Olimpiadi Rio 2016. Bilanci: siamo già a quota 24 medaglie, ma con una decina ancora da ‘giocare’.

Olimpiadi Rio 2016. Bilanci: siamo già a quota 24 medaglie, ma con una decina ancora da ‘giocare’.
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LA CRONACA DAL DIVANO OLIMPIA. Fatto è che non diventa  più difficile raggiunge quegli obiettivi ( 25 medaglie, 6/8 oro e top dieci finale) che Malagò, presidente Coni, aveva osato immaginare alla vigilia del grande appuntamento con l’Olimpiade di Rio.
Sono arrivati anche tanti  piazzamenti, ovver0 le ( onorevoli)  ’ medaglie di legno‘: Chiarabini Tocci, sesti dal Trampolino, nel giorno della sconfitta della Cina; Petra Zublazing, quarta, carabina 3 posizioni; canottaggio, con Costanzo-Abbagnale, sul terzo gradino del podio; Vanessina Ferrari, quarta al corpo libero.
E’ andata invece decisamente male la squadra femminile di pallavolo, incredibilmente gettata allo sbaraglio da un progetto agonistico  evidentemente cervellotico. Mai s’era vista una formazione di pallavolo femminile azzurra tanto inconsistente a livello internazionale. E inoltre: De Gennaro ha mancato il podio nella canoa slalom. Stesso discorso per l’arciere Galiazzo. Hanno viaggiato  invece con onore, tanto la coppia sulla sabbia ( Nicolai-Lupo, in finale contro i padroni di casa), quanto il volley maschile (  quarti), la pallanuoto maschile e femminile (  semifinali). Gran medaglia quella di Elia Viviani, 27 anni, oro nell’Omnium.

Al momento ( 17 agosto) l’Italia ( quinta nel medagliere) conta 23 medaglie: 8 oro, 9 argento, 6 bronzo. Ci restano una decisa di carte da giocare.

Che dire? Si puntava ad una partecipazione di livello ( con oltre 300 atleti) e livello c’è stato. Onorevolissimo. Anche se non sono mancate discipline mandate letteralmente allo sbaraglio. Tra queste la pallavolo femminile è il caso più eclatante. Ma non è stato  il solo. Il settore natatorio in vasca, ad esempio, uscito tanto bene dai recenti europei, ha dimostrato una fragilità davvero impensata alla vigilia . Non così, per nostro fortuna, quello in mare, con la Bruni d’argento.
La zona mista per i collegamenti dalla vasca del nuoto di Elisabetta Caporale, microfono Rai, è stato un ‘ lacrimatoio’ continuo. Con visi smunti, contriti, imploranti. Possiamo essere ‘ buonisti‘ quanto si vuole, ma qui ( come altrove) il ‘buonismo’ di circostanza non sembra essere ( ancora una volta)  la medicina giusta per far ritrovare la giusta via a quei tanti giovani prima illusi e poi delusi da valutazioni di circostanza o di comodo.

LA GARA PIU’ STRANA. Ad averla vista dal divano, quella dei diecimila piani donne è sembrata una gara prodigio. Proprio com’è stata esaltata dai media in collegamento con lo stato d’atletica di Rio 2016. Solo in un secondo tempo, a riflessione avvenuta, è apparsa la gara più strana dell’intero agone olimpico brasiliano. Ad aggiudicarsi la gara è stata Almaz Ayana, etiope, che s’è divorata la ( lunga) distanza in 26’22″ ( precedente record 29’31″). Non una goccia di sudore, non attimi di smarrimento dovuti alla fatica. Tutto liscio, impeccabile, pulito.
Eppure  se la Ayana avesse incontrato la precedente medagliata, una cinese capace di prodigi che puzzava di zolfo, le avrebbe inflitto almeno un rettilineo di distacco. Roba da altri pianeti, sempre che esistano pianeti con fenomeni a bordo. Scusate, potete Voi (?) potete darci una occhiata?
E senza che dobbiamo aspettare otto anni per ricordaci chi e come s’è aggiudicata tanto prestigiosa medaglia olimpica? Sì, al più presto, per favore, anche perchè noi ( in Italia) abbiamo assistito per lunghi mesi all’agonia del nostro Scwazer, che non abbiamo mai sostenuto, mai,  neppure per carità di Dio, e che davanti a certe imprese ci (ri)sovviene spesso: e se non avesse  tutti i torti?

