Non solo sport. Semifinali di Coppa Italia: Napoli- Juventus e Lazio – Roma. Trump e May, che coppia!

Non solo sport.  Semifinali di Coppa Italia: Napoli- Juventus e Lazio – Roma. Trump e May, che coppia!
Non solo sport. Semifinali di Coppa Italia: Napoli- Juventus e Lazio - Roma. Trump e May, che coppia!

LA CRONACA DAL DIVANO. Chiusa la tornata invernale di calcio mercato. La ‘rosea’ sintetizza: ” Pochi ma buoni gli scambi. Inter davanti a tutte, Juve e Roma brave a comprare futuro. Finito è il tempo delle spese folli”. Fosse andata realmente così non ci sarebbe che da applaudire. Del resto chi se ne frega di quanto esborsano gli spendaccioni d’Albione? Guardando il resoconto finale di calciomercato invernale solo loro e i francesi  debordano:  232 mln contro 151 della Ligue 1, 99 della Bundes, 94,7 della Serie A e 23,5 della Liga.
Se poi agli esborsi andiamo ad associare i risultati, il quadro diventa tragicomico: la Liga che non sperpera ha alle spalle un quinquennio da padrona, la Premier che spendaccia a tutta birra non figura manco ( eccetto l’anno in corso ) in una semifinale,  tanto in Champions quanto in Europa League. Noi, ad esempio, che siam ormai alla soglia della povertà, possiamo vantare in quest’ultimo lustro almeno una finale col pensiero di ripeterla.
Sempre in Premier non può passare in cavalleria il fatto che la squadra campione, appena un anno fa stradominante, sia attualmente in corsa per non retrocedere. Qui, infatti, è ora che anche nel calcio si cominci a dire pane al pane e vino al vino. E’ tradizione consolidata che i campioni non abbiamo a dissolversi da un mese all’altro. Se lo fanno significa che in campo ( lo scorso anno) è sceso qualcosa di non noto  che ci va fatto conoscere. Il più presto possibile.

Scaldano i motori a Sepang i centauri del Mondiale ( ottimo Iannone, bene le Ducati). Arrivano anche le prime anticipazioni sullo stato delle auto ( sempre) da Mondiale. Ad essere avanti nei test sono le Red Bull, che precederebbero Mercedes e Ferrari, ancora una volta costretta all’inseguimento.

IL PAESE DEI CASTELLI. “ Siamo pronti a costruire” avrebbe detto il presidente Trump. Già, ma a costruire cosa? Il muro, ovviamente, non lo sapete, e per chilometri e chilometri lungo la frontiera che separa il Messico dagli Stati Uniti. Un’opera che resterà nella storia a rivaleggiare con i limes romani o la muraglia cinese. Il problema è, ma forse questo Trump non lo sa, che i precedenti in fatto di muraglie non è che abbiano dato gran prova di sè. I barbari, spingi spingi, ce l’hanno fatta prima o poi a scendere fin a Roma per metterla a ferro e fuoco e i Mongoli ( e soci)  fin alle capitali ( di turno) dei regnanti  cinesi per schiacciarle sotto i loro talloni.
Del precedente più vicino a noi, il muro di Berlino, il presidente Trump avrebbe dovuto conoscere inizio e fine. E invece, anche qui, il solito buco di memoria. Se va avanti così, tra una dimenticanza e l’altra, va a finire che per rendere ancor più inaccessibile la sua America farà costruire una rete collegata di castella o di fortificazioni turrite. Come mai s’è visto. Ma non dicevan fino all’altro ieri che l’America incarnava la libertà del Mondo?
E comunque sia i mercati stanno salutando con gioia le iniziative del presidente Trump. Sulla scia delle sue prime mosse, la borsa di New York ha varcato la ( soglia psicologica) dei 20 mila punti. Ai massimi sono saliti anche l’indice Nasdaq e S&P500. L’exploit, a detta degli analisti, è legato all’ottimismo con cui investitori e imprese guardano alle prospettive dell’economia Usa con il nuovo presidente.
Nella sua ultima visita negli States, la premier britannica Theresa May ha avuto modo di confrontarsi con mister Trump. Lui ha definito la brexit una ‘meraviglia’, lei le ha confermato il sostegno degli isolani. Che coppia! Come andrà a finire non si sa, anche perchè in Gran Bretagna non sono pochi quelli a cui stanno andando di traverso le prospettive post brexit e  le ( strampalate) decisioni del presidente americano.

