Non solo calcio. Minacce di morte al ‘ tuo’ Gigio, ‘mobbing’, ‘sfiducia’ nel Milan: ma che dici Mino?

Non solo calcio. Minacce di morte al ‘ tuo’ Gigio, ‘mobbing’, ‘sfiducia’ nel Milan: ma che dici Mino?
Non solo calcio. Minacce di morte al ' tuo' Gigio, 'mobbing', 'sfiducia' nel Milan: ma che dici Mino?

LA CRONACA DAL DIVANO. L’Under 21, nostra primaria speme per la conquista della agognata Pentastella, al primo impatto, non si è presentata benissimo, ma quel (classico) 2-0 alla Denmark non va sminuito.
Intanto è in testa al Girone con la Germania che s’è liberata dei Cechi con lo stesso identico punteggio; poi, ha cominciato  a sbirciare le solite ‘furie rosse’ che sul campo viaggiano a mille l’ora.
E’ tra queste tre, infatti, che dovrebbe limitarsi il lotto delle vincenti. Nel prossimo appuntamento: ( mercoledì 21, ore 18, Rai 1) Repubblica Ceca – Italia; ( sabato 24, Cracovia, ore 20,45, Rai 1) Germania-Italia.

Intanto Bierhoff, ex Udinese e Milan, s’augura ( sportivamente) che una tra Italia e Spagna non si qualifichi per il Mondiale di Russia 2018. Zidane avrebbe  chiamato per telefono Cr7 per convincerlo a restare al Real, dopo l’incazzatura del portoghese su presunte irregolarità fiscali.
Se Dani Alves se ne va dalla Juve ( come auspicato) è pronto De Sciglio. L’Inter, invece, ha allestito un casting per il suo playmaker ( Keita, Borja Valero, Luiz Gustavo, etc etc).
Salah, l’egiziano veloce, è ai saluti: la sua agile barca sta salpando non verso il regno dei morti ma verso Liverpool. E’ l’alba di un nuovo Parma, tornato in Serie B.  Capello, in Cina, è andato ko al primo colpo. Fosse rimasto a casa, saggiamente, ora non avrebbe tutti quei malanni da curare.
Nella 24 Ore di Le Mans, disastro Toyota e trionfo Porsche. Melandri, nel frattempo, ha trovato il modo di rinascere al Mondiale di Superbike. Caruso, 29 anni, è giunto sul podio del Giro di Svizzera. ” Con un secondo posto – esulta lui – che vale davvero tantissimo”. Venezia da tre all’ultimo tiro.
Ora in Laguna sono avanti ( 3-2) sul Trento. Per uno scudetto del basket ancora in bilico. De Grasse vola nel vento ( 9’96” sui cento). Solo Bolt e Gray sono stati più veloci di lui.
New Zeland decolla in Coppa America e mette Oracle al tappeto. Quattro vittorie su quattro. Ora, stop di cinque giorni poi si torna in mare. L’Italia della scherma domina il medagliere agli Europei; mentre l’Italia del volley alla World League precipita nella vergogna: 3-1 anche dal modesto Canada.

In Portogallo, rogo in un bosco con 61 morti.  Non c’è accordo ( e ti pareva) sullo jus soli ( 634 mila sarebbero i nati stranieri figli di genitori residenti da almeno cinque anni). In Francia, Macron ottiene la maggioranza assoluta; mentre in Mali si segnala l’ennesimo sanguinoso attacco jihadista, con (almeno) 2 morti.
Segnalato un ulteriore ‘attacco’ terrorista  a Londra.  Le Alpi, intanto, si scaldano. Il Po è senz’acqua. La siccità inizia a manifestarsi come un incubo prossimo venturo.

RAIOLA E I MODI DOVUTI. ” Quando  nel 2015 Marotta ci ha chiesto di restare, lo ha fatto con i dovuti modi (sic). Tant’è vero che, poi, l’anno dopo, Podgba è andato via della Juve con la soddisfazione (!) di tutti”.
E’ questa una delle tante ‘verità‘  del Mino Raiola, nato a Nocera Inferiore nel 1967, ex pizzaiolo,  titolare di una società di intermediazione che dall’Olanda si è diffusa in pochi anni  in ogni dove ed agente Fifa. Verità, a dirla tutta, che lasciano a bocca aperta, anche perchè che vuol dire il Mino con  quei ‘ dovuti modi‘ per poi confessare che l’interlocutore ha ‘finito  con l’ accettare’  (qualche mese dopo)  la dipartita del suo gioiello più prezioso, quello sul quale la Signora contava di (ri)costruire un centrocampo da Champions?