Usain Bolt, stella assoluta di Rio 2016, punta al triplete per raggiungere i 9 ori di Lewis. Ora aspetta i duecento.  Con il futuro nei 4oo?

ALTRE DI CALCIO. Resta vivo e vegeto il ‘vizietto’ di dare una occhiata all’amato calcio ( che dal 2018 tornerà ad avere 4 squadre in Champions). Anzi, al calciomercato, sempre operante, giorno e notte, estate e inverno.  Del resto con quello che portano in banca ( alcuni ) operatori ( Raiola, 35 milioni in sacoccia solo per l’amato Podgba) non può che far pendere la bilancia verso un attivismo senza fine. Che alimenta emuli.
Vedi la bionda Wanda signora dell’imberbe Icardi, tutta tesa ad incrementare ( costi quel che costi) il ‘misero’ badget famigliare. Ma se solo i procuratori ( o simili) si ritagliano ampie fette della ( non illimitata) torta disponibile, come faranno in futuro le società ( non solo nostrane) a mantenere un sistema calcio tanto costoso e finito  in mani tanti abili ed avide? E chi avrà il cinismo di andare a dire a tutti quegli infanti che i loro eroi son tali solo se pinguamente retribuiti?

La Juve gioca la giovane scommessa Pjaca. Che in casa bianconera conta di crescere per entrare nel grande calcio. (Ri) fiorisce, sempre all’ombra materna della Nostra Signora, anche il talento ( finora un poco disperso) di Pjanic, 26 anni, regista, che ricorda Pirlo. Intanto s’odono i tamburi per il ritorno del Campionato. Che non sarà ( come dicon Vialli e Di Canio)  ’ imprevedibile e sorprendente‘ quanto la Premier ma che resta carico di società storiche, le quali  anche solo con la loro presenza nobilitano un torneo.
Che poi a (ri)vincere il nostro Campionato debba essere per la sesta volta di fila la Nostra Signora è tutto da vedere. Si annuncia inoltre per il 2018 una sostanziale modifica dei tornei Uefa, con  porte aperte all’Italia per la partecipazione di quattro squadre alla ( sola)  Champions. Evidentemente ( anche in questo caso) la storia conta. Eccome. Che Europa è, infatti, dice Rumenigge, senza Inter (3 Champions)  e Milan( 7 Champions?)  ?

CALCIOMERCATO. De Boer, ex Ajax, l’ha presa di petto: ” Cara Iuve – va dicendo ai quattro venti –  all’Inter non fai paura”. Giusto iniziar così. I toni alti fan sempre impressione, il problema è semmai che si fatica non poco a tenerli sempre così. E comunque Icardi resta ( Vanda o non Vanda), Brozo è in stand by, Joao Mario, 23 anni, esterno del Porto,  ha già la valigia in mano e Banega, 28 anni, centrocampista ex Siviglia, è in pista di lancio.
Bruno Peres, 26 anni, è arrivato a Roma. Squadra tutta da verificare, anche perchè dopo aver trattenuto Nainggolan e perso Pjanic, cercherà di far risorgere l’armadione Dzeco, dopo una annata da far strappare i capelli anche a Spalletti.  Sousa annuncia una Viola intermittente come un  albero di Natale. Mentre a Napoli Sarri si sbraccia per convincere De Laurentis a comprargli rinforzi dietro: ballottaggio Caceres-Criscito?
Lasciamo perdere invece la Nostra Signora che dopo essersi liberata di Pereyra e ( lamentoso) Zaza, ha altri 60 milioni da spendere. Il club bianconero che sta veleggiando verso la soglia dei 400 milioni di introiti, non rimpiange Podgba e  non rinuncia al suo chiodo fisso: la Coppa dalla grandi orecchie. Intanto, mentre riappare Quadrado, 28 anni, si intensificano i contatti per Witsel, 27 anni, in arrivo dallo Zenit. Gli altri, De Boer compreso, per darsi coraggio non sanno più che a quale santo rivolgersi. Non vediamo l’ora di vedere se quei veggenti di VialliDi Canio ( assunti dalla Premier per celebrarla ad ogni più sospinto ) l’avranno di vinta.

 

 

 

 

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