Non solo calcio. Gigio come Topo Gigio? Asta diritti tivù deserta: dopo tanto sparlare si colgono i frutti?

Non solo calcio. Gigio come Topo Gigio? Asta diritti tivù deserta: dopo tanto sparlare si colgono i frutti?
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LA CRONACA DAL DIVANO. Il calciomercato, l’orribile calciomercato, sembra aver posto il suo epicentro a Milano. Come ai bei tempi, quando la Serie A era ( dicce Mattheus) ‘ il campionato del mondo per club giocato settimanalmente’. Poi da dove (fuori)escano tanti danari non si sa. Dell’Inter si parla d’un grosso nome dell’industria cinese; del Milan di un (misterioso) conte di Montecristo che sta affidando la faccia ad un (altro) cinese ( come Suning) ma dal budget personale assai più limitato; della Lupa, più intenta a vendere che a comprare, si sa che il tran tran americano veleggia alla giornata nell’attesa miracolosa del nuovo stadio;
del Ciuccio, poi, non si fa altro che sentire omelie del signor Adl volte più a tappar buchi che ad acquistare una nuova tela; della Signora, invece, c’è poco da scoprire: lei, da tempo, ha cominciato a fare le cose giuste ed ora raccoglie, copiosamente, i frutti della sua lungimiranza. Ha perso un’altra finale, la settima, ma più per via d’un ineffabile sortilegio che altro. Ad essere usciti da Cardiff con gli occhi sbarrati ed increduli eran più i fans dei Blancos che quelli della Signora. Ancora una volta prostrati. Fatto è che quando gli addetti ai lavori a fine estate  andranno a tirare le somme di tanto prodigarsi si vedrà senz’altro che se non saremo tornati i primi tra gli spendaccioni d’Europa poco ci mancherà. A dispetto e sberleffo chi continua a ‘ sparlare al mondo’ del nostro massimo torneo pedatorio come di una anacronistica, prevedibile, deprimente liturgia agonistico-sportiva.

C’è un caso a turbare i sogni dei milanisti. Quello del  Gigio che come Topo Gigio si lascia muover da altri. Questa volta da un ‘fuoriclasse’ del fare soldi , tanti, troppi, senza manco sudare. Se Gigio dicesse di sì al ‘suo’ Milan, se non altro per rispetto e gratitudine, dovrebbe rinunciare ad un lauto futuro: il Diavolo offre 4 mln annui? Beh, ce ne stanno due almeno di squadre nell’Altrove  che salgono ad otto/nove e finanche a 10/12 mln.
Dovesse poi andarsene dal Milan a parametro zero, potrebbe portare al suo Mecenate una commissione da capogiro ( teoricamente)  ritrasferibile ( in parte)   nelle tasche sue. Andando a fare una botta di conti in tasca al Gigio, un po’ come facevan le serve un tempo, pettegole sì ma sceme no, si viene a scoprire che in un lustro il ragazzo allevato nelle giovanili rossonere potrebbe mettere in cassa almeno 70/80 mln. Mica male. Il problema però è che andando avanti di questo passo quali società potranno permettersi di allevare ( gratuitamente)  potenziali campioni per poi farseli ‘strappare‘ ( beffardamente) dal gioco delle commissioni indecenti di qualche ‘fuoriclasse’ del sottobosco pedatorio?
Francamente, ci pare tutta qui la spiegazione  del tanto tentennare del Gigio rossonero. Fossimo noi lo manderemmo in tribuna, almeno per un anno. E non tanto per punire il Gigio ma per tenere lontano, ma proprio lontano,  il ( tanto celebrato) ‘fuoriclasse‘ che gli armeggia intorno. Eppoi,  non c’è nessuno, proprio nessuno,  nelle segrete stanze del governo del calcio che possa interessarsi a casi ( inquietanti ) come questo?