LE FRASI CHE COLPISCONO. No, questa volta la frase che più colpisce non è questa del buon Moratti: ‘ Nel mercato estivo mister  Suning potrebbe stupire. Magari portando sotto la Madonnina un top player di valore mondiale. Messi? Volendo, il tycoon cinese, può questo ed altro’. Ma quella del solito Raiola, che di buon ha poco davvero, almeno per noi amanti del calcio. ‘ Critiche a Gigio? C’è qualcuno che può permettersi di criticarlo? Prediamo atto, se poi vogliono che vada via ce lo dicano. Quanto vale? Per me un Modigliani. E comunque aspettiamo di conoscere la nuova proprietà’.

Rumori di tempesta. Conoscendo di quanto è capace il ( tanto celebrato) ex pizzaiolo ora miliardario, c’è da tremare. Da non prender sonno la notte.  Al punto che non sono pochi quelli che cominciano a pensare ad un piazzamento già fatto. Dove non si sa ( ancora); di certo laddove non badano alla pila dei soldi visto che possono stampigliarseli in casa. Il Raiola ha appena piazzato un colpo da 90, senz’altro già sta pensando di piazzarne uno da 100.
Che non è impensabile a trovarsi nella sua scuderia ricca di puledri di grande talento ed avvenire. Probabilmente, per strappare bellamente  il Gigio al Milan,  gli farebbe comodo un pretesto. E così se qualche pollo deborda sui social, tanto trascorre le lunghe e noiose  giornate da navigante in mari virtuali, ecco, lui, pronto, anzi prontissimo, a cogliere qualche click al volo per cominciare a tessere manovre di fuga. Da Milano. Dal Milan. Dal Diavolo, un tempo (primo) spauracchio e maestro  pedatorio al  mondo ed ora ( nell’attesa, sempre più vaga,  dei danari d’Oriente)  tra i poveri che ( purtroppo) pullulano nella grande metropoli lombarda.

I PRIMI 10 MISTER UEFA. Quali sono stati gli allenatori più influenti della storia? Secondo l’Uefa, questi: Cloug ( inglese), Cruijff ( olandese), Del Bosque ( spagnolo), Ferguson ( inglese), Herrera ( italo-ispanico), Lattek ( tedesco), Lobanovskyi ( ucraino), Michel ( olandese), Mourinho ( portoghese) e Arrigo Sacchi (italiano).
Nell’elenco, ovviamente opinabile, mancano dei nostri: Pozzo ( due Mondiali, una Olimpiade), Lippi ( degli anni juventini), Capello ( degli anni milanisti) e Ranieri ( il mago di Leicester). Assente anche Pep Guardiola, che col suo (pur  non da tutti amato) tiqui taca qualcosa d’innovativo nel calcio del Pianeta  deve aver pur fatta.

 IL CALCIOMERCATO. Bauza, ct dell’Albiceleste, era in tribuna a San Siro per Icardi. Voleva avvisarlo che lo sta seguendo, anche se Higuain e Pratto gli stanno davanti. Tra i rinnovi in casa Inter c’è quello di Pinamonti, attaccante classe 1999, in bella vista anche all’estero. Nessun problema per il rinnovo di Medel, infortunato. Paredes è rimasto in giallo rosso, con magno gaudio di Spalletti. Pioli e Sousa, nel frattempo, hanno fatto di necessità virtù, riempiendo i loro box di giovani puledri pronti a stupire.
Addio spese folli, elogia la ‘rosea’. Nella Juve c’è il dubbio Hernanes, che piace al San Paolo. Mentre per Tolisso si aspetterà il mercato estivo. Giac, infine, è rimasto a Napoli. Gabbia, invece, se n’è andato al Southampton.

* LA CLASSIFICA XXII  GIORNATA. Juventus, punti  51 ( una partita da recuperare); Roma, 47, Napoli 44, Inter 42, Lazio 40, Milan 37,   Atalanta 39, Fiorentina 34 ( una partita da recuperare) …  Empoli 21, Palermo 13, Crotone 9, Pescara ( una partita da recuperare)  9.

* Da confermare e completare.

TURNO XXII GIORNATA. (Sabato 28 gennaio) Lazio- Chievo  o-1 ( ore 18), Inter-Pescara 3-0  ( ore 20,45); ( domenica 29) Toro-Atalanta 1-1 ( ore 12,30), Cagliari-Bologna ( ore 15), Crotone-Empoli 4-1, Fiorentina-Genoa 3-3, Samp-Roma 3-2, Sassuolo-Juve 0-2, Udinese-Milan 2-1 , Napoli-Palermo ( ore 20,45).
TURNO XXIII GIORNATA.( sabato 4 febbraio, ore 20,45) Bologna-Napoli; ( domenica 5, ore 12,30) Milan-Samp, ( ore 15) Atalanta-Cagliari, Chievo-Udinese, Empoli-Torino, Genoa-Sassuolo, Pescara-Lazio, Palermo-Crotone, ( ore 20,45) Juventus-Inter; ( lunedì 7 febbraio) Roma-Fiorentina ( ore 20,45)

COPPA ITALIA. Semifinali: Napoli- Juventus; Lazio – Roma.

