‘Ceramiche Déco, il gusto di un’epoca’ al MIC di Faenza. Eleganza, glamour, design negli Anni ruggenti.

‘Ceramiche Déco, il gusto di un’epoca’ al MIC di Faenza. Eleganza, glamour, design negli Anni ruggenti.
Gio Ponti, Doccia, Manifattura Richard Ginori, Il giardiniere stanco, 1925

FAENZA. Al via le visite guidate  gratuite (incluse nel prezzo del biglietto) alla mostra ‘Ceramiche déco. Il gusto di un’epoca‘, a cura di Claudia Casali.

sarà possibile visitare la mostra insieme ad una guida che ogni domenica concentrerà l’attenzione su aspetti diversi della mostra.
La mostra visitabile al Museo internazionale delle ceramiche in Faenza fino al 1° ottobre 2017, racconta attraverso 150 raffinatisime opere in ceramica gli Anni ruggenti in Europa e concentra la propria attenzione sulla produzione ceramica italiana e internazionale a partire proprio da quella faentina, che in quegli anni, fu fondamentale per lo sviluppo e l’affermazione del gusto Déco in Italia.

LE FIGURE DI SPICCO. Questo avvenne grazie a figure di spicco come Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Pietro Melandri, Anselmo Bucci, Riccardo Gatti, Giovanni Guerrini, Ercole Drei aggiornati e invasi di fermento creativo grazie all’aggiornata ‘scena‘ stimolata dal Museo internazionale delle ceramiche e dalla Regia scuola ceramica fondati da Gaetano Ballardini rispettivamente nel 1908 e nel 1919.
Autori poliedrici che si occuparono anche di grafica, ebanisteria, intarsio, moda, e che furono protagonisti – come partecipanti e curatori – a tutte le tre Biennali Internazionali dedicate alle arti decorative (1923, 1925, 1927) organizzate da Guido Marangoni a Villa Reale di Monza, e poi alle triennali.

Diversi i raffronti nazionali, con gli splendidi esemplari di Gio Ponti e Giovanni Gariboldi per la Richard Ginori, le manifatture Lenci e Rometti, ed internazionali con le ceramiche tedesche della Repubblica di Weimar, l’austriaca manifattura Wiener Werkstätte con nuovi stilemi introdotti da Michael Powolny, Otto Prutscher, Dagobert Peche, le belghe con le manifatture di Boch Frères e la Fabbrica Imperiale e Reale di Nimy e le danesi manifatture Bing e Gröndhal di Copenhaghen, i cui pezzi esposti a Monza  furono donati dall’allora storico direttore Poul Simonsen al Museo faentino, a seguito della Biennale di Monza del 1927, per arricchire le collezioni internazionali.

PROGETTO ART DECO. La mostra si inserisce nell’ambizioso progetto Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia dei Musei di San Domenico di Forlì promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e fa parte di un circuito espositivo collaterale, promosso dalla stessa Fondazione di Forlì, in cui è compresa anche ‘Magiche atmosfere Déco‘ curata da Beatrice Sansavini e Paola Babini, presso il Padiglione delle feste e del divertimento di Castrocaro Terme (FC) in programma dal 18 febbraio al 2 luglio 2017.

Il biglietto di ingresso alla mostra faentina da diritto all’ingresso ridotto a quella forlivese e viceversa.

 

 

Foto in alta definizione con relative didascalie sono scaricabili a questo link: https://www.dropbox.com/sh/0lixax2dx3x14wo/AABsA8TP2ulRub3013VKOWdRa?dl=0

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