Non solo calcio. Impresa sulla neve di Moelgg, 34 anni. E i 18 nuovi talenti del motociclismo italiano.

Non solo calcio. Impresa sulla neve di Moelgg, 34 anni. E i 18 nuovi talenti del motociclismo italiano.
Non solo calcio. Impresa sulla neve di Moelgg, 34 anni. E i 18 nuovi talenti del motociclismo italiano.

LA CRONACA DAL DIVANO. Storico Moelgg, 34 anni, trionfatore nello slalom di Coppa a Zagabria. La sua è la classica ciliegina sulla torta che va a ripagare le tante belle prestazioni ( più  femminili che maschili) dello sci azzurro.
Il tennis (ri)chiama in campo i suoi personaggi: Federer, Nadal( eliminato a Brisbane), Djoko.
Come sottolinea Bertolucci sono loro i migliori ambasciatori di uno sport che sta attraversando un periodo di ricambio generazionale non semplice.

Dalle moto novità importanti. Fermo restando la MotoGp ancora incentrata sul duello italo ( Rossi)-spagnolo ( Marquez,Lorenzo,Vinales), s’aprono autostrade per i giovani centauri italiani tanto in Moto2 ( Morbidelli, Baldassarri e Bagnaia) quanto in Moto3 ( Bastianini, Fenati, Antonelli,  Bulega, Migno, Di Giannantonio).  Saranno in 18 i piloti  azzurri nelle due categorie minori. Praticamente un serbatoio di inestimabile valore, unico al mondo,   pronto a fornire talenti per il dopo Maestro di Tavullia.
E mentre Ustiugov continua a vincere nello sci di  fondo ( 5 su 5), in Olanda si stanno tutti preparando per la campagna d’Italia. O meglio, per la partecipazione al Giro d’Italia. Il Giro del Centenario. Con la sua storia unica, i suoi percorsi inimitabili e  l’ eterno fascino dei  più grandi protagonisti mai apparsi in questo sport.
E’ anche tempo, dopo la (lunga) pausa festiva, di Campionato. Di A ( che perde pubblico) e di B ( che il pubblico lo guadagna). Ma nulla di preoccupante: per far risalire gli afflussi nella serie maggiore basterà ridare fiato ( in primis) a Milan, Inter e Roma, ( magari ) velocizzando la ristrutturazione dei vecchi stadi ( San Siro, San Paolo) e la realizzazione dei nuovi ( Roma, Fiorentina). Per i 60 anni del Campaccio è scesa in pista a Legnano l’elite del cross mondiale.

RIFLESSIONI. Quante volte vi siete sentiti dire di mettere orecchio a questi o a quelli sparsi pel Pianeta i quali,  a noi italici, figli degenerati di ex padroni del Mondo, tutto hanno da insegnare e nulla da imparare?
Nel calcio d’oggi, poi, per ottenere rispetto non ci bastano più manco i  pettorali zeppi di medaglie   ( tipo  generali dell’ Armata Rossa) .
Eppure, andando a spulciare almanacchi, non è improbo estrapolare  dati illuminanti : 61 Coppe dalle grandi orecchie?  Inghilterra ( 11 vittorie+ 6 finali=17 presenze all’ultimo atto), Italia ( 12+13=25), Spagna ( 16+10=26);Coppa Uefa? Inghilterra ( 7 vittorie+6 finali: 13 presenze all’ultimo atto), Italia( 9+6=15), Spagna( 10+5=15); Coppe del Mondo  per Nazionali? Italia 4, Inghilterra 1, Spagna 1.
Verrebbe da chiedersi a  che servono tante  medaglie se, poi,   nessuno più le fila? Nel nostro caso, fortunatamente, destino ha voluto che Ceferin, il nuovo presidente Uefa, sia amante degli almanacchi. Onde per cui, prima che la Serie A tornasse con i piedi suoi al terzo posto del ranking Uefa,  ( pur aspramente osteggiato) ha ben creduto di riconoscere a tanta gloria calcistica  la sua giusta collocazione nel calcio continentale, restituendole ( dal 2018) la quarta squadra Champions ( senza preliminari). Senz’altro, il presidente sloveno, scorrendo gli occhi su tanta gloria, avrà valutato: ma che  Coppe sarebbero, le nostre, senza tanto ben di Dio?

