Non solo sport. Prima sull’altare, poi nella polvere e ora nuovamente sull’altare. Under 21: chi sei?

Non solo sport. Prima sull’altare, poi nella polvere e ora nuovamente sull’altare. Under 21: chi sei?
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LA CRONACA DAL DIVANO. Erano scomparsi con la Cechia, sono riapparsi con la Germania. Prima speme primaria, poi bluff, e adesso di nuovo speme primaria. Una volta sull’altare, la successiva nella polvere, la terza di nuovo sull’altare. Certo è che se i ragazzotti cechi non avessero smarrito la trebisonda contro l’orgogliosa Denmark per noi, nonostante la ( tradizionale) impresa anti germanica,  poco o nulla sarebbe cambiato.
Ce ne saremmo tornati tutti a casa, privati della primaria speme,e  senza più sogni di Pentastella. Ora invece a che ci costringe la beffarda Eupalla? A scontraci nientemeno che contro l’invincibile armada.

Tanto, troppo, per i nostri ragazzi? Forse sì. Forse no. Di sicuro è questa una straordinaria occasione per capire se di speme potremo nutrirci a partire da questo Mondiale, oppure no. Insomma potremo rinnovare o no con questa nuova generazione  di pedatori i fasti antichi? Ci stiamo ( solo) illudendo, tra dolorosi bluff e inattese rinascenze?

Queste le semifinali dell’Europeo: Germania-Inghilterra e Spagna-Italia.

Intanto, nell’attesa, del rombo dei motori, moto ( Assen) e auto( Baku), segnaliamo il solito, crudele, sgarbo ad una squadra italiana: infatti stavan le ( brave) ragazze del basket per portare a casa un’ insperata qualificazione ai prossimi Mondiali quand’ecco sbucar fuori dal nulla il solito ‘pirla‘ ad inventarsi un fantomatico ‘ fallo antisportivo’ che ha permesso alle lituane di procedere e alle nostre di fermarsi.
Scusate, ma i nostri ragazzi son figli del povero Asciugamano o  hanno padre e madre? Vabbè, che dovrebbero cavarsela da soli, secondo i nuovi pedagoghi,  ma   non si ripete da  tempo immemorabile che ‘ contro la forza ragion non vale’ ? Allora, che li mandiamo a fare senza copertura alcuna verso l’inevitabile sacrificio?
Li vogliamo tutelare o no, questi nostri ( spesso) bistrattati  azzurri? Signor Petrucci, se non erriamo ( tuttora) presidente  Fed, donde sta? Se c’è, se esiste in qualche anfratto di   mondo, perchè non si degna di battere un colpo? Dove conta, ovviamente, e non più  a vanvera? Di patire umiliazioni basta, basta davvero.

FOTOGRAMMA DOPO FOTOGRAMMA. Si snoda, fotogramma dopo fotogramma, l’estiva telenovela intessuta dal nostro Gigio e dal suo Mino. Al momento, stando a ’ fonti bene informate’, si sarebbe aperto uno spiraglio per la ricomposizione della spiacevole vicenda ( non soltanto) sportiva. Il Gigio, infatti,  più avveduto ( si spera) del suo agente, comincerebbe a ripensare a quel ‘ no’ scioccante che è stato sbattuto in faccia alla squadra che più ha creduto in lui consentendogli di affacciarsi sulla ribalta del calcio mondiale con largo anticipo.
Infatti la ‘fretta’ o  la ’ smania‘ del suo agente, volato all’uopo anche in Polonia, resta oscura a tutti.  Fin dall’inizio. Anche perchè non si è capito  bene a chi giovi  tanto azzardato, foriero di lauti guadagni, certo, nonostante smentite e contro smentite,  ma  tanto somigliante ad un vero e proprio ‘salto nel buio‘.
Il Gigio, infatti, vista l’ancor imberbe età, ha tutto il tempo di consolidare muscoli e cuore per poi tentare, eventualmente, caso mai il Milan cinese non decollasse, il gran volo verso lidi più appaganti. Del resto il Milan non è ( come si dice in Romagna) la serva di Zoffoli. Se il buon Raiola leggesse noterebbe molto chiaramente  che in fatto di tituli il Diavolo è secondo soltanto al Real, ma  soprattutto perchè quest’ultimo si porta appresso sei Coppe  dei Campioni vinte l’una di seguito all’altra in era ( 1956/1956)  archeologica. In questa fase il Diavolo non è alla stessa altezza dei Blancos, che però di periodi neri ne hanno avuti eccome.
Ad esempio per vincere la settima Coppa dalle grandi orecchie  hanno impiegato oltre 3o anni ( 1966/1998). Nessuno però s’è mai sognato di darli per morti o dispersi. I cicli esistono, come dice il  nostro GB Vico, e valgono per i popoli ma anche per le grandi società di sport. Morale: vai pure avanti con la tua testa  caro ragazzo, meglio la tua( caso fosse)  ’sbagliata‘ che quell’altra finalizzata ( soprattutto) ai conti in banca.
E’ noto che non sono i soldi a far felici, tanto più che a te ( quelli del Diavolo con 5 mln di buone ragioni) non chiedono di diventare povero e disperato.  Mentre non  sono di certo   i Raiola  a surrogare  il sol dell’avvenir.
Illumina  infatti il direttore Monti : ”  A parte quel talento sprecato di Balotelli, nessuno dei  campioni del Raiola ha ancora sollevato una  Coppa dalle grandi orecchie ”.

