Non solo sport. Il ‘lamento’ di Toto. La ‘remontada’ della moto. Le ‘valanghe azzurre’ nello sci alpino.

Non solo sport. Il ‘lamento’ di Toto. La ‘remontada’ della moto. Le ‘valanghe azzurre’ nello sci alpino.
Bartali e Coppi in rosa images

LA CRONACA DAL DIVANO.Lo sport è bello anche perchè non si ferma mai. Riservando una sorpresa appresso all’altra. E anche una polemica appresso all’altra. Ad esempio Toro Wolff, deus ex machina della Mercedes, austriaco, compagno di abbracci e sorrisi di Niki Lauda, suo conterraneo, s’è inopinatamente lamentato di qualche ‘sfavore’ anti ‘frecce d’argento’. La cosa ha lasciato un po’ tutti a bocca aperta, visto quanto il vecchio Bernie ( ora pensionato) gli aveva concesso ( col placet della Fia) negli ultimi tre/quattro anni.
Quello del regolamento pro-Mercedes era una lamento che s’estendeva in ogni angolo della Terra. Strano che Toto non l’abbia mai ascoltato. Anche perchè a quest’ora invece di qualche lacrima ci  avrebbe propinato  un bel sorriso, uno dei tanti esperimentati con l’amico Niki durante tutto il vittorioso triennio, e la chiudeva ‘signorilmente’ lì. Da uomini come Toto ci si aspetta questo, e non altro. E comunque la ‘rossa’ è pronta a ruggire. Se sarà poi vera gloria lo vedremo, già a breve,  nel fine  settimana, durante la prima vera sfida 2107 su una pista della lontana terra dei canguri.
Non provengono lamenti dalle moto, ma solo la preoccupazione che nell’arido Qatar tutta le festa finisca sotto la pioggia. Dovesse accadere, probabilmente, Moto2 2 Moto3 sprovviste della fornitura di pneumatici adeguati, non potranno prendere il via. Un peccato perchè proprio lì che stiamo concentrando il grosso dei nostri nuovi talenti.
E mentre l’eterno Federer ha sorpreso tutti (  compreso se stesso) a Indian Wells, Hinault irrompe nella Hall of fame del Giro d’Italia. Il bretone s’è imposto per ben tre volte nella corsa rosa, la bella inimitabile corsa rosa, quest’anno al suo Centesimo compleanno. Il volley (maschile e femminile ) inoltre si prepara a dominare ( di nuovo) il Mondo. Intanto stanno rimettendo piede sul suolo patrio, i ragazzi terribili dello sci. Da una parte Fill ( due Coppe di seguito nella libera) e Paris e dall’altra Brignone, Goggia e Bassino. Valanghe di colore azzurro, che sian color di maschio o femmina poco importa. L’importante è che in Altrove prima di seppellirci ci pensino non una ma mille volte.

Mal di doping in Gran Bretagna. Finalmente qualcuno  se n’è accorto. L’allarme ( piuttosto serio) arriva dall’Ukad, la struttura antidoping britannica. ‘ La situazione è incredibilmente allarmante’ dice la Sepstead citando una inchiesta Bbc. Il sondaggio a cui si riferisce riguarda 1025 atleti. Ebbene, audite audite, la metà degli intervistati ritiene che il doping stia dilagando tra gli agonisti, tanto che l’8% ammette di avere fatto ricorso a sostanze proibite, mentre il 35% sostiene di conoscere ‘ qualcuno che si dopa’. Tra l’altro, sempre secondo gli intervistati, le sostanze proibite sono ‘facilmente disponibili’.
Non solo, il segmento che più ricorre al doping è quello più giovane, esattamente 18/34 anni. Potrebbe esserci qui una sbagliata percezione che porta ad esagerare la realtà oggettiva, ma la tendenza ( comunque la si voglia gettare sotto il solito tappeto) appare troppo robusta e capillare per essere ignorata. Aggiungiamo: era ora, che si cominciasse a stropicciarsi gli occhi e a guardare in faccia alla realtà. Siamo solo all’inzio, certo, ma se nel procedere si dovesse andare a portare scompiglio perfino nei santuari degli sport intoccabili ( ma sempre meno credibili) non bisognerà avere riguardi per nessuno. Se non per lo sport.

