Non solo sport. Il derby della Madonnina. Decaduto quanto si vuole, ma pur sempre unico.

Non solo sport. Il derby della Madonnina. Decaduto quanto si vuole, ma pur sempre unico.
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LA CRONACA DAL DIVANO.  Che bella doppia pagina quella che la ‘rosea‘ dedica ai grandi del derby di Milano! O se si vuole al derby della Madonnina, la quale  dall’alto della sua guglia domina Milan.
Decaduto quanto si vuole, almeno  nell’attesa di vedere spuntare il sole d’Oriente, ma pur sempre erede di una vicenda sportiva e sociale con pochi  eguali,  recitata inoltre nel più bel stadio da calcio del mondo.

Quante facce, quante storie, quante imprese dentro quella vasta e  comoda platea, vera erede del romano Colosseo!
Come, ad esempio, quel prodigioso  Amadei  in un Inter di tanti anni fa, finita sotto per 4-1 e , poi, grazie proprio ad una sua tripletta, passata avanti per 6-5;  o  quel Pompiere venuto dalle gelide  terre dei vichinghi,  e che grazie ad una sua ‘bordata’ donò al Diavolo lo scudetto del ’51.
Gli smemorati, quando fanno marketing per l’Altrove dimenticano che in quei derby , fiore all’occhiello di quello che (  disse Matheus) per molti decenni venne considerato un Campionato del mondo per club giocato settimanalmente, spesso e volentieri si giocava per lo scudetto tricolore. Allora il più  prestigioso del pianeta calcio.

Di scudetti Milan e (Ambrosiana)Inter, in oltre un secolo, ne hanno vinti 18 a testa. Ovvero: 36, sugli oltre 110 giocati. Praticamente, circa un terzo. Solo la Nostra Signora , presi singolarmente, con 32 scudetti ( +1 revocato)  ha vinto di più. Distante resta il Genoa  quarto in graduatoria,  fermo a 9 titoli.
E comunque sia chi ha l’onore di disputare  quel derby scrive storia. Ancora presente o già ( apparentemente)  dimenticata. Poco o molto che l’uomo faccia. Ma sempre rintracciabile. Alla bisogna. Come quella dello  ’sciagurato Egidio‘, che nei due incontri per il campionato del ’75  segnò due gol per due ( memorabili) vittorie.
Come quella del  tuttora ‘dispersoAdriano, che ridiede il sorriso alla Beneamata dopo  (ben ) dieci derby senza vittorie. Il brasiliano s’inventò una doppietta e il Milan andò sotto per 3-2.

Piccoli e grandi. Idoli e normali pedatori. Volti scolpiti e volti ( apparentemente)  dimenticati. Per la ‘rosea’ almeno 50 per parte hanno lasciato tracce indelebili. Tra loro, tre almeno,  guidano la graduatoria degli immortali.
Dalla parte del Diavolo: Sheva ( capocannoniere con 14 reti), Paolo ( primatista con 56 partite), Nordahl ( 11 gol, tra cui uno decisivo per lo scudetto del ’51). Dalla parte della Beneamata:  il grande Pepin ( 12 centri), Nyers ( 11 centri) e il Principe ( autore dei sei punti del 2009/2010 e bomber con 4 reti nei derby 2011/2012).

IL TERREMOTO  TRUMP. Ha vinto Donald Trump. E allora ecco alzarsi i cori delle fazioni: ” Viva Trump!  Abbasso Trump!”.  Colui che il gotha del nostro mondo politico, intellettuale e giornalistico meno pronosticava. Hilary, moglie di Bill, infatti,  non ce l’ha fatta. Anzi s’ è ‘sfatta‘. Per tante ragioni e non soltanto per il ( perfido) dirigente della Fbi ( ora dimesso). Eppure,  nonostante che il tycoon abbia già moderato la sua linea sulle riforme, e sui rapporti internazionali, in tanti stanno protestando.