Già,  donde viene e donde conduce  questo arcano linguaggio, esaurito il quale non si intravede l’interesse per il bene di  una squadra e ( soprattutto) dei suoi tifosi ma quello (soltanto)  di un assistito e del suo agente? Dalla transazione del giovane francese allo ( spendaccione) United pare che il Mino si sia trattenuto una cifra di commissione enorme, inusuale anche tra i pur numerosi suoi colleghi, ormai leggendaria: 27, 37 o 48 mln ? Quanto ?
Quanto mai ha intascato il ‘mediatore‘ per una sola operazione di mercato, neppure tanto memorabile visto il personaggio in gioco, sovvertendo ogni precedente regola, di buonsenso e non, questo conclamato ‘fuoriclasse‘ della mediazione sportiva diventato ( con altri due o tre  colleghi ) addirittura più famoso ( e ricco) dei suoi pur famosi ( e ricchi) giocatori assistiti?
Il calcio, non solo nostrano, può davvero permettersi di  far prosperare a dismisura soggetti come il Mino che dall’incertezza trae la fonte del suo gioco? E  che nulla investe nel calcio da cui attinge a piene mani,  puntando oggi perfino sui vivai come  è per ( l’ex ) milanista Gigio  o per ( l’ancora ) juventino Kean? E anche se  molto attento a sfruttare le pieghe dei regolamenti, è davvero tutto ‘ in  regola‘  quanto il Mino produce?

Quello che appare certo, denuncia in un meraviglioso ‘fondo’ la ‘meravigliosa’ rosea, netta e puntuale com’è  nella sua anima, è che il caso Donnarumma indebolisce ( poichè ce n’era bisogno ) il movimento. Impoverisce lo spettacolo, e crea disaffezione tra la gente. Che segue il calcio per amore, con gli occhi dei bimbi e degli adolescenti,  e non per danaro, con i grinfagni artigli degli affaristi.
Non si vuole qui proporre un sistema privo di mediatori, ma è chiaro che le regole attuali non tutelano a sufficienza le società e i tifosi nei confronti delle  aberrazioni. Dei prevaricatori. Dei mercenari di antico e nuovo pelo.
Detestati un tempo lontano,  detestati oggi.  ” Per questo occorre – invita il direttore Monti – che la Lega di A  smetta di essere un condominio litigioso e trovi tutta l’unità e la managerialità necessarie per tutelare un bene comune e universale come il calcio”. E qui pare, che l’appello stia per essere accolto dalla Fifa.

ALTRE DEL RAIOLA. ” Non c’erano i presupposti per l’intesa”. E ancora: ” Una parte dei tifosi s’è messa contro Gigio e la società non l’ha tutelato”; ” Spero che almeno la Federazione lo tuteli”; ” Noi ci stiamo organizzando, approntando un sistema di sicurezza”; ” Non mi fido neanche ora. Il Milan è di mister Li o di Elliot?”;
” Non ho legato con Mirabelli. Non discuto la persona ma i suoi metodi”, ” Porto i giocatori dove è utile a loro”; ” No, col Real non abbiamo raggiunto alcuna intesa”.  Si potrebbe continua a citarlo all’infinito, il  Mino, che ne ha una per tutti.
Tranne che per sè, ed è questo il vero inghippo: minacce di morte, mobbing, mancanza di fiducia nel nuovo Milan, ma che dici mai benedetto Mino?
Sei ancora sul pezzo? Ogni tanto, poi,  non è che ti soffermi ad osservar qual scia di incompiuti ti lasci alle spalle? ” … A parte il talento sprecato di Balotelli, nessuno dei suoi campioni  - chiosa infatti  il direttore Monti - ha ancora sollevato una Champions. Talvolta, cambiare spesso stazione, significa anche  perdere il treno giusto e Ibra dell’Inter del Triplete ne sa qualcosa”. Ibra, già, oggi abbandonato pure dallo United.

SPIGOLATURE. Da noi, si sa, tutti hanno diritto di parola. E siccome non c’è selezione alcuna, le ‘ cazzate’ superano di gran lunga le  mirate, lungimiranti, valutazioni dei pochi dotati ( prevalentemente) di giusto senno.
A concorrere non sono solo i social ( piovuti giusti giusti, diceva Umberto Eco, per sdoganare milioni di imbecilli) ma anche i media. Cartacei e non. Celebri o meno.
Dani Alves, esterno Juve, generosamente e audacemente riportato in vita dalla Signora dopo essere finito in una  tomba cataluna, quale consiglio ( spassionato) dà al nuevo giovin amigo Dibala? ” La Hoja? Ma sì, certo, per migliorare non ha altra strada che salutare (a breve)  Torino e la Juve“.