Guardiamo oltre il calcio. Basket uomini: Venezia riconquista lo scudetto tricolore dopo 74 anni. Battuti in gara 6 ( 81/78)  gli irriducibili del Trento. Festa anche a Bologna, in casa Virtus, tornata in Serie A. Il basket femminile  beffato dal Belgio aveva la possibilità di qualificarsi per i Mondiali, ma ci ha pensato un arbitro del Menga a inventare un ‘ fallo antisportivo’ ad una manciata di secondi dalla fine della accesa sfida contro la Lettonia per toglierci ogni speme.
Una volta ancora si è dimostrato di quanta scarsa ‘protezione‘ godano le squadre italiane.
Continua  scendere  in vasca il Settebello formato Worl League : esordio con   vittoria ( rivincita)  contro gli Usa ( 9-7 dcr);  disfatta ( solita) contro la Serbia ( 7-13) e rinascita ( inattesa) contro la Croazia. Ora i nostri vanno alla finale, o meglio, a far da (inevitabile) vittima sacrificale contro gli olimpionici serbi. Sarà davvero ancora una volta così, oppure  l’ineffabile Araba Fenice sta preparando  una nuova, prodigiosa resurrezione?
Nel ciclismo, dopo i colpi  di mercato, si accendono le luci per il Tour.  Imminente. Peter Sagan, campione del Mondo, sta per diventare papà. Nel contempo l’emittente Sky ha annunciato in pompa magna di avere acquisito l’esclusiva per Champions ed Europa League per il triennio 2018/2021.

 

RAIOLA E I MODI DOVUTI. ” Quando  nel 2015 Marotta ci ha chiesto di restare, lo ha fatto con i dovuti modi (sic). Tant’è vero che poi l’anno dopo Podgba è andato via della Juve con la soddisfazione di tutti”. E’ questa una delle tante indecifrabili ‘verità‘  del Mino Raiola, nato a Nocera Inferiore nel 1967, ex pizzaiolo,  agente Fifa e titolare di una società di intermediazione che, dall’Olanda, si è diffusa in ogni dove .
Verità, a dire il verso, che lasciano a perplessi, anche perchè che vuol alludere  il Mino con  ’ i dovuti modi‘ per poi sottolineare che l’interlocutore ha finito    ‘ con l’ accettare’  (qualche mese dopo) la dipartita del gioiello più prezioso, quello sul quale la Signora contava di (ri)costruire un forte e duraturo centrocampo da Champions?  Che significa questo parlare?

