Non solo sport. Verso (l’assurdo) ‘no’ per Roma 2024. Onore al Vale; alti i cori per la mostruosa Juve.

Non solo sport. Verso (l’assurdo) ‘no’ per Roma 2024. Onore al Vale; alti i cori per la mostruosa Juve.
Raggi download

LA CRONACA DAL DIVANO. Che spetti ad un comico il  compito di ‘ rifare‘ l’ Italia è una novità da manuale. Soprattutto perchè questi è comico per davvero, di mestiere, un salvatore di lunga militanza, dai capelli folti e bianchi come si immaginano per certi profeti del Vecchio Testamento. E anche se di comici se ne incontrano tutti giorni, anche in politica dove meno dovrebbero stare, costui è davvero difficile da prendere sul serio.
Da accettare. Anche perchè, prima di lui, altri come lui o quasi come lui,  hanno provato a rivoluzionare il Mondo. Ad esempio come quel tal Masaniello, panormitano, pescivendolo d’estrazione, rimasto tuttora su qualche manuale scolastico di storia  , il quale  stufo dei prepotenti dei tempi suoi animò ( forse con altro  humor  ) i Vespri siciliani, poi finendo ( se non andiam errati) con l’essere trafitto ( per aver rotto oltre misura)  dal pugnale dei suoi.

Il problema è che, grazie a misteriose alchimie mediatiche, il nostro comico s’è circondato di tanti  virtuali ‘ adepti’. La più parte imberbi ed anonimi. Dando vita in questo paese ‘ sbiellato’ ad una ‘ novella’ classe dirigente, che ha cominciato a prendere d’assalto città e borghi, province e regioni,  praticamente tutte ormai sguarnite.
I sindaci ‘adolescenti’ ( come li chiama qualcuno ) si sono installati perfino in città metropoli. Come nell’ Augusta Taurinorum o nell’Urbe eterna. Costoro vorrebbero ( e dovrebbero) ‘ far piazza pulita‘ dei vecchi maneggi.
Dei tanti ladruncoli. Dei ‘mangia pane a tradimento‘. Degli infiniti previlegi e  previlegiati.
E per questo ( al momento) solo virtuale repulisti, non manca ( giustamente) chi gli concede ( appassionata) fiducia. Il problema però è che, come dice il vecchio adagio, ‘ di buon intenzioni son piene le fosse‘. Perchè per certi ardui compiti non bastano i teneri  loro  ’ occhi di bimbo’. Qui, infatti, oltre alla buona sorte occorrerebbero, come forse li consiglierebbe il segretario fiorentino, anche le qualità della volpe e del lione. Che non sono facili da trovare. E da mescolare, soprattutto, in sofisticata misura.
Come richiederebbero certi ambienti che ai salvatori sono abituati. E allora, costoro, tutti costoro, tanto (ri)colmi di buona volontà,  come possono sfidare un così terribile destino senza essere nè volpe nè lione?

Gli impacci della signora Raggidai dolcissimi sguardi di bimba‘ sollecitano simpatia; ma quelli del suo Mentore, un ragazzino profeta di 30 anni appena, no. Le ‘ urla’ contro Olimpia del loro contendente , poi, tal Di Battista, anche lui trentenne ( o poco più), sono solo  convulsioni che preoccupano.
E comunque tutti costoro,   comico compreso, si son messi  contro Olimpia. Che gli abbia fatto Olimpia non è chiaro. Sostengono solo che in caso di assegnazione all’Urbe dei Giochi si creerebbe un’altra pericolosa mangiatoia, con tanto di magnaccioni e di debiti da gravare sulle povere spalle del cittadino.
Un bel motivo, questo, per paralizzare Olimpia.  Bello davvero. E pure originale. Ma se il loro assunto ha un senso,  in futuro, di quale altro lavoro nell’Urbe eterna si potranno  installare cantieri ? Quale ?