Così si parla! Così si sputa sul piatto ove ti hanno fornito lauto cibo! Ma che rispondono  i ‘bacucchi’ nostrani a tanta insolente braveria? ” Beh – dice impalato  lo zio Bergomi - questo ha fatto anche Zidane, perchè non lasciarlo fare anche a Dybala?”.  Giusto, anche questo pensiero. Affinità elettive. In fondo chi è mai questa Juve?
Ha fatto due finali Champions negli ultimi tre anni? Ha vinto sei scudetti di fila?  Ha un bilancio ( e una capitalizzazione) che ( tra non molto) le consentirà di  affiancare quei club  tanto celebrati ( incollati  con lo sputo)  ? E che volete mai sia tutto questo? Quisquilie. La Signora? Volete scherzare, quella non è una Signora, ma la serva di Zoffoli. Basta darle un pizzicotto sui glutei, e poi via, nell’Altrove, a provare altre emozioni e a cercare montagne di danari e gloria.
Solitamente, quanto dice il nostro Arrigo lo si accetta  se è in linea o meno con quanto fa comodo. Arrigo, si sa, non va sempre per il sottile. Non s’accomoda. Crede una cosa e la espone. Civilmente. Sommessamente.
Questa volta ne ha detta una sul Gigio ex milanista, andando controcorrente soprattutto ad versus  legittimisti e mercantilisti. Raiola, ovvio, sportivamente, non l’ha ciucciata.

” Ho sempre pensato che il valore della persona fosse fondamentale per ingigantire il proprio talento. A proposito di persone stimavo Gigio come ragazzo e come giocatore, ma sono rimasto stupido dalla mancanza di riconoscenza verso il Milan. Questa su decisione mi fa sorgere dubbi non soltanto sulla sua integrità umana, ma anche sulla sua futura carriera. Gli ricordo che tutti quelli che hanno privilegiato i soldi ( cvd), come fecero ad esempio Kakà e Scheva che lasciarono ( anche loro) il Milan per il Real Madrid e per il Chelsea, poi se ne sono pentiti amaramente”.
Condividiamo, ovviamente, mentre per quel che riguarda i ‘bacucchi’ mediatici sarebbe ora di cominciare a pensionarli; mentre  per quel che riguarda gente alla Dani Alves, pur ampiamente titolata, dallo sguardo consunto e tardo,  ci stiamo chiedendo se non sia meglio ( per noi, per loro) rispedirla  all’interno di qualche dimenticatoio donde vien e donde ben s’alloggia. Felicemente. Con tanto di baci e abbracci.

MOTORI . Sono tornati i motori. Le due ruote in Cataluna, le quattro in Canada. Sulle due ruote i nostri centauri si sono fatti rispettare: moto 3, Mir su Fenati; moto2, Marquez junior su Pasini ( e Luthi); motoGp, Dovi su Marquez ( e Pedrosa). Sulle quattro ruote, invece, se non è stata disfatta per le ‘rosse’ poco c’è mancato: davanti sono tornate le ‘frecce’ ( con tanto di pacche sulle spalle tra Toto e Niki) e dietro Vettel ( quarto) e Raikkonen ( settimo).
In pratica, per quel che riguarda ( parte ) delle rispettive classifiche: nella Moto Gp, Vinales conta 111 punti contro 104 del Dovi ( e 88 del M. Marquez).
Nella F1, anche dopo il mezzo disastro in Canada, Vettel mantiene la testa con 141 punti  davanti ai 129 di Hamilton.
Nella classifica costruttori la Mercedes è tornata avanti, con 222 punti contro i 214 della Ferrari. Nulla s’è deciso, per carità, e tuttavia la lotta resta accesa. Imprevedibile. Tutta da scoprire, soprattutto dal divano.

SERIE A POCO APPETIBILE. L’asta per i diritti tivù della Serie A del triennio 2018/2021 è andata (praticamente) deserta. Gli unici a presentarsi sono stati quelli di Sky e Perform, ma solo un pacchetto superava la base d’asta. Sky ha offerto 230 mln a stagione ( minimo richiesto 200) per il pacchetto principale del satellite, quello comune alle altre piattaforme con le partite di 8 squadre tra cui le big Juve, Inter, Milan e Napoli.