IL TABELLINO DELLA COPPA ITALIA.  Doveva vincere a mani basse e invece ( pur con qualche recriminazione) ha perso. Chi è costei? L’Inter(nazionale), ovviamente, che alla decima di fila se l’è fatta addosso e non ha compiuto l’impresa, fermando la sua corsa in Coppa Italia ai quarti. Totti, finora solo quattro volte titolare, è entrato a dir la sua in Coppa.

VECCHIA E NUOVA EUROPA. ” Non vogliamo più alcuna appartenenza alla Ue. Nessun legame a metà. Nulla che ci lasci dentro e fuori. Gli elettori hanno espresso il loro giudizio e noi lo rispetteremo fino in fondo”.
Così Theresa May, 60 anni, premier della Gran Bretagna dal 13 luglio 2016. Così l’erede di Elisabetta la Grande e della Thatcher. La May , anticipando le mosse dell’Unione, sta facendo di tutto per trasformare un’ ex isola di pescatori poi divenuto impero  in un moderno paradiso fiscale.  Tramite il quale conferire a Sua Maestà una nuova dimensione planetaria.
” Ora vogliamo – predica Theresa May - una Gran Gretagna globale, aperta al mondo, per creare un futuro migliore per i nostri figli e i nostri nipoti”. Purtroppo, oggi, non  disponiamo più dell’oracolo di Delfi o della Sibilla cumana, peccato, perchè un responso verso tanta febbrile aspettazione, avrebbe fatto comodo. Intanto perchè la Gran Bretagna la sua recita planetaria l’ha già fatta e consumata da tempo. Poi perchè trasformarsi un un ‘paradiso fiscale‘ ( tra l’altro) cedendo tutto  a destra e a manca ( vedi squadre di calcio), sembra  un futuro più da isole Vergini o Cayman che da nuovi eredi   di un impero, che non c’è più.

L’Europa boccia i conti italiani. Bruxelles ( o meglio, Germania e accoliti) chiedono rapide correzioni ( 3,4 mld) al deficit, ritenuto eccessivo. Pronte le sanzioni. E qui ci risiamo con i compiti a casa. Ma anche con il solito dialogo tra sordi, con quelli d’Oltralpe sempre pronti a dare indirizzi e spremere giudizi e gli altri, ( soprattutto) quelli sotto l’Alpe, dediti solo ad eseguirli. Basta. Basta. Basta.
A parte che così facendo gli ottusi lanzi alemanni ( e accoliti) non fan altro che portare palate di consensi a chi con loro non vuol più a che fare ( tipo Brexit), spezzando l’Europa, non è più sopportabile che quelli prima pensino a loro e poi agli altri. I generosi luterani, che avrebbero dovuto ‘mondare ’ e  ’ salvare’  il pianeta dalla corrotta  e retrograda cattolicità.

TORNANO I BIG DELLA MOTO. Prove di mondiale a Sepang. Il Vale ( col giovane Vinales, tre lustri di differenza) s’è presentato; così anche Lorenzo e il Dovi, entrambi rossi fiammanti, tute e moto comprese. Questi ultimi due giurano vendetta ai mostri giapponesi, e non sarebbe male che a Borgo Panigale ( quest’anno) tornino a ripristinare l’uso del suonar campane a martello tanto e quanto a Maranello. Intanto, per i tempi, si annuncia una Suzuki sorpresa e una Ducati da brividi. Yamaha e Honda, al momento, stanno solo a guardare.

RIFLESSIONI SENZA TEMPO. Quante volte vi siete sentiti dire di andare a scuola da questi o da quelli sparsi pel Pianeta i quali,  a noi italici, figli degenerati di ex padroni del Mondo, tutto hanno da insegnare e nulla da imparare? Nel calcio d’oggi, poi, per ottenere rispetto non ci bastano più manco i  nostri pettorali zeppi di medaglie   ( tipo  generali dell’ Armata Rossa).
Eppure, andando a spulciare almanacchi, non è improbo estrapolare  dati illuminanti : 61 Coppe dalle grandi orecchie?  Inghilterra ( 11 vittorie+ 6 finali=17 presenze all’ultimo atto), Italia ( 12+13=25), Spagna ( 16+10=26); Coppa Uefa? Inghilterra ( 7 vittorie+6 finali: 13 presenze all’ultimo atto), Italia( 9+6=15), Spagna( 10+5=15); Coppe del Mondo  per Nazionali? Italia 4, Inghilterra 1, Spagna 1.

