Non solo sport. Raggi: ‘ Basta con le Olimpiadi!’. Simulazioni 2017: Mercedes da paura. Ferrari, attenta!

Non solo sport. Raggi: ‘ Basta con le Olimpiadi!’. Simulazioni 2017: Mercedes da paura. Ferrari, attenta!
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LA CRONACA DAL DIVANO. Ce l’ hanno fatta i nuovi imberbi fenomeni della scena politica italiana a tagliare le gambe al sogno olimpico di Roma 2024.
E lo hanno fatto attraverso il viso smunto,  egocentrico e stranito d’una aspirante amministratrice, la quale  dopo ( ben)  quattro mesi di ‘ governo’ in una delle capitali più ostiche, complesse  e bisognose al Mondo non ha ancora allestito una ‘ responsabile’ e ‘completa squadra amministrativa’.

I motivi addotti dalla Sindaca per  obbedire al diktat del  comico miliardario  restano misteriosi.
Come misteriose ed aleatorie  restano le procedure democratiche di questi  drappelli ‘barbari’  scesi a Roma non dai valichi alpini, ma da quei solitari anfratti mediatici che sono usi a frequentare  per venirci a dire che il sogno olimpico altro non è che un incubo. Solo lacrime e sangue. Per Roma ( ladrona) ovviamente, ma anche ( se non abbiamo inteso male)  per l’intero Pianeta.
Roma 1960, Atene, Londra 2012, Rio: solo fallimenti!  Il buon De Coubertin, insomma, e il suo sogno nobile di far cessare le guerre tra gli uomini almeno durante il periodo dei giochi, è stato invitato a ‘ non rompere più le scatole ‘ e a ricoverarsi ‘una volta per tutte’   presso un sito archeologico.

Ma c’è una valida ragione per tanto danno ( non solo sportivo) ? Forse,  tenta ( ragionevolmente) di spiegare Sergio Rizzo ”  questa storia, oltre a non avere dissipato la sensazione di estrema fragilità della classe dirigente al governo di Roma, ha posto in discussione alcune regole basilari su cui si è sempre ispirato il Movimento. Come quelle della democrazia diretta. La proposta referendum del radicale Magi è stata liquidata infatti molto sbrigativamente.
Nè si sono viste consultazioni ‘ Olimpiarie’ online degli aderenti,  o le famose dirette streaming.
Qualcuno ha capito come è stata presa la decisione? Certo non dal Consiglio  e nemmeno dalla Giunta comunale di Roma. E chi era a favore e chi contrario? Se utile alla propaganda, lo streaming diventa un dogma usato anche come manganello, si trasforma invece in un optional quando può essere fonte di imbarazzo. Ma, in tutto questo, dove sta la differenza con gli altri ? ”.
Insomma come funzioni questa curiosa forma di democrazia mediatica di cui sarebbe bene ‘indagare‘ prima che alle ’ fisse’ del comico profeta diano seguito altri disastri. La giovin  inesperta amministratrice  in coerenza con quanto deciso ( si fa per dire) nel momento in cui ha inteso annullare  l’adesione del Comune alla candidatura di Roma 2014 ha promesso alla sua città impianti nuovi e degni. Benissimo. Ma quando, dove, come, con chi e con quali danari li farà?

A questo punto,  se non lei stessa, qualcuno  dovrà pure spiegarcelo. Responsabilmente, ovvio, sennò di che parliamo?

