Non solo calcio. Gigio, perchè non fai di testa tua? L’Under 21 in campo per andare ( oltre) ai quarti.

21 giugno 2017 0 commenti
Non solo calcio. Gigio, perchè non fai di testa tua? L’Under 21 in campo per  andare ( oltre) ai quarti.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Si snoda, fotogramma dopo fotogramma, la telenovela intessuta dal Gigio e dal Mino. Al momento, stando a ‘ fonti bene informate’, si sarebbe aperto uno spiraglio per la ricomposizione della spiacevole vicenda ( non soltanto) sportiva. Il Gigio, infatti, più avveduto del suo agente, comincerebbe a ripensare a quel ‘ no’ scioccante che è stato sbattuto in faccia alla squadra che più ha creduto in lui consentendogli di affacciarsi sulla ribalta del calcio mondiale con largo anticipo.
La ‘fretta’ o  la ‘ smania‘ del suo agente, infatti, non è stata chiara a nessuno.  Fin dall’inizio. Anche perchè non si è capito  bene a chi giovi fare una mossa tanto azzardata, foriera di lauti guadagni, certo, nonostante smentite e contro smentite,  ma praticamente assimilabile ad un vero e proprio ‘salto nel buio‘.
Il Gigio, infatti, vista l’ancor imberbe età, ha tutto il tempo di consolidare muscoli e cuore per poi tentare, eventualmente, caso mai il Milan cinese non decollasse, il gran volo verso lidi più appaganti. Del resto il Milan non è ( come si dice in Romagna) la serva di Zoffoli. Se il buon Raiola leggesse noterebbe molto chiaramente  che in fatto di tituli il Diavolo è secondo soltanto al Real, ma  soprattutto perchè quest’ultimo si porta appresso sei Coppe  dei Campioni vinte l’una di seguito all’altra in era ( 1956/1956)  archeologica. In questa fase il Diavolo non è alla stessa altezza dei Blancos, che però di periodi neri ne hanno avuti eccome.
Ad esempio per vincere la settima Coppa dalle grandi orecchie  hanno impiegato oltre 3o anni ( 1966/1998). Nessuno però s’è mai sognato di darli per morti o dispersi. I cicli esistono, come dice il  nostro Vico, e valgono per i popoli ma anche per le grandi società di sport. Morale: vai pure avanti con la tua testa  caro ragazzo, saresti sulla strada giusta.
Non sono i soldi a far felici, tanto più che a te ( quelli del Diavolo  ) non chiedono di vivere ( con 5mln di buone ragioni) povero e disperato.  Mentre non sono certo i  i Raiola  a surrogare  il sol dell’avvenir. Sintetizza  infatti il direttore Monti : ”  A parte quel talento sprecato di Balotelli, nessuno dei suoi campioni ha ancora sollevato una  Coppa dalle grandi orecchie ”.

Guardiamo oltre il calcio. Basket uomini: Venezia riconquista lo scudetto tricolore dopo 74 anni. Battuti in gara 6 ( 81/78) , gli irriducibili del Trento. Festa anche a Bologna, in casa Virtus tornata in Serie A. Il basket femminile avanza nell’Europeo: battuta l’Ungheria, tocca ora al Belgio per i quarti. E’ tornato in vasca il Settebello per la Worl League, con  vittoria ( rivincita)  contro gli Usa ( 9-7 dcr).
Ma per aggiudicarsi la competizione si dovrà fare molto di più, ovvero battere ( mercoledì 21) i campioni olimpici della Serbia.
Nel ciclismo, primo colpo di mercato: Landa, 27 anni, spagnolo passa da Sky a Movistar; mentre Felline, 27 anni anche lui, italiano,  sogna la doppietta cronometro gara in linea.  Sagan, campione del Mondo, sta per diventare papà. Nel contempo l’emittente Sky ha annunciato di avere acquisito l’esclusiva per Champions ed Europa League per il triennio 2018/2021.

 

RAIOLA E I MODI DOVUTI. ” Quando  nel 2015 Marotta ci ha chiesto di restare, lo ha fatto con i dovuti modi (sic). Tant’è vero che poi l’anno dopo Podgba è andato via della Juve con la soddisfazione di tutti”. E’ questa una delle tante indecifrabili ‘verità‘  del Mino Raiola, nato a Nocera Inferiore nel 1967, ex pizzaiolo,  agente Fifa e titolare di una società di intermediazione che, dall’Olanda, si è diffusa in ogni dove .
Verità, a dire il verso, che lasciano a perplessi, anche perchè che vuol alludere  il Mino con  ’ i dovuti modi‘ per poi sottolineare che l’interlocutore ha finito    ‘ con l’ accettare’  (qualche mese dopo) la dipartita del gioiello più prezioso, quello sul quale la Signora contava di (ri)costruire un forte e duraturo centrocampo da Champions?  Che significa questo parlare?

