Ravenna. Istituto musica Verdi. Diploma accademico di secondo livello a Sara Zinzani.

Ravenna. Istituto musica Verdi. Diploma accademico di secondo livello a Sara Zinzani.
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RAVENNA. Sara ha iniziato gli studi di violino all‘Istituto Verdi nell’anno accademico 2006/07, sotto la docenza del professor Franco Andrini. Fino all’anno accademico 2010/11 ha frequentato il percorso didattico previsto nel Vecchio Ordinamento; in seguito all’applicazione della riforma che articola i corsi accademici in primo e secondo livello, ha avuto accesso al triennio Accademico di Primo Livello portato a conclusione nel 2014 col massimo dei voti. Ha proseguito lo studio del Violino iscrivendosi e frequentando il Biennio Accademico Sperimentale di Secondo Livello di cui oggi le viene conferito il titolo.

In occasione del conferimento del diploma, che si è svolta stamani all’Istituto Verdi, Sara Zinzani ha eseguito al violino la Sonata in la minore op. 105 di R.Schuman e la Partita seconda in re minore BWV 1004 di J.S Bach.  Si è trattato di una breve cerimonia cui erano presenti il direttore dell’Istituto Andrea Patrignani e l’assessora alla istruzione superiore e università Ouidad Bakkali.

“I miei più sentiti auguri ai ragazzi che stanno conseguendo il diploma accademico di secondo livello e in particolare alla studentessa Sara Zinzani - ha commentato l’assessora Bakkali – che consegue il primo titolo per la scuola di Violino del nuovo ordinamento; il nostro Comune investe ingenti risorse nell’Alta Formazione e lo fa nella convinzione che questo possa fare crescere la nostra comunità nelle arti che maggiormente imprimono la nostra identità: mosaico e musica. In questi giorni – ha affermato – siamo impegnati perché anche lo Stato Centrale faccia la sua parte nell’Altra Formazione, portando avanti le istanze di statizzazione rimaste ferme per troppo tempo. La Ministra Giannini sembra aver dato finalmente un nuovo impulso e pare che la riforma AFAM vada avanti di pari passo con la statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle poche accademie ancora oggi civiche”.

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