Non solo sport.Ha vintoTrump? Viva Trump, abbasso Trump! Le ‘lenti’ dell’ideologia e la lettura della realtà.

Non solo sport.Ha vintoTrump? Viva Trump, abbasso Trump! Le ‘lenti’ dell’ideologia e la lettura  della realtà.
Non solo sport.Ha vintoTrump? Viva Trump, abbasso Trump! Le 'lenti' dell'ideologia e la lettura della realtà.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ha vinto Donald Trump. Via Trump, abbasso Trump. E comunque ha vinto colui che il gotha del nostro mondo politico, intellettuale e giornalistico meno pronosticava. Hilary, moglie di Bill, non ce l’ha fatta. Ma nonostante che il tycoon abbia già moderato la sua linea sulle riforme, in tanti stanno protestando.
Qua e là pel Mondo. La ‘bolla liberal‘americana , ad esempio, non se la può prendere; mentre ad Harleem l’atteggiamento prevalente è l’indifferenza. L’Europa teme di perdere un alleato prezioso e storico; Putin, invece, s’ è quasi scolato la sua riserva di vodka per brindare all’amico americano. Vero o presunto che sia.

Probabilmente, qui, in Europa, e in Italia,  come nel passato, le distorsioni continueranno. Falsando ( come al solito) la corretta visione della realtà. Da noi gli occhiali ideologici e populisti hanno una influenza  ( ormai) notevole nella lettura di fatti e persone. Irrinunciabile, purtroppo.
Trump, invece, molto probabilmente, nonostante l’abbaiare,  risulterà assai più pragmatico di  come sbandierato in campagna elettorale; Vladimir Putin dovrà accontentarsi  allora di qualche accordo ma senza ( l’auspicato) via libera per tornare a mettere le mani sull’Europa e sul Medio Oriente; mentre l’Europa ( e soprattutto la Gran Bretagna) continueranno   a tenere rapporti ( come sempre) privilegiati con gli Stati Uniti d’America.
Ogni volta che nel Paese stelle e strisce arriva un nuovo presidente, da noi, poveri dispersi del Vecchio Continente, si paventano ( a seconda dell’appartenenza ideologica) disastri a non finire.
E invece, come insegnano i decenni dalla fine della Seconda guerra ad oggi, poco o nulla  cambia. Gli Usa ( con tutto quel che spendono nel militare e nella sicurezza) continueranno infatti a recitare ( obbligatoriamente) il ruolo di  grande potenza planetaria, con un occhio al Pacifico ma anche al Mediterraneo, e in ispecie all’Europa e al Medio Oriente, dove ( bene o male)  transita ( e transiterà ancora per decenni)  la ricchezza del Mondo.

 

DALLO SPORT. Toto Wolff , il drago della casa di Stoccarda, sta bene dov’è? Ma ne siamo proprio sicuri? Vero è che alla Mercedes  hanno già programmato il prossimo ( trionfale) quinquennio, ma si sa che ( spesso e volentieri) le ‘ guerre lampo’ e i ‘trionfi’ ( anticipati)  dei todeschi non è che abbiano mai avuto  ( particolare) fortuna.
Anzi. Dovrebbero incrociare le dita quando s’accingono a farli. Insomma, tutto può cambiare. Tanto più che la ‘rossa’ ha bisogno ( urgente) di tornare davanti. E non di vedersi sfumacchiare ( ogni volta di più ) dai tanti ‘abusivi‘ (  venditori di bibite, negozianti, petrolieri etc) che affollano la Formula regina dello sport automobilistico.
Intanto il ricorso della ‘rossa’ avverso i dieci secondi di penalizzazione comminati al nostro Seb in Messico è andato ( manco a dirlo) rigettato.
Evidentemente tra tortignacoli e puffetti c’è qualcuno, lassù, nell’empireo della F1, che non ama affatto la prodigiosa ed esclusiva  ’ rossa’. Sentenziare,  poi, che il ( fin troppo corretto) Seb avrebbe svolto una manovra pericolosa per ostacolare l’avversario (Ricciardo) significa  che per quei signori dell’empireo  a contare è solo e soltanto il parere loro. Anche quando è ridicolo. Ridicoli.