Già, donde viene e donde conduce  questo arcano linguaggio minimalista, esaurito il quale non si percepisce  affatto un chiaro ‘interesse’  al bene di una squadra e ( soprattutto) dei suoi tifosi, ma solo quello   di un assistito e del suo agente? Nella recente transazione del giovane francese Podgba allo ( spendaccione) United pare che il Mino si sia trattenuto una cifra di commissione enorme, inusuale anche tra i pur numerosi suoi colleghi, ormai leggendaria: 27, 37 o 48 mln ?  Quanto ? Quanto? Quanto, per davvero,  ha intascato per una sola operazione di mercato, neppure tanto memorabile visto il non straordinario personaggio in gioco, sovvertendo ogni precedente regola, di buonsenso e non, questo conclamato ’fuoriclasse‘ della mediazione sportiva diventato ( con altri due o tre) addirittura più famoso ( e ricco) dei suoi pur famosi ( e ricchi) giocatori?
Il calcio, non solo nostrano, può verosimilmente  permettersi di  far prosperare a dismisura soggetti come il Mino che dall’incertezza, dall’ambiguità,  trae la fonte principale di ispirazione del suo gioco? E  che nulla investe nel calcio da cui attinge a piene mani,  rivolgendosi oggi perfino sui vivai come  è per ( l’ex ) milanista Gigio  o per ( l’ancora ) juventino Kean?  Ma quanto produce il Mino,  molto attento a sfruttare le pieghe dei regolamenti, è davvero tutto ‘ in  regola‘ ?

Quello che appare certo, annota in un  suo meraviglioso ’fondo’ la meravigliosa ‘rosea‘, netta e puntuale com’è  nella sua anima, che il caso Donnarumma indebolisce (  dato che ce n’era bisogno ) il movimento. Impoverisce lo spettacolo, e crea disaffezione tra la gente. Che segue il calcio per amore, con gli occhi dei bimbi e degli adolescenti,  e non per danaro, con gli artigli degli affaristi.
Non si vuole qui proporre un sistema privo di mediatori, ma è chiaro che le regole attuali non tutelano a sufficienza le società e i tifosi nei confronti delle  aberrazioni. Dei prevaricatori. Dei mercenari di antico e nuovo pelo. Detestati una volta,  detestati oggi.  ” Per questo occorre – invita il direttore Monti nel suo magnifico intervento – che la Lega di A  smetta di essere un condominio litigioso e trovi tutta l’unità e la managerialità necessarie per tutelare un bene comune e universale come il calcio”. L’appello del direttore Monti  a regolamentare le mediazioni sembra stia per essere accolto dalla Uefa. 

ALTRE DEL RAIOLA. ” Non c’erano i presupposti per l’intesa”. E ancora: ” Una parte dei tifosi s’è messa contro Gigio e la società non l’ha tutelato”; ” Spero che almeno la Federazione lo tuteli”; ” Noi ci stiamo organizzando, approntando un sistema di sicurezza”; ” Non mi fido neanche ora. Il Milan è di mister Li o di Elliot ?”; ” Non ho legato con Mirabelli. Sicuro. Non discuto la persona ma i suoi metodi”, ” Porto i giocatori dove è utile a loro”; ” No, col Real non abbiamo raggiunto alcuna intesa”.  Si potrebbe continua a citarlo all’infinito, il  Mino , che ne ha una per tutti.
Tranne che per lui, ed è questo il vero inghippo: minacce di morte, mobbing, mancanza di fiducia nel nuovo Milan, ma che cianci mai benedetto Mino? Stai sul pezzo o sei caduto in acque profonde?
Ogni tanto, poi,  ti soffermi o meno ad osservar qual scia di incompiuti ti lasci alle spalle?  ” … A parte il talento sprecato di Balotelli, nessuno dei suoi campioni  - chiosa ancora  il direttore Monti - ha ancora sollevato una Champions. Talvolta, cambiare spesso stazione, significa anche  perdere il treno giusto e Ibra dell’Inter del Triplete ne sa qualcosa”. Ibra, già, l’ingombrante Ibra,  oggi abbandonato pure dallo United.

SPIGOLATURE.  Dani Alves, ex esterno Juve, generosamente e audacemente riportato in vita dalla Signora un anno fa dopo essere finito in una  tomba cataluna, quale consiglio ( spassionato) dà al nuevo giovin amigo Dibala,  gran speranza della squadra bianconera? ” La Hoja? Ma sì, certo, per migliorare non ha altra strada che salutare a breve Torino e la Juve“.

