Cesena. 170 anni, una storia per immagini. Martedì 28 giugno.

Cesena. 170 anni, una storia per immagini. Martedì 28 giugno.
Teatro Bonci

CESENA.  A Teatro. Al Bonci la mostra è allestita nel Foyer, nella Sala e nei Palchi, dove sono presentati – prevalentemente in riproduzione – materiali provenienti dagli Archivi dello stesso Teatro, per l’occasionati riordinati, e dall’Archivio dell’ ‘Associazione ‘Amici della Musica‘ di Cesena: verrà proposto, a cura di Alessandra Biondi e di Franco Pollini, un percorso innanzitutto di visita sensoriale al luogo teatrale, visto sotto una luce diversa dal solito che consentirà di percepire e conoscere aspetti meno noti e meno usuali del conosciuto e riconosciuto Teatro della città. Oltre 150 i ‘pezzi’ esposti, in massima parte provenienti dagli archivi del teatro, vera e propria miniera d’oro, ricca di circa 2.000 fotografie, 5.000 tra manifesti, locandine e programmi di sala, senza dimenticare le circa 10.000 carte che compongono l’archivio amministrativo.

Il percorso espositivo comincia nel Foyer, dove è allestita la sezione dedicata ad Alessandro Bonci: non è la sua festa, ma se si festeggia il Teatro come si può non ricordare il tenore a cui è stato intitolato, addirittura in vita, poi finalmente in morte?

Sedici ritratti, in primo piano e in piano totale, ci accompagnano nella visita. Sono noti: proprio per questo li esponiamo, per cogliere nuovi aspetti osservando le solite fotografie e ascoltando una delle tracce audio, scelte dal visitatore tra le circa duecento disponibili in rete, con la voce di Alessandro Bonci. I grandi pannelli sono riproduzioni ingrandite e uniformate anche nei toni di stampa di fotografie originali, accompagnate dalla riproduzione della lettera di Verdi a Bonci del 1898 e da un bellissimo’opuscolo del 1906 sul nostro tenore

Nella Sala risuona la voce di Bonci, riprodotta dai dischi e dai supporti depositati nel Museo della Musica Meccanica di Villa Silvia, che diventa la colonna sonora di tutta l’esposizione. Ad accogliere i visitatori due sagome di Bonci all’esterno del Teatro e soprattutto un pianoforte suonato da una macchina meccanica in grado di percuotere i tasti in modo sincronizzato e musicale, simile a quella posseduta da Alessandro Bonci.

L’esposizione prosegue nei palchi dal primo al quarto ordine, a cominciare dal palco n.1 del primo ordine, dove viene esposta una riscrittura della pergamena collocata il 15 agosto 1843 nel pilone di levante del Teatro. Ecco un “falso” che ci facilita la comprensione del ‘vero’.

Seguono altrettante esperienze sensoriali che ci invitano a riflessioni su segmenti di storia del Teatro Bonci, disposte in modi logicamente non organici.

Nel primo ordine si ripercorrono i primi decenni della storia del Teatro fino al “tempo di Renato Serra”; nel secondo ordine si visualizza il periodo centrale del Novecento fino agli anni Cinquanta; nel terzo ordine si attraversano i decenni tra il Sessanta e il Settanta, mentre nel quarto ordine ci si concentra sul periodo successivo fino ad oggi.

Il loggione resta dedicato alla mostra permanente sul periodo cesenate dell’opera teatrale di Dario Fo e su altre testimonianze di storia del Teatro, mentre tutti gli spazi museali del Teatro già allestiti (Museo del pubblico e Museo della contemporaneità), integrano l’esposizione.

Lungo i corridoi dei palchi è allestita la mostra ‘Tra schermo e palcoscenico. Interpreti del cinema italiano al Bonci’ organizzata da Antonio Maraldi con fotografie dei Fondi dell’Archivio del Centro Cinema Città di Cesena.

Tra i tanti materiali esposti spiccano la pergamena inserita nella prima pietra del costruendo Teatro, le locandine inaugurali del 1846, i manifesti di altre importanti produzioni liriche, depliant e pubblicazioni di commemorazioni, come quelle per Alessandro Bonci del 1927 e 1940, le tante fotografie con dedica dell’Archivio Settefonti, le sue agende, le fotografie di grandi eventi come gli spettacoli di Dario Fo, di Carmelo Bene, le documentazioni delle ultime stagioni liriche, gli esordi degli artisti cesenati, da Sanzio a Valdoca, da Mescolini a Rocchi, la consegna della cittadinanza onoraria a Benigni, il ricordo della stagioni memorabili, le contestazioni, la mondanità e alla fine la voce straordinaria di Angela Baviera.