COMMENTI VARI . Sono tornati i motori. Le due ruote in Cataluna, le quattro in Canada. Sulle due ruote i nostri centauri si sono fatti rispettare: moto 3, Mir su Fenati; moto2, Marquez junior su Pasini ( e Luthi); motoGp, Dovi su Marquez ( e Pedrosa). Sulle quattro ruote, invece, se non è stata disfatta per le ‘rosse’ poco c’è mancato: davanti sono tornate le ‘frecce’ ( con tanto di pacche sulle spalle tra Toto e Niki) e dietro Vettel ( quarto) e Raikkonen ( settimo). In pratica, per quel che riguarda ( parte ) delle rispettive classifiche: nella Moto Gp, Vinales conta 111 punti contro 104 del Dovi ( e 88 del M. Marquez); nella F1, Vettel mantiene la testa con 141 punti  davanti ai 129 di Hamilton. Nella classifica costruttori la Mercedes è tornata avanti, con 222 punti contro i 214 della Ferrari. Nulla s’è deciso, per carità, e tuttavia la lotta resta accesa. Imprevedibile. Tutta da scoprire, soprattutto dal divano.
Anche la Nazionale è scesa in campo, sabato sera, contro il Liechtenstein, fornendo la goleada: 5-0. Tuttavia non sufficiente a rimontare il divario con gli spagnoli, in testa al girone con  16 punti come noi, ma con un quoziente gol decisamente favorevole : 21 gf e 3 subiti, per un totale di 18; contro i 18 gf e i 4 subiti dei nostri, per un totale di 14. Inutile dire che, a questo punto, l’unica via da perseguire è la vittoria, in settembre, in casa iberica. Solo quella ci garantirebbe il passaggio del turno, altrimenti affidato agli insidiosi recuperi.

L’asta per i diritti tivù della Serie A del triennio 2018/2021 è andata (praticamente) deserta. Gli unici a presentarsi sono stati quelli di Sky e Perform, ma solo un pacchetto superava la base d’asta. Sky ha offerto 230 mln a stagione ( minimo richiesto 200) per il pacchetto principale del satellite, quello comune alle altre piattaforme con le partite di 8 squadre tra cui le big Juve, Inter, Milan e Napoli. Per avere tutto il resto il colosso mediatico avrebbe dovuto sborsare altri 400 mln sul pacchetto D, quello aperto a tutte le piattaforme con 12 squadre in esclusiva tra cui Roma, Fiorentina, Lazio, Torino, ma la offerta si è fermata a 210 mln.
In totale Murdock ha messo sul piatto 494 mln annui, compresi i 54 per i diritti per la trasmissione nei bar e negli hotel e sull’Iptv. Perform ha da parte sua offerto un esborso di 108 mln. Oggi la Lega incassa 1,2 mld, tutto incluso. Non ancora i 1,4 mld preventivati da Infront, e ancora più lontani dal livello delle attuali offerte pervenute. Dovessero restare così le cose si paventano giorni duri per il calcio italiano, con qualità ‘deprimente’ come sostiene anche la ‘rosea’, privo di stadi adeguati, lenti ad essere ristrutturati o rinnovati, con una marea di gente che non aspetta altro che ‘ sparlar male’ del nostro sport principale.
Tavecchio ( che ha rinviato l’assegnazione delle licenze all’autunno) grida a perdifiato: “ Valiamo molto di piùQuesta miseria se la tengano! “. Ma se ad essere convinti del contrario siamo proprio noi, addetti ai lavori in primis, cosa volete che volete che riconoscano gli altri interessati più a coltivare l’orticello di casa che quello Altrui? Senz’altro fa male, molto male,  sentire certi (reiterati) giudizi, o meglio, pregiudizi, anche perchè la Lega europea di riferimento, la danarosa e svenduta Premier, capace d’incassare quattro volte la nostra, vista dal ranking Uefa, è distante dalla Serie A  una manciata di punticini ( o,o24) . Praticamente, è allo stesso nostro livello. E allora, di che parliamo? .

SUL CALCIOMERCATO. E’ tornato l’orribile Calciomercato  sulle pagine dei giornali a  dettare le sue voglie , le sue fantasie, le sue scelleratezze. Come quella di vedere crescere a dismisura, oltre il lecito, prezzi altrimenti ridicoli. Tanti buoni ragazzotti valutati centinaia di milioni ( ex miliardi); e pochi  veri campioni sparati ai confini dell’universo. Per la gioia dei tanti ‘ fenomeni’ che di calcio s’arricchiscono a dismisura, dentro e fuori campo, anzi, più fuori campo che dentro.
Come quei soggetti alla Mendez o alla Raiola che arrivano ad incassare tanti danari quanti non ne incassano manco i loro assistiti. Ormai li chiamano i conti di Montecristo.
Per Podgba, ad esempio, si dice che l’ex pizzaiolo migrato in Altrove abbia incamerato una provvigione intorno   ai 35/37 milioni. Vero? Non vero? Speriamo proprio che non sia vero, perchè con questo  passo chi sarà più in grado di reperire risorse per trattenere anche sol per qualche settimana i suoi ( veri o presunti) punti di forza? Forse gli sceicchi? Mah, non è più assodato, anche perchè attorno a loro  si stanno addensando le nubi nere della tempesta. Tempesta del deserto, che tutto travolge e cancella.

