Forlì. Musei San Domenico: fin a domenica 28, possibile vedere il video ‘Omphalina’ di Dacia Manto.

Forlì. Musei San Domenico: fin a domenica 28, possibile vedere il video ‘Omphalina’ di Dacia Manto.
Forlì. Musei San Domenico: fin a domenica 28, possibile vedere il video 'Omphalina' di Dacia Manto.

FORLI’. Il video ‘Omphalina’ sarà proiettato fino al 28 maggio 2017, all’interno della Sala del Refettorio in occasione della mostra personale di Dacia Manto, allestita presso la Galleria Marcolini, spazio dedicato all’arte contemporanea, in via Marcolini n.25/a, Forlì. La proiezione del video è programmata in un ampio quadro di eventi che hanno al proprio centro la piattaforma Ipercorpo, che quest’anno avrà come filo tematico quello del ‘patrimonio’. Il lavoro di Dacia Manto costituisce in questo senso una meditazione sul ‘munus naturae’, sulla natura come dono, come trasmissione di un bene fragile e arcano.
La posizione della sala all’interno del Complesso consente al pubblico, che accede alla mostra, un’esperienza liminare, iniziatica, ospitando un video in cui appaiono riconoscibili geometrie Déco progressivamente corrotte e contaminate da germinazioni vegetali, processioni di sottili fusti arborei da cui si generano radici avventizie che infine germinano saturando lo spazio con fitti rizomi che cancellano, come fossero edere o altre arialiacee, le nitide geometrie Déco. L’artista mette in tensione due estetiche rappresentando però un’azione, l’appropriazione da parte di un elemento arboreo spontaneo, di una forma rigida, marmorea.
Ma si tratta di segni animati che allo stesso tempo non rappresentano nulla se non questa innocua guerra estetica: l’opera non mette in scena la natura, i segni prima tracciati sulla carta e poi animati sono immedesimazioni, ripetizioni di fatti naturali, in cui l’iniziativa dell’artista si annulla. Questo lasciar segni alla maniera della natura corrisponde all’uso della sinestesia nella lingua dei poeti: come nella poesia il significato delle parole, il loro essere referenti di cose, si annulla in suoni insignificanti, eco di natura, così nel disegno di Dacia Manto il segno non rappresenta nulla, è pura mimesi, ripetizione di stimoli, sviluppi rizomatici, generazioni, nascite e morti. E come la lingua si riduce poeticamente a suono, e il ritmo prevale sulla coerenza dell’enunciato, il disegnare di Dacia Manto è pura testimonianza del proprio essere parte della natura.

Dacia Manto (Milano 1973) si è a lungo dedicata — attraverso video, installazioni, disegni e performance — a una personale ricerca e mappatura del paesaggio e dello spazio naturale, con particolare interesse per i territori fluviali e palustri, residui di boschi planiziari, periferie semiselvatiche. Documenti poetici in cui si riflette il suo sguardo sulla natura, i suoi lavori sono opere aperte e precarie, in cui la pratica dell’artista si intreccia con lo studio della botanica e delle scienze. Dacia Manto ha esposto presso istituzioni museali pubbliche come il Pav di Parco d’arte vivente a Torino, il Mar di Ravenna, il Mart di Rovereto, il Mac di Lissone, la Fondazione Remotti, la Galleria comunale d’Arte contemporanea di Monfalcone, la Galleria civica di Trento, il M.A.G.A. di Gallarate, il Museo della Città di Rimini, il Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, il PAC di Milano, La Strozzina – Centro di cultura contemporanea di Firenze, il Musée d’Art moderne di Saint-Etienne, la Biennale di Poznan, e in un progetto di Arte pubblica per Tusciaelecta. Nella mostra personale alla Galleria Marcolini l’artista presenta un’ampia ricognizione sulla sua pratica artistica, la prima in uno spazio privato in Emilia-Romagna.

Per informazioni: Servizio Cultura e Musei, tel. 0543 712627, musei@comune.forli.fc.it , www.cultura.comune.forli.fc.it , Facebook – Twitter – Instagram @MuseiForli

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