Emilia Romagna. Sacri Calici. Oreficeria religiosa dal XV al XX secolo a cura di Renzo Sancisi.

Emilia Romagna. Sacri Calici. Oreficeria religiosa dal XV al XX secolo  a cura di Renzo Sancisi.
Emilia Romagna. Sacri Calici. Oreficeria religiosa dal XV al XX secolo a cura di Renzo Sancisi.

RIMINI. Oggetti liturgici di pregiata manifattura orafa e raffinatezza iconografica provenienti dalla raccolta privata di Renzo Sancisi saranno presentati negli spazi del Museo della Città per una inedita e rara esposizione che permetterà allo sguardo del pubblico di posarsi su sacri calici (dal XV al XIX secolo), emblemi della ritualità eucaristica e frutto di una pluriennale e meticolosa ricerca collezionistica.
La mostra Sacri Calici oreficeria religiosa dal XV al XX secolo, una collezione riminese che aprirà i battenti sabato 29 aprile alle ore 17 al Museo della Città di Rimini (via Luigi Tonini,1) offre una importante opportunità estetica e storica destinata ad un ampio pubblico, non solo quello composto dagli estimatori.
Ottanta pezzi rari e di elegante oreficeria provenienti dalla raccolta Sancisi costituiscono il frutto costruito nell’arco di una vita attraverso una intransigente passione collezionistica, mettendo insieme le tracce di un passato culturale e artistico attraverso una tipologia omogenea di preziosi manufatti liturgici.

La mostra apre anche uno spiraglio ad una collaborativa sinergia con il collezionismo privato, offrendo l’occasione di integrare il patrimonio delle raccolte pubbliche, cercando risposte alle lacune della nostra memoria collettiva. L’intento è quello di incentivare depositi e donazioni che vadano a integrare una virtuosa relazione tra pubblico e privato nel campo storico artistico.
Anche quando si trova lontano dal suo contesto di funzione, il calice eucaristico conserva e concentra una sacralità compiuta nelle sue forme, nelle sue parti, nella sua stessa originaria funzione d’uso, un oggetto che equivale a un ‘tempio’.

I COMMENTI. Massimo Pulini scrive al riguardo: “ La collezione di sacri calici del riminese Renzo Sancisi ci aiuta a viaggiare nei tempi e nei templi. Un arco di sei secoli entro i quali il minimo comune denominatore della coppa, dello stelo e dello zoccolo si declina in varianti formali che ci restituiscono intatto il sapore e la cultura estetica delle differenti epoche.
I calici, nella liturgia cattolica, costituiscono il più importante nucleo simbolico della ritualità eucaristica, dunque del luogo e del momento di relazione tra umano e divino. Nel calice si sono concentrate, lungo le epoche, apparati decorativi e simbolici che hanno fatto di quell’oggetto un condensato di architettura e bellezza, di sentimento e di evocazione, di virtuosità artigiana e di fantasia artistica”.

In mostra sarà presente una preziosa selezione di calici antichi proveniente dal Museo Tesoro della Cattedrale di Rimini.

Il catalogo della mostra è stato pubblicato grazie al prezioso contributo di Banca CarimCuratore delle schede storico-critiche è Renzo Sancisi, all’interno si trovano saggi di Oreste Delucca, Pier Giorgio Pasini, Alessandro Giovanardi, Sido Bonfatti, Massimo Pulini, Franco Magnani. L’apparato fotografico è stato curato da Piero Delucca.

 


Massimo Pulini

Alla ricerca del Sacro Graal” si potrebbe intitolare, spiritosamente, la motivazione che mi ha portato, per oltre quarant’anni, a collezionare quelli che sono, per antonomasia, i “sacri vasi” della liturgia cristiana: i calici. Così, dal primo in argento, di stile neogotico del 1877 di orafo parigino, acquistato casualmente nella Mostra Antiquaria di Cortona nel 1973, all’ultimo arrivato nel 2016 da un’asta in Genova, di probabile (non mostra punzoni) bottega fiorentina, opera degli anni quaranta del 1600, i calici della mia personale raccolta sono un’ottantina.
Ma le collezioni, si sa, sono sempre work in progress. e finché c’è vita, c’è speranza (di nuovi arrivi). Perché argenteria sacra? Innanzitutto perché opere d’arte, ne sono convinto, al di là delle vecchie distinzioni che tali manufatti fossero da definire “arti minori” o “arti applicate”: realizzate da “artisti” o “artigiani” o “artefici”, resta il fatto che costoro avessero una specifica capacità creativa. In secondo luogo, perché ero convinto di non poter continuare, come da studente agli inizi del mio interesse per l’antiquariato, ad essere onnivoro, a seguire mille rivoli: mi sono imposto un limite, un percorso programmato, una scelta. L’inizio, come detto dianzi, fu casuale; mi si offrì l’occasione di acquistare, ad un prezzo per me giusto, un bel manufatto argenteo che era una suppellettile ecclesiastica e di cui intravedevo epoca e storia. Avrebbe potuto essere una zuccheriera o un candeliere domestico, purché d’argento, materia che mi ha sempre affascinato, era invece un calice. C’è sicuramente un grano di follia in chi spende molto del suo tempo alla ricerca e allo studio dell’opera che arricchirà la sua raccolta, il suo “tesoro” privato, quale che sia l’oggetto della sua passione, da godere nel segreto delle sue stanze. Per contro, giunto all’età diciamo matura, ho ritenuto che questi manufatti dovessero essere visibili anche ad un pubblico più ampio, per le loro valenze storiche ed artistiche (da laico quale sono e per la mia formazione professionale) e per le innegabili, precipue implicazioni religiose e cultuali per cui furono realizzati nel corso dei secoli.
La conoscenza di Massimo Pulini, assessore alle Arti del comune di Rimini, storico dell’Arte ed artista apprezzatissimo e l’accettazione della sua proposta di esibire la mia collezione di argenteria antica nel Museo civico, hanno chiuso il cerchio. La mostra di aprile sarebbe (e ciò mi onorerebbe ulteriormente) la prima di una serie da programmare nell’arco di un quinquennio per accogliere, nella Sala delle teche del Museo della Città, le raccolte personali di pregio di antiquari ed altri privati cittadini, sorprendentemente numerose nel territorio riminese. Si pensa a esibizioni di beni artistici e culturali (librari, pittorici, scultorei, ecc.), supportate da specifiche pubblicazioni scientifiche e dibattiti pubblici. (…)

Dal testo in catalogo di Renzo Sancisi 

Sacri Calici. Oreficeria religiosa dal XV al XX secolo, una collezione riminese
A cura di Renzo Sancisi

Rimini, Museo della Città – via Luigi Tonini, 1
29 aprile- 11 giugno 2017

Inaugurazione sabato 29 aprile 2017, ore 17

Orari di apertura
da martedì a sabato 9.30-13 e 16-19
domenica e festivi 10-19
chiuso lunedì non festivi

 

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