Non solo sport. Capello: ‘ Non corriamo. Vogliamo darci una mossa?’. Già, una mossa, ma come?

Non solo sport. Capello: ‘ Non corriamo. Vogliamo darci una mossa?’. Già, una mossa, ma come?
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LA CRONACA DAL DIVANO (  1 dicembre 2016). Con la ‘benedizione’ di Capello, 70 anni, ex grande  ‘invenzione’ del Berlusca e ora opinionista a tutto campo, che  continua a sparare verità dal suo pulpito ( avremo modo di dedicargli qualche nostro pensiero), ci approssimiamo al mese ‘terribile’. Visto che tra Coppe e campionato non ci sarà spazio per fiatare più di tanto.
La    Nostra Signora, ferita ma non domata, cercherà di ridare nuovo spazio ai suoi bomber ( Dybala sembra pronto), anche per ‘ dimenticare‘ la smusata contro la banda Juric e riprendere in mano le redini del gioco. Ottemperando, più o meno, a quanto già preconizzato dall’Arrigo e ( manco a dirlo) dal Fabio.
Per entrambi, infatti, le altre, tutte le altre, possono continuare a dedicarsi alla play station piuttosto che al campo da gioco. I giochi son fatti. Beati loro che, dall’alto dei loro pulpiti, possano forare le nebbie del futuro e leggerlo in anticipo. Tout court. Senza dubbi. Come Cassandra.  Che invidia!

QUEL BRAVO ‘CHOLITO‘. E bravo il Cholito, al secolo Giovanni Simeone,  21 anni, che nome e cognome più italiano di così non potrebbe portare, il quale ha riacceso ( inaspettatamente) tante  ( riposte ) speranze di vittoria per un Campionato che appariva ( ai più)   già deciso!
Alla faccia, ovviamente, dei nostri soliti sapientoni, che quando parlano di faccende nostrane tendono a svalutare. A vantaggio d’altri, si sa, che ringraziano e incassano alla fiera del marketing calcio tanti bei danari. Ogni anno di più.
Così mentre gli altri diventan sempre più ricchi e noi siamo sempre più poveri. Stando almeno alle apparenze. Nel frattempo però, al di là dei brutti pensieri, godiamoci quanto di bello sa offrirci il nostro calcio. Mai scontato. Ovvero: una Signora ( al momento) più umana, una Lupa  ( grazie al redivivo Dzeko)  ‘sveglietta’ e un Diavolo mai domo costruito su una banda di giovinastri che  sembrano avere colto  ( finalmente) il carisma della maglia che indossano.
Da aggiungere, per star completi, che alla triade di testa vanno aggiunti Lazio, Atalanta e Toro, tanto per far citazioni,  che come bande di pirati sono sempre pronti a sbucar sull’orizzonte per assaltare i galeoni  carichi di dobloni . E così, con questo ed altro ancora,  chi urla ( o predica) che il nostro non è più un campionato competitivo,  perchè prevedibile, perchè noioso, perchè modesto, è servito. Servito e riverito. Per quel che  merita, si sa.

RISULTATI  XIV GIORNATA. ( sabato 26) Torino-Chievo 2-1, Empoli-Milan 1-4; ( domenica 27) Palermo- Lazio 0-1, Bologna-Atalanta 0-2, Cagliari-Udinese 2-1, Crotone – Samp 1-1, Genoa-Juve 3-1, Roma-Pescara 3-2; ( lunedì 28) Napoli- Sassuolo ( ore 19) e Inter-Fiorentina ( ore 21).
CLASSIFICA ( PROVVISORIA). Juventus punti 33,  Milan 29, Roma 29, Lazio 28, Atalanta 28, Torino 28, Napoli 24.

Tra i commenti a caldo quello di Allegri docet. Per molti aspetti. Intanto non  nasconde lo stupore, poi, ammette da arguto livornese: ” Mamma mia che botta! Dopo ogni partita Champions la va in questo modo. Mah! Dovrò meditarci sopra. Sapevamo che quei monelli di Juric  avrebbero corso tanto. Così, però…  Ho capito fin dalle prime battute che ci avrebbero fatto venire il fiato grosso. E così è stato, mannaggia!”.