LO SPETTACOLO  INDECOROSO DEL DOPING. Il divano è una posizione comoda per ‘ sbirciare’ sullo sport. Nostro e altrui. Ma è anche una posizione marginale, spesso solo emotiva, anche se ( a dirla tutta) priva ( in buona dose )  di imposizioni, ipocrisie, verità di comodo etc. Ci sono tanti momenti di sport  che non condividiamo neppure con la mitica ‘rosea’ che se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Eppure, su certe situazioni, argomenti, personaggi non ci si trova. Non c’è identità di vedute.  Secondo noi, occorrerebbe dire di più. E meglio. Perchè come su certi fenomeni diffusi  e rovinosi non si può usare solo la carota ma anche il bastone, anzi, il coltello, affilato pure, per tranciare quanto sta mandando in malora un corpo che deve ( dovrebbe) restare sano.
Ci riferiamo, ad esempio,  al doping, che ( come si può constatare, titoli a parte) è il male di tutti. Russi e non Russi. Sport ricchi e sport poveri. Sport toccabili e sport intoccabili. Sì, perchè è ora di uscire da questo involucro  ( più o meno) organizzato da un capo all’altro del Pianeta. La gente, infatti, soprattutto i bambini, vuole tuttora applaudire i suoi eroi. Ma solo quelli che lo meritano. Quelli autentici. Per sognare e crescere sani.

L’ESEMPIO PREMIER. Sono in tanti dalle nostre pari ad ammonirci continuamente di esempi da seguire e che da seguire non sono.  Per ragioni ( misteriose) in questi ultimi due o tre lustri le casse delle squadre di calcio di Albione si sono riempite di danari sonanti. Danari, che piovono sulle isole di Sua Maestà un po’ un da tutto il Mondo. Dai deserti e dalle steppe, dai ricconi d’America e dai ricconi d’Asia.
Tutti s’affannano, infatti, a rimpinguare i conti correnti di questo e quello. Compreso quelli di certi personaggi che, nel breve ruotare di qualche luna, si sono ritagliati compensi da favola.
Il brutto, però, non sono tanto i compensi, comunque esagerati,  di certo impossibili da sostenere nei tempi lunghi, quanto la loro influenza sulla composizione stessa delle squadre.
Dopo avere assistito ( impotenti) ad operazioni come quella alla Podgba ci è venuta la domanda: ma chi è, oggi, che fa una squadra? La società o il mediatore? Il quale, fatti tutti suoi conti, sembra ormai ( bontà sua) ’ regalarti’   l’assistito, ma  solo per il tempo necessario a crescerne il prezzo?

Che poi i Podgba, i Balo ( nonostante l’apparente resurrezione in Costa Azzurra) etc finiscano nel dimenticatoio ( a questi esimi mediatori ) poco o nulla deve importare. Come poco o nulla deve importare delle società. Anche quelle dai sacri lombi. Che hanno fatto la storia di questo sport popolare. Spesso e volentieri ‘ ridotte’ a ‘ far figuracce’ epocali. Come stanno facendo, ci pare si possa azzardare, alcune big della celebrata Premier.
Vediamo alcuni loro riscontri.
Dal 201o al 2016, secondo l’Osservatorio del calcio, questi i loro esborsi:  Manchester City, 1.024 mil euro; Chelsea, 871 ml euro; Manchester United, 841 ml euro; Liverpool, 663 ml euro.
E questi i loro risultati: Coppa dei campioni, 1, Chelsea ( 2011-12); Uefa Europa League, 1, Chelsea ( 2012/2013); Nazionale, tanto per citarla, nessuna finale. City, Chelsea, United e Liverpool, in totale, hanno speso 3.399 ml euro; Barca, Real e Juve, ‘solo’ 1.942 ml euro.
Nello scorso campionato inglese, inoltre, lo ‘scudetto‘ è andato ad una società sconosciuta con budget di sussistenza la quale, grazie ad un abile allenatore italiano, s’è fatta beffe di tanta ricca crema calcistica. L’evento è stato fatto passare come la ‘ favola’ del secolo; ma  non  pochi hanno pensato ad una ‘ barzelletta’ .

Morale? Guardiamo pure agli altri. Ma non per condannarci ad una perenne ( presunta) inferiorità. Teniamoci inoltre stretta stretta la nostra Juve. La quale,  in appena un lustro,  ha ( quasi) triplicato entrate e valore dotandosi ( tra l’altro ) di un bel stadio e di altri impianti essenziali.
Facciamo dunque di tutto per realizzare ( possibilmente in tempi brevi)  stadi di proprietà o per adeguarli ( come il San Siro o il San Paolo) .  Anche se ci siamo fatti stoltamente scappare l’occasione olimpica.
Perchè lo sport è anche prospettiva sociale e di lavoro. E abbandoniamo (una volta per tutte )  i signori del ‘no’  ( ovunque essi siano e di qualsiasi colore si tingano)  alle  loro ingenue ( e paralizzanti)  paure.