Già, donde viene e donde conduce  questo arcano linguaggio minimalista, esaurito il quale non si percepisce  affatto un chiaro ’interesse’  al bene di una squadra e ( soprattutto) dei suoi tifosi, ma solo quello   di un assistito e del suo agente? Nella recente transazione del giovane francese Podgba allo ( spendaccione) United pare che il Mino si sia trattenuto una cifra di commissione enorme, inusuale anche tra i pur numerosi suoi colleghi, ormai leggendaria: 27, 37 o 48 mln ?  Quanto ? Quanto? Quanto, per davvero,  ha intascato per una sola operazione di mercato, neppure tanto memorabile visto il non straordinario personaggio in gioco, sovvertendo ogni precedente regola, di buonsenso e non, questo conclamato ’fuoriclasse‘ della mediazione sportiva diventato ( con altri due o tre) addirittura più famoso ( e ricco) dei suoi pur famosi ( e ricchi) giocatori?
Il calcio, non solo nostrano, può verosimilmente  permettersi di  far prosperare a dismisura soggetti come il Mino che dall’incertezza, dall’ambiguità,  trae la fonte principale di ispirazione del suo gioco? E  che nulla investe nel calcio da cui attinge a piene mani,  rivolgendosi oggi perfino sui vivai come  è per ( l’ex ) milanista Gigio  o per ( l’ancora ) juventino Kean?  Ma quanto produce il Mino,  molto attento a sfruttare le pieghe dei regolamenti, è davvero tutto ‘ in  regola‘ ?

Quello che appare certo, annota in un  suo meraviglioso ’fondo’ la meravigliosa ‘rosea‘, netta e puntuale com’è  nella sua anima, è che il caso Donnarumma indebolisce (  visto che ce n’era bisogno ) il movimento. Impoverisce lo spettacolo, e crea disaffezione tra la gente. Che segue il calcio per amore, con gli occhi dei bimbi e degli adolescenti,  e non per danaro, con gli artigli sgrifagni degli affaristi.
Non si vuole qui proporre un sistema privo di mediatori, ma è chiaro che le regole attuali non tutelano a sufficienza le società e i tifosi nei confronti delle  aberrazioni. Dei prevaricatori. Dei mercenari di antico e nuovo pelo. Detestati una volta,  detestati oggi.  ” Per questo occorre – invita il direttore Monti nel suo memorabile intervento – che la Lega di A  smetta di essere un condominio litigioso e trovi tutta l’unità e la managerialità necessarie per tutelare un bene comune e universale come il calcio”. L’appello del direttore Monti  a regolamentare le mediazioni sembra stia per essere accolto dalla Uefa. 

ALTRE DEL RAIOLA. Ttenti al suo linguaggio. ” Non c’erano i presupposti per l’intesa”. E ancora: ” Una parte dei tifosi s’è messa contro Gigio e la società non l’ha tutelato”; ” Spero che almeno la Federazione lo tuteli”; ” Noi ci stiamo organizzando, per conto nostro (?),  approntando un sistema di sicurezza”; ” Non mi fido neanche ora. Il Milan è di mister Li o di Elliot ?”; ” Non ho legato con Mirabelli. Sicuro. Non discuto la persona ma i suoi metodi”, ” Porto i giocatori dov’ è utile a loro”; ” No, col Real non abbiamo raggiunto alcuna intesa”.  Si potrebbe continuare a citarlo all’infinito, il  Mino , che ne ha una per tutti.
Tranne che per lui, ed è questo il vero inghippo: minacce di morte, mobbing, mancanza di fiducia nel nuovo Milan, ma che cianci mai benedetto Mino? Stai sul pezzo o sei caduto in acque profonde?
Ogni tanto, poi,  ti soffermi o meno ad osservar qual scia di incompiuti ti lasci alle spalle?
” … A parte il talento sprecato di Balotelli, nessuno dei suoi campioni  - chiosa ancora  il direttore Monti - ha ancora sollevato una Champions. Talvolta, cambiare spesso stazione, significa anche  perdere il treno giusto e Ibra dell’Inter del Triplete ne sa qualcosa”. Ibra, già, l’ingombrante Ibra,  oggi abbandonato pure dallo United.

SPIGOLATURE.  Dani Alves, ex esterno Juve, generosamente e audacemente riportato in vita dalla Signora un anno fa dopo essere finito in una  tomba cataluna, quale consiglio ( spassionato) dà al nuevo giovin amigo Dibala,  gran speranza della squadra bianconera? ” La Hoja? Ma sì, certo, per migliorare non ha altra strada che salutare a breve Torino e la Juve“.

