Non solo sport. Germania e Italia si sono (auto)eliminate. Chi godrà ora tra Francia e Portogallo?

Non solo sport. Germania e Italia si sono (auto)eliminate. Chi godrà ora tra  Francia e Portogallo?
Non solo sport. Germania e Italia si sono (auto)eliminate. Chi godrà ora tra Francia e Portogallo?

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Di argomenti, in questo primo scampolo di (vera) estate, ce ne sarebbero tanti. Dal divano, ma anche da sotto l’ombrellone.
Il ‘ massacro di Dallas‘, ad esempio,  che ci parla di una America che ( ancora una volta) non conosciamo; così quanto la Brexit quando ci raccontò d’una Inghilterra ( profonda) a noi ( in gran parte) ignota.

Si sta decidendo in queste ore l’Europeo di Francia, con due finaliste che hanno lasciato l’amaro in bocca a tanti, di certo non meno forti di loro. Tra questi l’Italia del Conte, operaia ma compatta, innovativa e coraggiosa.
La sua ‘ lectio magistralis’ ha fornito le giuste dritte ai francesi i quali, come ha ammesso Podgba, non hanno fatto altro che ‘ dar seguito’ a quel che gli azzurri avevano evidenziato sul campo. Insomma, se la grande Ghermania è uscita dal torneo è stato anche per i (soliti) danni che ha dovuto patire  scendendo l’Alpe per andare ad impartire ‘punizioni‘.
Molti dei suoi panzer sono rimasti infatti  quali  inutili rottami sui cigli delle strade.
Fornendo così  ai francesi la possibilità di porre  un colpo mortale, che ad esercito alemanno  ( integro) sarebbe stato (per loro)  davvero problematico dare. Didier, che l’Italia conosce, tutto questo lo sa.

Impazza anche il calciomercato. Bonucci sembra sul punto di rovinarsi. Per la solita spalettata di sonanti dobloni in arrivo dallo spendaccione  City di Guardiola in gara con Mou Mou.
Dovrebbe invece restare a Torino il (malguidato ) Podgba, che il vorace Raiola vorrebbe trasferire nell’Altrove per andare ad attingere ( senza sudore alcuno) al solito pozzo colmo di monete d’oro. Ma se, questa volta,  la Nostra Signora (ri)spedisse l’ex pizzaiolo dietro ad un forno a legna a (ri)far pizze, che succederebbe? Forse,  un boato di gioia? E di goduria, non soltanto juventina?
Il ‘loco’ Bielsa , manco a dirlo,  ha ( di nuovo) spiegato al Mondo le ragioni per cui lo appellano così, ventilando a pretesto (del  mancato rispetto d’un contratto firmato dieci giorni prima) sei/sette mancati acquisti che in un mesetto ( o poco più) il buon Lotito ( tramite Tare) avrebbe dovuto stendergli nel piatto, belli e spinati .
Fatica intanto a far quadrare i conti ( agonistici) il Napoli, mentre restano  poco decifrabili le mosse ( sempre di mercato) della Roma. Un appunto, a margine : se il Pipita volesse ( davvero) andarsene dal Napoli  ( e in questo modo) che altro fare se non  comprargli un biglietto d’andata senza ritorno?  E con tanto di calorosi saluti e baci?

Intanto, la Francia del Dechamps ha fatto polpette della meravigliosa Iceland (5-2) e anche della inarrestabile Ghermania ; mentre il Portogallo del ritrovato  Cr7 s’è sbarazzato della solida Polonia del ‘nostro’ Boniek ( 6-4 dcr) e pure del Galles del (troppo)costoso Bale.
Ora, per questo bell’Europeo di Francia, restano a contendersi la palma del migliore del Vecchio Continente :   Francia- Portogallo ( domenica 10 luglio, ore 21, Parigi).

MA E’ VERO CHE LI DIMENTICHEREMO? No, non li dimenticheremo. Nella vita come nello sport, giocano gli stessi valori e, tra questi, la gloria e il danaro. Non è che si possa mai quantificare quanti siano quelli che parteggiano per  l’uno o per l’altro valore.
Di certo c’è gente, in questi come in altri tempi, a cui piace il danaro; per poi finire  come i compagni di viaggio di Ulisse,  attratti dal melodioso canto delle sirene, sugli scogli dell’ingordigia. Ma c’è ( anche) gente che, come Ulisse stesso,   legandosi al palo di coperta,  riesce ad ignorare le sirene per volare  poi ( liberamente ) in mare aperto.
Ulisse, infatti, uomo tra cielo e terra, al danaro preferisce sempre quel fondo d’umanità che lo emancipa dal puro e banale pragmatismo. Per cui, dovessimo dal conto al valore del danaro, di questa squadra, di questa Italia poveretta,  non resterebbe manco la cenere. Se, viceversa, dobbiamo scegliere il valore della gloria, beh, allora, questo ‘gruppo d’azzurri ‘ non sarà più dimenticato. Un prodigio, questo, che lo sport, il calcio, possono ancora permettersi.

