Non solo sport. Strade bianche: la corsa più bella del Mondo. Signora in fuga? Dalla ‘rossa’ una conferma?

Non solo sport. Strade bianche: la corsa più bella del Mondo. Signora in fuga? Dalla ‘rossa’ una conferma?
Non solo sport. Strade bianche: la corsa più bella del Mondo. Signora in fuga? Dalla 'rossa' una conferma?

LA CRONACA DAL DIVANO. La Signora pareggia ma cresce in divario. Ora sono otto i punti di distacco dalla seconda ( Roma), per cui non si può dire che abbia il quinto scudetto consecutivo già in tasca, ma giù di lì. Nulla di anomalo, per carità, anche rispetto ai tanti celebrati altri campionati europei, dove i giochi sono fatti da tempo, o quasi. La Premier è (ormai) di Conte; la Bundes di Ancellotti; la Liga dell’uno o dell’altro Panda. Praticamente nulla di nuovo ( come si vede) sui verdi campi da calcio della leggiadra Europa. Quando sono i danari a stabilire le gerarchie poco o nulla può fare la dispettosa e imprevedibile  Eupalla.
In questo week end le gioie,  per noi, innamorati d’azzurro,  sono arrivate altrimenti. Dal vecio De Donato, ad esempio, terzo a quarant’anni nel salto in lungo agli Europei indoor; e  soprattutto dalla grintosa Sofia che per ben due volte, in Corea del Sud, prima nella discesa e poi nello slalom, sulla futura pista olimpica, ha messo a cuccia  la formidabile Vonn. Data, fino all’altro ieri, per imbattibile. Solito miracolo dell’Araba Fenice?
Tornano in pista, a Montmelò,  le auto di F1. La prima settimana di test  ha messo in evidenza una ‘rossa‘ tutt’altro che subalterna alle ‘frecce d’argento‘. Niki e Toto, però, ci hanno già avvisato: stiamo scherzando. E tuttavia, questa settimana, i loro signori dovranno cominciare a far vedere se son sempre i più forti o se dovranno cominciare a passare la mano. Dl resto, se nelle loro ore libere volessero erudirsi un po,  andando a sfogliare qualche almanacco, vedrebbero che la ‘rossa’ prima o poi torna laddove resta regina. Dai suoi primi vagiti fin all’oggi. Per molti infatti il rapporto con la F1 è molto semplice: se in gara c’è la‘ rossa’ il televisore resta accesso, diversamente no, si spegne. Sportivamente, sia chiaro.

ALTRO?  Siamo con Abodi  che dice “ Risorse e nuovi stadi“. La sostanza è tutta qui, e spiace per il signor Tavecchio che continua a battersi onorevolmente, da vecchio leone, ma guardare avanti occorre. La Signora intanto vola verso la  finale di Coppa Italia ( terza consecutiva) con due rigori e tanti veleni. A Napoli, evidentemente, non hanno ancora capito di cosa significhi essere forti.  Se credono possono rifarsi con il Real, al quale dopo avere donato l’andata possono riprendersi il ritorno. Sempre che si dimostrino forti. Sul campo, però, e non a parole. Derby di Coppa in semifinale  tra Roma e Lazio. Con la Lazio di Inzaghi che ha prevalso in andata per 2-0. Si attende il ritorno.

LA PIU’ BELLA CORSA DEL MONDO. Non è ancora entrata nel novero delle corse ‘ monumento’, ma di fatto le Strade bianche c’è già. Ad invocarne la promozione tra le leggende del ciclismo d’ogni tempo sono gli stessi corridori, all’unisono, da qualsiasi parte del pianeta essi provengano,  affascinati dalla strarompente bellezza dell’eterno  confronto  tra un vecchio e  nuovo oramai scomparso . O quasi. Se si eccettua la Parigi-Rubaix. L’unica ad avere concreta affinità con questa straordinaria ‘ genialità  agoistica’ nata appena un decennio fa. Non a caso, infatti, Strade bianche è già stata battezzata ‘ la corsa del Nord più a Sud d’Europa’.

Strade bianche ( 175 chilometri in totale, tra un saliscendi e l’altro) si avvale di un contesto ambientale senza eguali. Dove storia, arte, sport si miscelano in maniera irripetibile. Sconosciuta altrove.  Fors’anche perchè frutto d’una originalissima simbiosi  tra natura, laboriosità umana e genio. Il genio dei suoi prodigiosi artisti medievali,  sempre presenti e vivi : Duccio di Boninsegna( 1230-1290) il capostipite, pittore; Simone Martini ( 1284-1344), pittore; Jacopo della Quercia( 1361-1438), scultore; Ambrogio Lorenzetti( 1374 d) e Pietro Lorenzetti ( 1280/1345), pittori.
L’ 11a edizione uomini è andata ( per la seconda volta) al polacco ( ex campione del Mondo) Kwiatkowski. E, in quella donne, per la prima volta, alla ( sempre più brava) Longo Borghini.