Così si parla! Bravo Dani, così si sputa sul piatto ove ti hanno fornito lauto cibo! Ma che rispondono  i ‘bacucchi’ nostrani a tanta insolente braveria? ” Beh – dice impalato  zio Bergomi - l’ha fatto anche Zidane, perchè non lasciarlo fare anche a Dybala?”.  Giusto, anche questo pensiero. Affinità elettive. In fondo chi è mai questa Juve?
Ha fatto due finali Champions negli ultimi tre anni, ha vinto sei scudetti di fila, ha un bilancio ( e una capitalizzazione) che ( tra non molto) andrà ad affiancare ( o a superare)  quei club  ( incollati per la maggiore  con lo sputo)  così tanto  bramati e celebrati ? E che volete mai sia tutto questo? Quisquilie. La Signora, poi? Volete scherzare, quella non è una Signora, ma la serva di Zoffoli. Per farla felice basta darle un pizzicotto sui glutei, e poi via, nell’Altrove, a provare altre emozioni e a cercare montagne di danari e gloria.
Intanto per quel che riguarda i ‘bacucchi’ mediatici sarebbe ora di cominciare a pensionarli; e  per quel che riguarda gente alla Alves, pur ampiamente titolata, ma dallo sguardo consumato e tardo,  ci stiamo chiedendo se non sia meglio ( per noi, per loro) rispedirla il più velocemente possibile  entro qualche dimenticatoio donde vien e donde ben s’alloggia. Va al City degli ‘spendaccioni’ ?  Ottimo!  Ci resti. Con tanto di baci e abbracci.

MOTORI . Tornano a rombare i motori. In questo fine settimana. Le auto in Russia, le moto in Olanda. I temi sul tavolo verde dell’agonismo motoristico  sono tanti. Ghiotti. Intriganti. Nelle auto,  ci si interroga se l’exploit in Canada delle ‘ frecce d’argento‘ sia stata vera gloria oppure solo un  fortunato  passaggio di carriera del suo ( pur sempre formidabile) driver principal.
Certo che, se Seb non vuol farsi disarcionare dalla ‘rossa’ per andar incontro ad un futuro incerto, dovrà farsi in quattro per riportare la ‘rossa’ sul gradino più altro del podio. Con un occhio ad Hamilton e l’altro a Verstappen. Due minacce diverse nella forma ma eguali nella sostanza. Nella F1, anche dopo il mezzo disastro in Canada, Seb  mantiene la testa con 141 punti  davanti ai 129 di Hamilton ( che s’è permesso  anche il piacere di annunciare una sua eventuale felice dipartita dalla F1 a fine stagione).  Nella classifica costruttori, invece,  la Mercedes è tornata davanti, con 222 punti contro i 214 della Ferrari. Punteggio bugiardo?

Sgommeranno anche quelli del due ruote che, ad Assen, porteranno in pista contenziosi appena agli inizi. il maestro di Tavullia vorrà di certo battere un colpo, anche per far vedere che esiste ancora; i suoi ragazzoli che lo sfidano, da quel gatto mormione di Vinales all’astuto Marc, non staranno di certo con le mani in mano ad ammirarlo. Come un tempo, quando lui lussureggiava nella penombra delle loro camerette.
Del resto in ballo c’è tanto: per il Vale un titolo che varrebbe per l’eternità; per gli altri una laurea che li stabilirebbe, sia pure in maniera diversa, lassù, in alto, dove volano le aquile.   Questa la classifica attuale: Moto GpVinales  111 punti, Dovi  104 (  Marquez 88 ). Ah, dimenticavamo, la Ducati! E se a scompigliare il mazzo sbucasse fuori un’altra terribile Desmo16 di Borgo Panigale? Dall’Igna, ingegnere in rosso, passato in un battere di ciglia dalla polvere all’altare, è pronto a stappare una riservatissima quarta  bottiglia di fila.

 

 CALCIOMERCATO. Dani Alves se ne va. Dove non si sa ( forse il City). L’importante è che vada. Di storie di Ufo ( e simili)  ne abbiamo tante e a vanvera.  Intanto armeggiano sul mercato Milan e inter. Nulla di definito, ovvio, ma qualche colpo grosso è in arrivo.
La prossima stagione assegnerà all’Italia ( staccata soltanto di qualche centesimo nel ranking Uefa  dalla Premier) quattro squadre Champions ( senza preliminari) e tre Europa League. Un’occasione unica di tornare ai vertici europei per Milan e Inter. Le milanesi ( 10 Champions in due) soprattutto.  Fin da troppo  nel dimenticatoio.