Qua e là pel Mondo. La ‘bolla liberal‘americana , ad esempio, non se la può prendere; mentre ad Harleem
l’atteggiamento prevalente è l’indifferenza. L’Europa teme di perdere un alleato prezioso e storico; Putin, invece, s’ è quasi scolato la sua riserva di vodka per brindare all’amico americano. Vero o presunto che sia.

Probabilmente, qui, in Europa, e in Italia,  come nel passato, le distorsioni continueranno. A non finire. Falsando ( come al solito) la corretta visione della realtà. Da noi gli occhiali ideologici e populisti ( soprattutto nei media) hanno una influenza  ( ormai) notevole nella lettura di fatti e persone. Irrinunciabile, purtroppo.
Trump, invece, molto probabilmente, nonostante l’abbaiare da un capo all’atrio dell’Unione,  nonostante le capacità ancora tutte da dimostrare, cercherà di risultare assai più pragmatico di  come sbandierato durante la  campagna elettorale; Vladimir Putin allora dovrà accontentarsi  di qualche accordo, ma senza ( l’auspicato) via libera per tornare a mettere le mani sull’Europa e sul Medio Oriente; mentre l’Europa ( e soprattutto la Gran Bretagna) continueranno   a tenere rapporti ( come sempre) privilegiati con gli Stati Uniti d’America.
Ogni volta che nel Paese stelle e strisce arriva un nuovo presidente, da noi, poveri dispersi del Vecchio Continente, si paventano ( a seconda dell’appartenenza ideologica) disastri a non finire.
E invece, come insegnano i decenni dalla fine della Seconda guerra ad oggi, poco o nulla  cambia.  Gli Usa ( con tutto quel che spendono nel militare e nella sicurezza) continueranno infatti a recitare ( obbligatoriamente) il ruolo di  grande potenza planetaria almeno per un ventennio ancora, con un occhio al Pacifico e l’altro al Mediterraneo, e in ispecie all’Europa e al Medio Oriente, dove ( bene o male)  transita ( e transiterà ancora per decenni)  la ricchezza del Mondo.

LA SQUADRA DI GOVERNO. Intanto il tycoon americano ( 5 miliardi di capitale) eletto presidente, ha iniziato a fare le prime nomine di governo: Jeff Session, 69 anni, accusato di razzismo e contrario all’aborto, andrà al Ministero della Giustizia; Michel Flynn, 57 anni, generale (già) in pensione, gran estimatore di Putin, occuperà la carica di Consigliere nazionale mentre Mike Pompeo, 52 anni, fautore della tortura negli interrogatori, guiderà la Cia. 

Annunciati così i tre sembrano adepti della ( terribile) banda Bassotti. Pompeo, tra l’altro, molto orgoglioso ( finalmente ) delle sue origini italiane, fa parte tanto dell’Organizzazione dei parlamentari italo-americani quanto della Niaf, ovvero l’Associazione degli italiani d’America.

DAGLI ALTRI  SPORT. Hamilton s’è imposto anche nel piovoso Brasile, ed ora per (ri) conquistare il ( quarto) titolo non gli resta resta  che  Abu Dabi. Dove il compagno Rosberg può anche arrivare terzo.
Si sa che nello sport tutto si decide al taglio del traguardo o al fischio finale dell’arbitro, ma questa volta ( tranne improbabili cataclismi) il biondo pilota alemanno tanto bene accetto in Italia,  ottimo figlio d’arte, bravo ragazzo, può davvero incominciare a pensare a riappendere un titolo mondiale in casa. Accanto a quello del padre.

