Non solo sport. Ue: per favore, non rompa ancora! Celebrati i 60 anni dei Patti di Roma. Rossi e Rosse al via.

Non solo sport. Ue: per favore, non rompa ancora! Celebrati i 60 anni dei Patti di Roma. Rossi e Rosse al via.
Brexit download

LA CRONACA DAL DIVANO. La cronaca. Dopo l’incontro con il Pontefice ( sabato  a Milano, San Siro) i 27 rappresentanti dell’Unione europea si sono trasferiti al Quirinale per la ‘firma’. Un atto dovuto, ma non scontato visto che in questi ultimi la politica ( detta) europeista non ha fatto altro che allontanare gente d’ogni nazione dall’ideale Europa.

Al momento l’Ue conterebbe 508,45 milioni di abitanti. Tanti, ma anche pochi. Soprattutto se raffrontati con le popolazioni d’altri paesi in continua crescita demografica ed economica. Tipo la Cina, oppure, l’India. Tra non molti anni quei cinquecento milioni di europei rappresenteranno appena il 5% della popolazione planetaria.
Di conseguenza anche la loro ‘incidenza’ economica, politica  e militare andrà ( velocemente) a scemare. Che ci sia così l’urgenza di far tesoro di un passato ( spesso) ammonitore è acclarata. Eppure, che stanno pensando i bravi cittadini della leggiadra Europa? A dividersi, e quindi a ridividersi, e ad annullarsi nuovamente, l’un contro  l’altro.
Fortunatamente  senz’armi in pugno. I veggenti  del momento sono quegli sciagurati  d’ Albione i quali non hanno  pensato di meglio che  staccarsi  ( checchè essi ne dicano) dalla loro madre naturale. Brexit, gridano in coro, brindando.

I discorsi che si ascoltano  in queste ore sono tanti. La più parte, è ovvio, per rimescolare   stantie parole di circostanza. Qualcuno però non ci sta. A perder tempo. A far da zerbino.
Ad esempio buona parte di quegli italici che, pur non sorvolando sui deliri di qualche rappresentante Ue,  e nonostante qualche ( folkloristico ) oppositore interno, restano comunque tra i più affidabili sostenitori dell’ideale europeo.
Sarà per la loro storia, sarà perchè gli italici  dalla storia( al di là delle apparenze)  non disdegnano di  apprendere, sarà che a far tuffi nell’ignoto poco li garba, sarà insomma quel che sarà, fatto è però che nel Belpaeseeducato’ per  secoli ai grandi progetti historici  ( quelli dei  Cesari o dei Papi o dei De Gasperi)  ama più mirare avanti che indietro. Sognando in grande piuttosto che in piccolo.
Accudendo l’orticello di casa ma anche sbirciando in quello altrui. Fermarsi  qui, a mezza via, per i bistrattati italici, può essere semmai l‘incipit verso un viaggio a ritroso senza ritorno.  Qualcuno  glielo ha insegnato. Saggiamente.
Di sicuro. Vorrebbero forse farlo capire anche agli altri. A quelli che poco apprendono dai libri di storia.  Soprattutto a quella porzione di germanici che ( a quanto pare)  non hanno ancora deciso di liberarsi ( definitivamente) delle grige divise del tempo che fu. Liberarsi , sì,  suvvia, con coraggio; e per l’eternità.

ALTRI COMMENTI. La sconfitta della politica di allargamento da 15 a 27 membri – dice Galli della Loggia su Il Corriere- è ormai acclarata. Il bilancio di questi anni è passivo.
Quella politica ha  contribuito infatti a complicare i rapporti con la Russia, non ha scalfito il fondo nazionalistico delle culture politiche balcaniche nè i molti aspetti illiberali delle loro costituzioni, rappresentando  invece un costante ostacolo alla possibile adozione a Bruxelles di linee d’azione comune.