E chi non sa infatti che esistono  uomini di sport (  Villeneuve, ad esempio) che hanno vinto poco o nulla in F1 ma che per gli appassionati dell’auto ( e dello sport) ‘valgono’  quanto e più d’altri (cosiddetti) vincenti.
Ebbene, se tutto questo ha un senso, ci sa tanto che Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini saranno ‘recitati’ più e più volte in avvenire. Come e quanto altre ’difese’ memorabili.
Tipo quella del grande Toro, che scomparso nel ’49 non potè costituire l’ossatura di una Nazionale che ci avrebbe portato  in Brasile( probabilmente) per  la terza Coppa Rimet; oppure come quella del ( non vincente, ma grandissimo) Mondiale messicano o anche quella del ( vincente e grandissimo) Mondiale dell’82.
No, stia tranquillo, il valoroso  Barzagli, che lui e gli altri suoi compagni di reparto, difficilmente potranno essere dimenticati. L’aver tenuto testa alla tracotante Germania campione del Mondo, travaserà sui libri ( e nella memoria) come certi episodi eccezionali dove lo sport, e il calcio,  diventano metafora di storia e di vita.

COPPI – MERCKX E CHI LI HA ( DAVVERO) CONOSCIUTI. E’ dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( e tanti, troppi saputelli) odierni, anche di parte nostra, propendono ( allegramente) per il secondo, visto anche i titoli che è riuscito a mettere in carniere. Senza valutare, chissà perchè,  i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda che ha ‘ saltato’ i suoi  anni centrali  ( 1940/1947 o giù di lì ) per ragioni belliche e post belliche? Quando si dice che ha vinto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte e intorno ai trent’anni? E comunque, sul tema, tra i tanti, avveduti o meno, c’è uno che ( per c0mpetenza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro.

Questi è il ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato in Francia d’origini romagnole .  Spiega  Raphael Geminiani: ” Sono stato direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava. Un giorno Eddy mi fa ‘ Tu sei sempre per Coppi,ma io sono almeno al suo livello?’. E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy rispose:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli dissi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole. Se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque: in salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, la pioggia, la neve. Immenso”.

Avete, voi, pro e contro,  qualcos’altro da aggiungere?

LA ‘ROSSA’ IN RITARDO. Se non si accapigliassero tra di loro, quelli di Toto Wolff, come i polli di Renzo, a Stoccarda, non avrebbero problemi.
Resta infatti lontana la ‘rossa’ ( che ha rinnovato a  Kimi), mentre restano comprimari tutti gli altri, Ricciardo e Verstappen ( terzo in pole, al Gp d’Inghilterra) compresi.
A quando l’atteso suono delle campane del parroco di Maranello non si sa. Nel frattempo Marchionne, l’uomo dal maglioncino blu, ha cominciato a svecchiare le  (gloriose) corsie del reparto corse della Ferrari a  Maranello.

ALTRI SPORT. Continua ad andare a balzelloni alla Ferrari. In Austria, è addirittura ‘scoppiato‘ un pneumatico posteriore al nostro Seba. Tra Lewis e Rosberg, invece, solito duello rusticano, con il secondo fuori e il primo vincente. Ora, tra i due galletti di Toto Wolff e Niki Lauda, il distacco s’è ulteriormente ridotto. Continua a meravigliare il pargoletto Verstappen, che anche in Austria manco s’è accorto che  teneva sui tubi di scarico il vecchio Kimi.
Prossima gara: 10 luglio, Gp Gran Bretagna, Silverstone. Per la ‘rossa’ meglio è pensare al 2017, anche perchè ( forse) coi nuovi regolamenti qualcosa potrà cambiare. In meglio, si spera,  ovviamente.

Cavendish vince la prima tappa tappa e veste la maglia al Tour, il 103° della storia, approdato a Utah Beach ( Bretagna). Queste, si sa, sono tappe per velocisti. Fuoco e fiamme sono attese più avanti. Sui Pirenei. Dal favorito, Froome, ma anche dai nostri, Nibali ( già andato fuori classifica) e Aru ( sempre con i favoriti).  Intanto Condador, caduto, è ad  una quarantina di secondi dai big. Djoko, il grande Djoko, è stato battuto a Wimbledon. Cade il re, salta il Grande Slam.
Non si capisce se Usain Bolt stia realmente male. In ogni caso ci sono dubbi in previsione Olimpiade. Il suo viaggio a Rio è garantito, ma sarà competivo? Schwazer, il marciatore, è stato sospeso dalla Iaaf: per lui addio all’Olimpiade. Volano intanto come foglie dorate al vento i milioni ( di dollari) d’ingaggio per  i Paperoni della Nba, anche se Messi ( media 36 milioni annui) li supera. E’ alle finali  il preolimpico del basket a Torino, per un pass per Rio. Dobbiamo (ri) vedercela con la Croazia.  Se non ce la facciamo ( manco) stavolta quando mai torneremo all’Olimpiadi ? La Cate Campbell, 24 anni, sorella di Bronte, 22 anni, ha stracciato il mondiale 100 sl con un perentorio 52″06′. Mentre l’eterno Phelps continua ad incamerare pass per Rio.
Promossa la ( alterna)  pallavolo uomini alla Final Six di Cracovia. Bella la vittoria ( 3-0) contro l’Iran ex Julio Velasco.  Nel mitico Palio di Siena ha trionfato  ( dopo 27 anni) la Lupa. La gara è sta un vero capolavoro del fantino Bartoletti, giunto a nerbo alzato. Spettacolo nello spettacolo, di un evento senza eguali al Mondo.

La Grenot ( cubana naturalizzata dieci anni fa) ha piantato agli Europei il tricolore sui 400 mf. Dove si aspetta Tamberi. A Wembley, Raonic il bombardiere ha sgambettato re Federer e vola  in finale con Murray ( che ha eliminato Berdyc). Tra le donne è saltata invece una finale tutta in famiglia tra Serena e Venus ( eliminata). Serena incontrerà la Kerber.

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