Pensiamo allora al Gp del Brasile, penultimo appuntamento mondiale ( resta Abu Dabi, 27 novembre), parteggiando per Rosberg ( a pochi punti dal titolo) e  salutando  con affetto il ‘bravo’ Felipe, baciato da quell’eternità rilasciata solo a chi ha avuto il privilegio di ‘ cavalcare’   la ‘rossa’.
Stanno abbassando il sipario anche quelli delle moto. Con Lorenzo-fulmine al Gp Comunità valenciana e le confessioni alla ‘rosea’ del boss Ezpeleta, alla festa per il venticinquesimo della Dorna.
Per lui il giallo Vale equivale al rosso Ferrari. Un fondo di verità in questo c’è, anche se il giallo Vale finirà ( inevitabilmente) con il Vale mentre  il rosso Ferrari continuerò a far sognare il Pianeta  finche tortignacoli e puffetti della F1  ( con tutti loro oscuri maneggi) non convinceranno  i dirigenti di Maranello a dirottarlo altrove.

La Signora sta piombando nell’abisso. Con tutti quegli infortuni in serie. Dolorosissimi. Dybala, ad esempio, ha allungato di altre tre settimane il suo rientro. Salterà  il Siviglia,   sfida fondamentale per la vittoria ( imprescindibile) del girone. Anche quel guerriero d’altri tempi, Barzagli, è finito sul lettino degli acciacchiati.
Povero Max. Povera Juve. Il Brazil intanto  ( qualificazioni  Russia 2018) ha schiantato l’Argentina del ( sempre più inutile) Messi: un 3-0, perentorio, che lascia in ambasce la Seleccion. Adesso costretta a risalire, ma solo battendo la ( non agevole)  Colombia.

 

CONSIDERAZIONI  POST COPPE. Di turni per le Coppe ne abbiamo visti tanti. Dal quel 1955, il primo della Coppa dalla grandi orecchie. Questi ultimi, però, ci sono apparsi sotto una luce diversa. Chissà mai perchè.
E comunque, qui, per quel che le nostre squadre mostrano sul campo, non sono più i soliti abituali problemi legati al movimento calcio. Con le sue stagioni più o meno felici, con i suoi interpreti più o meno planetari, con le sue ( abituali) disfunzioni e mancanze ( stadi in primis).
Qui, il problema, ci pare di quelli che per risolverlo occorre volare indietro nel tempo. Sì, per cercare quel dna caratteriale che sembra venuto a meno.
Da noi, certamente, viste  quelle squadre ( dalla Nostra Signora  a seguire, Armani basket compresa) che quando scendono sul rettangolo verde ( o sul parquet o in una piscina) prima ancora di disporsi al combattimento già paiono incerte, stranite, vuote.

Potrebbero dare cento, s’accontentano del minimo. Abbiamo creduto, sinceramente,  in questo lustro almeno, che la Nostra Signora prima o poi avrebbe scalato le vette continentali ma da vincente e non da ancella di questa o quell’altra big europea. Ma il primo confronto contro un ( non superlativo) Siviglia e il doppio contro un (  modesto ) Lione ci hanno instillato il sospetto che l’Europa non sia proprio la ‘ casa’ della Nostra Signora.
E qui non è una questione di bilanci come sosterrebbe il suo giovane presidente. Qui è una questione ben più profonda, che attiene a quell’ineffabile mistero genetico che ‘regala’  un ‘ più’ all’uno e un ’meno’ all’altro. Perchè ciò accada non è dato a sapere. I fattori che influiscono sono diversi. Manco l’antropologo, infatti, lo spiega  con certezza.

Fatto è che ciò accade. Eccome. Basta vedere alcuni antagonisti.  Gli spagnoli, ad esempio, che sotto l’aspetto caratteriale molto difficilmente sbagliano un colpo, forse perchè si sentono ancora figli e nipoti di quei Conquistadores che s’accaparrarono mezzo Mondo; gli inglesi, inoltre, che quando c’è da ‘ menar le mani’  si bevono qualche birra in più ma non si tirano mai indietro, forse, anche loro, memori d’un passato planetario; i tedeschi, è ovvio, con qualche tragedia in più degli altri sulle spalle, ma forse anche loro non del tutto convinti d’aver salutato per sempre i sogni e le ambizioni alimentate da qualche  trascorso  Reich.
Questi, infatti, quando scendono in campo hanno l’aria dei padroni i e non dei servi. Batterli, anche quando sono ( strategicamente e tecnicamente)  poca cosa, è sempre problematico.
Allora, come fare, per sperare di ritorcere il problema a nostro vantaggio? Forse, una vaga soluzione c”è. Visto che, volendo, anche noi abbiamo avi nobili. Come  quei legionari romani che, consumando calighe a volontà, erano diventati i padroni del mondo ( fino ad allora) conosciuto. Già, ma chi li ricorda più, i legionari romani, qui, da noi, nel Belpaese?
E soprattutto tra quel  variegato popolo che compone oggi le nostre   squadre di calcio?
Forse Totti, se non altro per quel suo profilo da centurione della XIII Legio Germanica, forse, ma poc’altro. Allora che fare? Chiudiamo ( anche noi)  le porte all’integrazione? Alla globalizzazione? All’accoglienza?
Non sia mai detto, però se potessimo attingere anche noi come gli ispanici, gli angli e sassoni e i germani, al nostro passato dovremmo cercare sì  alleati, soci, truppe ausiliarie, ma senza perdere com’era d’ uso tra i legionari d’un tempo il bastone del comando. Ovvero l‘imput caratteriale. Quello atavico.  Vincente.
Forse non ancora del tutto scomparso.  E grazie al quale, almeno nello sport, e nel calcio , fino a qualche annetto fa, ci siamo sempre tenuti a galla. Riempiendo le nostre maglie azzurre di stelle e medaglie.
Tante quante pochi altri al mondo sono riusciti a rimediare.  E chissà se, così facendo, ci potremo ( di nuovo)  liberare del (palpabile ) terrore di ‘ aver perso‘ prima ancora di ‘ aver combattuto‘? Tornando (finalmente)  ad ammirare anche inEuropa, assieme alla Nostra Signora,  anche le altre della compagnia, sorridenti e trionfanti?

