Emilia Romagna. In arrivo oltre 800mila euro di contributi per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Emilia Romagna. In arrivo oltre 800mila euro di contributi per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna
contributi. immagine di repetorio

BASSA ROMAGNA.  Sono in arrivo oltre 800mila euro per l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Lo annuncia la Regione Emilia-Romagna, che con la delibera n. 1312 del 2016 ha fissato i contributi regionali e statali regionalizzati destinati alle Unioni nel 2016, in attuazione del Programma di riordino territoriale 2015-2017 (Dgr n. 276/2016).

Con 320.496,87 euro di contributi regionali e 502.984,41 euro di contributi regionali statalizzati, a cui vanno aggiunti ulteriori 9.821 euro di contributi per studi e progetti di riorganizzazione, la Bassa Romagna è risultata la prima tra le Unioni per qualità e quantità di funzioni trasferite (una graduatoria virtuale che non considera le comunità montane, per le quali sono previsti criteri contributivi diversi per caratteristiche territoriali specifiche).

Il totale complessivo di contributi regionali all’Unione per l’anno 2016 ammonta quindi a 833,302,28 euro. In questo modo è stato riconosciuto il ruolo guida dell’esperienza associativa dei Comuni della Bassa Romagna, oltre alla qualità delle prestazioni erogate ai cittadini e alle imprese attraverso i 29 servizi oggi gestiti direttamente dall’Unione per conto dei Comuni. Si tratta di un dato in crescita rispetto agli scorsi anni: nel 2015 i contributi regionali e statali ammontarono a 730.072,12 euro, mentre nel 2014 in totale furono di 540mila euro.

Ancora una volta l’impegno messo in campo dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per l’integrazione organizzativa ha permesso di distinguerci a livello regionale, come dimostra l’ammontare dei contributi, cresciuti di oltre 100mila euro rispetto all’anno scorso – ha commentato il presidente Luca Piovaccari -. I parametri con cui vengono stanziati i trasferimenti statali e regionali infatti sono in grado di riconoscere e premiare le Unioni ‘virtuose’ e non quelle fatte solo sulla carta. Un bel risultato per la Bassa Romagna, che dimostra di essere una terra di eccellenza e di avanguardia, non solo per le imprese che vi producono ricchezza, ma anche sul fronte della pubblica amministrazione, che ha saputo innovarsi mettendo in campo in questi anni processi organizzativi molto complessi”.

Dalla sua nascita ad oggi l’Unione ha vissuto un’importante fase evolutiva arrivando a gestire 29 servizi associati. “Siamo però altrettanto consapevoli – prosegue Piovaccari – che occorra non rimanere fermi, ma cercare di migliorarsi continuamente correggendo le criticità che ancora oggi ci sono, in particolare rispetto al sistema complessivo di governance dell’Unione, sia a livello tecnico che politico.”

Proprio al fine di costruire una nuova visione strategica, l’Ucbr ha commissionato all’azienda Poleis un percorso partecipato di coinvolgimento della struttura politica e tecnica dell’Unione e di tutti i portatori di interesse esterni, allo scopo di ragionare insieme sullo sviluppo futuro del

territorio della Bassa Romagna. La prima fase del progetto si è conclusa la scorsa estate e ha riguardato il confronto con gli amministratori e con i dipendenti dei Comuni e dell’Unione; la seconda fase partirà il 18 ottobre e il 10 novembre con l’organizzazione di due Ost (Open Space Technology, ovvero una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare gruppi di lavoro e riunioni particolarmente ispirati e produttivi) dedicati rispettivamente al tema dello sviluppo economico e delle politiche di welfare. L’obiettivo finale di tutto il percorso è quello di arrivare alla sottoscrizione di un patto con tutti i portatori di interesse attraverso il quale condividere le strategie future, ma soprattutto le azioni e le responsabilità di ciascuno per poter dare attuazione a queste strategie.

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