Non solo sport. ‘ Buon Natale e Buone feste’ a tutti. Italiani ed Europei. Dal Belpaese che non t’aspetti.

Non solo sport. ‘ Buon Natale e Buone feste’ a tutti. Italiani ed Europei. Dal Belpaese che non t’aspetti.
Non solo sport. ' Buon Natale e Buone feste' a tutti. Italiani ed Europei. Dal Belpaese che non t'aspetti.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due giovani poliziotti abbattono il pericoloso criminale che aveva gettato nel lutto l’intera Europa; il Milan senza nocchiero, ma solo con una gran tribù di giovinastri che batte ,a sorpresa,  la Nostra Signora; le giovani speranze che fioriscono inattese, qua e là, pel gran prato verde dello sport italiano: dallo sci alla bici in pista, dal volley  al calcio.

Segnali, questi e non solo, di quell’Italia che non t’aspetti. Di quell’Italia spontanea, autentica, tuttora non vittima della più disgraziata classe dirigente di una Europa tutt’altro che leggiadra e capace.  Figlia naturale di quell’Araba Fenice di cui si cerca invano da secoli  il nido, ma che da qualche parte del Belpaese deve avercelo messo sennò come potremmo, ogni tanto, stupirci di qualcosa.
E allora perchè non soffermarci  a parlare di  questa nostra Italia che stupisce: sì, parliamo  dei  due coraggiosi giovani in divisa in forza a Sesto San Giovanni che hanno costretto gli alemanni, sempre prodighi a lanciare ammonimenti e perfino insulti al nostro Paese, ( semplicemente)  a dirci : ‘Grazie’.
E anche del Milan, di cui non si sa neppure in che mani sia stato messo, ma che ha scovato una nidiata di giovani campioni che se tenuta in debita paga potrebbe davvero rinverdire le antiche glorie. L’esame sostenuto dagli imberbi a Doha è di quelli post universitari. E aggiungiamo anche le tante giovani speranze dello sport azzurro, sempre presente quando vien chiamato all’appello. Questa volta  riferendoci in particolare al calcio, fin all’altro ieri, dato per decadente, non allenabile e ed inutile. Dalle nostre  Cassandre che spuntano a fiotti,  residenti in Italia e pur migrate all’Estero. Ma il calcio italiano c’è, eccome. Il nostro calcio sa offrire prestazioni che gli altri sognano ( vedi la Supercoppa).
Sono inoltre  tornati i portieri ( dati per dispersi), son tornati i difensori ( quattro cinque almeno) e non mancano pure gli attaccanti ( tre o quattro, se basta). L’importante ora è che al loro orizzonte non appaiano, come al solito, da qualche riposto fondale, i soliti ‘squali’ pronti a far bella mostra di sè  per rinpinguare i conti correnti loro.

SOSTA NATALIZIA. Superfluo è augurare ‘ Buon Natale’ al Milan, visto che se l’è fatto da solo. Semmai bisognerà tirare su il morale alla Nostra  Signora, che questo ‘sgarbo’ da quei giovincelli rossoneri non se l’aspettava proprio. Eppure dovrebbe essere noto alla Signora e ai più che nel Belpaese è sempre consigliabile non dar per scontato niente e nessuno. Perchè si tratta di  un Paese diverso. Con poco o nulla a che fare con gli altri.  Qualcuno non vuol ( ancora) crederci? Nicchia? Irride? Peggio per lui.
Diamoci la solita occhiata attorno. In Bundes, ad esempio, hanno tentato di accreditare lo (sconosciuto) Lipsia quale antagonista della poderosa Bismark di Monaco di Baviera.  Ma, come volevasi dimostrare, non ci son riusciti, per nulla,  manco a volerlo. Le cose, da loro, non possono essere altro che programmate. E quindi scontate. Stesso discorso vale per la Liga, dove i due storici Panda continuano ( imperturbabili) a scambiarsi scudetti. Una volta uno, una volta l’altro. Solo in Premier sopravvive, quest’anno, ma solo per quest’anno, una qual incertezza, limitata a quelle due o tre ancora in vetta, visto anche che la meteora Leicester s’è già inabissata nel freddo e plumbeo mare del Nord.