Che ci andrebbero a fare in campo Angli, Alemanni, Ispanici o Slavi  senza la Signora, il Diavolo, la Beneamata, ilCiuccio, la Lupa , il Toro o la Viola?  Coppe del nonno,sarebbero, le loro;  o no, mannagia?
Anche perchè, per far confronti,  ci pensate ad un  rugby senza All Blacks o Springboks ?  O ad un  tennis  senza   Federer, Djoko,Murray o la Serenona?  O  ad una Nba senza le big della  California o di  New York ?

Del resto nello sport, e quindi anche nel calcio, si viaggia a cicli. Questa verità, per chi bazzica atleti, è abbastanza evidente. Scontata.  Un po’ a me, un po’ a te, insomma. Il Real, ad esempio, vinse la sesta Coppa dalle grandi orecchie nel 1965/66, ma per arrivare alla settima dovette aspettare fino 1997/98 ( oltre 31 anni); mentre il Barca ebbe l’onore del trionfo nello stesso torneo solo 1991/92. Nonostante tanti digiuni chi ha mai pensato che i due Panda pedatori  d’Espagna avessero perso la loro magia, il loro appeal, il loro ruolo?
Come invece vanno sparlando  sul calcio azzurro tanti  sciagurati,  a frotte,  nel Belpaese  e  nell’Altrove?
Proprio qualche tempo fa un imberbe fenomeno tedesco che s’è permesso di dire che venire in Serie A ( per lui) sarebbe stato ( non) uno ma due passi indietro. Senz’ombra di offesa non abbiam resistito a  consigliargli ( oltre che a  leggere almanacchi)  anche di andar   a bagnare il talento (?)  suo  laddove più gli aggrada. Anche perchè tra gli amici  alemanni, noi,  e non solo  nel calcio, abbiamo sempre preferito  i figli di Goethe che i figliocci dei Lanzi (chenecchi).

Cesarone ( Prandelli), fresco dimissionario dal Valencia ( proprietà cinese), s’è sfogato con la ‘rosea’: ” Mi hanno tradito – ha sbottato -, ma voglio ripartire subito. In Italia o Altrove. Intanto però il nostro calcio non invidi quello spagnolo. Più tecnico, ma meno tattico”.  Che tradotto dal ‘calcese’  vuol dire: è più ‘ abile’, ma meno ‘intelligente‘.
E del resto chi se la sente di barattare tante nostri nostri retaggi  storici come i derby, ad esempio, oppure come quella  brillante Supercoppa  in Dubai tra il Diavolo ( 7 Champions, 18 Scudetti) e la Signora ( 2 Champions, 32 Scudetti), con infinite  partite di Premier che poco o nulla lasciano a meravigliare?
Potessimo rifarci gli stadi in tempi ragionevoli, quelli romano e milanese in primis, forse, riporteremmo  tanti bambini sugli spalti e, perfino, siam pronti a scommetterlo,  a ripristinare qualche curva canterina, proprio come insegnano quelli d’Albione. I quali ( alla faccia delle nostre sparute rappresentanze di tifo  criminale) vanno però tenuti d’occhio perchè, per loro, tra una birra e l’altra, passare in blocco dalla festa alla tragedia, è un batter di ciglia.

IL CALCIOMERCATO. Sindrome cinese. Con certi ingaggi perfino l’Apache, che aveva giurato eterno amore alla sua Argentina, ha ben pensato di prendersi una scappatella. Pure il giovane Vitsel, belga, ha rinunciato a studiare   all’Università del calcio,  preferendo  ( per qualche centesimo in più )   l’Abc d’un movimento   calcistico  che  ( al momento)  non ha manco  manco il fascino d’un derby tra Andorra e San Marino.