ABERRAZIONI. Messi a vita nel Barca. Che pone sul suo eroe una clausola rescissoria di 400 mln, concedendo un ingaggio mostruoso: 30 mln euro a stagione. Rispondono gli spendaccioni del Real, che con le clausole rescissorie per Ronaldo e Bale toccano vetta un miliardo.  Il portoghese guadagna 23,6 mln euro netti annui e il gallese 19 mln euro.
Messi ha commentato ” Un sogno chiudere la carriera con la maglia blaugrana”. E ti vorrei vedere: con tutti quei soldi ci vorrebbe anche che si mettesse fare le pulci sull’onorario. Sui sogni. E sul suo ( e nostro)  futuro.

 

 

COPPI O  MERCKS ? SENTIAMO GEMINIANI. Viviamo un’epoca strana in cui il ciclismo sembra essere migrato in Albione, con i tanti suoi nuovi improvvisi eroi che non si sa mai se prendere sul serio o no. Viste anche  le loro performance selezionate e fugaci. E  dalle carriere ( relativamente) brevi. Esattamente  l’opposto delle carriere dei campioni d’una volta, prima e dopo la seconda guerra, con quei pedalatori della genia di Achille ed Ettore, figli di dei,  i quali sulle impervie strade di allora mostravano più resistenza  degli acciai speciali.
E’ ( comunque) dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( ma anche  tanti, troppi, saputelli di nuovo pelo finanche nostrani) , oggi   ( allegramente) propendono per il secondo, visti anche il numero dei titoli che è riuscito a mettere in carniere. Senza valutare, chissà perchè,  i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto e accumulato le loro imprese. Tanto diversi che, a volerli raffrontare attraverso i numeri, è praticamente impossibile.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda del  suo ‘ salto’  agonistico per ragioni belliche e post belliche  di ( almeno) un lustro (1942/1947)? Quando si dice che il Campionissimo ha vinto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte in tutto  e dopo i trent’anni? E comunque, sul tema, tra i tanti pareri, avveduti o meno, c’è n’è uno oggi che ( per competenza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro? C’è? Sì? E qual è? E’ quello del ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato d’origini romagnole  in Francia e avversario ( con Robic e Bobet) del nostro campione.

Racconta  Raphael Geminiani: ” Nella mia carriera m’è capitato di essere  ( anche) direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava, lui, di tanto amore verso il campione di Castellania.  Un giorno Eddy mi fa: ‘ Tu sei sempre per Coppi, ma io sono almeno al suo livello?’. E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy ribattè:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli risposi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole. Dopodichè aggiunsi: se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque.  In salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, con la pioggia e con la neve. Ovunque. Mettiti il cuore in pace: era immenso”.

ALTRI SPORT. Basket: nella finale A2 la Virtus domina trieste ( -23); nella finale Serie A, Trento-Venezia sono finiti 1-1. Agli europei di scherma di Tblisi, è Italia d’oro: Errigo batte in finale fioretto la olimpionica Deriglazona, ma anche gli altri non stanno a guardare. Al momento il medagliere vede gli azzurri in testa: 2 ori, 2 argenti e 2 bronzi.Agli europei tuffi di Kiev, è iniziato il dopo Tania Cagnotto. Bertocchi-Verzotto si sono guadagnati la medaglia d’oro nel misto da 3mt. Italia rampante anche nel nuoto: Martinenghi, ranista, 17 anni;  e Carini, farfallista, 19, si sono messi in bella mostra al Mare Nostrum di Barcellona.

NOTA

I CENTAURI. La figura del centauro ha origine dall’amore sacrilego fra il re dei LapitiIssione, e una sosia della dea EraNefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, un essere deforme che si accoppiò con le giumente del Monte Pelio ed originò una razza di creature ibride, metà uomini e metà cavalli.

Nella mitologia, i centauri sono sempre dipinti con carattere irascibile, violento, selvaggio, rozzo e brutale, incapaci di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, caricavano i loro nemici emettendo urla spaventose.
La loro particolarità era dunque di possedere tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà.

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