RISULTATI CHAMPIONS ( QUARTO TURNO).

RISULTATI ( GIRONE B) Napoli-Besiktas 1-1; Benfica-Dinamo Kiev 1-o. GIRONE Napoli e Benfica, p 7, Besiktas p.6, Dinamo Kiev p. 1.
RISULTATI(H) Juventus-Lione 1-1, Siviglia-D.Zagabria 4-0. GIRONE Siviglia p 10 ( qualificato), Juventus p. 8, Lione p.4 , D.Zagabria p.0
PROSSIMO TURNO ( 23 novembre-6 dicembre) Napoli-Dimamo Kiev, Besiktas-Benfica; Dinamo Kiev-Besiktas, Benfica-Napoli.
PROSSIMO TURNO ( 22 novembre/7 dicembre) Siviglia-Juventus, D.Zagabria-Lione; Juventus-D.Zagabria, Lione-Siviglia.

RISULTATI UEFA ( QUARTO TURNO) 

RISULTATI (GIRONE E) Austria Vienna-Roma 2-4, Astra G-Viktoria 1-1. GIRONE Roma p.8, Austria Vienna 5, Astra G. 4, Viktoria P p.3.
RISULTATI(F) Bilbao-Genk 5-3, Sassuolo-Rapid Vienna 2-2. GIRONE Genk p.6, Bilbao p.6, Rapid V.p.5, Sassuolo p.5.
RISULTATI( J) Fiorentina-Slova L. 3-0, Paok-Qarabag 0-1. GIRONE Fiorentina p.10, Qarabag p.7, Paok p.4, Slovan Liberec p. 1.
RISULTATI (K) Sparta Praga- Beer Sheva 2-0, South-Inter 2-1. GIRONE Sparta p.9, South p.7, H Beer Sheva p.4, Inter p.3.

IL PODIO DI TUTTI I TEMPI. FourFour Two, magazine inglese con sito, ha cercato di mettere in fila le più grandi squadre di calcio mai apparse sulla faccia della terra. FourFour Two, come già altri prima di lui, non è il Vangelo. Tra l’altro lo si può contestare, anche perchè ( in tempi di relativismo)  non a tutti è dato a vedere le cose nel loro ‘più credibile  approssimarsi alla verità’.

Ma che dice il baldo FourFour Two dopo avere selezionato le miglio 5o squadre di sempre?   Questo: Ajax 1965/1973; Brasile 1970 e Milan 1987/1991. Approfondiamo.
Anche perchè volete sapere  contro chi ha cozzato l’invincibile armata di corridori orange? Contro squadre italiane, soprattutto squadre italiane. E sapete contro chi ha finto la finale dell’Azteca il Brasile migliore di sempre? Contro l’Italia, ancora l’Italia, quella del Valcareggi. Con l’infelice staffetta Mazzola-Rivera.
E sapete chi sia la migliore squadra di club ( insieme all’Ajax) ? Il Milan dell’Arrigo  ovvero un’altra italiana, ancora una volta, sempre e soprattutto, calcio del Belpaese. Ora, quelli che ( al momento) non vorrebbero (ri)concedere all’Italia la quarta di Champions e la terza di Uefa ne sanno di storia? E se sanno come fanno sollevare obiezioni? Chi porta un carico di gloria tanto pesante dovrebbe costituire un  prestigio per loro e per tutto il movimento.
Escludendolo  non fanno altro che si ridimensionarsi. Tutti. Chi più chi meno. Null’altro. Che direste infatti se quelli del calcio non volessero più considerare Maradona ( magari per la sua vita sregolata ) o se quelli del rugby volessero bandire gli All Blacks ( magari per eccesso di  danze tribali)?