Valdis Dombrovkis, 45 anni, lettone, vice presidente della Commissione europea per la Stabilità finanziaria e per l’euro, in una intervista al ‘Corriere’, non fa altro che esprimere raccomandazioni nei confronti dell’Italia. Bassa crescita, alto debito, manovra correttiva entro aprile, e così via.
Verrebbe da chiedergli se parla a nome suo o d’altri. Sì, perchè, qui, con questi maestrini tutti eguali che ci vorrebbero indicare compiti e compitini da fare a loro piacimento, gli italici ( pro e contro) sono davvero stufi. E qui infatti sta il ‘pericolo’ più grosso sulla ‘tenuta’ del Belpaese verso la Ue.
Infatti, dovessero continuare ad andare incontro a ‘tagli’, ‘manovre’, ‘ infrazioni’ e ‘compitini’ potrebbero anche farsi saltare  la ‘mosca al naso‘ e mandare ( almeno temporaneamente) tutti quelli d’Oltralpe a quel paese. Compreso quest’ultimo tizio, quel Dombrovkis, sì, in Lituania.

 

E L’ITALIA VA. Due gol non sono tanti, tre punti invece sì. Ora la Spagna ( vittoriosa con Israele, 4-1) conduce il girone con 78 gol di vantaggio su di noi, che restiamo a pari punti. Pensare quindi che potremo passare il punto facendo leva sul quoziente gol sarebbe pura demenza; possiamo invece andarli a battere i casa, se non erriamo a settembre, con questa fresca banda di giovani sfrontati che se il solito qualcuno non ce li va a scazzare  godono di puro talento.
In misura tale anche da compiere una di quelle imprese impensabili per le quali la maglia azzurra è nota. Una maglia azzurra, lo ricordiamo, che aspetta da tempo di incollarsi addosso la Pentastella.

QUALIFICAZIONI MONDIALI. GRUPPO G: Spagna e Italia punti 13; Israele 9, Albania 6, Macedonia e Liechtenstein O.
PROSSIMI TURNI: Italia-Liechtenstein ( 11/6); Spagna-Italia ( 2/9); Italia-Israele ( 5/9); Italia-Macedonia (6/10) e Albania-Italia (9/10).
DOPING IN GB. Mal di doping in Gran Bretagna. Finalmente qualcuno  s’è stanacato di gettar polvere sotto i tappeti. L’allarme ( piuttosto serio) arriva dall’Ukad, la struttura antidoping britannica. ‘ La situazione è incredibilmente allarmante’ dice la Sepstead citando una inchiesta Bbc.Il sondaggio a cui si riferisce riguarda 1025 atleti.

Ebbene, audite audite, la metà degli intervistati ritiene che il doping stia dilagando tra gli agonisti, tanto che l’8% ammette di avere fatto ricorso a sostanze proibite, mentre il 35% sostiene di conoscere ‘ qualcuno che si dopa’. Tra l’altro, sempre secondo gli intervistati, le sostanze proibite sono ’facilmente disponibili’.
Non solo, il segmento che più ricorre al doping è quello  giovane, esattamente tra i 18/34 anni. A questo punto potrebbe esserci  una sbagliata percezione che porta ad esagerare la realtà oggettiva, ma la tendenza ( comunque la si voglia gettare come polvere  sotto il solito tappeto) appare troppo robusta e capillare per essere ignorata.
Aggiungiamo: era ora, che si cominciasse a stropicciarsi gli occhi e a guardare in faccia alla realtà anche tra i sudditi in tempo di Brexit di Sua Maestà.
Siamo solo all’inizio, certo, ma se nel procedere si dovesse andare a portare scompiglio perfino all’interno dei santuari degli sport intoccabili ( ma quanto credibili? ) non bisognerà avere riguardi per nessuno. Se non per lo sport. Lo sport, certo,  punto e basta.