IL LAMENTO DI TOTO. Gli hanno chiesto, le nuove regole vanno nella giusta direzione? ” Sui sorpassi non di certo.Lo avevamo detto già due anni fa, quando iniziarono le discussioni, avvertendo che avremmo avuto belle auto, velocissime e impegnative, ma gare più brutte. E le prime impressioni dei piloti lo confermano. Queste regole sono state studiate per impedire che la Mercedes continuasse a vincere. Gli altri team ci hanno accusato di non volere il cambiamento e allora li abbiamo lasciati fare. E’ il modo in cui funziona la F1, tutti seguono i propri interessi”.  Così Toto Wolff, 45 anni,  austriaco, direttore esecutivo della Mercedes GP della quale detiene il 30%.

Toto non perde mai il suo aplomb da viennese dei tempi d’oro: colto, intelligente, arguto e preparato, genera sempre attenzione e simpatia nell’ascolto. Si decidesse a togliersi di dosso quella sua camicia bianca color pallore per vestirne un’altra color rosso passione, sarebbe accolto a braccia aperte anche in più mitici lidi. Ultimamente, con l’amico Niki, s’è limitato a ridacchiarsela tra un arrivo e l’altro.  Ora, invece, che da sotto l’Alpe si  comincia ad avvertire il rumore crescente del tuono,  pare agitarsi oltre misura. Roba da non credere, anche perchè se si agita lui figuriamoci che possono gigione  Hamilton o  voucher Bottas.
In ogni caso,  Toto non ha qui mostrata  gran memoria. Visto che, un triennio fa, la Mercedes che arrivava dal nulla agonistico in F1, s’è trovata ad armeggiare con regolamenti che solo lei aveva lungimirantemente interpretato. Proiettandosi sorprendentemente nell’empireo glorioso. Soprattutto grazie a quella power unit che ( fino ad allora) era più tecnologia germanica che d’altri.
Sì, purtroppo in questa valle di lacrime, e non solo nel gran circus della F1, tutti pensano a se stessi e non vedono oltre il loro naso. In questo caso, però, ad essere onesti fin all’ultimo litro di benzina, si è trattato di un dare e di un prendere. Una volta alle ‘frecce‘, un’altra alla ‘rossa‘ o ( caso fosse) alla ‘ red bull’. Se poi è vero che in virtù della magnanimità Mercedes si è elargito, beh, come sempre alla fin della veglia, sarà la pista  a dirimere la vertenza.
ROMBANO I MOTORI. Dal 2013, anno horribilis delle due ruote a motori italiche, è partita da rincorsa ai terribili centauri d’Ispagna. Tanto che, alla vigilia del nuovo anno, gli italiani sono tornati a contendere la leadership motoristica agli spagnoli. Sommando infatti  Moto2, Moto3 e MotoGP, nel 2016, i nostri portacolori si sono aggiudicati 10 GP, sei in meno delle furie rosse. Una vera e propria  remuntada, insomma, visto che appena nel 2013 gli iberici s’era portati a casa 47 Gp, registrando un clamoroso en plein.
A guidare la rincorsa non è però il maestro di Tavullia, sempre all’altezza nonostante la venerabile età, ma i tantissimi giovani talenti che abbondano tanto nella classe regina quanto in quelle inferiori. Nomi come quelli di Fenati, Antonelli, Bastianini, Bagnaia,  Migno, già ronzano nelle orecchie dei vecchi signori delle piste. Che a questo punto dovranno rimboccarsi le maniche per non risultare spodestati già in Qatar, tempo permettendo. All’appello degli italici mancano ora soltanto i titoli iridati, che non ci aggiudichiamo dal 2009. Quest’anno sarà molto interessante seguire la parabola di Lorenzo con la Ducati. Un’altra rossa in gara per tornare grande.