 

CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A

C’era da aspettarselo. Che prima o poi il Campionato nostro si divertisse a smentire i soliti sapientoni, quelli che guardano Altrove e ammoniscono ad ogni piè sospinto, con tutti i loro dogmi in tasca e le le loro previsioni da maghetti del meteo. E che di questo sport e di questo Paese non capiscono una mazzola. Visto che ha fatto la Beneamata con la Signora? Non solo non le ha fatto ( come tutti s’aspettavano) da zerbino, anzi, s’è pure concessa il lusso di rimontarla.

Che sia stato il Maurito a compiere l’impresa sotto gli occhi del Milito, poco importa. Sì, perchè, qui, in questo Paese, non c’è mai stato posto per verità assolute. E tanto più per tiranni a ciclo perpetuo. Sì, perchè, qui tutto usa cambiare, e quando men te l’aspetti. E i tiranni finiscono spesso e volentieri in malo modo. Ora, per la Nostra Signora  egemone che tale resta e resterà per un altro lustro almeno, non c’è altro da fare che prenderne atto di quanto accaduto.
Farne giusto tesoro. Il Bel Paese del resto ( calcisticamente) non è la Spagna dove a dettar legge sono due Panda ( praticamente) eterni; il Bel Paese ama cambiarsi d’abito. L’abito più bello. E sorprendente. E fascinoso. E se le Milanesi avessero azzeccato  sponsor e nuovi padroni le novità potrebbero arrivar in men che non si dica. Da un anno all’altro. A gloria dei nostro calcio, ma anche di quello d’Europa, il quale di dieci Coppe dalle grandi orecchie non può certo farne a meno.

Intanto, zitto zitto, sembra essere tornato in spolvero anche il povero Diavolo ( 2-0,  alla Lazio). Anche se Bloomberg continua ad iniettare dubbi sulla bontà della (fantomatica ) cordata che dovrebbe acquistare definitivamente il Diavolo entro l’anno. Non fossero arrivati i cento milioni saremmo al dramma. Molto più edificante è la svolta Inter, con quel Maurito che non perde occasione per tirare fuori la Beneamata dalle ambasce di classifica.
Nel frattempo, chi di fantomatico  ha deciso di non vivere da sempre,  sta arrivando a quota 400 milioni di fatturato.  Con ben altra ( e comprovata) solidità di base. Familiare, economica  ed agonistica.
Chiaro che, col bilancio  2016/2017,  la Signora, varcherà anche la soglia dei 400 ml collocandosi nella fascia Bayer, Psg, Chealsea e City. Ma con una differenza: mentre per gli altri ( Bayern a parte) il futuro resta pur sempre appeso a vicende e personaggi discutibili , per la Signora tutto resta abbastanza chiaro, tracciato, e comunque non in mano ad eventi improvvisi sempre possibili ed imperscrutabili.

LA V GIORNATA INFRA SETTIMANALE: ( martedì 20 settembre, ore 20,45) Milan-Lazio 2-0; ( mercoledì 21 settembre, ore 18,30) Bologna-Samp 2-0; ( ore 20,45) Atalanta-Palermo 0-1, Chievo-Sassuolo 2-1, Empoli-Inter o-2, Genova-Napoli 0-0, Juve-Cagliari 4-0, Pescara-Torino 0-0, Roma-Crotone 4-0, Udinese-Fiorentina 2-2.
LA CLASSIFICA V GIORNATA.  Juve punti 12; Napoli, 11;  Roma, Chievo, Inter,  10; Milan e Bologna,9; Fiorentina,Lazio e Udinese,7; Sampdoria e Sassuolo,6;  Torino, Pescara e Palermo,5; Cagliari e Empoli, 4; Atalanta,3; Crotone, 1.