Eppoi a chi spetta decidere: alla sindaca Raggi o a i suoi profeti e mentori? Non sarebbe meglio, invece di sgolarsi, tra mille paure, messaggini,  ingenuità  e bugiine, star vigili e con la lancia in resta? Per ‘bloccare‘ i ladri e non per mandare a spasso Usain Bolt ( o chi per lui, visto che si parla del 2024) ?
Del resto un’ Olimpiade, ammesso e non concesso che venga affidata all’Urbe, come si può non considerarla un passo in  avanti ? Con tante preziose occasioni per ‘rifarsi’ (tra l’altro ) di una indispensabile dote sportiva di impianti ( anche periferici e non solo romani) al momento sempre più obsoleti e carenti? L’Olimpiade non è infatti un evento esclusivamente romano, riguarda l’intero Paese. Un Paese che vuol guardare avanti, come hanno fatto a Londra, Rio e Tokio.

LA PARTITA DEGLI DEI. Abbiamo ammirata la tanto celebrata partita degli Dei, con  attenzione, in quell’Old Trafford ricolmo a canterino, dove erano stati  posti l’uno contro l’altro armato Mou Mou ( Mouriho) e Pep ( Guardiola). Ovvero le due maggiori divinità del pallone  spendaccione dei giorni nostri, il quale  continua ad attrarre api da ogni dove ( e in particolare dall’anglofilo Belpaese)  per via di quella  sua ricca torta di miele miliardaria.

Qualcuno, con tanta fretta, s’è perfino spinto ad inserirla nella  ‘storia’. Una ‘storia‘ però che non si sa con quale legittimazione possa  già fare parte di quell’epica ( più o meno fasulla ) dei nostri tempi alla ricerca di valori e di campioni autentici.
Sì, perchè al di là dell’enfasi legata al solito merchandising, non è che siamo rimasti particolarmente rapiti dallo spettacolo cittadino offerta da United e City, finito 1-2 per gli ospiti. Dove si è corso, questo senz’altro, e tanto, da ambo le parti. Con le squadre posizionate in campo  (forse ) non proprio al meglio ( soprattutto in difesa).
E’ stata, insomma, una delle tante partite che il suolo calcistico d’Albione sa offrire. Con tanta forza, agonismo, corsa. Avvincente. Stimolante,  fino al 95′. Ma a noi , poveri italici, che stiamo  a piangerci addosso per il dieci scomparso, che dovrebbero dirci quelli lassù che certi dieci non da tempo immemorabile?
Quei dieci che, nel Belpaese,  sprizzavano fantasia. Al solo tocco della palla. Disegnando poi sogni indimenticabili con qualche stop, dribbling, lancio. E chi li ha dimenticati? Loro: Gianni, Luisito, Michele, Diego? Una goduria. Soprattutto per l’immaginazione dei ragazzi, che iniziavano così, in tanta bella compagnia,  il loro incerto volo  vero il futuro.

 DAI CAMPI DELLA SERIE A. ‘Una Serie A mai vista‘, dice la ‘rosea’. E in effetti ( tranne  forse Pjanic) chi le conosce quelle facce là, che dovrebbero animare uno del Campionati più prestigiosi ( e bistrattati) al Mondo;  e di certo quello ( ancora) con le ‘ difese più forti’ ?
Impariamo a conoscerli, dunque, questi ragazzi che sono pronti a sbocciare come rose a primavera, senza costringere a svenarci come stanno facendo i  ’ ricchi scemi d’Albione‘.
Intanto, nell’anticipo del sabato, abbiamo visto qualcosa che la leggiadra Europa del pallone farà bene a non ignorare: ovvero, una trentina di minuti di calcio rarissimo per schemi, corsa, efficacia e genialità. La genialità del Pipita ( due gol capolavoro, uno più difficile dell’altro) con l’abbraccio per lui inedito dello  Juventus Stadium.
Altro che Premier ! Altro che calcio degli dei! Di questo passo, è chiaro che, con la Nostra Signora in palla, pur avendole  il Napoli  ( al momento)  risposto   per le rime ( o-3 al bravo Palermo), non ce ne sarà per nessuno. In Italia. In  Campionato.
Anche se ( a dir il vero) la Nostra Signora, quest’anno, sembra più rivolta col pensiero alla Coppa dalle grandi orecchie la quale ( dopo 9 finali) sarebbe più che sacrosanto approdasse per la terza volta tra le sue grandi braccia.