E comunque ‘ Buon Natale e Buone feste’ a tutti. Italiani e non. Anche perchè bisognerebbe  iniziare per davvero a ‘vivere’  il Vecchio continente come un’unica patria. In fondo, il delinquente che ha fatto strage a Berlino, dopo essersi comodamente spostato da un paese all’altro, è andato a finire la sua delirante corsa (proprio) in Italia. In una notte umida e buia del hinterland a nord di Milano.
L’hanno fermato due giovani poliziotti italiani, coraggiosi, rispettosi delle regole ma anche pronti a non farsi sorprendere da un soggetto criminale primo a sparare e quindi disposto a tutto. Più e più volte da Oltralpe sono arrivate critiche      ( spesso ingiuste) all’operato italiano. Che invece c’è, ed è presente pur con tutti  i suoi difetti, vivo e valido, non meno d’altri, soprattutto se lasciato libero di muoversi come sua  natura comanda.

Riguardo alle Coppe: per la Champions, la Signora s’è beccata il Porto ( due Champions) e il Napoli il Real ( 11 Champions).

I RISULTATI XVII GIORNATA. ( sabato 17 dicembre) Empoli-Cagliari 2-0, Milan-Atalanta 0-0, Juve-Roma 1-0; ( domenica 18) Sassuolo -Inter 0-1, Chievo-Samp , Napoli-Torino 5-3, Pescara-Bologna 0-3, Udinese -Crotone, Genoa-Palermo, Lazio-Fiorentina 1-0.
LA CLASSIFICA ( DA COMPLETARE). Juve punti 42, Roma 35, Napoli 34, Lazio 34, Milan 33; Inter, 27.
 XVIII GIORNATA. ( martedì 20 dicembre) Atalanta-Empoli; ( mercoledì 21) Inter-Lazio 3-0 ( ore 20,45); ( giovedì 22) Bologna-Milan ( posticipata all’8/1,ore 20,45 ), Cagliari-Sassuolo ( ore 20,45), Crotone-Juve ( come per il Milan, 8/1,ore 18), Fiorentina-Napoli, Palermo-Pescara, Roma-Chievo, Samp-Udinese, Torino-Genoa.
PROSSIMO TURNO XIX GIORNATA.  ( sabato 7 gennaio 2017) Empoli-Palermo ( ore 18), Napoli-Samp ( ore 20,45); ( domenica 8 gennaio 2017), Udinese-Inter ( ore 12,30), Chievo-Atalanta, Genoa, Roma, lazio-Crotone, Pescara-Fiorentina, Sassuolo-Torino ( ore 15), Milan-Cagliari ( ore 18), Juventus-Bologna ( ore 20,45).

ALTRE D’EUROPA. Adesso il Real ( graziato dalla Uefa ) ha finalmente superato il numero dei trofei internazionali detenuto in precedenza dal Milan del Berlusca ( la Supercoppa italiana non rientra in questo elenco). Inoltre, sotto la guida Zidane, ha collezionato 36 gare senza ko. Gode il Florentin0, gode con lui anche  (  parte ) della Spagna. Non godiamo invece noi che, non essendo stati educati a vedere gli altri godere attraverso il buco della serratura, proprio proprio , sportivamente parlando, di certi successi faremmo volentieri a meno.
Anche perchè, ora, Florentino, assai più scafato di noi nel monetizzare, andrà a portarsi a casa  una (ulteriore) cascata di danaro, facendo volare i blancos oltre i 700 ml di euro di entrate.
Non c’importa più di tanto degli altri, dicevamo, e quindi  neppure del filotto di Conte in Premier ( 11 o 12 o 13 vittorie), che lo hanno proiettato solitario in vetta della classifica. L’unica cosa che ci interessa sottolineare, sempre sportivamente parlando, è che le folle canterine che affollano quei caratteristici impianti da calcio  dovranno sorbirsi anche quest’anno la lectio magistralis del solito genietto italiano. Tanto per dire quanto poco contiamo.

LE FRASI CHE COLPISCONO. Un giovin alemanno ( di cui non diremmo il nome, anche perchè quel che qui conta non è lui ma  solo quel che ha detto)  in procinto di lasciare un campionato scontato perchè già deciso al nastro di partenza (  il Pilzen antagonista del Bayern fa ridere, cvd ), si è liberato di un cumulo  di ( per lui) verità che riguardano(anche ) il nostro ( negletto) calcio.
Dice il giovin alemanno: ” Andare in Italia? Macchè, sarebbe un passo indietro. Il Campionato italiano è ormai il quarto d’Europa. Preferirei la Premier!”. La verità troverà senz’altro ampio consenso tra i nostri esterofili ( e anglofili). I quali, ogni volta che qualcuno sparla del Belpaese godono come ricci, sì,  da matti, ecumenici come sono. Anche se, per noi, modestamente parlando, le sue non sono proprio delle verità.