E’ INIZIATA LA CHAMPIONS.  Questo il primo turno ( martedì 13 settembre) della Coppa dalle grandi orecchie ( finale a  Cardiff, maggio) : GRUPPO A, Psg-Arsenal 1-1 ( 20,45), Basilea-Ludogorest 1-1  ( ore 20,45); GRUPPO B, D.Kiev- Napoli 1-2, Benfica-Besiktas 1-1; GRUPPO C, Barca-Celtic 7-0 , City- Borussia M ( rinv.) ; GRUPPO D, Bayer M -Rostov 5-0 ( ore 20,45), Psv-Atletico M. 0-1 .

Questo il secondo turno ( mercoledì 14 settembre): GRUPPO E, Leverkusen-Cska Mosca 2-2, Totthenam-Monaco 1-2; GRUPPO F, Real-Sporting 2-1, Legia V.-Borussia 0-6  D.; GRUPPO G, Leicester-Bruges o-3; Porto-Copenaghen 1-1; GRUPPO H, Juve-Siviglia 0-0 ( ore 20,45), Lione- D Zagabria 3-0. 

LE ALTRE PARTITE DELLA JUVE. ( 27 settembre) Zagabria-Juve; ( 18 ottobre) Lione-Juve; ( 2 novembre) Juve-Lione; ( 22 novembre) Siviglia-Juve; ( 7 dicembre) Juve- D. Zagabria.
IN CAMPO ANCHE  L’EUROPA LEAGUE. Inter-Hapoel 0-2, Paok Salonicco-Fiorentina 0-0, Pltzen-Roma 1-1 e Sassuolo-Athletic Bilbao 3-0.

Ad occhio, le favorite Champions restano le stesse dello scorso anno: Bayern, Real, Barca e Juve. Dopodichè si potranno inserire le cosiddette outsider, sempre possibili  in competizioni come queste. Del resto non è il danaro a farla sempre da padrona, fortunatamente, altrimenti lo United ( che anche quest’anno ha sborsato qualcosa come 300 ml, senza partecipare alla Champions)  dovrebbe stazionare nella luce del paradiso piuttosto che nella mezza luce  del purgatorio.
Il Barca ha ritrovato il suo trio magico, ma anche la Nostra Signora quest’anno non scherza, con un ( imberbe) Podgba in meno ed un attacco da epoca d’oro in più. Su di lei sono puntati gli occhi d’Europa. Potrebbe essere la vera novità dell’anno.Il pari con il Siviglia dovrà servire a ‘ scardinare’ la maledizione.
La maledizione ‘bianconera‘. Ancellotti intanto sarà in grado  di rendere ancor più ostica la corazzata Bayern, mentre  Guardiola cercherà di far entrare ( finalmente) lo spendaccione City nel novero delle grandi. La nobiltà, purtroppo per lui, anche nel calcio non è petrolio da pompare.

IL NUOVO PRESIDENTE UEFA. Intanto, la Uefa, ha eletto ( 42 preferenze con 11 dell’olandese Van Praag) il suo presidente al posto di Platini. Si tratta dell’avvocato sloveno Alexsander Ceferin, candidato Fgci sin dal momento in cui nessuno ( o quasi) lo conosceva. Questo per dire che il Tavecchio che non t’aspetti è riuscito ( finalmente)  nell’impresa di ‘ contare’ a livello europeo. Ceferin resterà in carica fino al 2019. Evelina Cristillin intanto è stata nominata membro femminile europeo nel consiglio Fifa. Poco da dire: un altro successo.

MA CI SONO DEI  SABOTATORI ALLA ‘ROSSA’?  A questo punto, dopo quanto è capitato al Seb, che ha dovuto partecipare all’ultima pole su tre ruote, vien da porsi alcune ( inevitabili) domande: alla ‘rossa’, per caso, con tutte quelle disgrazie ad ogni piè sospinto, non è che siano entrati in azione uno o più sabotatori?
Perchè se non fosse così che ci stanno a fare Arrivabene e i suoi collaboratori durante i giorni di preparazione ai Gp? Come possono capitare tante, infinite e curiose avversità,  a quella che ( nonostante tutto)  resta (pur sempre)  l’auto dei sogni di milioni di persone disseminate sul pianeta?