Per quel che riguarda i nostri invece  meglio non vedere e tacere. Kimi, in Brasile, davanti a tanti bambini vestiti di rosso, se n’è andato con una giravolta. Seb, invece, dopo aver ( faticosamente) raggiunto Sainz ( 4°), piuttosto che procedere alla sverniciatura  come avrebbe fatto il giovane Tappen, gli si è ( prudentemente) accodato finendo col farsi sverniciare (lui per davvero) dall’incombente Tappen ( poi finito 3° al traguardo), il quale ai complimenti ancora una volta ha preferito  l’andar sul sodo.
Ci spiace pensarlo, ma siamo sicuri che questi siano questi ( Kimi e Seb) i piloti in grado di ridimensionare quelli delle‘frecce d’argento‘?  Ci spiace, certo, dire certe cose, ma le stiamo pensando.
Anche perchè non  è che per ( nuovamente) ‘umiliare’ le macchine di Stoccarda ci sia bisogno di (ri)scoprire dei prodigiosi ‘Nivola‘ , come negli anni Trenta, ma neppure che possiamo continuare a sperare su queste  prestazioni  da aspiranti tassisti ed ex campioni del mondo. Povera ‘rossa‘!

E passiamo alle moto. Dove ancora una volta a far luce è ( e resta) l’ intramontabile Maestro di Tavullia. A dir il vero ad aggiudicarsi la Valenciana è stato il suo (ex) compagno di squadra Lorenzo, autore di una fuga perfetta, ora già in sella sulla moto della casa di Borgo Panicale, ma se vogliamo andare a scoprire chi ha illuminato il Mondiale, beh, allora non c’è l’imbarazzo della scelta.
La luce discende  sempre e soltanto  dal Vale da Tavullia. Tanto più che il ragionier Marquez, da un poco di mesi in qua, tutto preso dal miraggio del  titolo ( il quinto, a 23 anni), se l’è presa comoda, abbastanza comoda, molto comoda, fors’ anche a causa d’una errata scelta di gomme. Iannone, fresco moroso della bella Belem, ( senza demolire nessuno) ce l’ha fatta a salire sul podio: terzo. Con qualche polemichetta di commiato verso quelli di Borgo Panicale. Che di pazienza con lui ne hanno avuta tanta.  Tanta davvero.

RISULTATI CHAMPIONS ( QUARTO TURNO).

RISULTATI ( GIRONE B) Napoli-Besiktas 1-1; Benfica-Dinamo Kiev 1-o. GIRONE Napoli e Benfica, p 7, Besiktas p.6, Dinamo Kiev p. 1.
RISULTATI(H) Juventus-Lione 1-1, Siviglia-D.Zagabria 4-0. GIRONE Siviglia p 10 ( qualificato), Juventus p. 8, Lione p.4 , D.Zagabria p.0
PROSSIMO TURNO ( 23 novembre-6 dicembre) Napoli-Dimamo Kiev, Besiktas-Benfica; Dinamo Kiev-Besiktas, Benfica-Napoli.
PROSSIMO TURNO ( 22 novembre/7 dicembre) Siviglia-Juventus, D.Zagabria-Lione; Juventus-D.Zagabria, Lione-Siviglia.

RISULTATI UEFA ( QUARTO TURNO) 

RISULTATI (GIRONE E) Austria Vienna-Roma 2-4, Astra G-Viktoria 1-1. GIRONE Roma p.8, Austria Vienna 5, Astra G. 4, Viktoria P p.3.
RISULTATI(F) Bilbao-Genk 5-3, Sassuolo-Rapid Vienna 2-2. GIRONE Genk p.6, Bilbao p.6, Rapid V.p.5, Sassuolo p.5.
RISULTATI( J) Fiorentina-Slova L. 3-0, Paok-Qarabag 0-1. GIRONE Fiorentina p.10, Qarabag p.7, Paok p.4, Slovan Liberec p. 1.
RISULTATI (K) Sparta Praga- Beer Sheva 2-0, South-Inter 2-1. GIRONE Sparta p.9, South p.7, H Beer Sheva p.4, Inter p.3.