Da un punto di vista del danaro (f0rse)  il giovin alemanno, più figlio di Lanzichenecchi che di Goethe,  la vede giusta. Lassù, infatti,  tra le isole d’Albione, da qualche lustro almeno , le reti   da pescadel calcio tornan su gonfie di danari. Da altri punti di vista, invece, il ragazzo, per parlar franco, ci sembra uno dei tanti emeriti sprovveduti che affollano la triste Europa. Basterebbe infatti che andasse a consultare un almanacco. Uno qualsiasi. Per verificare che nell’ultimo lustro ( con  ancora in corso), non è che si siano viste squadre di Premier ai vertici delle coppe europee. Noi, una almeno una, di finaliste, l’abbiamo avuta ( Juve), loro, se non abbiam le traveggole, manco quella.
Nel quinto anno ( ancora) in corso loro ( ridesti) tengono ancora in gara, per la Champions,  tre squadre ( Leicester, prima nel girone, Arsenal e City); noi, soltanto due ( Juve e Napoli, entrambe prime nel girone). Mentre per la Uefa, il rapporto qualificate si inverte: per loro  ancora resta in gara il solo United, per noi Roma e Viola ( entrambe prime nel girone). Al momento per il ranking Uefa, loro, gli isolani, contano un paio di punti in più. Un’inezia, visto che se i prossimi turni andranno a favore nostro potremmo addirittura sorpassarli. A lode e plauso del giovin (sprovveduto) alemanno. Ovvio.

Il quale, da grande conoscitore del calcio e della sua storia, ha avuto pure l’ardore di aggiungere: “ Milan e Inter? La loro magia si è spenta. Al momento, non attirano più nessuno”. A parte che ( sempre addocchiando l’ almanacco ) nella storia ( comune )  delle squadre di calcio i cicli ( o anche solo gli alti e i bassi) restano fisiologici ed estesi a tutte, non è che un mito si dissolva così, a bella posta, in quattro e quattrotto. Del resto ancora  nel 2006/ 2007  ( dieci  anni fa, dunque, e non certo in epoca archeologica) il Milan vinceva la sua settima Coppa dalla grandi orecchie, mentre l’Inter , qualche anno dopo, esattamente nel 2009/2010, s’aggiudicava il Triplete.
A proposito di cicli, se andiamo a fare una mini ricerca notiamo che il (grande) Real vinse ( in epoca archeologia, dal 1955 al 1966 ) ben 6 Coppe dei Campioni; per rivincerne una, ovvero la settima, dovette aspettare circa 32 anni,  fino al 1997/1998. Al Barca, poi, la prima Coppa dei Campioni piovve dal cielo solo nel 1991/1992.  Peggio ancora è andata alle inglesi, come il Liverpool ( 5 Champions) e lo United ( 3 Champions) che non assaporano il gusto del lauro già da tempo; o come per il ( tanto celebrato) Chelsea che in vetta all’albo Champions compare ( nell’arco della sua storia centenaria) soltanto una volta, ovvero nel 2011/2012.
Nonostante ciò  non ci risulta che, per i numerosi ‘ vuoti’ o ‘ cicli’ agonistici delle più   blasonate d’Europa,  qualcuno abbiamo mai (seriamente) pensato  quello che il giovin (sprovveduto) alemanno s’è permesso di dire delle due grandi milanesi ( 10 Champions e 36 Scudetti). Forse, gli ‘svegliotti’ che lo circondano gli avranno fatto credere che, sotto l’Alpe, c’è un mondo in disfacimento; forse, sempre gli ‘svegliotti’ che gli fan da corolla, poco o nulla s’intendono di miti. I quali, lo imparino semmai una volta per tutte, possono anche modificarsi per qualche dettaglio, senza però morire, mai. Anzi, più il tempo passa più quelli s’alimentano. Si illuminano. Si aggiornano.
Sennò, chi starebbe ancora a parlare di Ettore e Achille, di Paride ed Elena, di  Ulisse e Penelope?
Consiglio finale: trasmigri pure in Premier il giovin ( sprovveduto) alemanno, per meglio apprendere l’arte del calciatore. E per far giuste conoscenze. Per studiare di storia. Che a tornare in alto ( Milan o Inter o Juve che siano) ci (ri)pensan da sole. Magari in men che non si dica. All’improvviso.  Come Araba Fenice  vuole. Del resto, noi, qui,  di lui,  non ne abbiamo proprio alcuna necessità. Vada pure in Albione, tra i suoi pescatori.  Anche perchè ( sembrando più figlio di Lanzichenecchi che di Goethe)  Dio solo  sa, quanto,  e non certo da oggi, di quest’ultimi non ne abbiamo proprio nostalgia.