Altri risultati: squallido Milan, battuto per la seconda volta  di seguito da una ‘ normale’ Udinese. Se iniziasse così la discesa verso la serie B di una ex grande squadra inopinatamente abbandonata dalla sua dirigenza, cinesi o non cinesi, poco o nulla ci sarebbe da meravigliarsi.
Qui non è il problema di Seedorf, Inzaghi,  Miha o Montella; qui  il vecchio glorioso Milan s’è involato via. Vince Donadoni ( 2-1) sul modesto Cagliari; porta a casa i tre punti anche l’Atalanta contro il Toro.
Scenario a parte per la Roma, con partita sospesa sull’1-1. Ma se la forza in campo è quella intravista alla fine del primo tempo, conoscendo l’ambiente che ( tra l’altro ) poco più frequenta l’obsoleto Olimpico e con la partecipazione Champions regalata, Spalletti può iniziare a far le valigie. Valigie pronte le aveva anche l’olandese De Boer, con la sua Inter sotto contro il buon Pescara e poi salvato, all’ultimo, da un ringalluzzito Icardi ( doppietta).

I RISULTATI III GIORNATA. Juve- Sassuolo 3-1; Palermo- Napoli 0-3; Bologna-Cagliari 2-1; Roma- Samp 1-2 ( parziale) ; Atalanta-Torino 2-1; Chievo-Lazio 1-1 ; Genoa-Fiorentina (rinv) ; Milan-Udinese 0-1; Pescara-Inter 1-2; Empoli-Crotone.
LA CLASSIFICA. ( parziale) Juve, punti 9; Samp, 9; Napoli, 7; Udinese, Bologna, 6; Milan e Sassuolo, 3; Cagliari e Palermo, 1.
IL PROSSIMO TURNO. ( venerdì 16 settembre) Samp-Milan ( ore 20,45); ( sabato 17) Lazio-Pescara ( ore 18), Napoli-Bologna ( ore 20,45);  Udinese-Chievo ( domenica 18, ore 12,30), Cagliari-Atalanta ( ore 15), Crotone-Palermo, Sassuolo-Genoa, Torino-Empoli, Inter-Juve ( ore 18); Fiorentina-Roma ( ore 20,45).

L’INNO DI MAMELI. In una  Romagna del sud intasata da una incredibile folla di estimatori della moto, non poteva mancare l’inno di Mameli. Negato per un soffio al promettente Bastianini ( secondo dietro Binder, nella Moto3), non è invece sfuggito nella Moto2, grazie ad un Baldisserri strepitoso che ha saputo piegare negli ultimi tratti di pista l’indomabile Rins ( ora secondo anche nel Mondiale, a tre punti dal francese Zarco).

Commovente il salire del tricolore sullo sfondo di una interminabile e densa barriera gialla. Che s’era  data convegno, a dir il vero,  per il mitico Vale il quale, nella circostanza,  ha mantenuto la parola data facendosi in quattro per eliminare  i soliti rompiballe  Lorenzo ( terzo, con polemica) e Marquez ( quarto, con sorriso amaro),  finendo però col farsi superare  nel finale da colui che mai si sarebbe aspettato: ovvero il redivivo Pedrosa, eternamente malinconico, bravissimo soprattutto sul tecnico, e oggi in eccezionale stato di grazia, il quale nella seconda parte della gara (con quella sua criticata gomma soft) volava.

LA CLASSIFICA MOTO GP. Marquez ( Honda) punti 223; Valentino ( Yamaha) punti 180; Lorenzo ( Yamaha) punti 162; Pedrosa( Honda) punti 145. Per il ‘ragionier’  Marc, dunque, un altro pomeriggio a far di calcolo.

Ti potrebbe interessare anche...