Non solo calcio. Europeo: fallisce l’Italia 2. Arridateci quella vera. Le ‘scuse’ di Schwazer. Da Vale a Vettel.

Non solo calcio. Europeo: fallisce l’Italia 2. Arridateci quella vera. Le ‘scuse’ di Schwazer. Da Vale a Vettel.
Schwazer ( imm. rep.)

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Vorremmo parlare solo di sport. Quello che si disputa ( lealmente) sui campi, nelle palestre, lungo le strade. Invece, ogni tanto, c’è qualcosa ( e qualcuno) che ci ripiomba dentro  realtà amare. La realtà di chi vuol barare per ottenere risultati e benefici. Lo sport, il grande sport, e non solo da oggi  perchè così era anche ai tempi di Pindaro, in qualsiasi latitudine lo si pratichi, offre innumerevoli vantaggi. Ma anche prestigio,  soprattutto alle nazioni.

Il luccichio del metallo d’Olimpia ottenebra, talvolta, anzi, sempre più spesso,  le menti. Ecco allora che non sorprendono più nessuno ( gli ancor pochi) atleti presi con il barattolo della marmellata in mano, qua e là, sul Pianeta. Che le gazzelle di  Giamaica  vadano più veloci d’altri per via di certe ‘pozioni magiche‘ sembra ormai una verità  sottintesa; e tanto vale anche per gli agili maratoneti degli Altipiani o per gli indistruttibili marciatori russi.
Il problema però è che, qui, per sanzionare il fenomeno doping,  si usano spesso pesi e misure diverse, a seconda dei casi. O meglio, a seconda del potente di turno coinvolto.
Ancor oggi infatti ci sono  Paesi, anche occidentali, che alzano muri impenetrabili verso coloro che ( come la Wada ) cercano di scoprire e sputtanare pratiche  sportive disoneste e diffuse. Della Russia, ad esempio, al momento, si sta dicendo tutto di tutto: ma è solo nel paese delle steppe che gli atleti volano per via di certe ‘ pozioni magiche‘ o la ‘magia’ si replica anche Altrove? E non è che siano in tanti, troppi, a coprire il dolo col  più assoluto riserbo?
Il Caso Fuentes, ad esempio, che ha coinvolto lo sport spagnolo in un periodo in cui più vincente di così non è mai stato, perchè è finito a tarallucci e vino invece di fornire  adeguate risposte ai tanti dubbi che ( tuttora ) restano? Chi ha fatto in modo che  Operacion Puerto  finisse ( in  prescrizione) ?
Non ci saranno di mezzo pure i governi o, se volete, la   politica? Sono sicuri ( sempre) i fratelli d’Ispagna che è con la mancanza di una credibile  legge antidoping tutelino al meglio la loro reputazione sportiva ? Del resto non si dice anche da loro  che diavolo,  per certi suoi inghippi, sa fare pentole capienti e lustre, dimenticando però  i coperchi?
E allora, una volta che tutto sarà ( finalmente) acclarato, che diranno i fratelli d’Ispagna ? Come si giustificheranno questi lunghi anni di trionfi? Restitueranno il maltolto, oppure cercheranno di mischiare le carte come sta cercando di fare quel giovane marciatore italiano prima preso, poi riammesso e quindi ripreso?

( Ndr, ” Stavolta non ho preso nulla, quindi niente scuse“, così si è difeso Alex Schwazer  nella conferenza stampa tenuta a Bolzano “).