AMARO DI COPPA. Amaro risveglio per il nostro calcio in Coppa. E poco conta che la Nostra Signora  sia entrata nel salotto buono del calcio europeo. Anche perchè ci è entrata dalla porta di servizio, più col retro che con il davanti.
Non certo da Signora. Dovesse ribadire infatti  queste ultime due prestazioni contro il Barca, ovvero un avversario molto meglio nutrito  e  un assai più protetto del Porto, di certo  tornerebbe a casa con la coda fra le gambe.Certo è che a pensare male si fa peccato, anche se qualche  volta ben si prende. Visto il sorteggio Uefa? Manco il genio beffardo di Eupalla poteva far meglio.
Infatti, da una parte,  le magiche manine di quelli di Nyon hanno cacciato le quattro big che comunque sia dovrebbero scremarsi; dall’altra invece hanno posizionato i quattro rincalzi,  intanto  per dar prolungata visibilità al calcio ‘ minore’ eppoi per predisporlo o all’impresa del secolo ( rara) o a far da vittima sacrificale ( normale).
Così le eventuali semifinali con una big per parte apriranno le porte ad una super attesa finalissima. Come marketing docet. Per quanto riguarda la Nostra Signora, poi,  se non l’hanno già infinocchiata poco ci manca.
Intanto le hanno dato una super favorita da ciucciare, eppoi l’hanno spedita a far la prima in casa e la seconda fuori, ovvero al Camp Nou,  che ( con gli arbitri  in circolazione)  diventerà un castillo praticamente inespugnabile.
Le hanno lasciato ( come a tutti condannati a morte)  un desiderio:   quello di aspirare ad una (eventuale) impresa da raccontare per generazioni e generazioni a nipoti e  figli dei nipoti. Ma è dura.  Molto dura.
Quasi impossibile. Che farai ora cara, vecchia, Signora?
Una volta eliminata   la Juventus,  gli Angli, che  da un lustro in Coppa brillano più   per la loro assenza che per altro,  ( pur) restando in corsa anche solo  con il favorito United  in Europa League, mantengono la possibilità di conservare nel ranking Uefa  i loro due o tre ( miseri) punticini di vantaggio sull’Italia salvando così dall’umiliante sorpasso  una lega di spendaccioni (Premier)  da una lega di ricchi scemi decaduti (Serie A).

 SORTEGGIO QUARTI DELLE COPPE EUROPEE.

Champions: Atletico Madrid-Leicester, Borussia-Monaco, Bayern-Real, Juve-Barca.
Europa: Celta Vigo-Genk, Ajak-Schalke 04, Anderlecth-United, Lion-Besiktas.

Volete ns pronostico? Champions: Atletico M, Borussia, Bayern, Barca; EuropaGenk, Schalke, United, Lion.
 CHE MANGIAN COLA’? Da ultimo, un consiglio: la Nostra Signora si faccia dire almeno di che si nutrono Oltralpe? Perchè, qui, ci sa tanto che la nostra tenera breasaola possa ormai poco o nulla  contro  quel che  ingollano gli altri, più veloci  a fine partita ( recuperi compresi) che all’inizio.
Normalmente la stanchezza appesantisce le gambe, normalmente, perchè a questi non solo non gliele appesantisce ma gliele rigenera. Tant’è che si comincia a parlare di  ’ due partite‘ e non più di una.
Strana Europa, questa. Incomprensibile davvero. Eppure, da noi, non mancano gli ‘ingenuoni‘ che continuano a celebrarla come fossimo agli anni epici dei ‘maestri del calcio‘. A che servono infatti tanti dotti sermoni se poi le cose sono diventate tutt’altra cosa?
Insomma come fanno, quelli lassù, d‘Oltralpe, con sistemi di allenamento ‘leggeri’ rispetto ai nostri, correre dal primo all’ultimo minuto  sguscianti  come una Ferrari quando noi (   al tramontar del   secondo tempo) teniamo a fatica il ritmo di una Panda? Ce lo volete spiegare, o no,  illustri commentatori ?

A proposito della Ferrari, sembra proprio che stavolta i nuovi regolamenti non abbiano colto di sorpresa la regina di  Maranello. Che ha ripreso a volare.
Sembra anche che i grandi elettori  di Stoccarda abbiano finalmente capito che se vogliono far tornare folle  appassionate e sognanti sui circuiti del mondo devono rinunciare ai loro prevedibili monologhi. Triti e ritriti. Scialbi. Senza entusiasmi. Ottenuti più per grazia ricevuta che per altro.

MA CHE DITE SIGNORI? Dice il nostro Gianfranco Zola ” In Premier va ( innanzitutto) capita la mentalità dei giocatori. In Italia infatti ci si allena tante volte e assai. In Inghilterra invece ci si allena poco ma si gioca tantissimo, a mille all’ora, tanto che  negli allenamenti non bisogna avere mano pesante.  Che tradotto significa: durante la preparazione bisogna lasciare i loro eroi al pascolo come meglio credono,  senza risultare  nè pressanti nè stressanti”.

