Emilia Romagna. E’ stata riaperta la procedura di esplorazione degli idrocarburi in ‘aree protette’ situate a nord di Ravenna.

Emilia Romagna. E’ stata riaperta la procedura di esplorazione degli idrocarburi in ‘aree protette’  situate a nord di Ravenna.
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RAVENNA. Riceviamo e pubblichiamo.” Tutti i consiglieri dei gruppi di opposizione presentarono al Consiglio comunale una mozione, primo firmatario il sottoscritto, sul progetto La Stefanina, presentato dalla società statunitense Aleanna Resources al Ministero dell’Ambiente allo scopo di svolgere attività di esplorazione e ricerca di idrocarburi in territori situati nei comuni di Ravenna, Alfonsine, Comacchio e Argenta, in aree largamente protette. La mozione fu discussa nella commissione Ambiente il 2 dicembre e il 13 dicembre in Consiglio comunale, dove, integrata col contributo dei gruppi di maggioranza e sottoscritta anche da loro, è stata approvata all’unanimità.
L’istanza era stata pubblicata il 21 settembre, per la prescritta istruttoria di Valutazione d’impatto ambientale (VIA), sul sito del Ministero, che aveva però interrotto il procedimento per carenze nella documentazione richiesta.
La mozione, tenuto conto che la società Aleanna non risultava aver rinunciato al permesso di ricerca e intendendo pertanto “mantenere elevato al riguardo il livello di attenzione”, ha impegnato, tra l’altro, il sindaco e la giunta comunale “ad attivare urgentemente, nel caso stesso, gli uffici tecnici dedicati al servizio in oggetto affinché analizzino il progetto e producano ed inviino entro i termini stabiliti dal Ministero, previo passaggio nella commissione consiliare Ambiente, le osservazioni dell’amministrazione locale”.

Il caso si è appunto verificato con la pubblicazione il 3 gennaio scorso, da parte del Ministero dell’Ambiente, dell’avviso di riavvio della procedura di Valutazione d’ impatto ambientale sul progetto di ricerca idrocarburi ‘Stefanina‘, all’esito positivo della quale è subordinata l’autorizzazione. Le osservazioni devono essere presentate entro 60 giorni da tale data.

L’area Stefanina Nord ricade quasi interamente nella zona protetta Valli del Mezzano, dista circa tre chilometri dai confini del Parco regionale del Delta del Po, ricade quasi interamente nella zona protetta ‘Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano’, include la potenziale presenza di almeno 66 specie di interesse comunitario e di due habitat di interesse comunitario; mentre l’area Stefanina Sud ricade parzialmente nelle zone protette ‘Valli di Comacchio’ e ‘Biotopi di Alfonsine e del fiume Reno’, include una porzione della riserva regionale di Alfonsine ‘Fascia boscata del canale dei Mulini‘, ricade a nord-est nell’area contigua al Parco del Delta del Po e in parte nella zona protetta ‘Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano, contando la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario.
Le attività di rilievo geofisico 3D si protrarrebbero per circa due mesi, sondando il terreno alla ricerca di idrocarburi mediante l’uso di camionette Vibroseis. Queste scuoterebbero il terreno inviando nel sottosuolo segnali (cioè onde elastiche) ed analizzandone la risposta, basandosi sullo stesso principio che sta alla base della tecnica per le prospezioni marine denominate ‘airgun’.
Vi sarebbero dunque, anche nelle aree protette, ben 26 linee ‘di vibrata’ alla Stefanina Sud e altre 15 alla Stefanina Nord, a distanza di 500 metri ognuna nell’area nord e di 420 nell’area sud. In totale sarebbero circa 5.400 i punti di presa dati. Quando agissero le camionette, si sprigionerebbe una forza d’intensità pari a 10,000 chilogrammi peso ad una frequenza compresa fra i 6 e i 64 Hertz.
Se ne deduce l’opportunità che aree a terra di tale pregio ambientale, in un territorio peraltro già ampiamente compromesso come il nostro (subsidenza, inquinamento, dissesto idrogeologico, faglie attive, ecc.), siano preservate da simili attività di ricerca di idrocarburi, premessa incombente delle successive estrazioni. La commissione Ambiente, d’intesa con l’assessore Baroncini e il dirigente del servizio Ambiente dr Gregorio, sarà dunque chiamata ad analizzare la questione con la maggiore cognizione di causa. ( a firma) Alvaro Ancisi , presidente della commissione consiliare Ambiente“.

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