Dall’ Ajax story.

1964/1965, esordio di Cruijff nell’Ajax.
1968/1969, Il Milan di Rocco batte l’Ajax 3-1.
1970/1971, Prima Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte il Panathinaikos 2-0
1971/1972, Seconda Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte Inter 2-0
1972/1973, Terza Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte Juventus 1-0

L’Ajax ha avuto modo di incontrare italiane in Champions anche in seguito: 1994/1995, finale di Coppa dei Campioni 1-0 sul Milan; 1995/1996, altra finale di Coppa dei Campioni vinta ai rigori sulla Juve. Mentre in altre annate l’Ajax è stato eliminato in semifinale nel 1995/1997 dalla Juve e ai quarti nel 2002/2003 dal Milan. Come dire: che se gliorange hanno raggiunto alte vette calcistiche  a concedergli ( ogni volta) la laurea sono state (soprattutto) squadre italiane.

CAMPIONATO SERIE A. XII GIORNATA. ( sabato 5 novembre) Torino-Cagliari ( ore 18), Napoli-Lazio( ore 20,45);  ( domenica 6) Pescara-Empoli (ore 12,30), Chievo-Juventus (ore 15), Genoa-Udinese, Palermo-Milan, Sassuolo-Atalanta, Fiorentina-Sampdoria (ore 18), Inter-Crotone( ore 18), Roma-Bologna(ore 20,45).

CLASSIFICA. Juve punti 27 ( due sconfitte), Roma 23, Milan 22, Lazio 21, Napoli 20, Atalanta 19, Fiorentina * 16, Torino 16, Cagliari 16, Genoa * 15, Chievo 15, Inter 4, Udinese 14, Samp 14, Bologna 13, Sassuolo 13, Pescara 7, Empoli 7, Palermo 6, Crotone 5.

* Una partita in meno

CENNI DI CRONACA. Si cercava un allenatore per la Beneamata, e l’allenatore è spuntato dal cilindro, pardon dal casting voluto dai cinesi,  e porta il nome  di  Stefano Pioli, 51 anni, interista dentro fin da bambino.  Ma basterà alla Beneamata cambiare manico per ritrovare la gloria?
Lui, intanto, dovrà rivitalizzare chi di vitalità  ne ha mostrata poca finora. Da Kodogbia a Gabigol, da Brozovic a Banega. Impresa ardua, ma possibile? Chi vivrà vedrà, intanto il miraggio Europa è ( ancora) abbastanza lontano.

Milan a due facce. Suso va ( anche troppo), Luiz Adriano no. E comunque il buon ‘aeroplanino’ qualche soddisfazione comincia a ritagliarsela. Il suo Diavoletto infatti sta appeso lassù , al vertice della classifica, poco sotto la Roma del filosofo Spalletti, con quell’attacco reiventato ( Dzeko) pronto a far sfracelli.
Intanto, nella altra parte del Mondo, il Principe sta preparando la sua ultima recita. In campo sono chiamati in tanti. Dagli amici più prossimi ( Xavier, Walter Ramiro ed Esteban) a quelli più remoti ( Mou Mou, Aymar, Ayala, D’Alessandro). Il Principe, ovvero Diego Milito, 37 anni, ha segnato la storia dell’Inter  ( dal 2009 al 2013) con l’aggiudicazione di quel Triplete riuscito a poche altre squadre nella storia del calcio.

Entusiasmo a Londra per la ‘ corsa rosa’. Come dire un altro riconoscimento per quella che ( non se ne dolga l’ambito Tour) va considerata come la ‘ corsa più bella nel Paese del bello’.
Nella rivincita iridata supermedi Wba a Potsdam Giovanni De Carolis, 32 anni, ha dovuto affrontare oltre all’avversario Tyron Zeuge, 24 anni, anche  la bolgia in terra straniera. “ Manco  la sentirò“, aveva detto lui. E forse è stato proprio così, visto che era impegnato a subire le pesanti bordate dell’avversario. Vittorioso.

Diouf ed Egonu le due belle e brave  ragazze di colore in forza al basket azzurro si sono raccontate in due interviste parallele sulla ‘rosea’.  Loro sono contente di noi, e noi di loro.

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