Verrebbe da chiedersi a  che servono tante  medaglie se, poi, nessuno più le fila? Nel nostro caso, fortunatamente, destino ha voluto che Ceferin, il nuovo presidente Uefa, sia amante degli almanacchi. Onde per cui, prima che la Serie A tornasse con i piedi suoi al terzo posto del ranking Uefa,  ( pur aspramente osteggiato) ha ben creduto di riconoscere a tanta gloria calcistica  la sua giusta collocazione nel calcio continentale, restituendole ( dal 2018) la quarta squadra Champions ( senza preliminari).
Senz’altro, il presidente sloveno, scorrendo gli occhi su tanta gloria, avrà valutato: ma che  Coppe sarebbero, le nostre, senza quelle storie che basterebbero per (ri)scrivere l’Iliade e l’Odissea?  Che ci andrebbero a fare in campo Angli, Alemanni, Ispanici o Slavi  senza la Signora, il Diavolo, la Beneamata, il Ciuccio, la Lupa , il Toro o la Viola?  Coppe del nonno, sarebbero, le loro;  o no, mannagia? Anche perchè, a far confronti,  ci pensate ad un  rugby senza All Blacks o Springboks ?  O ad un  tennis  senza   Federer, Djoko,Murray o la Serenona?  O  ad una Nba senza le big della  California o di  New York ?

Del resto nello sport, e quindi anche nel calcio, si viaggia a cicli. Questa verità, per chi bazzica atleti, è abbastanza evidente. Scontata.  Un po’ a me, un po’ a te, insomma. Il Real, ad esempio, vinse la sesta Coppa dalle grandi orecchie nel 1965/66, ma per arrivare alla settima dovette aspettare fino 1997/98 ( oltre 31 anni); mentre il Barca ebbe l’onore del trionfo nello stesso torneo solo 1991/92. Nonostante tanti digiuni chi ha mai pensato che i due Panda pedatori  d’Espagna avessero perso la loro magia, il loro appeal, il loro ruolo? Come invece vanno sparlando  sul calcio azzurro tanti  sciagurati,  a frotte,  nel Belpaese  e  nell’Altrove?
Proprio qualche tempo fa un imberbe fenomeno tedesco  s’è permesso di dire che venire in Serie A sarebbe stato ( non) uno ma due passi indietro. Senz’ombra di offesa non abbiam resistito a  consigliargli ( oltre che a  leggere almanacchi)  di andar   a bagnare il talento (?)  suo  laddove più gli aggrada. Anche perchè tra gli amici  alemanni, noi,  e non solo  nel calcio, abbiamo sempre preferito  i figli di Goethe che i figliocci dei Lanzi (chenecchi).

ALTRI SPORT. Federer-Nadal sono entrati nel pantheon  del tennis. Così come le sorellone Serena e Venus Williams.  Lo ‘spettacolo’ da loro  offerto  agli Australian Open è di quelli che non si dimenticano. E tuttavia sarà ora che anche sotto rete comincino ad avanzare nuove racchette, per dare il cambio ad una  generazione di campioni che sta lasciando di sè ampia traccia.

Dubai è casa Kittel, che corre coi freni a disco. Come Sagan in Australia e Boonen in Argentina. Per quest’ultimo i freni a disco sono ‘ il più grande progresso’ da quando corre. Nelle moto si stanno scaldando i motori. In quel di Sepang, con Jannone veloce quanto il fulmine. E mentre Suzuki esulta per quanto è cresciuta, la Honda piange per quanto è calata. Marquez è nei guai. Così sembra. Non tanto quanto il nostro Vale che, zitto zitto, se la ride sotto i baffi. Evidentemente, si trova una moto già parecchio a posto. Le prove continuano. Le sorprese stanno dietro all’angolo. Che accadrà di qui all’inizio gare?
Avellino basket cala il jolly. C’è Logan pronto per mettere paura alla regina Milano. Che proprio in queste ultime partire in Europa ha saputo ritrovare la dignità antica. Per il marciatore Schwazer, infine, nulla da fare al Tas: non ha dimostrato la manipolazione di terzi o l’assunzione involontaria. Il volley azzurro sta tornando in cima al Mondo.

 

 

 

 

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