Così si parla! Bravo Dani, così si sputa sul piatto ove ti hanno fornito lauto cibo! Ma che rispondono  i ‘bacucchi’ nostrani a tanta insolente braveria? ” Beh – dice impalato  zio Bergomi - l’ha fatto anche Zidane, perchè non lasciarlo fare anche a Dybala?”.  Giusto, anche questo pensiero. Affinità elettive. In fondo chi è mai questa Juve?
Ha fatto due finali Champions negli ultimi tre anni, ha vinto sei scudetti di fila, ha un bilancio ( e una capitalizzazione) che ( tra non molto) andrà ad affiancare quei club  ( incollati  con lo sputo)  così tanto  bramati? E che volete mai sia tutto questo? Quisquilie. La Signora? Volete scherzare, quella non è una Signora, ma la serva di Zoffoli. Basta darle un pizzicotto sui glutei, e poi via, nell’Altrove, a provare altre emozioni e a cercare montagne di danari e gloria.

Condividiamo, ovviamente, mentre per quel che riguarda i ‘bacucchi’ mediatici sarebbe ora di cominciare a pensionarli; e  per quel che riguarda gente alla Alves, pur ampiamente titolata, dallo sguardo consumato e tardo,  ci stiamo chiedendo se non sia meglio ( per noi, per loro) rispedirla  entro qualche dimenticatoio donde vien e donde ben s’alloggia. Al City, ottimo!  Con tanto di baci e abbracci.

MOTORI . Stanno per tornare a rombare i moto. Le auto in Russia, le moto in Olanda. I temi sul tavolo verde sono tanti. Nelle auto, in ogni dove ci si interroga se l’exploit delle ‘ frecce‘ sia stata vera gloria o solo un  fortunato passaggio di carriera del suo ( pur bravo) driver principal. Certo che, se Seb non vuol farsi disarcionare dalla ‘rossa’ per andar incontro ad un futuro incerto, dovrà farsi in quattro per riportare la ‘rossa’ sul gradino più altro del podio.
Con un occhio ad Hamilton e l’altro a Verstappen. Due minacce diverse nella forma ma eguali nella sostanza. Nella F1, anche dopo il mezzo disastro in Canada, Seb  mantiene la testa con 141 punti  davanti ai 129 di Hamilton. Nella classifica costruttori, invece,  la Mercedes è tornata davanti, con 222 punti contro i 214 della Ferrari.

Sgommano anche quelli del due ruote che ad Assen porteranno in pista contenziosi appena agli inizi. il maestro di Tavullia vorrà di certo battere un colpo, anche per far vedere che esiste ancora; i suoi ragazzoli, da quel Vinales al Marc, non staranno di certo con le mani in mano ad ammirarlo. Come un tempo, quando lui lussureggiava nella penombra delle loro camerette.
Del resto in ballo c’è tanto: per il Vale un titolo che varrà per l’eternità; per gli altri una laurea che li stabilirebbe, sia pure in maniera diversa, lassù, in alto, dove volano le aquile.   Questa la classifica attuale: Moto GpVinales  111 punti, Dovi  104 (  Marquez 88 ). Ah, dimenticavamo, la Ducati! E se a scompigliare il mazzo sbucasse fuori un’altra terribile Desmo16 di Borgo Panigale? Dall’Igna, ingegnere in rosso, passato in un battere di ciglia dalla polvere all’altare, è pronto a stappare una riservatissima quarta  bottiglia di fila.

SERIE A POCO APPETIBILE. L’asta per i diritti tivù della Serie A del triennio 2018/2021 è andata (praticamente) deserta. Gli unici a presentarsi sono stati quelli di Sky e Perform, ma solo un pacchetto superava la base d’asta. Sky ha offerto 230 mln a stagione ( minimo richiesto 200) per il pacchetto principale del satellite, quello comune alle altre piattaforme con le partite di 8 squadre tra cui le big Juve, Inter, Milan e Napoli.

