushio Amagatsu ha ideato un dialogo mozzafiato tra le bellezza della sua rate e la natura, i suoni naturali e la musica registrata, la danza e il vento, la terra è il cielo, le stelle sopra di noi e il fuoco davanti a noi”.

L’idea principale di Kinkan Shonen  è ‘un sogno sull’origine della vita venuta fuori dal mare’, uno spettacolo sulla “condizione della gioventù”: un ragazzo dalla testa rasata in qualche posto al di là del mare che sogna di essere un pesce, ma anche “una cerimonia per il pubblico…il loro entrare a teatro, sedersi…” Con queste parole, Ushio Amagatsu presentava il suo primo lavoro importante per i Sankai Juku, i quattro danzatori rimasti dalla “scuola della montagna e del mare” (questa la traduzione del loro nome) dei circa 30 giovani che avevano partecipato ai laboratori iniziali nel 1975. Amagatsu – nato a Yokosuka nel 1945 – aveva già alle spalle studi di balletto classico e persino di tecnica Graham quando iniziò i suoi workshop. Era stato inoltre fondatore dei Dai Rakuda-kan nel 1972, ma con i Sankai Juku iniziò un nuovo percorso tutto suo, meno aggressivo e meno grottesco di quello dei fondatori Hijikata e Ohno (del resto anche Ohno stesso, nel tempo, si avvicinò a un’estetica più stilizzata e perfino impressionista). Il successo ottenuto nella tournée europea del 1980 garantì ad Amagatsu una collaborazione stabile col Théatre de la Ville di Parigi e influenzò significativamente il suo stile in sintonia col gusto sofisticato del pubblico francese.

La purezza formale, la concentrazione, il senso levigato delle sue visioni rendono gli spettacoli dei Sankai Juku vicini a un cerimoniale zen, arricchito da musiche originali orientali ed elettroniche. Riprendendo la lezione della modern dance, Amagatsu dialoga con la gravità, in movimenti che cercando di economizzare lo sforzo muscolare nel tentativo di mantenere l’equilibrio. E’ – la sua – una danza che tende all’osmosi fra culture, aspira all’universalità in segni nitidi, levigati, che infatti hanno influenzato molti artisti in ambiti diversi, dalla pittura alla moda. I membri della compagnia vivono tutti in Giappone, dove vengono preparate le nuove creazioni, ma occasionamente Amagatsu si presta a collaborazioni con altri artisti come la danzatrice indiana Shantala Shivalingappa o la messa in scena del Barbablu di Bartok. Attualmente la compagnia Sankai Juku è una delle compagnie giapponesi che effettua il maggior numero di tournée all’estero (si è esibita in oltre 43 paesi e 700 città), mantenendo lo stretto legame che dal 1982 ha con il Théatre de la Ville di Parigi, dove presenta ogni due anni le sue novità. Nel 1984 i Sankai Juku rappresentarono il Giappone al Festival delle Arti durante le Olimpiadi di Los Angeles, a fianco di Pina Bausch per la Germania e Jean-Claude Gallotta per la Francia.

Come per tutti gli spettacoli al Palazzo de Andrè è attivo il servizio navetta straordinario e gratuito – dedicato al pubblico del Festival – realizzato in collaborazione con Start Romagna e con il contributo di Tecno Allarmi Sistemi, che percorrerà 2 volte la tratta Stazione Ferroviaria – Palazzo M. De André con partenza da Piazza Farini alle ore 20,30 e 20,45.
Al termine del concerto due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.

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