Verratti ha aperto  alla Signora. Intelligentemente. Finalmente. Del resto che gusto ci trova a continuare a sguazzare tra olezzanti petrodollari nella ( pur bella) città dei lumi quando  potrebbe invece gioiosamente   spassarsela  tra lucenti gioielli sabaudi e  albe / tramonti del suo  bel Adriatico?
Bernardeschi, invece, ha aperto  al Milan. Ma qui il problema  è quello   di capire  se il Diavolo ( in futuro)  sarà o no della partita. Impelagato com’è in   questo ( sempre) più indecifrabile mondo del calcio. Dicono che dovrà diventare cinese, per via di quelle due generose caparre giunte dalla Isole Vergini, con tanti interrogativi al seguito.  Ma alle idi di  marzo il Diavolo  parlerà di  closing o   di (altri)  rinvii ? Chissà? La ‘rosea’ gli concede fiducia.
Va intanto  rimpolpandosi la scarnita BeneamataVittoriosa ( di recente)  ad un torneo tra scapoli/ammogliati organizzato per un triangolare in Spagna. E’ in arrivo a Milano il signor Suning.
Qualche giorno fa inoltre il presidente Tavecchio s’è accorto che gli spettatori della Serie A sono ( da qualche anno) in calo. Beato lui che se ne accorto! Meglio tardi che mai!  Bastava infatti che si fosse chiesto dove fossero  passate quelle  migliaia di spettatori nerazzurri, rossoneri e giallorossi, che affollavano (neppure  tanti secoli fa  ) Olimpico e Meazza. Templi gloriosi dagli spalti vuoti. E nell’attesa messianica dei nuovi impianti.  Comunque, presidente, ora che ( finalmente) ha posto il dito sulla ferita, che ci vuole  a trovare la cura?

I RISULTATI XVII GIORNATA. ( sabato 17 dicembre) Empoli-Cagliari 2-0, Milan-Atalanta 0-0, Juve-Roma 1-0; ( domenica 18) Sassuolo -Inter 0-1, Chievo-Samp , Napoli-Torino 5-3, Pescara-Bologna 0-3, Udinese -Crotone, Genoa-Palermo, Lazio-Fiorentina 1-0.
LA CLASSIFICA ( DA COMPLETARE). Juve punti 42, Roma 35, Napoli 34, Lazio 34, Milan 33; Inter, 27.
 XVIII GIORNATA. ( martedì 20 dicembre) Atalanta-Empoli; ( mercoledì 21) Inter-Lazio 3-0 ( ore 20,45); ( giovedì 22) Bologna-Milan ( posticipata all’8/1,ore 20,45 ), Cagliari-Sassuolo ( ore 20,45), Crotone-Juve ( come per il Milan, 8/1,ore 18), Fiorentina-Napoli, Palermo-Pescara, Roma-Chievo, Samp-Udinese, Torino-Genoa.
PROSSIMO TURNO XIX GIORNATA.  ( sabato 7 gennaio 2017) Empoli-Palermo ( ore 18), Napoli-Samp ( ore 20,45); ( domenica 8 gennaio 2017), Udinese-Inter ( ore 12,30), Chievo-Atalanta, Genoa, Roma, lazio-Crotone, Pescara-Fiorentina, Sassuolo-Torino ( ore 15), Milan-Cagliari ( ore 18), Juventus-Bologna ( ore 20,45).

 

IL DOPING DI RUSSIA. Negli ingredienti: un cucchiaio di Nescafè, un pizzico di sale, granelli di sabbia. Tra i cuochi: un agente ex Kgb, capace di aprire provette sigillate senza lasciare tracce e dei biochimici abili nel miscelare steroidi in cocktail  dal nome esotico.
Nasceva così, secondo un racconto tipo spy story, il doping di Russia. Con i suoi tratti grotteschi, e ancora tutti da verificare, anche perchè poco credibili, riportati nel Rapporto Mc Laren ( voluto dalla Wada) e presentato di recente a Londra. Secondo l’accusa,  dal 2009 al 2014,  (circa) mille atleti russi di 35 discipline ( tra cui il calcio) hanno gareggiato e vinto imbottiti di sostanze proibite.