Per avere tutto il resto il colosso mediatico avrebbe dovuto sborsare altri 400 mln sul pacchetto D, quello aperto a tutte le piattaforme con 12 squadre in esclusiva tra cui Roma, Fiorentina, Lazio, Torino, ma l’ offerta si è fermata a 210 mln. Pochi. In totale Murdock ha messo sul piatto 494 mln annui, compresi i 54 per i diritti per la trasmissione nei bar e negli hotel e sull’Iptv. Perform ha da parte sua offerto un esborso di 108 mln.
Oggi la Lega incassa 1,2 mld, tutto incluso. Non ancora i 1,4 mld preventivati da Infront, e ancora più lontani dal livello delle attuali offerte pervenute. Dovessero restare così le cose si paventano giorni duri per il calcio italiano, con qualità ‘deprimente’ come sostiene anche la ‘rosea’, privo di stadi adeguati, lenti ad essere ristrutturati o rinnovati, con una marea di gente che non aspetta altro che ‘ sparlar male’ del nostro sport principale.
Tavecchio ( che ha rinviato l’assegnazione delle licenze all’autunno) grida a perdifiato: “ Valiamo molto di piùQuesta miseria se la tengano! “. Ma se ad essere convinti del contrario siamo proprio noi, addetti ai lavori in primis, cosa volete che volete che riconoscano gli altri interessati più a coltivare l’orticello di casa che quello Altrui? Senz’altro fa male, molto male,  sentire certi (reiterati) giudizi, o meglio, pregiudizi, anche perchè la Lega europea di riferimento, la danarosa e svenduta Premier, capace d’incassare quattro volte la nostra, vista dal ranking Uefa, è distante dalla Serie A  una manciata di punticini ( o,o24) . Praticamente, è allo stesso nostro livello. E allora, di che parliamo?

 CALCIOMERCATO. Dani Alves se ne va. Dove non si sa ( forse il City). L’importante è che vada. Intanto armeggiano Milan e inter. Nulla di definito, ma qualche colpo grosso è in arrivo. la prossima stagione assegnerà all’Italia ( staccata di qualche centesimo nel ranking Uefa  dalla Premier) quattro squadre Champions ( senza preliminari) e tre Europa League. Un’occasione unica di tornare ai vertici europei per Milan e Inter.

ABERRAZIONI. Messi a vita nel Barca. Che pone sul suo eroe una clausola rescissoria di 400 mln, concedendo un ingaggio mostruoso: 30 mln euro a stagione. Rispondono gli spendaccioni del Real, che con le clausole rescissorie per Ronaldo e Bale toccano vetta un miliardo.  Il portoghese guadagna 23,6 mln euro netti annui e il gallese 19 mln euro.
Messi ha commentato ” Un sogno chiudere la carriera con la maglia blaugrana”. E ti vorrei vedere: con tutti quei soldi ci vorrebbe anche che si mettesse fare le pulci sull’onorario. Sui sogni. E sul suo ( e nostro)  futuro.

 

CURIOSITA’

 

COPPI O  MERCKS ? SENTIAMO GEMINIANI. Viviamo un’epoca strana in cui il ciclismo sembra essere migrato in Albione, con i tanti suoi nuovi improvvisi eroi che non si sa mai se prendere sul serio o no. Viste anche  le loro performance selezionate e fugaci. E  dalle carriere ( relativamente) brevi. Esattamente  l’opposto delle carriere dei campioni d’una volta, prima e dopo la seconda guerra, con quei pedalatori della genia di Achille ed Ettore, figli di dei,  i quali sulle impervie strade di allora mostravano più resistenza  degli acciai speciali.
E’ ( comunque) dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( ma anche  tanti, troppi, saputelli di nuovo pelo finanche nostrani) , oggi   ( allegramente) propendono per il secondo, visti anche il numero dei titoli che è riuscito a mettere in carniere. Senza valutare, chissà perchè,  i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto e accumulato le loro imprese. Tanto diversi che, a volerli raffrontare attraverso i numeri, è praticamente impossibile.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda del  suo ‘ salto’  agonistico per ragioni belliche e post belliche  di ( almeno) un lustro (1942/1947)? Quando si dice che il Campionissimo ha vinto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte in tutto  e dopo i trent’anni? E comunque, sul tema, tra i tanti pareri, avveduti o meno, c’è n’è uno oggi che ( per competenza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro? C’è? Sì? E qual è? E’ quello del ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato d’origini romagnole  in Francia e avversario ( con Robic e Bobet) del nostro campione.

Racconta  Raphael Geminiani: ” Nella mia carriera m’è capitato di essere  ( anche) direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava, lui, di tanto amore verso il campione di Castellania.  Un giorno Eddy mi fa: ‘ Tu sei sempre per Coppi, ma io sono almeno al suo livello?’. E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy ribattè:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli risposi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole. Dopodichè aggiunsi: ”  Se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque. In salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, con la pioggia e con la neve. Ovunque. Mettiti il cuore in pace: era immenso”.

 

NOTA

I CENTAURI. La figura del centauro ha origine dall’amore sacrilego fra il re dei LapitiIssione, e una sosia della dea EraNefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, un essere deforme che si accoppiò con le giumente del Monte Pelio ed originò una razza di creature ibride, metà uomini e metà cavalli.

Nella mitologia, i centauri sono sempre dipinti con carattere irascibile, violento, selvaggio, rozzo e brutale, incapaci di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, caricavano i loro nemici emettendo urla spaventose.
La loro particolarità era dunque di possedere tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà.

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