Ravenna. Riccardo Muti dirige la Cherubini al Teatro Alighieri. Martedì 5 luglio.

Ravenna. Riccardo Muti dirige la Cherubini al Teatro Alighieri. Martedì 5 luglio.
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RAVENNA. Una pagina che, oltre ad aver attratto Muti per le sue intrinseche qualità – l’ha scoperta nell’ambito della mostra dedicata nel 2014 a ‘Verdi e Napoli’ e allestita nella sala che l’istituzione partenopea gli ha intitolato, la Sala Muti’ -, testimonia della consuetudine ottocentesca di trarre dal repertorio operistico di maggior successo sempre nuove composizioni strumentali. Dello stesso Cappa, di cui in realtà si sa ben poco, giacciono infatti nella stessa biblioteca altre pagine ispirate a ‘Rigoletto’ e a ‘I due Foscari’, tutte, come anche quella dedicata ai ‘pensieri del Trovatore’, composte sotto la ‘direzione del Cav. Saverio Mercadante’ di cui certamente doveva essere allievo. Di certo si sa, però, che venne eseguita il 2 febbraio 1854 dal fagottista Filippo Acunzo. Ad interpretarla a Ravenna sarà invece un grande solista dei nostri tempi, David McGill, per 17 anni primo fagotto della Chicago Symphony Orchestra, a cui Muti affiderà anche uno dei capisaldi del repertorio fagottistico classico: il Concerto in si bemolle maggiore K 191 di Mozart, tipico concerto ‘galante’ di straordinaria freschezza che al solista riserva momenti di impareggiabile virtuosismo. Ma di Mozart sarà anche l’opera posta in apertura di concerto, la scintillante ed euforica Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 ‘Haffner’, inizialmente pensata dal salisburghese come serenata, forma di cui conserva il brio e lo smagliante colore orchestrale.

Infine, ancora Verdi, non più attraverso ‘citazioni’ o trascrizioni, ma nella pienezza del suo inconfondibile stile, con due pagine che riportano ai cosiddetti “anni di galera” ovvero a quel periodo di lavoro forsennato, alla ricerca del successo ma anche di quell’inconfondibile stile che maturerà di lì a poco: si tratta della Sinfonia dalla ‘Giovanna d’Arco’ del 1845 e di quella da ‘La battaglia di Legnano’, l’opera venata di patriottismo eseguita nel 1849 al teatro Argentina di Roma, ma inizialmente pensata – e si torna alla trascrizione di Cappa – per il San Carlo di Napoli.

Il concerto è realizzato con il contributo di VENINI che, rinnova la parternship con Ravenna Festival a cui ha dedicato una collezione speciale: ‘BYZANTIUM’.
In un trionfo di Blu e Oro, la collezione è un omaggio al Festival e a Ravenna, la cui straordinaria ricchezza musiva è divenuta Patrimonio Mondiale. Il colore Blu, in una gradazione profonda e intensa, è una delle tonalità più ricorrenti e richiama la volta celeste simboleggiando un infinito cosmico emblema di pace e di eternità. Al Blu si mischia l’Oro che dona luce e impreziosisce le opere evocando la magia delle atmosfere mistiche create dalle tessere vetrose dei mosaici. La collezione è dominata dal Vaso Byzantium, una edizione speciale del Vaso Veronese: simbolo di Venini dal 1921.

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