Non solo sport. Lanzi, giù il cappello: voi i più forti, noi i più bravi! Conte: ‘ Ma questo non è un addio’.

Non solo sport. Lanzi, giù il cappello: voi i più forti, noi i più bravi! Conte: ‘ Ma questo non è un addio’.
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LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Non ci hanno battuto, ma sono passati loro. Non ci hanno battuto neppure do po 120′ dove i polmoni dei loro debordanti panzer avrebbero dovuto soffocare quelli delle nostre minuscole autoblindo. Eppure non ci sono riusciti. Per passare hanno dovuto affidarsi a qualche giovane frettoloso e non ( ancora) abituato al carico della gloria, che  invece di spedire in porta i palloni li hanno gettati al vento.
Ora, si spera, l’abbiano capita. Si spera. Qui infatti non è il caso di tirare fuori scaramantiche maledizioni; qui non è che il passato valga quanto la danza di uno sciamano  per intimidire qualcuno e ( sopattutti) loro; qui le mamme partoriscono ( ancora)  figli ( anche) per non fargli ripetere passati e mai dimenticati orrori.

Fermo restando certe cose, loro, a noi, non ci batteranno mai. Avevano messo in campo ‘ classe e compattezza’ come forse poche altre volte della loro storia gli è capitato, eppure hanno tremato fin all’ultimo secondo. Tremato, i campioni del mondo. E quando l’ultimo pallone ha rimbalzato beffardamente sotto la pancia del nostro vecchio ( e grandissimo) portiere hanno potuto esultare. Più increduli di noi. Con scarsi uber alles. E comunque grazie ad un regolamento e non per il gioco espresso in campo. Perchè se è vero che loro son stati ( fisicamente) i più forti, altrettanto vero è che noi siamo stati ( mentalmente) i più bravi.
Senza mettere in campi  mastodontici Tigre o mandare in mare  inaffondabili Bismark. Conte, più volte anche da noi ( eccessivamente) criticato, s’è congedato non con un arrivederci: la palla, ora, è tutta e solo del signor Ventura. Per lui, nel futuro, forse ancora un 3-5-2, ma soprattutto l’attesa coppia Berardi-Bellotti. Altre speranza, da levare dal magico ( e sempre caro)  cilindro azzurro. Arrivederci a settembre.
Intanto, la Francia del Dechamps ha fatto polpette della meravigliosa Iceland (5-2) ; mentre il Portogallo del vago Cr7 s’è sbarazzato della solida Polonia del ‘nostro’ Boniek ( 6-4 dcr). Ora, per questo bell’Europeo di Francia, restano a contendersi la palma del migliore del Vecchio Continente : ( mercoledì 6 luglio, ore 21, Lione)  Portogallo-Galles e ( giovedì, ore 21, Marsiglia) Francia-Germania. 

MA E’ VERO CHE LI DIMENTICHEREMO? Nella vita come nello sport, giocano gli stessi valori e, tra questi, la gloria e il danaro. Non è che si possa mai quantificare quanti siano quelli che parteggiano per  l’uno o l’altro valore.
Di certo c’è gente, in questi come in altri tempi, che quanto i compagni di viaggio di Ulisse  attratti dall’accattivante canto delle sirene finiscono sugli scogli. Ma c’è ( anche) gente che, come Ulisse,   legandosi al palo di coperta,  ignora le sirene per sfuggire  poi ( liberamente ) in mare aperto.