L’ANTIDOPING IN ITALIA. Anche nel Belpaese la lotta agli imbrogli sportivi è dura. E’ dura, perigliosa, a si fa. L’ex procuratore Raffaele Guariniello ( magistrato in pensione dal 31 dicembre 2015) in una intervista alla ‘rosea’ ( del 10 gennaio 2016) sul delicato  tema antidoping ebbe a sintetizzare:  ” Sì, anche qui da noi  ci sono tanti esami finti. Tanti silenzi. In pratica  sono stato lasciato solo nella lotta al doping”.
Per quel che riguardò le (sue)  indagini ( sull’intoccabile ) mondo del  calcio rivelò: ” Nel calcio è difficile trovare pentiti. Non  sempre  infatti è permesso il ruolo del testimone.L’unico ex calciatore che ci ha aiutato sul serio è stato Carlo Petrini ( ex Genoa, Milan, Roma: 1948/2012). Eppure, a quei tempi,  tutti mi rassicuravano di stare tranquillo, perchè nel calcio i controlli si facevano. Non a decine, ma a migliaia. E in effetti era così: si trattava di un mare di analisi ma con  nessuna positività. Sulle prime pensai alle solite fantasie, poi, per scrupolo, mandai la polizia giudiziaria al laboratorio dell’Acqua Acetosa a Roma. Sentimmo le persone, guardammo i documenti. Finendo col fare una scoperta sensazionale: le analisi venivano fatte, certo, ma le sostanze dopanti, in particolare gli anabolizzanti, non venivano cercate. Capimmo allora  perchè  i risultati, i tanti inutili risultati, non evidenziassero mai nulla di nulla?”.
Questo per il tanto amato calcio nel Belpaese. Dove il coraggio, nonostante le apparenze,  non manca. Ma l’attrazione per la ‘pozione magica’  è  tanto diffusa anche in Europa? Sì, perchè è fin troppo evidente che certe prestazioni, di atleti e di squadroni più o meno titolati,  non siano ottenibili soltanto con la buona alimentazione e la preparazione. Ovvero, con tanto di  bresaola ed insalata. Come, se non erriamo,  cercò di fare il buon Pippo nella  recente e sfortunata avventura col suo Milan.

ARRIDATECI L’ITALIA. Forse il buon Conte aveva in serbo altre intenzioni. Forse, come dice lui, aveva certe cose da verificare e valutare. Forse, l’occasione Irlanda a qualificazione ottenuta, andava sfruttata (soltanto) per riposare i suoi ( pochi) guerrieri ( titolari). Forse. E in effetti tutto si può dire, tutto si può sostenere. La verità anche qui è ancora una volta lontana. E comunque quel che è certo è che le nostre forze sono centellinate.
Tra l’altro, lo  scellerato tabellone, non ci offre altro che poche vie di fuga. Se vogliamo arrivare in finale infatti dovremo ( prevedibilmente) battere ( nell’ordine): Spagna, Germania e Francia. Il meglio del meglio dell’Europeo. Anche se, a dirla tutta, più che le big a noi fanno paura gli outsiders croati, che solo in pochissime  circostanze siamo riusciti  a piegare. E allora che fare? Innervosirci, come  il buon Conte? Oppure far orecchie da mercante a quanto dice l’irriducibile Iniesta?
Già, che fare? Forse, ancora una volta forse, la cosa migliore sarà quella di non pensarci troppo e scendere in campo non tanto col petto gonfio di medaglie ma con l’ umiltà delle grandi occasioni. Si vinca o si perda, infatti, l’importante è tenere ( ancora una volta) l’azzurro sul pennone (più alto)  del calcio continentale. O no?

IL TABELLONE

( ottavi di finale)

Svizzera-Polonia ( Saint-Etienne, sabato 25, ore 15)
Croazia-Portogallo ( Lens, sabato 25, ore 21)
Galles-Nord Irlanda ( Parigi, sabato 25, ore 18)
Ungheria-Belgio ( Tolone, domenica 26, ore 21)

Germania-Slovacchia ( Lilla, domenica 26, ore 18)
Italia-Spagna ( Saint-Denise, lunedì 27, ore 18) 
Francia-Irlanda( Lione, domenica 26 giugno, ore 15)
Inghilterra-Islanda( Nizza, lunedì 27, ore 21)
Coppa America del Centenario: in finale Argentina-Cile.

DA VALE A VETTEL. Ci risiamo, con le moto. Il grande spettacolo si sposta sulla pista-università di Assen, dove si correrà di domenica. I tre big ( Lorenzo, Marc e Vale) sono racchiusi al momento nello spazio di un Gp. E’ dunque fondamentale non lasciare altri punti per strada. Perchè, alla fine della veglia, sarà importante contare anche le briciole. Chi dunque potrà spuntarla nel Gp d’Olanda avrà posto in sacca un bel vantaggio. Il grande Barnum è assicurato.

Non si arrende invece Vettel, a Maranello per inaugurare una mostra al Museo Ferrari. Il sano spirito alemanno del nostro campione, contagia. Finora, non è che i fatti l’abbiano confortato, e tuttavia ( per lui) l’ultimo pensiero è quello di abdicare davanti alla arrogante  supremazia delle  ‘frecce d’argento‘. Dimostrando vero spirito  ferrarista. I punti che lo separano dall’imprendibile Rosberg sono tanti; ma si sa che fin che si cavalca quella ‘rossa’ prodigiosa tutto può accadere.

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