Non solo sport. I miracoli del Conte. Il cuore del Berlusca. Le sofferenze della ‘rossa’ e i lamenti di Briatore

Non solo sport. I miracoli del Conte. Il cuore del Berlusca. Le sofferenze della ‘rossa’ e i lamenti di Briatore
Berlusca a Milanello

CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Chissà come e  perchè  quelli d’Albione hanno gli occhi di tutti  sempre puntati su di loro? In quest’ultimo lustro, ad esempio, calcisticamente parlando, non hanno rimediato un granchè ( visto che sono scomparsi o quasi dalle Coppe ma anche dalle nazionali), eppure, non fanno parlare d’altro che di loro.Quest’anno la malia d’Albione  ha colpito gli allenatori (  italiani), migrati a stormi, preceduti dai loro esosi agenti, visto che lassù il danaro  tintinna e luccica.
A noi, di tanto ben di Dio, restano le briciole. Agnelli disse : ‘ Il nostro è ormai un Campionato di transizione‘, e che resistano o meno alcune delle compagini storiche più forti ( vedi la Juve) nel campionato di calcio più duro ( vedi Podgba) poco importa. Il marketing mediatico ha ben altre esigenze. E altre verità.
Per il marketing, infatti, conta di più una Sarapova al Meldonum (?) che un campionato ( poveretto)  come il nostro. Per fortuna ci arrivano rincuoramenti stranieri. Magari inattesi. E quindi molto graditi. ‘ Eterna Italia’ ha titolato infatti L’Equipe dopo la bella partita della nostra Nazionale contro il  Belgio.
E ora che gli azzurri hanno passato il turno ( come primi del girone) tutti cominciano a studiar percorsi per come evitarli. Così fa la Spagna vinci tutto ( che potrebbe incrociarci agli ottavi), così fa la Germania uber alles ( che potrebbe trovarci ai quarti). Insomma, qualche sacro timore ancora lo generiamo. Ma questo, però,  non ci tornerà a favore. Perchè, adesso, tutti staranno con il coltello tra i denti, per farci la pelle, a partire dagli ostici croati  che potrebbero ( più della Spagna)  sbarrarci il passo agli ottavi.

I MIRACOLI DEL CONTE DRACULA. Oggi come oggi son tutti convinti: giornali, tivù, radio e social. E perfino De Rossi. Il nostro uomo della Provvidenza, questa volta, a questo turno, è il Conte Dracula. ” Ovvero l’uomo che  - ha chiosato un dotto commentatore televisivo – è riuscito a dare identità ad una squadra col più basso tasso di qualità della storia azzurra”. Con tale incoraggiamento  che ci vadano a fare in campo i nostri manco il dotto commentatore lo sa.
Forse per farsi prender a dileggio? Forse per farsi donare  un lecca lecca o una coppetta del nonno? Orfanelli come sono, difficile per tutti loro è tirar avanti. Intanto,  Conte o non Conte, i nostri hanno battuto il Belgio ( tra i favoriti) e la Svezia ( con Ibra) acquisendo i sei punti che consentono ( dopo due sole partite)  la matematica certezza del primo posto nel girone. Non capitava dal 2000.
Ora, e non per contraddire chi ha deciso che il Conte Dracula debba essere l’uomo copertina di questo Europeo e del prossimo inverno, cos’altro ci possiamo aspettare? Che facciamo fuori ( di seguito) i ( talentuosi) croati? E pure gli uber alles alemanni? E finanche i galletti di Francia, per approdare in finale, magari con quella Spagna verso la quale da qualche anno in qua restano conti in sospeso? Certo  sarebbe bello, intonare ‘Fratelli d’Italia’ , tutti assieme, dall’Alpi a Pantelleria, al termine di quest’Europeo.
Per rendere al Conte Dracula quel che ( è o sarà) del Conte Dracula; ma anche per zittire i tanti coretti sparsi in questi anni sul ‘ calcetto’ italiano. Dotti o meno che fossero. Di certo ( spesso) stonati  quando dovevan cantare le cose nostre; buone e cattive che fossero, a coloro infatti nulla importa.

Sotto, ora, con la verde Irlanda, nell’attesa di conoscere se Spagna o Croazia sarà la nostra futura avversaria da matar ( o da farsi matar).

LE SQUADRE DI RAIOLA. Oramai è assodato: a far le squadre di calcio, da noi e non solo da noi, non sono più le gloriose società ma i nuovi lenoni che gestiscono, come i colleghi d’un tempo antico, i combattenti da mandare nelle arene. Occhio, Juve!, avverte la ‘rosea’, che Podgba se ne sta andando. Il suo manager, infatti, svela ” Stiamo trattando con il Real, Paul ammira Zidane. E non vede l’ora di abbracciarlo”.
Patetiche sono, a questo punto,  le rassicurazioni della Nostra Signora. Che come tante altre glorie del pallone deve ammainare bandiera ogni qualvolta si presenta alla porta  uno col sacchetto pieno di pietre preziose e danari, che poco conta da dove arrivino e come arrivino fin al cuore della leggiadra Europa. Anche per altri versi assediata, martoriata, smarrita. La sua atavica ‘generosità’ infatti la sta prostrando, lentamente, inesorabilmente, ingenuamente, ai voleri di chi la brama ormai da secoli.