ABERRAZIONI. Messi a vita nel Barca. Che pone sul suo eroe una clausola rescissoria di 400 mln, concedendo un ingaggio mostruoso: 30 mln euro a stagione. Rispondono gli spendaccioni del Real, che con le clausole rescissorie per Ronaldo e Bale toccano vetta un miliardo.
Il portoghese guadagna 23,6 mln euro netti annui e il gallese 19 mln euro. Messi ha commentato ” Un sogno chiudere la carriera con la maglia blaugrana”.
E ti vorrei vedere: con tutti quei soldi ci vorrebbe anche che si mettesse fare le pulci sull’onorario. Sui sogni. E sul suo ( e nostro)  futuro. Intanto, sia Messi che Cr7, hanno grosse beghe col fisco spagnolo, da risolvere, a breve.

 

CURIOSITA’

 

COPPI O  MERCKS ? SENTIAMO GEMINIANI. Viviamo un’epoca strana in cui il ciclismo sembra essere migrato in Albione, con i tanti suoi nuovi improvvisi eroi che non si sa mai se prendere sul serio o no. Viste anche  le loro performance selezionate e fugaci. E  dalle carriere ( relativamente) brevi. Esattamente  l’opposto delle carriere dei campioni d’una volta, prima e dopo la seconda guerra, con quei pedalatori della genia di Achille ed Ettore, figli di dei,  i quali sulle impervie strade di allora mostravano più resistenza  degli acciai speciali.
E’ ( comunque) dagli anni Sessanta che ci si dibatte se il più grande dei pedalatori sia stato il nostro Coppi o il belga Mercks. Molti storiografi ( ma anche  tanti, troppi, saputelli di nuovo pelo finanche nostrani) , oggi   ( allegramente) propendono per il secondo, visti anche il numero dei titoli che è riuscito a mettere in carniere. Senza valutare, chissà perchè,  i contesti diversi in cui i due straordinari campioni hanno vissuto e accumulato le loro imprese. Tanto diversi che, a volerli raffrontare attraverso i numeri, è praticamente impossibile.
Ad esempio, quando si elencano le vittorie di Coppi ci si ricorda del  suo ‘ salto’  agonistico per ragioni belliche e post belliche  di ( almeno) un lustro (1942/1947)? Quando si dice che il Campionissimo ha vinto ‘ solo‘ due Tour si sa che, lui, al Tour, per le ragioni di cui sopra, c’è potuto andare solo tre volte in tutto  e dopo i trent’anni? E comunque, sul tema, tra i tanti pareri, avveduti o meno, c’è n’è uno oggi che ( per competenza, conoscenza diretta e imparzialità)  può ( come si dice) tagliare la testa al toro? C’è? Sì? E qual è? E’ quello del ‘grande’ Raphael Geminiani, 91 anni, emigrato d’origini romagnole  in Francia e avversario ( con Robic e Bobet) del nostro campione.

Racconta  Raphael Geminiani: ” Nella mia carriera m’è capitato di essere  ( anche) direttore sportivo di Mercks. Non si capacitava, lui, di tanto amore verso il campione di Castellania.  Un giorno Eddy mi fa: ‘ Tu sei sempre per Coppi, ma io sono almeno al suo livello?’. E io: ‘ No, lui ha vinto qualcosa che a te manca‘. Eddy ribattè:’ E’ impossibile, cosa?’. Gli risposi: ‘ Due titoli mondiali su pista ad inseguimento‘. Rimase senza parole. Dopodichè aggiunsi: ”  Se Fausto stava bene poteva staccarti ovunque. In salita, in discesa, in pianura, a cronometro, col sole, con la pioggia e con la neve. Ovunque. Mettiti il cuore in pace: era immenso”.

 

NOTA

I CENTAURI. La figura del centauro ha origine dall’amore sacrilego fra il re dei LapitiIssione, e una sosia della dea EraNefele, dalla cui unione nacque, appunto, Centauro, un essere deforme che si accoppiò con le giumente del Monte Pelio ed originò una razza di creature ibride, metà uomini e metà cavalli.

Nella mitologia, i centauri sono sempre dipinti con carattere irascibile, violento, selvaggio, rozzo e brutale, incapaci di reggere il vino. Solitamente raffigurati armati di clava o di arco, caricavano i loro nemici emettendo urla spaventose.
La loro particolarità era dunque di possedere tutti i pregi e tutti i difetti del genere umano, portati però a livelli elevatissimi, tanto che nella mitologia sono stati riservati loro ruoli completamente contrastanti: dall’estrema saggezza all’incredibile crudeltà.

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