IL LAMENTO DI TOTO. Gli hanno chiesto, se le nuove regole della F1 vanno nella giusta direzione? ” Sui sorpassi non di certo. Lo avevamo detto già due anni fa, quando iniziarono le discussioni, avvertendo che avremmo avuto belle auto, velocissime e impegnative, ma gare più brutte. E le prime impressioni dei piloti lo confermano.
Queste regole sono state studiate per impedire che la Mercedes continuasse a vincere. Gli altri team ci hanno accusato di non volere il cambiamento e allora li abbiamo lasciati fare.  E’ il modo in cui funziona la F1, tutti seguono i propri interessi”.  Così ha sbottato alla viglia di Melbourne  Toto Wolff, 45 anni,  austriaco, prossimo papà, direttore esecutivo della Mercedes GP della quale detiene il 30%.

Toto non perde mai il suo aplomb da viennese dei tempi d’oro: colto, intelligente, arguto e preparato, genera sempre attenzione e simpatia nell’ascolto. Si decidesse a togliersi di dosso quella sua camicia bianca color pallore per vestirne un’altra color rosso passione, sarebbe accolto a braccia aperte anche in più mitici lidi.
Ultimamente, con l’amico Niki, s’è limitato a ridacchiarsela tra un arrivo e l’altro.  Ora, invece, che da sotto l’Alpe si  comincia ad avvertire il rumore crescente della tempesta in arrivo,  pare agitarsi oltre misura. Roba da non credere, anche perchè se si agita lui figuriamoci che possono gigione  Hamilton o  voucher Bottas.
In ogni caso,  Toto non ha qui mostrata  gran memoria. Visto che, un triennio fa, la Mercedes che arrivava dal nulla agonistico in F1, s’è trovata ad armeggiare con regolamenti che solo lei aveva lungimirantemente interpretato. Proiettandosi sorprendentemente nell’empireo glorioso. Soprattutto grazie a quella power unit che ( fino ad allora) era più tecnologia germanica che d’altri.
Sì, purtroppo in questa valle di lacrime, e non solo nel gran circus della F1, tutti pensano a se stessi e non vedono oltre il loro naso. In questo caso, però, ad essere onesti fin all’ultimo litro di benzina, si è trattato di un dare e di un prendere. Una volta alle ‘frecce‘, un’altra alla ‘rossa‘ o ( caso fosse) alla ‘ red bull’. Se poi è vero che in virtù della magnanimità Mercedes si è elargito, beh, come sempre alla fin della veglia, sarà la pista  a dirimere la vertenza.

ROMBANO I MOTORI. Dal 2013, anno horribilis delle due ruote a motori italiche, è partita la rincorsa ai terribili centauri d’Ispagna. Tanto che, alla vigilia del nuovo anno, gli italiani sono tornati a contendere la leadership motoristica agli spagnoli. Sommando infatti  Moto2, Moto3 e MotoGP, nel 2016, i nostri portacolori si sono aggiudicati 10 GP, sei in meno delle furie rosse. Una vera e propria  remontada, insomma, visto che appena nel 2013 gli iberici s’era portati a casa 47 Gp, registrando un clamoroso en plein.
A guidare la rincorsa non è però il maestro di Tavullia, sempre all’altezza nonostante la venerabile età, ma i tantissimi giovani talenti che abbondano tanto nella classe regina quanto in quelle inferiori. Nomi come quelli di Iannone, Marini, Fenati, Antonelli, Bastianini, Bagnaia,  Migno, già ronzano nelle orecchie dei vecchi signori delle piste. Che a questo punto dovranno rimboccarsi le maniche per non risultare spodestati già in Qatar, tempo permettendo. All’appello degli italici mancano ora soltanto dei titoli iridati, che non ci aggiudichiamo dal 2009. Quest’anno sarà molto interessante seguire la parabola di Lorenzo con la Ducati. Un’altra rossa italica in gara, per tornare grande.