 

ALTRE DI SPORT. Il Berlusca così aveva graffiato alla vigilia della Supercoppa:  ” Fermare la Juve? Basta cambiare arbitri e giudici…”. Per fortuna nessuno lo ha ascoltato, perchè se l’avessero fatto ( forse) il Diavolo non si sarebbe aggiudicato la sua settima Supercoppa. Quel braccino ( seminascosto) ad un soffio dalla fine dei supplementari infatti sarebbe potuto costare ( con diverso direttore di gara) caro, molto caro, ai rossoneri. E comunque le cose sono andate diversamente, approdando ai rigori. Dove a vincere è stato il Diavolo, pardon, quel suo imberbe Gigetto, che ( nonostante l’inesperienza) ha saputo ipnotizzare nel tiro decisivo quel genietto infallibile di Dybala.

E mentre il Tavecchio tra un proposito e l’altro ( ridurre la Serie A a 18 squadre) confida  nella qualificazione mondiale, c’è un nuovo scontro interno al mondo sportivo sulla mutualità. Viviani, Ganna e Balsamo sono la nuova linfa della pista italiana. Antonio Giovinazzi invece è stato scelto quale terzo pilota Ferrari. Seb e Kimi però se la dormono beatamente nell’attesa del nuovo anno. Sperando di avere sotto mano una vettura finalmente in grado di sverniciare le ‘frecce‘ e le ‘ red bull’. Intanto un settimanale Usa specializzato ha eletto Hamilton il pilota più forte del circus di F1.
Milano basket s’è giocato  invece l’ultima carta col Pana, priva di Gentile. Invano. Con altra figuraccia.
Buone nuove arrivano soprattutto dalla montagna. Continua a volare la Goggia, 24 anni, nuova reginetta dello sci alpino. Conquista un podio dietro all’altro, sette finora, con vittorie che sfuggono per un sol batter di ciglia. Dietro alla nostra nuova Debora  non si fanno pregare le altre della pattuglia tricolore. Nel gigante di Courchevel, ad esempio, annullato per il forte vento, la prima manche vedeva  la Goggia prima, la Brignone seconda e la Bassino quarta. Una beffa, la decisione di annullare la gara, ma la  squadra è splendida e si rifarà.
Hirscher, 27 anni, fenomeno dello sci asburgico, dice di Valentino, maestro di Tavullia: ” E’ il talento del secolo!”.  Dal volley, infine, altre buone nuove: Civitanova maschi   ha battuto i cechi del Liberec ( 3-0) e Modena donne è passata in Polonia, contro il Belchatow ( 1-3). Nella vela ai Mondiali giovani l’Italia della ( mai dimenticata)  Alessandra Sensini s’è portata a casa  il trofeo Nazioni

 

L’ATTENTATO DI BERLINO. Come avrà fatto il terrorista Amri a finire a Sesto San Giovanni se lo stanno chiedendo un po’ tutti. Tranne qualche suo compare il quale, evidentemente sapendo, continua a far finta di non sapere. Qualcuno addirittura è arrivato a dire che ‘ i due poliziotti male hanno fatto ad ucciderlo, perchè molto meglio sarebbe stato poterlo catturare ed interrogare’. Forse, compari e non, devono avere prestato poco attenzione sul come sono andate realmente quella sera di dicembre le cose. Infatti avrebbero appreso che il primo a sparare è stato proprio il criminale ricercato, ferendo alla spalla l’agente che gli chiedeva i documenti.

Quel che è certo è che Amri prima di finire la sua parabola criminale era partito  da Berlino per arrivare ( in treno) a Chambery in Savoia e, dalla località francese, fin a Milano. Indisturbato. Gli hanno trovato addosso un centinaio di euro e, nello zaino, uno spazzolino con dentifricio e schiuma da barba. Niente cellulare, che aveva buttato via per non lasciar tracce. Non è follia pensare che qualcuno lo abbia guidato fin alla piazza 1 Maggio di Sesto.
Il documento lasciato sul sedile del Tir è stata la firma per far capire ai suoi mandanti che l’impresa l’aveva compiuta lui. Lui e soltanto lui.
Del resto l‘Isis preferisce che questi cosiddetti ‘ martiri di Allah’ finiscano all’altro mondo il più rapidamente possibile. Non si sa mai infatti che, una volta catturati, non  recuperino  la voglia di vivere e quindi di mettersi a ‘cantare’.  Salah, l’unico sopravvissuto della strage di Parigi del 13 novembre, tiene la bocca cucita. E forse per questo è ancora vivo.

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