Ma che ci dice sor Gianfranco? Se non abbiam inteso male  in Premier gli allenamenti  van ancora fatti più o meno come all’Oratorio, ovvero  tutti dietro la palla dall’alba al tramonto, e dove chi più segna  più vince?
E che ci fai lei, sor Gianfranco, un mister tanto edotto e per bene,  con  ragazzacci del genere? Non può lasciarli fare da soli, cioè a sfogarsi in libertà sui prati, come il parroco con i suoi ragazzi ?
E’ dunque tutt0 qui il mistero  degli ( inesauribili)  eroi del calcio d’Albione? Un pallone e via a pedalare? Con al diavolo, tutti quegli allenamenti che i ( tanto apprezzati) mister dell’al di qua dell’Alpe usano quali raffinati ( ed inutili) strumenti di tortura?  Certo che,  come fanno a correre quelli  d’Albione  fin oltre  il fischio finale dell’arbitro, mentre quelli sotto l’Alpe riescono  a malapena  terminare il primo tempo col fiato tra i denti?

E non è tutto. Dicono infatti che quelli d’Albione si siano inventati pure  la ‘seconda partita’ , ovvero ( per capirci) quella che inizia a dieci/quindici  minuti dalla fine per poi esaltarsi nei minuti di recupero.
Dove gli eroi ( ormai  non solo) d’Albione rimontano ( incredibilmente) situazioni date  per perse. Irrecuperabili.
Disperate. Allora:  che  si gioca a fare con avversari del genere? Non è tutta fatica sprecata? Patetica speme?
Eppoi, per favore, quelle corse a perdifiato   non chiamatele miracoli, come consiglia  il nostro Arrigo, perchè il segreto loro (  spiega il sor Gianfranco)  è altrove. Sì, certo, nell’allenamento e ( probabilmente)  nell’ alimentazione: forse, nel nutriente stoccafisso dei mari del nord al posto della nostra tenera bresaola.

L’emittente Sky, sul tardi della domenica sera, riunisce un club di super esperti, tutti rigorosamente in camicia bianca da lavoro, che ciacolano divertendosi da matti su questi0ni di varia umanità, calcio e sport.
Dal quel che si è capito amano molto  la dimensione internazionale. Con collegamenti  planetari. Tanto che se hanno bisogno di sentire il parere di Del Piero non lo fanno quando costui ( collaboratore Sky) si trova si trova a passeggio nei loro studi ma a Los Angeles. Praticamente dietro l’angolo. A costo zero.
Dove il nostro eroe  ha trasferito la famiglia per assicurale un futuro migliore. Migliore che da noi, ovviamente, gente allo sbando, ma dove lui, chissà se lo ricorda, ha fatto tempo a rimediare gloria e patrimonio  mica male.

EPPUR SI MUOVONO. Bella la pagina d’aggiornamento della ‘rosea‘ sulla situazione stadi. Proprio quel che ci manca per ritornare in vetta all’Europa del calcio.
Le buone nuove arrivano da Firenze, con il progetto ( finalmente) approvato anche dal Comune, di un nuovo stadio-gioiello  firmato Della Valle; dalla Juve, che inaugurerà a breve  il JVillage; da Palermo, dove il neo presidente Baccaglini è deciso a rifare la casa  dei rosanero; da Cagliari, con la presentazione del progetto di stadio temporaneo. Lettera morta invece per   San Siro.

La Roma, infine, oltre ad attizzare la concorrenza laziale, è ancora  nelle capaci mani dei tanti signori del ‘ dolce  far niente‘. Intanto  abbiamo appreso però un dettaglio non noto ai più: l’eventuale nuovo stadio non sarebbe di proprietà della Roma ma di Pallotta, verso il quale la squadra capitolina dovrà versare per un tot di decenni un adeguato affitto. Per (ri) pagare in un arco di tempo ( già)  calcolato tutti o quasi gli oneri dell’opera.
Bella trovata, vero?  Stando così le cose, siam proprio  sicuri che ai romani convenga far costruire uno stadio di così onerosa portata a tali benefattori ? Non sarà meglio (ri)aggiornare l’Olimpico? O il Flaminio? Il ricco poveraccio americano se andrebbe via da Roma? Beh, alzi la mano chi gli correrebbe dietro.

 

Ottavi di  Champions. Qualificate: REAL (S), Bayern( G), Barca(S), B.DORTMUND (G), Juventus (Ita.), LEICESTER ( Ing.), Atletico M ( S), Monaco (F). 

