Roma. Gare, scommesse e bingo a rischio in Emilia Romagna.

Roma. Gare, scommesse e bingo a rischio in Emilia Romagna.
bingo (i.e.)

ROMA. Le parti si sono date appuntamento alla prossima Conferenza unificata, il 15 settembre, per continuare la discussione ma non c’è più tempo per incassare il denaro previsto dal Governo in legge di Stabilità: i bandi potranno essere emanati solo dopo la (eventuale) firma dell’accordo e dopo il parere – previsto dalla legge – del Consiglio di Stato, quindi non prima di novembre-dicembre. Sia l’assegnazione delle concessioni che l’incasso dei circa 500 milioni slitteranno quindi al 2017.

Oltre alla questione di cassa per il 2016, una soluzione condivisa da Stato e regioni sulla distribuzione appare fondamentale anche in prospettiva perché – senza un’intesa – le gare rischiano in ogni caso di andare deserte in almeno dieci regioni. Secondo un’analisi delle normative locali in vigore, prosegue Agipronews, si tratta di Emilia Romagna, Abruzzo, Toscana, Liguria, Puglia, Basilicata, Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto e Lombardia, oltre alla provincia autonoma di Bolzano, dove dal primo gennaio scorso sono già effettive le disposizioni che prevedono distanze (tra 300 e 500 metri, ndr) delle agenzie di scommesse da luoghi indicati sensibili, come scuole, ospedali, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale anche per le autorizzazioni già esistenti ma scadute.

La prossima regione a eliminare il gioco a 300 metri dai luoghi sensibili, riferisce Agipronews, sarà la Liguria, che fissa al 1 maggio 2017 la scadenza di tutte le autorizzazioni, mentre in Abruzzo e Puglia si guarda a novembre edicembre 2018, anche se in quest’ultimo territorio la norma sul ‘distanziometro’ contenuta nella legge regionale è stata rinviata dal Tar Puglia alla Corte Costituzionale. Ottobre 2019, invece, è il termine fissato dalla legge regionale della Basilicata, mentre in Lombardia la data coincide con la scadenza delle concessioni per gli apparecchi, dunque il 2020. Anche se nella maggior parte delle Regioni il distanziometro vale soltanto per gli apparecchi, conclude Agipronews, il divieto di installazione potrebbe essere un deterrente decisivo per gli operatori di scommesse, che registrano una parte consistente dei ricavi proprio dal business delle slot.

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