SORTEGGIO QUARTI DI  COPPE

Champions: Atletico Madrid-Leicester, Borussia-Monaco, Bayern-Real, Juve-Barca.
Europa: Celta Vigo-Genk, Ajak-Schalke 04, Anderlecth-United, Lion-Besiktas.

Volete ns pronostico? Champions: Atletico M, Borussia, Bayern, Barca; EuropaGenk, Schalke, United, Lion.

 

MA CHE DITE SIGNORI? Dice il nostro Gianfranco Zola ” In Premier va ( innanzitutto) capita la mentalità dei giocatori. In Italia infatti ci si allena tante volte e assai. In Inghilterra invece ci si allena poco ma si gioca tantissimo, a mille all’ora, tanto che  negli allenamenti non bisogna avere mano pesante.  Che tradotto significa: durante la preparazione bisogna lasciare i loro eroi al pascolo come meglio credono,  senza risultare  nè pressanti nè stressanti”.

Ma che ci dice sor Gianfranco? Se non abbiam inteso male  in Premier gli allenamenti  van ancora fatti più o meno come all’Oratorio, ovvero  tutti dietro la palla dall’alba al tramonto, e dove chi più segna  più vince?
E che ci fai lei, sor Gianfranco, un mister tanto edotto e per bene,  con  ragazzacci del genere? Non può lasciarli fare da soli, cioè a sfogarsi in libertà sui prati, come di solito fa il parroco con i suoi ragazzi ?
E’ dunque tutt0 qui il mistero  degli ( inesauribili)  eroi del calcio d’Albione? Un pallone e via a pedalare? Con, al diavolo, tutti quegli allenamenti che i ( tanto apprezzati) mister dell’al di qua dell’Alpe usano quali raffinati ( ed inutili) strumenti di tortura?  Certo che,  si può sapere come facciano  quelli  d’Albione  a spremersi fin oltre  il fischio finale dell’arbitro, mentre quelli sotto l’Alpe riescono  a malapena  a terminare il primo tempo col fiato tra i denti?

E non è tutto. Dicono infatti che quelli d’Albione si siano inventati pure  la ‘seconda partita’ , ovvero ( per capirci) quella che inizia a dieci/quindici  minuti dalla fine per poi esaltarsi nei minuti di recupero.
Dove gli eroi ( ormai  non solo) d’Albione rimontano ( incredibilmente) situazioni date  per perse. Irrecuperabili.
Disperate. Allora:  che  si gioca a fare con avversari del genere? Non è tutta fatica sprecata? Patetica speme?
Eppoi, per favore, quelle corse a perdifiato   non chiamatele miracoli, come consiglia  il nostro Arrigo, anche perchè il segreto loro (  come spiega il sor Gianfranco)  è altrove. Sì, certo, nell’allenamento e ( probabilmente)  nell’ alimentazione: forse, quel nutriente stoccafisso dei mari del Nord al posto della nostra tenera bresaola?

L’emittente Sky, sul tardi della domenica sera, riunisce un club di super esperti, tutti rigorosamente in camicia bianca da lavoro, che ciacolano divertendosi da matti su questi0ni di varia umanità, calcio e sport.
Dal quel che si è capito essi amano molto  la dimensione internazionale. Con collegamenti  planetari. Tanto che se hanno bisogno di sentire il parere di Del Piero non lo fanno quando costui ( collaboratore Sky) si trova si trova ( più facilmente) a passeggio nei loro studi milanesi ma a Los Angeles.
Praticamente dietro l’angolo. E a costo zero.
Dove il nostro eroe  ha trasferito la famiglia per assicurale un futuro migliore. Migliore che da noi, ovviamente, gente allo sbando, ma dove lui, chissà se ben ricorda, ha fatto tempo a rimediare una gloria e un patrimonio  mica male.