SITUAZIONE EUROPA. Il Napoli ora rischia. Uscito tra i fischi del suo pubblico. Anche perchè continuare a gettare al vento match-ball non è mai salutare nel calcio. Dovesse, a Lisbona, lasciarci le penne  ( probabile) potrebbe addirittura uscire dalla Champions, nonostante il folgorante avvio.

Evidentemente, sotto il Vesuvio, al momento, c’è altro da pensare. L’ agitato Adl sarà volato ( come al solito  ) a Los Angeles, il buon Sarri sarà andato a  farsi una passeggiatina tonificante a Margellina e i bravi giocatori se la saranno presa comoda ancora una volta. Tutti insieme potevano (  abbastanza agevolmente) chiudere la pratica Champions già da qualche turno, eppure non ci hanno messo mai  testa e cuore per portarsi a casa il pregiato malloppo.
Dovessero uscire dal prestigioso ( e generoso) torneo dovrebbero solo riflettere sul vecchio adagio: “ Chi è causa del suo mal pianga solo se steso”.  Ma tant’è. Gli uomini, si sa,  son fatti così.
Discorso diverso vale  invece per la Nostra Signora, la quale  a Siviglia era partita tremolante e che, poi, grazie ad un improvvido avversario che s’è fatto bellamente espellere, andando in vantaggio numerico, ha saputo trovare la forza della rimonta e della vittoria. Non è questa la Signora che vorremmo vedere, però meglio così che fuori…
Capiamo anche le assenze ( Dybala e Higuain), ma è lo spirito,  l’ animus pugnandi,  che  non convince. E che ( di anno in anno) non cresce. Come i suoi fatturati ( ormai  oltre i 400 mln). Segno evidente che nel calcio i soldi contano ma fino alla curva. Intanto c’è chi comincia a mettere in vetrina  Leo Bonucci. Per farlo traslocare nell’Altrove , ovvio,  si sa, visto che da noi a far migrare gente capace c’è  più gusto che a farla restare.

La parola è passata ( giovedì) alle quattro di Uefa League. Che avrebbero dovuto scendere in campo nel segno delranking Uefa, ineludibile. Invece, è stato come parlare al vento. Tre sconfitte non hanno di certo rimpinguato i il nostro punteggio. Sciagurati.
Il Sassuolo ad esempio  ( nonostante una fortunata partenza) è andato a picco  a Bilbao (3-2); l’Inter ( dopo un 2-0 nel primo tempo) s’è fatta rimontare e umiliare: fuori anche lei. Tonfo anche per la Viola ( 2-3) che però ( se non fa più la grulla) può rimediare, a Qarabag.
Morale? Nel nostro calcio è ( ancora) tempo di ’bambole‘, perchè ben diversamente si possono definire prestazioni come quelle del Sassuolo, della Viola e ( soprattutto) della Inter. Per la quale ci si comincia ( davvero) a chiedere in che mani sia finita. Se in quelle di danarosi  ‘pataccari’ d’Oriente o di dirigenti senza  ’ orientamento’ o di  giocatori senza ‘nerbatura’. In ogni caso: Dio te la mandi buona, cara, vecchia e gloriosa  Beneamata!

Gruppo E, Roma punti 11 ( qualificata prima), Astra 7, Austria Vienna 5, Pilzen 3. Prossimi incontri: Pilzen-Austria Vienna, Astra G-Roma.
Gruppo F, Genk punti 9, Bilbao ), Rapid Vienna 5, Sassuolo 5 ( eliminato). Prossimi incontri: Rapid- Bilbao, Astra G-Roma.
Gruppo J, Fiorentina punti 10, Qarabag 7, Paok 7, Slovan 4. Prossimi incontri: Qarabarg-Fiorentina, Paok-Slovan Liberec.
Gruppo K, Sparta Praga punti 12, Southampton 7, Beer Sheva 7, Inter 3 ( eliminata). Prossimi incontri: Inter-Sparta Praga, South- Beer Sheva.