Secondo un’ultima ora, pare  che i russi, dopo una prima strenua ed orgogliosa  difesa, comincino ad ammettere le loro colpe. E questo non può essere che uno spiraglio di luce in un contesto davvero cupo. E mantenuto tale, da anni, proditoriamente, sofisticamente, un po’ da tutti. Ora aspettiamo il seguito, anche perchè è difficile credere che a questo mondo i cattivi siano solo i russi ( con l’integrazione di due o tre velocisti caraibici, di sette o otto pesisti  azerbaigiani e   di nove o dieci mezzofondisti degli Altipiani). Difficile, quasi impossibile.
Soprattutto dopo quanto mostrato col caso Fuentes, affossato ( ma che hanno fatto delle ultime  232 sacche di sangue a suo tempo sequestrate  ?)  dalla stessa magistratura inquirente iberica. Chi ama lo sport, e le sue regole, che possono risultare esaltanti solo se rispettate, non può fermarsi alla bandiera. Spagnolo, inglese, italiano o russo poco conta.
Lo sportivo deve pretendere la verità fino in fondo. E poco importa se andrà a ferire l’ orgoglio di una bandiera la quale, se così sventolata,  altro non è che la patetica contraffazione d’un passato senza  futuro.

LE FRASI CHE COLPISCONO. Il Mondiale non è ancora cominciato e la ‘ rossa’ già ha messo  a segno un colpo decisivo. In una sua lettera ( finalmente) ha posto questa domanda  alla Fia.  ’ Ma  è possibile utilizzare sospensioni tali da variare l’altezza da terra delle macchine?’.
Il sistema, utilizzato nel 2016 dalle rivali, è stato lungamente chiacchierato. Che la ‘rossa’ ci abbia messo un anno a voler sciogliere il rebus resta un mistero. Qualcuno dice che bravi, furbi ed esperti  si sono trasferiti tutti sotto altre bandiere. Dove le  ‘ soluzioni originali sul filo del rasoio‘ sono all’ordine del giorno.
Quando Maurizio Arrivabene, da grande ingenuo  signore, pronuncia frasi che evocano ‘ una certa creatività da attivare’ a chi ( e cosa ) si riferisce?
Pino Allievi, sul tema, chiosa così: ” Basteranno ( ora) le forze nuove promesse a Maranello a generare ( quella)  creatività che (altrove ) è frutto della bravura, della furbizia e dell’enorme esperienza di gente che naviga nella F1 da decenni? Il nodo della Ferrari è tutto qui”.

ALTRE NON DI SPORT. Napoli ha salutato Tullio De Mauro, 84 anni, docente, ministro dell’Istruzione e autore di un noto vocabolario che porta il suo nome. La meningite fa paura, più di quel che sia lecito, come al solito, con tanto di code e di affanni per reperire ( tra l’altro) un vaccino di cui l’Italia è sufficientemente fornita.

Maria De Filippi sarà co-conduttrice con  Conti, a San Remo. Per sbancare il dati di ascolto. E mentre è scesa la neve sui poveri  borghi colpiti dal sisma, il Governo è tornato a parlare di Cie, ovvero dei centri di accoglienza per le migliaia di profughi che a dispetto dei santi d’Europa continuano ad arrivare nello stremato Belpaese. Centri, promette il ministro Minniti, che d’ora in poi  saranno diversi, a cominciare dalla priorità che verrà data ai diritti umani.
Dopo Istanbul il terrorismo (  siglato Pkk)  ha attaccato il tribunale di Smirne. Un autobomba e un assalto armato hanno causato la morte di un poliziotto e di un ufficiale giudiziario, oltre a sette feriti almeno. Dei tre terroristi in azione due sono rimasti sul terreno, il terzo è fuggito.

 

 

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