IL PODIO DI TUTTI I TEMPI. FourFour Two, magazine inglese con sito, ha cercato di mettere in fila le più grandi squadre di calcio mai apparse sulla faccia della terra. FourFour Two, come già altri prima di lui, non è il Vangelo. Tra l’altro lo si può contestare, anche perchè ( in tempi di relativismo)  non a tutti è dato a vedere le cose nel loro ‘più credibile  approssimarsi alla verità’.

Ma che dice il baldo FourFour Two dopo avere selezionato le miglio 5o squadre di sempre?   Questo: Ajax 1965/1973; Brasile 1970 e Milan 1987/1991. Approfondiamo.
Anche perchè volete sapere  contro chi ha cozzato l’invincibile armata di corridori orange? Contro squadre italiane, soprattutto squadre italiane. E sapete contro chi ha finto la finale dell’Azteca il Brasile migliore di sempre? Contro l’Italia, ancora l’Italia, quella del Valcareggi. Con l’infelice staffetta Mazzola-Rivera.
E sapete chi sia la migliore squadra di club ( insieme all’Ajax) ? Il Milan dell’Arrigo  ovvero un’altra italiana, ancora una volta, sempre e soprattutto, calcio del Belpaese. Ora, quelli che ( al momento) non vorrebbero (ri)concedere all’Italia la quarta di Champions e la terza di Uefa ne sanno di storia? E se sanno come fanno sollevare obiezioni? Chi porta un carico di gloria tanto pesante dovrebbe costituire un  prestigio per loro e per tutto il movimento.
Non approfittarne vuol dire  ridimensionarsi. Tutti. Chi più chi meno. Null’altro. Come si potrebbe pensare infatti ad un mondiale di rugby senza gli All Blacks e gli Springboks o ad una stagione ciclistica senza  senza il Giro e il Tour?

Dall’ Ajax story.

1964/1965, esordio di Cruijff nell’Ajax.
1968/1969, Il Milan di Rocco batte l’Ajax 3-1.
1970/1971, Prima Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte il Panathinaikos 2-0
1971/1972, Seconda Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte Inter 2-0
1972/1973, Terza Coppa dei Campioni per l’Ajax che batte Juventus 1-0

L’Ajax ha avuto modo di incontrare italiane in Champions anche in seguito: 1994/1995, finale di Coppa dei Campioni 1-0 sul Milan; 1995/1996, altra finale di Coppa dei Campioni vinta ai rigori sulla Juve. Mentre in altre annate l’Ajax è stato eliminato in semifinale nel 1995/1997 dalla Juve e ai quarti nel 2002/2003 dal Milan. Come dire: che se gliorange hanno raggiunto alte vette calcistiche  a concedergli ( ogni volta) la laurea sono state (soprattutto) squadre italiane.

CAMPIONATO SERIE A. XII GIORNATA. ( sabato 5 novembre) Torino-Cagliari ( ore 18), Napoli-Lazio( ore 20,45);  ( domenica 6) Pescara-Empoli (ore 12,30), Chievo-Juventus (ore 15), Genoa-Udinese, Palermo-Milan, Sassuolo-Atalanta, Fiorentina-Sampdoria (ore 18), Inter-Crotone( ore 18), Roma-Bologna(ore 20,45).

CLASSIFICA. Juve punti 30 ( due sconfitte), Roma 26, Milan 25, Lazio e Atalanta 22, Napoli 21, Torino 19, Fiorentina * e Inter 17,  Cagliari e Genoa * 16, Chievo 15, , Udinese 15, Samp 15, Bologna 13, Sassuolo 13, Empoli 10, Pescara 7, Palermo 6, Crotone 5.
PARTITE XIII GIORNATA. ( sabato 19) Chievo-Cagliari ( ore 15), Udinese-Napoli (18),  Juve-Pescara ( 20,45); ( domenica 20) Sampdoria-Sassuolo ( ore 12,30), Atalanta-Roma (ore 15), Bologna-Palermo, Crotone-Torino, Empoli-Fiorentina, Lazio-Genoa, Milan-Inter ( ore 20,45).

* Una partita in meno

CENNI DI CRONACA.

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