LA SECONDA SETTIMANA DELLA  ROSSA. “ Almeno quest’anno non ci vergogneremo” tuona l’uomo dal maglioncino blu. In effetti, da queste prime prove al Montmelò, qualche speranziella la danno. Non tale da sverniciare ( come meriterebbero) le tracotanti ‘frecce d’argento‘, ma almeno da fargli sentire sul collo il fiato della ‘rossa’. Infatti  martedì Kimi  ha registrato il miglio tempo. Lui ha girato con gomme meno performanti, gli altri con più benzina. Evidentemente, con tutte queste novità regolamentari, i todeschi stanno tentando il colpo d’un solo pit stop.  Un colpo grosso, da ko.

Ci vorrebbe un Nivola. Come al Gp d’Europa del ’35 al Nurbugring. Il problema però è che il Nivola non c’è. Può benedire la ’rossa‘ dall’alto, ma non di più. E allora? Montezemolo, come sempre poco affettuoso con i suoi ex compagni, sostiene che è assai  rischioso puntare ( tutto ma proprio tutto ) solo sugli italiani. Può aver ragione. Certo è però che se gli italiani sapranno fare gli italiani, gli italiani veri, ecco che il certo potrebbe diventare incerto.
Come appunto quella volta al  Gp d’Europa del ’35 al Nurbugring. Quando Adolf e i suoi in doppiopetto grigio con gli occhi già lustri di gioia videro sbucare, all’ultima curva, proprio all’ultima curva, una malridotta macchinina rossa con alla guida un picciol uomo venuto da sotto l’Alpe. Alla premiazione del Nivola  i todeschi non trovarono ‘Fratelli’ d’Italia’, tanto per dire come ci consideravano. Leggenda vuole che rimediassero con ‘ O sole mio‘. Ma andò bene anche così. Tanto per non smentire una lunga storia parallela: loro grigi, noi solari.
Proseguono intanto i test a Montmelò. Dopo una prima settimana carica di speranze, si attende la successiva dove le ‘frecce’ dovrebbero venire allo scoperto. “ Finora abbiamo scherzato” se la ridacchiano il Niki e il Toto. Per tradizione atavica, i buontemponi popolavano ( e popolano )  l’  Emilia e non la Ghermania. E se le cose nel frattempo non  son state stravolte dal patto di stabilità, può  darsi che a scherzare ( questa volta) siano  quelli Maranello e non quelli di Stoccarda. L’uomo dal maglioncino blu vigila.  Chi vivrà vedrà.

IPSE DIXIT  LUCIANONE . E mentre Lucianone Moggi insiste nel predicare che da noi vengono a giocare solo schiappe, Lippi s’è invece accorto ( bontà sua) che il gap tra le nostre big e le altre d’Europa s’è ridotto. Al punto che, siamo a soli due miseri  punticini da quelli della Premier e a soli sei/sette da quelli della Bundes.
Mentre sull’impero di Spagna comincia a calare la notte. Con la Signora che ( pur senza il suo Bonucci)  s’è amabilmente bevuta un Porto. E con la nostra Rometta che è andata  a farsi una passeggiata sul campo del  terribile ‘sottomarino giallo‘ e la Viola che è andata a dettare legge nelle terre degli ex  barbari, donde manco le legioni di Cesare dormivan tranquille. In aggiunta al tutto, il Barca crolla e il Real balbetta.
Il nostro problema, semmai, è quello degli stadi. Il tema è ripetuto. Ci fossero gli stadi potremmo cominciare a pensare ( perfino)  di non viver più dei soli diritti televisivi. Ma si sa che, da noi, gli stadi non li vogliono. Li chiamano ’colate di cemento’ e non già ‘ folate di gioventù’,  ’voglia di correre e di confrontarsi‘, ‘ occhi che guardano avanti‘, ‘progetti per il benesssere e lo sviluppo’.

Turno ottavi di  Champions. ( martedì) PSG-Barca 4-0, Benfica-Borussia D. 1-0; ( mercoledì) Real-Napoli 3-1, Bayern-Arsenal 5-1; ( martedì 21), B.Leverkusen-Atletico M 2-4 , City-Monaco 5-3; ( mercoledì 22) Porto-Juve 0-2, Siviglia-Leicester 2-1. Un primo commento  a turno concluso: spaventa ( fin a che punto?) il Psg, tiene sulla corda l’Atletico ( quattro gol fuori casa sono davvero insoliti), fa rimuginare  il City che segna e  incassa.
Il vero spauracchio resta quindi la solita, lustra, corazzata di Monaco. E’ vero che aveva come avversario l’Arsenal dell’incompiuto Wenger, però, sverniciare così gli avversari non è da tutti.
All’interno del bel coretto di papabili Champions  2017 possiamo però tranquillamente inserire anche  la Nostra Signora, che non sarà particolarmente bella da vedere  ma che, estetica a parte, ha dato prova di grande padronanza dell’evento. I quarti sono a sua  portata di mano.