EPPUR SI MUOVONO. Bella la pagina d’aggiornamento della ‘rosea‘ sulla situazione stadi. Proprio quel che ci manca per ritornare in vetta all’Europa del calcio.
Le buone nuove arrivano da Firenze, con il progetto ( finalmente) condiviso anche dal Comune, di un nuovo stadio-gioiello  firmato Della Valle; dalla Juve, che inaugurerà a breve  il JVillage; da Palermo, dove il neo presidente Baccaglini è deciso a rifare la casa  dei rosanero; da Cagliari, con la presentazione del progetto di stadio temporaneo. Lettera morta invece per   San Siro. La soap opera milanista impedisce di guardare avanti.

La Roma, infine, oltre ad attizzare la concorrenza laziale, è ancora  nelle capaci mani dei tanti signori del ‘ dolce  far niente‘. Intanto  abbiamo appreso però un dettaglio non noto ai più: l’eventuale nuovo stadio non sarebbe di proprietà della Roma ma di Pallotta, verso il quale la squadra capitolina dovrà versare per un tot di decenni un adeguato affitto. Per (ri) pagare in un arco di tempo ( già)  calcolato tutti o quasi gli oneri dell’opera.
Tutto vero?  Perchè stando così le cose, siam proprio  sicuri che ai romani convenga far costruire uno stadio di tanta onerosa portata a tali benefattori ? Non sarà meglio (ri)aggiornare l’Olimpico? O addirittura il Flaminio? Il ricco poveraccio americano se andrebbe via da Roma? Beh, alzi la mano chi ( a queste condizioni) gli correrebbe dietro.

IL CALCIOMERCATO. Chiuso, per fortuna. Non se ne poteva più.

IL TABELLINO DELLA COPPA ITALIA.  Doveva vincere a mani basse e invece ( pur con qualche recriminazione) ha perso. Chi è costei? L’Inter(nazionale), ovviamente, che alla decima di fila se l’è fatta addosso e non ha compiuto l’impresa, fermando la sua corsa in Coppa Italia ai quarti. Totti, finora solo quattro volte titolare, è entrato a dir la sua in Coppa.Poca roba.  Questi i ritorni di semifinale: Lazio-Roma ( 2-0) e Juve-Napoli.

SERIE A XXVIII GIORNATA.( venerdì 10 marzo) Juve-Milan 2-1; ( sabato 11 marzo) Genoa-Samp; ( domenica 22 marzo) Sassuolo-Bologna ( ore 20,45), Chievo-Empoli ( ore 15), Fiorentina-Cagliari, Inter-Atalanta, Napoli-Crotone, Pescara-Udinese, Palermo-Roma ( ore 20,45); ( lunedì 23 marzo) Lazio-Torino ( ore 20,45).

CLASSIFICA SERIE A ( provvisoria, da completare): Juve punti 73; Roma 62, Napoli 60, Atalanta 55, Lazio 57, Inter 55, Milan 53, Fiorentina 48, Torino 40 … Empoli 22, Palermo 15, Crotone 14, Pescara 12.

 ( NON SOLO)  SPORT .  Il terrorismo è tornato a colpire in Europa. Questa volta è (ri)toccato a Londra. Almeno quattro i morti oltre a numerosi feriti per il folle gesto di un isolato che montando un Suv,  a pochi passi dall’ingresso del Parlamento inglese,  ha travolto la folla  prima di essere abbattuto dai servizi di sicurezza.
In queste ore s’è anche ascoltato lo sproloquio di un dirigente europeo ( di cui non  vogliamo conoscere manco  il nome) sui popoli mediterranei ‘ dediti solo a spendere e a spandere in vino e donne’. Ci avevano quasi convinto che la maggior parte degli imbecilli avessero trovato ricovero ( temporaneo) nel Bel Paese, ma questo tizio ci ha fatto ricredere. Probabilmente la mala pianta dell’imbecillità ha tanti altri fertili terreni su cui crescere. Purtroppo.

Per chi non lo sapesse: Fiorello  ha riaperto (  da lunedì, ore 7,30 e 20,30) la sua esilarante Edicola.

Ti potrebbe interessare anche...