I PRIMI 10 MISTER UEFA. Quali sono stati gli allenatori più influenti della storia? Secondo l’Uefa, questi: Cloug ( inglese), Cruijff ( olandese), Del Bosque ( spagnolo), Ferguson ( inglese), Herrera ( italo-ispanico), Lattek ( tedesco), Lobanovskyi ( ucraino), Michel ( olandese), Mourinho ( portoghese) e Arrigo Sacchi (italiano).
Nell’elenco, ovviamente opinabile, mancano dei nostri: Pozzo ( due Mondiali, una Olimpiade), Lippi ( degli anni juventini), Capello ( degli anni milanisti) e Ranieri ( il mago di Leicester). Assente anche Pep Guardiola, che col suo (pur  non da tutti amato) tiqui taca qualcosa d’innovativo nel calcio del Pianeta  deve aver pur fatta.

 IL CALCIOMERCATO. Chiuso, per fortuna. Non se ne poteva più.
IL TABELLINO DELLA COPPA ITALIA.  Doveva vincere a mani basse e invece ( pur con qualche recriminazione) ha perso. Chi è costei? L’Inter(nazionale), ovviamente, che alla decima di fila se l’è fatta addosso e non ha compiuto l’impresa, fermando la sua corsa in Coppa Italia ai quarti. Totti, finora solo quattro volte titolare, è entrato a dir la sua in Coppa.Poca roba.  Questi i ritorni di semifinale: Lazio-Roma ( 2-0) e Juve-Napoli.

SERIE A XXVIII GIORNATA.( venerdì 10 marzo) Juve-Milan 2-1; ( sabato 11 marzo) Genoa-Samp; ( domenica 22 marzo) Sassuolo-Bologna ( ore 20,45), Chievo-Empoli ( ore 15), Fiorentina-Cagliari, Inter-Atalanta, Napoli-Crotone, Pescara-Udinese, Palermo-Roma ( ore 20,45); ( lunedì 23 marzo) Lazio-Torino ( ore 20,45).

CLASSIFICA ( provvisoria, da completare): Juve punti 73; Roma 62, Napoli 60, Atalanta 55, Lazio 57, Inter 55, Milan 53, Fiorentina 48, Torino 40 … Empoli 22, Palermo 15, Crotone 14, Pescara 12.

 

PILLOLE ( NON SOLO) DI SPORT . Il Leicester, dopo avere esonerato Ranieri, sull’orlo retrocessione, è tornato a vincere. Due, tre  volte di seguito in Premier, dove comunque  resta sull’orlo del baratro. E’ passato inoltre in Champions, contro un Siviglia dimesso già all’andata. I media stanno celebrando un’altra favola. Da far invia ai fratelli Grimm.

Mazzone, a 80 anni il sor Carletto corre ancora. Tra gli applausi di tutti. La Spal delle meraviglie (ri)prepara lo sbarco estense in Serie A. Federer si è confermato ( in una finale tutta svisserotta) re di Indian Wells. L’Italia dl rugby continua a collezionare le sue (ormai) insopportabili debacle. La Scozia domina: 29-o. Da bob credere. Green è il re di Avellino nella Serie A di basket. Sassari cede allo sprint. Civitanova e trento, via alle semifinali di Superlega di olley. Il bel volley azzurro che, al contrario di rugby e  basket , sa farsi ancora rispettare nel Mondo.Busto blinda il terzo posto nel campionato di pallanuoto A1. Niente da fare per Lazio davanti all’inaffondabile Pro Recco. 
Francesca Moro, 25 anni, veneziana, è passata in rianimazione a seguito del ko subito al torneo nazionale femminile di boxe Elite II di Chieti. Un momento davvero tragico, soprattutto per una giovane atleta che ha dedicato alla sua disciplina tempo, passione, sudore e fatica. Tanti auguri, Francesca!

Trump nel frattempo, tanto per non restare con le mani in mano, insiste con il riarmo americano. Darà  più soldi ai militari. Al punto che il russo Putin, in questi ultimi anni fortemente impegnato nel rilancio della Grande madre Russia,  sbotta: “Reagiremo!“. Reagiremo, già, ma come? Non è che   la Grande madre Russia  si sia già rovinata una volta ancora a volere (re)stare al passo con i dollari americani?

Per chi non lo sapesse: Fiorello  ha riaperto (  da lunedì, ore 7,30 e 20,30) la sua esilarante Edicola.

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