I PRIMI 10 MISTER UEFA. Quali sono stati gli allenatori più influenti della storia? Secondo l’Uefa, questi: Cloug ( inglese), Cruijff ( olandese), Del Bosque ( spagnolo), Ferguson ( inglese), Herrera ( italo-ispanico), Lattek ( tedesco), Lobanovskyi ( ucraino), Michel ( olandese), Mourinho ( portoghese) e Arrigo Sacchi (italiano).
Nell’elenco, ovviamente opinabile, mancano dei nostri: Pozzo ( due Mondiali, una Olimpiade), Lippi ( degli anni juventini), Capello ( degli anni milanisti) e Ranieri ( il mago di Leicester). Assente anche Pep Guardiola, che col suo (pur  non da tutti amato) tiqui taca qualcosa d’innovativo nel calcio del Pianeta  deve aver pur fatta.

 IL CALCIOMERCATO. Chiuso, per fortuna. Non se ne poteva più.
IL TABELLINO DELLA COPPA ITALIA.  Doveva vincere a mani basse e invece ( pur con qualche recriminazione) ha perso. Chi è costei? L’Inter(nazionale), ovviamente, che alla decima di fila se l’è fatta addosso e non ha compiuto l’impresa, fermando la sua corsa in Coppa Italia ai quarti. Totti, finora solo quattro volte titolare, è entrato a dir la sua in Coppa.

SERIE A XXVI GIORNATA. ( sabato 25 febbraio) Napoli-Atalanta 0-2, Juve-Empoli 2-0;  ( domenica 26) Palermo-Samp 1-1, Chievo-Pescara 2-0, Crotone-Cagliari 1-2, Genoa-Bologna 1-1, Lazio-Udinese 1-0, Sassuolo-Milan 0-1, Inter-Roma( ore 20,45);  ( lunedì 27) Fiorentina-Torino ( ore 20,45)
CLASSIFICA ( da completare). Juve punti 66, Roma 56, Napoli 54, Atalanta 51, Lazio 50, Inter 48, Milan 47… ( in fondo) Empoli 22, Palermo 14, Crotone 13, Pescara 12.

AMORI CHE NON MUOIONOToto ( Wolff) e Niki ( Lauda) hanno rinnovato il celebre duetto fino al 2020. La Mercedes, infatti, non se li è lasciati scappare, soprattutto Toto ( concupito dalla ‘rossa’?), visto che portafortuna come  loro non esistono nel mondo delle auto da corsa. Basta inquadrali in coppia, beati e irridenti, per vedere le frecce d’argento tagliare impavide i traguardi tracciati sulle piste del mondo. Perfino la leggenda, quella antica e vera, ha dovuto prendersi un periodo di riflessione. Tra breve, comunque, si torna in gara. I circuiti saranno tanti ma senza le stravaganze di Bernie sarà più edificante e facile seguirli.

Gli spifferi parlano di una Red Bull spaventosa. Tanto che le frecce inseguono i suoi tempi. Poco o nulla trapela invece dai box della ‘rossa‘, che in regime autarchico è alla caccia della formula magica.
Chissà se le sarà dato di trovarla? Speriamo. Anche perchè senza la ’rossa‘ in pista ci sono poche soluzioni: o si cambia canale o si spegne il video. Sportivamente parlando, si sa, visto che senza quella bella e lustra  macchinina a seguir gare più gusto non c’è.

RIFLESSIONI SENZA TEMPO. Il sogno di Moratti che, candido come un bimbo,  suggerisce:  ” Inter, non lasciarti scappare Gabriel Jesus“. Ancora una volta, dall’ex presidente ( tifoso) Moratti, giunge un lampo di vita che illumina il futuro della Beneamata. Finita forse, così almeno si spera, in buone mani. Non come i cugini del Milan, che non sanno  ormai a quale santo appellarsi. Sta succedendo qualcosa di molto grave, e nessuno si prende la briga di spiegare ai suoi tanti milioni di fans quale sarà il suo destino. No, Berlusca non è così che si sigilla una lunga e gloriosa  avventura.

PILLOLE ( NON SOLO) DI SPORT . Il Leicester, dopo avere esonerato Ranieri, sull’orlo retrocessione, torna a vincere. Strana Premier. Petrucci è su di giri ” Finalmente ho una Ducati ufficiale”. L’ Associazione ciclisti non vuole i freni a disco: ” Salute non tutelata” dicono. La ginnasta Korbut, in miseria, vene i suoi ori. Dall’asta ha ricavato 330 mila dollari. Trump riparte con il riarmo. Più soldi ai militari. Al punto che il russo Putin, in questi ultimi anni fortemente impegnato nel rilancio della sua Grande madre Russia,  sbotta: “Reagiremo”. Già, reagiremo, ma come? Se non andiamo errati, non è che   la Grande madre Russia  si è già rovinata a volere stare al passo con gli armamenti americani?

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