 In Biblioteca

In Biblioteca Malatestiana, nella Sala San Giorgio, sono presentati in originale materiali provenienti dai cospicui e importanti Fondi depositati nel corso del tempo presso la Biblioteca: verrà proposto -a cura di Gessica Boni, Paola Errani, Carla Rosetti- un percorso storico che toccherà solo i momenti più significativi del teatro, cercando di mettere in rilievo alcune tra le tante curiosità che ne hanno punteggiato la storia.

Si comincia (vetrina 1) con testimonianze dell’attività teatrale di Cesena prima della costruzione del Bonci. Nella nostra città le rappresentazioni teatrali sono documentate fin dal 15° secolo. Nel ‘600 emerge palazzo Alidosi, il primo ad essere adeguatamente dotato di una sala con palco, scenari e attrezzature. Questa struttura, nel secolo successivo, verrà inglobata nel primo vero teatro cittadino: il Teatro Spada, che continuerà la sua attività fino alla demolizione del 1843. Fra gli artisti ospiti del Teatro Spada spicca Adelaide Ristori, probabilmente l’attrice più famosa del 19° secolo. Si apre così un lungo periodo nel quale tutti i più grandi artisti in campo operistico e teatrale si esibiranno nel teatro di Cesena.

Nel 1843 iniziano i lavori per la fabbricazione del nuovo teatro e viene murata nel pilone angolare di sud-est una pergamena commemorativa, chiusa in un tubo di piombo posto in una cassetta di legno. E’ dello stesso anno il primo regolamento per la concessione dei palchi, che subito suscitò proteste e ilarità.

Le vetrine 2 e 3 sono dedicate alla solenne inaugurazione del Teatro Bonci il 15 agosto 1846. Lo spettacolo inaugurale si apre con ‘ Maria di Rohan’, ma il pubblico attende soprattutto la celebre ballerina austriaca Fanny Elssler, che si esibisce nella “Beatrice di Gand” riscuotendo il prevedibile enorme successo.

Inizia in questo modo l’epoca d’oro del Bonci, le cui caratteristiche tecniche ed acustiche realizzate dall’architetto Vincenzo Ghinelli lo pongono immediatamente tra i principali teatri italiani. Sono gli anni in cui si consolida il passaggio dall’opera seria o buffa settecentesca all’opera romantica ottocentesca, ma ancora qualche eco del passato è documentata dagli spettacoli di varietà cui è possibile assistere, come l’esibizione dei cani di Leonidas Arniotis, un addestratore greco di notorietà mondiale.

La mostra prosegue (vetrine 4-8) con un excursus sulle attività del 19° secolo, che vede imporsi l’opera lirica e porta a Cesena grandi nomi. E’ il caso di Camille Saint Saens che giunse nel 1911 per il suo Sansone e Dalila, mentre l’anno dopo Giacomo Puccini fu in sala alla presentazione de La fanciulla del West. E naturalmente, entrambi visitano anche la Biblioteca: in esposizione il libro dei visitatori dove compare la firma di Puccini.

Fra le ‘chicche’ della mostra, il materiale dedicato a ‘ La Débâcle’, opera lirica tutta cesenate. Sono cesenati l’autore delle musiche Alessandro Masacci, il librettista G. Gualtieri, mentre gli scenari sono dipinti dal concittadino Alessandro Bagioli. L’evento, attesissimo, divenne una vera e propria festa per l’intera città e furono molte le iniziative a sostegno della prima (e unica) rappresentazione: depliant, articoli di giornale, gadget e un manifesto di ragguardevoli dimensioni.

Le vetrine 9 e 10 evidenziano il forte legame tra il Teatro Bonci e la Biblioteca Malatestiana, entrambi punte di diamante della cultura cesenate e del turismo che ne deriva.

Il primo collegamento tra le due entità è addirittura materico e strutturale: negli anni ’40 del 19° secolo venne demolito quel che restava della chiesa di San Francesco e con le pietre in tal modo ottenute si iniziò la costruzione del teatro.

Negli anni più recenti la collaborazione Bonci-Malatestiana si è via via rinnovata e consolidata, grazie ad una serie di iniziative comuni. Tra queste le letture in biblioteca, effettuate in via del tutto eccezionale da alcuni tra i principali attori che, oltre a calcare il palcoscenico del Teatro Bonci con gli spettacoli in programma, hanno ritenuto che la Biblioteca Malatestiana rappresentasse lo sfondo più straordinario per brevi ma intense performance.

Tre piccole vetrine centrali sono riservate ai tre principali aspetti del teatro: lo spettacolo, gli artisti ed il teatro stesso.

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