A Singapore, tanto Rosberg ( per via di quella suicida rinuncia al terzo pit stop) quanto  Hamilton ( con i primi segni di stanchezza), non è che abbiano brillato. Hanno lasciato il posto per una impresa  altrui. Che però non è stata colto dalla ‘rossa‘, un po’ per il Kimi che  un pilota in prepensionamento, un po’ perchè al Seb gliene fanno capitare di tutti colori.  Tanto che, se miscredente non è, potrebbe andarsi a fare benedire in un santuario di sua conoscenza.
Altre prospettive non ne ha. Se non nei nuovi regolamenti previsti per l’anno prossimo ( e sempre che quelli della Mercedes non abbiano partecipato anche questa volta alla loro stesura) e su un nuovo general manager.
Spendibene
è persona seria e applicata, ma forse non è la persona giusta. Per ridare ruggito alla ‘rossa’. Come invece potrebbe  fare  quell’elegante del Toto Wolff, magari voglioso di arricchire la sua già  notevole carriera con qualcosa di strepitoso. Di epocale. Tipo Jean Todt. E come solo la ‘rossa‘ può offrire.
Dopo Singapore, Rosberg , sempre sorridente e amabile, è tornato in testa alla classifica mondiale piloti.
E che dite se proporre a lui una guida Ferrari? Due piloti tedeschi ( più Toto ) nel cuore  della ‘rossa’ non  sono troppi? E chi lo dice? Non abbiam forse necessità di partorire ( quanto prima) questa nuova Europa? Miscelando ( se possibile) capacità e talento? Razionalità e genio?

Intanto, nelle simulazione 2017, la Mercedes ha fatto segnare tempi da paura. La ‘rosea’ predica:  ”Ferrari, datti da fare!”.

MOTO GP. Per il Gp di Spagna ad Aragon il Vale si dimostra possibilista. I ( circa) 5o punti di svantaggio rispetto a Marquez sono tanti. L’unica speranza, per lui,  sta nel fatto che la ‘sfiga’ finora più ad appannaggio del maestro di Tavullia giri di 360°. Lorenzo, intanto, continua a mugugnare. E’ il suo carattere.
Mentre il riservato Pedrosa, tornato sotto la  luce dei riflettori  la volta scorsa proprio a Misano, medita altri clamorosi colpacci. Non ce la farà a tornare in vetta come gli è capitato a Misano, ma proverà a farsi rimpiangere. Da chi di dovere.  Iannone, invece, nonostante il mal di schiena, sta meglio di tutti: Belem , infatti,  ha confessato al settimanale ‘ Chi‘ la sua relazione col pilota romagnolo.

GLI EROI DELLA PARAOLIMPIADE. Ci hanno stupito fino all’ultimo  quei tanti bravi ragazzi azzurri che ci hanno onorato alla Paraolimpiade Rio 2016.
Dove siamo  arrivati nei top ten intorno alle 40 medaglie ( di cui 10  d’oro). Con l‘Alex  indiscusso ideale portabandiera, mentre gli altri, tutti gli altri,  vanno accomunati in un unico, caldo, riconoscente  applauso: ” Bravi!”.

FRASI STORICHE. Ci risiamo. Arda Turan: “ Messi è il più grande di sempre“. Ricevuto, ok. Prima però il Turan  dica all’amico di abbandonare il tranquillo rifugio del Barca e di spostarsi in una  città sul golfo, che  ha una squadra di calcio amatissima ma solo da seconda fila in giù.
Per farle  vincere, come capitò tanto tempo fa ad un  suo conterraneo,  tra sofferenze inaudite e rivali di portata storica, due scudetti almeno; mentre,  se dovessero (ri)chiamarlo in Nazionale,  cerchi di  (ri)portarla due o tre volte ancora  sulla  vetta del Mondo. Dopodichè, promesso,  (ri)faremo la graduatoria.

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