 

I GUADAGNI DEGLI AGENTI. Secondo uno studio della Fifa negli ultimi quattro anni ( gennaio 2013-novembre 2016) i ( cosiddetti) procuratori hanno raggiunto il miliardo di euro di fatturato attraverso intermediazioni nei trasferimenti dei giocatori.
Un giro d’affari enorme e che non accenna ad arrestarsi.
Anzi. Nel 2016, ad esempio, s’è registrato un incremento del 34%. da sottolineare che la Seria, pur tanta (sbandierata ) povertà, s’è posizionata subito dietro alla Premier nella classifica dei campionati più remunerativi per gli agenti. Pensate, insieme, essi rappresentano il 58% degli onorari dei ( cosiddetti) procuratori.Al momento, ci accontentiamo di una sola domanda: ‘ cui prodest’ tanto ‘fiume‘ di denaro?

ROSBERG-HAMILTON: TUTTO IN UNA NOTTE. Il ‘duello’ è stato vinto che Nico che può così appendere il suo titolo accanto a quello di papà Keke. A sigillo di una bella storia, ma anche a merito di un ragazzo da noi molto apprezzato e benvoluto, non a caso ha fatto festa in italiano ‘ Campioni del Mondo, siamo i campioni del Mondo!…’,  proprio come fecero i nostri eroi al mondiale di Berlino dopo avere battuto la Francia di Zidane.

Nico ha ‘suonato’ sul campo, pardon sulla pista, un ‘mostriciattolo’ niente affatto propenso a farsi mettere in gabbia. Un ‘mostriciattolo‘ da gara dotato dalla natura di un talento davvero straordinario, tanto che se avesse vinto si sarebbe aggiudicato per la quarta volta il titolo. Roba per pochi privilegiati, quelli che di questo sport hanno scritto pagine di storia. Eppure, Nico, con la sua serenità, costanza, avvedutezza, non s’è mai lasciato intimidire.
Dalla prima all’ultima gara, donando qualche quarto di  nobiltà a queste ‘frecce d’argento‘ ben dirette ( Toto, in primis) ma senza rivali. Sì perchè tanto i bolidi del venditor di bibite quanto quelli ( assai più prestigiosi) di Maranello, non hanno mai messo in discussione una supremazia emersa fin dalla vigilia di quest’anno agonistico.  E confermata fino all’epilogo di Abu Dabi. Dove, a dire il vero, il nostro Seb avrebbe anche potuto portare la ‘zampata’ dell’anno. ma come già in altre occasioni ( da buon cacciatore)  insegue a perfifiato la preda, la raggiunge , ma poi ( non si capisce perchè)  non sa ( più ) come matarla. Peccato, anche perchè avrebbe evitato così all’amabile  Leo Turrini di assegnare un logico ‘ gododentro’ al ( sempre nostro) Fernando.

E adesso non ci resta che tornare ad alzare  lo sguardo in avanti. Sperando di  non dovere attendere tanto per conoscere il futuro della ‘rossa‘. Visto che  è sempre e soltanto lei ad affascinarci. Lo sappia lo stortignacolo inglese: quando ce lei la tivù resta accesa, quando non ce lei la tivù o si spegne o si cambia canale o si va a fare una passeggiata. Democraticamente. Sportivamente. Valori  che lo ’stortignacolo’ inglese, ovviamente, manco sfiora.
Tutto preso com’è a far danari a destra e manca, a inventarsi regolamenti anti ‘rossa’  e a sparare ‘cavolate’. Come quella del futuro Gp  diviso in due portate. Come al ristorante. Ma solo di primi o solo di secondi o gli uni e gli altri?
Chi ci capisce qualcosa è un genio. Intanto  non esiste proprio  nessuno nel grande circus dell’automobile che può farlo ricoverare ? Anche perchè se continua così va a finire che ( a breve) ci dovremo sorbire ( per la  pole)  una volata sprint su rettilineo; e (per il titolo)  una gimkana cittadina tra ricchi grattacieli .