Per avere tutto il resto il colosso mediatico avrebbe dovuto sborsare altri 400 mln sul pacchetto D, quello aperto a tutte le piattaforme con 12 squadre in esclusiva tra cui Roma, Fiorentina, Lazio, Torino, ma l’ offerta si è fermata a 210 mln. Pochi. In totale Murdock ha messo sul piatto 494 mln annui, compresi i 54 per i diritti per la trasmissione nei bar e negli hotel e sull’Iptv. Perform ha da parte sua offerto un esborso di 108 mln.
Oggi la Lega incassa 1,2 mld, tutto incluso. Non ancora i 1,4 mld preventivati da Infront, e ancora più lontani dal livello delle attuali offerte pervenute. Dovessero restare così le cose si paventano giorni duri per il calcio italiano, con qualità ‘deprimente’ come sostiene anche la ‘rosea’, privo di stadi adeguati, lenti ad essere ristrutturati o rinnovati, con una marea di gente che non aspetta altro che ‘ sparlar male’ del nostro sport principale.
Tavecchio ( che ha rinviato l’assegnazione delle licenze all’autunno) grida a perdifiato: “ Valiamo molto di piùQuesta miseria se la tengano! “. Ma se ad essere convinti del contrario siamo proprio noi, addetti ai lavori in primis, cosa volete che volete che riconoscano gli altri interessati più a coltivare l’orticello di casa che quello Altrui? Senz’altro fa male, molto male,  sentire certi (reiterati) giudizi, o meglio, pregiudizi, anche perchè la Lega europea di riferimento, la danarosa e svenduta Premier, capace d’incassare quattro volte la nostra, vista dal ranking Uefa, è distante dalla Serie A  una manciata di punticini ( o,o24) . Praticamente, è allo stesso nostro livello. E allora, di che parliamo?

 CALCIOMERCATO.

ABERRAZIONI. Messi a vita nel Barca. Che pone sul suo eroe una clausola rescissoria di 400 mln, concedendo un ingaggio mostruoso: 30 mln euro a stagione. Rispondono gli spendaccioni del Real, che con le clausole rescissorie per Ronaldo e Bale toccano vetta un miliardo.  Il portoghese guadagna 23,6 mln euro netti annui e il gallese 19 mln euro.
Messi ha commentato ” Un sogno chiudere la carriera con la maglia blaugrana”. E ti vorrei vedere: con tutti quei soldi ci vorrebbe anche che si mettesse fare le pulci sull’onorario. Sui sogni. E sul suo ( e nostro)  futuro.

 

CURIOSITA’

 

COPPI O  MERCKS ? SENTIAMO GEMINIANI. Viviamo un’epoca strana in cui il ciclismo sembra essere migrato in Albione, con i tanti suoi nuovi improvvisi eroi che non si sa mai se prendere sul serio o no. Viste anche  le loro performance selezionate e fugaci. E  dalle carriere ( relativamente) brevi. Esattamente  l’opposto delle carriere dei campioni d’una volta, prima e dopo la seconda guerra, con quei pedalatori della genia di Achille ed Ettore, figli di dei,  i quali sulle impervie strade di allora mostravano più resistenza  degli acciai speciali.
E’ ( comunque) dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( ma anche  tanti, troppi, saputelli di nuovo pelo finanche nostrani) , oggi   ( allegramente) propendono per il secondo, visti anche il numero dei titoli che è riuscito a mettere in carniere. Senza valutare, chissà perchè,  i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto e accumulato le loro imprese. Tanto diversi che, a volerli raffrontare attraverso i numeri, è praticamente impossibile.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda del  suo ‘ salto’  agonistico per ragioni belliche e post belliche  di ( almeno) un lustro (1942/1947)? Quando si dice che il Campionissimo ha vinto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte in tutto  e dopo i trent’anni? E comunque, sul tema, tra i tanti pareri, avveduti o meno, c’è n’è uno oggi che ( per competenza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro? C’è? Sì? E qual è? E’ quello del ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato d’origini romagnole  in Francia, e valido avversario ( con Robic e Bobet) del nostro campione.

Racconta  Raphael Geminiani: ” Nella mia carriera m’è capitato di essere  ( anche) direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava, lui, di tanto amore verso il campione di Castellania.  Un giorno Eddy mi fa: ‘ Tu sei sempre per Coppi, ma io sono almeno al suo livello?’.
E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy ribattè:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli risposi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole.
Dopodichè aggiunsi: ” Se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque. In salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, con la pioggia e con la neve. Ovunque. Mettiti il cuore in pace: era immenso”.

 

NOTA

I CENTAURI. La figura del centauro ha origine dall’amore sacrilego fra il re dei LapitiIssione, e una sosia della dea EraNefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, un essere deforme che si accoppiò con le giumente del Monte Pelio ed originò una razza di creature ibride, metà uomini e metà cavalli.

Nella mitologia, i centauri sono sempre dipinti con carattere irascibile, violento, selvaggio, rozzo e brutale, incapaci di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, caricavano i loro nemici emettendo urla spaventose.
La loro particolarità era dunque di possedere tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà.

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