Per Paul, 23  anni, centrocampista alto 191 cm,  presunto fenomeno  francofono, la cottura è giunta al punto giusto. E prima che scenda di valore e di considerazione ( come sta accadendo al momento  in Francia) val ben venderlo. Al migliore offerente. Che può essere o uno ‘spendaccione‘ d’Iberia o uno sceicco del Golfo o un oligarca dell’Est o una multinazionale dell’Estremo Oriente.
Il nostro Raiola, un tempo pizzaiolo e ora boss dei boss in questo genere di mercato, chiede 120 milioni ( 22 per lui), che quell’insipiente del Florentino è pronto a sganciare coperto com’è, alle spalle, dalle solite, generose, ineffabili, banche d’Iberia. Così sta andando il calcio d’Europa. Verso una enorme bolla che prima o poi dovrà scoppiare se è vero come dovrà essere vero che quel che ha fatto il Leicester ( allestito con due piatti di lenticchie ed un cotechino) non è  stata una gran bufala ma una favola autentica.
Intanto l’ imbelle Uefa ha salvato la Croazia. Solo una multa ( 100 mila euro) e nessuna esclusione. I fans biancorossi possono continuare a scorazzare tranquilli. I fumogeni ( da loro) lanciati nella partita contro la Cechia ( sospesa per 5′) erano prove di Halloween. Scherzetti e dolcetti. Mentre, dai russi agli inglesi, sono dieci giorni circa che sul suolo di Francia si combatte. In scontri più o meno cruenti, ma pur sempre  scontri. Che tanto mettono in difficoltà (soprattutto ) i nostri anglofili.

STORIE DI CASA NOSTRA. Il Berlusca resta convalescente, mentre dalle prove elettorali non gli giungono buone nuove. I 5Stelle volano ( Roma e Torino), il Pd è in affanno ( Napoli, Torino, Roma), mentre  la (cosiddetta) destra annaspa senza ( più) un leader vero. Il Berlusca, tra l’altro, è anche impegnato a dar ( sollecita) risposta a quelli di Cina i quali, anche se pazienti per tradizione,  cominciano a rompersi le balle. Ma che vuole sto Berlusca? Vende o no il suo Milan?  Per il quale tiene soldi in cassa o solo ricordi? I cugini, del resto, molto meno presi dal loro passato, hanno già  proceduto a tracciare il loro futuro.
Via il Thoir, tycoon indonesiano, che di soldini ne aveva assai pochi, e dentro quelli della Suning, roba grossa d’Oriente, di quelle che ( in teoria) dovrebbero rilanciare la Beneamata sul tetto del mondo. Com’è stata ( appena) un lustro fa. Con quel Number One impenitente passato ora allo United.

LE SOFFERENZE DELLA ‘ROSSA‘.  Non va, la ‘rossa‘ 2016. Ora si è scoperta  anche più lenta ( 11 km/h ) rispetto alle ‘frecce d’argento’, oltre che col solito ( misterioso) problema di gomme che stentano ( assai ) a certe temperature.
Marchionne, l’uomo dal maglioncino blu scuro, giura che tutto verrà sistemato. Dice: ” Stiamo lavorando, e quanto stiamo facendo è davvero straordinario. I risultati si vedranno a breve. Ne sono certo”. E anche il Seba concorda ” Sono orgoglioso di come il team ha reagito dopo le (disastrose) libere”. Fatto è che ancora una volta la ‘rossa’ ha dovuto abbassare l’ali; e che il suo esperto  ‘tassistaKimi si è fatto sverniciare in extremis  dalla Force India del giovane Perez.
I tifosi della ‘rossa‘ sanno aspettare. Prima o poi la dea della Vittoria tornerà. Anche perchè vincente o non vincente, chi fa storia è sempre lei. E’ bastato ascoltare infatti i racconti fatti in Canada, per quella verde pista cittadina dedicata a  Giles Villeneuve. Che di vittorie con la ‘rossa’ non ne ha  contate tante, ma che nel cuore della gente è rimasto, eccome,  indelebile. E come solo è concesso  ai campioni che hanno l’onore di pilotare quella macchina prodigiosa.

Nel frattempo il Briatore, non contento dei suoi problemi di dieta e lifting, punge tutto e tutti e (soprattutto)  la Ferrari. Dice: ” Non bastano i proclami. Le promesse.  La Ferrari deve internazionalizzarsi. Dotandosi di un satellite inglese ( e ti pareva!) come ai tempi di Barnard”.
Il Briatore,  che ogni volta che esce allo scoperto da qualche misterioso angolo di mondo in cui lui rintana, ne ha sempre una da dire. Ultimamente gli hanno hanno chiesto perchè lui, che di idee ne ha tante, e chiare, non scenda di nuovo in pista.  Per salvarla, ovviamente, questa povera F1,  piuttosto che affondarla. E visto che ormai ( dal punto di vista della sperimentazione tecnologica) è meno utile che Le Mans. Ma lui ha glissato. Borbottando : ” Costi troppo alti, a questo punto non ci sono margini“.
Intanto la regione Lombardia ha stanziato 20 milioni per il Gp d’Italia a Monza. Denaro prezioso che si aggiunge a quello stanziato da Aci e Sias, per il rinnovo con il terribile Bernie. Fissato per l’intero prossimo quadriennio.  Che dire: Monza, finalmente, è salva?

 

 

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