L’AFFONDO DI SILVIO. A starlo sentire, qui, a questo punto, i cinesi, sono già stati spediti al mittente. E infatti come si fa a dire: “ Closing entro il 13, oppure il Milan me lo tengo”?  I fantomatici finanziatori del Dragone dove stanno, ci sono o non ci sono? Se la sono data a gambe o si sono fermati a ricamare origami?
Sono roba seria oppure siam di fronte ad un altro mister Bee ? I dubbi ( col passare dell’ore) crescono come onde di tzunami  dopo un terremoto  punto 7 della scala Richter.
Tanto che il Berlusca non si limita a porre paletti temporali, ma si sbilancia in soluzioni alternative, tipo quella ( suggeritagli dal campo) d’una squadra rossonera  tutta giovane e tricolore. Che sta funzionando. Come ai vecchi e indimenticabili tempi di gloria.
Come un uomo navigato quanto  il Berlusca si sia cacciato ( per  vil danaro)  in tale ‘pastrocchio’ , forse,  manco lui  sa spiegarlo. Fatto è che il  ’ pastrocchio‘ c’è bello e confezionato. Difficile da sbrogliare. Difficile.  Che ridere! Dio te la mandi buona caro, vecchio e glorioso Diavolo!

ITALIANI PIU’ SODDISFATTI? A sorpresa, per la prima volta dopo un lustro,  sono migliorate le stime relative al giudizio delle famiglie sulla soddisfazione per le condizioni di vita.Questo dice l’ultimo rapporto Istat, Inoltre, quattro cittadini su dieci danno alla propria vita un voto elevato e la media complessiva passa dal 6,8 – su dieci – al 7 pieno.
Gli italiani ( con più di 14 anni) che esprimono un’alta soddisfazione sulla loro esistenza passano dal 31,1% del 2015 al 41% attuale.  In lieve aumento risulta anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro e sono gli anziani, qui, a mostrasi i più tristi.

DONALD TRUMP E CUBA. Dire e fare. Salta l’indagine ( sbandierata in campagna elettorale) sulla fondazione di famiglia Clinton e saltano anche tanti ‘ proclami’ del tycoon americano eletto presidente degli Stati Uniti. Nessun cenno in fatti al terribile muro sul confine messicano. E neppure alla(tanto)  annunciata deportazione di milioni di immigrati illegali.
E’ partita invece alla ‘rottamazione’  degli accordi commerciali con il Nafta o il Tpp, con un primo passo avverso fin dal primo giorno di presidenza. Wall Street gradisce ( +0,35% con superamento della soglia dei 19 mila punti).
Intanto i principali indici volano ai massimi di sempre. Anche Milano raccoglie in positivo  ( l’inatteso) trend presidenziale che s’è manifestato già una settimana dopo l’insediamento. Come volevasi dimostrare?

Cuba ha perso il ‘suo‘ Fidel. A succedergli, già da qualche anno, suo fratello minore Raul. Il quale, in questo periodo di transizione, non ha rinnegato troppo il passato. Creando così una situazione che è diventata particolarmente delicata con l’avvento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. ” Era un brutale dittatore. Per quel che ci riguarda – ha detto Trump – noi cercheremo di guardare alla prosperità dei cubani”.

DOPING OLIMPICO. Sette nuovi atleti ( fra cui un bicampione olimpico dei pesi) e la bielorussa Aksana Miankova, oro nel martello a Pechino 2008, sono stati squalificati per doping ( steroidi) per quel che riguarda Pechino e Londra. Dovranno restituire le medaglie. Un altro brutto colpo per il sollevamento pesi in cui è stata rilevata la quasi metà dei nuovi casi. Le analisi continuano ( 1.2oo circa i casi finora analizzati, una inezia) facendo emergere sempre nuovi casi.

 

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