Ulisse, infatti, uomo tra cielo e terra, predilige sempre quel fondo d’umanità che lo emancipa dal puro e banale pragmatismo. Per cui, dovessimo dal conto al valore del danaro, di questa squadra non resterebbe manco la cenere. Se, viceversa, dobbiamo scegliere il valore della gloria, beh, allora, questo ‘gruppo d’azzurri ‘ non sarà più dimenticato. Questo prodigio, lo sport, il calcio, possono ancora permettersi di fare.
Ci sono infatti uomini di sport, come Villeneuve, ad esempio,  che hanno vinto poco o nulla ma che per gli appassionati dell’auto ( e non solo) ‘valgono’  quanto e più d’altri (cosiddetti) vincenti. Ebbene: Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini ci sa tanto che saranno ‘recitati’ più e più volte in avvenire. Come e quanto altre ‘difese’ memorabili. Come quella del grande Toro, che scomparso nel ’49 non potè costituire l’ossatura della Nazionale che avrebbe dovuto volare in Brasile per portarci la terza Coppa Rimet; oppure come quella del ( non vincente, ma grandissimo) Mondiale messicano o anche quella del ( vincente) Mondiale dell’82.
No, stia tranquillo, il valoroso  Barzagli, lui e gli altri suoi compagni di reparto, difficilmente potranno essere dimenticati. L’aver tenuto testa alla tracotante Germania campione del Mondo, travaserà sui libri ( e nella memoria) come certi episodi eccezionali dove lo sport, e il calcio,  diventano metafora di storia e di vita.

COPPI – MERCKX E CHI LI HA ( DAVVERO) CONOSCIUTI. E’ dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( e troppi saputelli) odierni, anche di parte nostra, propendono ( allegramente) per il secondo, visto anche i titoli messi in carniere. Senza valutare i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda che ha ‘ saltato’ gli anni centrali della carriera di uno sportivo per ragioni belliche e post belliche? Quando si dice che ha visto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte e dai trent’anni in su? E comunque, tra i tanti, avveduti o meno, c’è uno che ( per c0mpetennza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro.

Questi è il ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato in Francia d’origini romagnole .  Spiega  Raphael Geminiani: ” Sono stato direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava. Un giorno Eddy mi fa ‘ Tu sei sempre per Coppi,ma io sono almeno al suo livello?’. E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy rispose:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli dissi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole. Se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque: in salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, la pioggia, la neve. Immenso”. Avete, voi, qualcos’altro da aggiungere?

ALTRI SPORT. Continua ad andare a balzelloni alla Ferrari. In Austria, è addirittura ‘scoppiato‘ un pneumatico posteriore al nostro Seba. Tra Lewis e Rosberg, invece, solito duello rusticano, con il secondo fuori e il primo vincente. Ora, tra i due galletti di Toto Wolff e Niki Lauda, il distacco s’è ulteriormente ridotto. Continua a meravigliare il pargoletto Verstappen, che anche in Austria manco s’è accorto che dietro teneva sui tubi di scarico il vecchio Kimi. Prossima gara: 10 luglio, Gp Gran Bretagna, Silverstone. Per la ‘rossa’ meglio è pensare al 2017, anche perchè ( forse) coi nuovi regolamenti qualcosa potrà cambiare. In meglio, ovviamente.

Cavendish vince tappa e maglia al Tour, il 103° della storia, approdato a Utah Beach ( Bretagna). Queste, si sa, sono tappe per velocisti. Fuoco e fiamme sono attese più avanti. Dal favorito, Froome, ma anche dai nostri, Nibali e Aru. Intanto Condador, caduto, ha per una quarantina di secondi dai big. Djoko, il grande Djoko, è stato battuto a Wimbledon. Cade il re, salta il Grande Slam.
Non si capisce se Usain Bolt stia realmente male. In ogni caso ci sono dubbi in previsione Olimpiade. Il suo viaggio a Rio è garantito, ma sarà sano? Volano come foglie dorate al vento i milioni ( di dollari) d’ingaggio per  i Paperoni della Nba, anche se Messi ( media 36 milioni annui) li supera. Inizia il preolimpico del basket, per un pass per Rio. Se non ce la facciamo stavolta quando mai torneremo all’Olimpiadi ? La Cate Campbell, 24 anni, sorella di Bronte, 22 anni, ha stracciato il mondiale 100 sl con un perentorio 52″06′. Mentre l’eterno Phelps continua ad incamerare pass per Rio.
Promossa la ( alterna)  pallavolo uomini alla Final Six di Cracovia. Bella la vittoria ( 3-0) contro l’Iran ex Julio Velasco.  Nel mitico Palio di Siena ha trionfato  ( dopo 27 anni) la Lupa. La gara è sta un vero capolavoro del fantino Bartoletti, giunto a nerbo alzato. Spettacolo nello spettacolo, di un evento senza eguali al Mondo.

 

 

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