Savignano s/R. Amicizia, cibo, musica, relax, festa, casa. ‘Piadiniamo’ trionfo della romagnolità.

Savignano s/R. Amicizia, cibo, musica, relax, festa, casa. ‘Piadiniamo’ trionfo della romagnolità.
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Savignano sul Rubicone (FC), 24 luglio 2017 – Amicizia, buon cibo, musica, relax, festa, casa. Piadiniamo ha mantenuto le promesse e ha offerto tutto il meglio che la Romagna sa dare. Risultato: oltre 35 mila visitatori hanno scelto Savignano sul Rubicone nell’arco dei tre giorni di festa trascorsi in una atmosfera calda e familiare, dedicati al buon cibo e alla bellezza dello stare insieme.

Il trionfo della romagnolità si è concluso  con lo spettacolare concerto dell’orchestra Mirko Casadei e il coro della piazza dedicato a Raoul. Il re del Liscio ha assistito, insieme alla moglie Pina, alle figlie Carolina e Mirna e a tutta la famiglia,  all’intero spettacolo e ha cantato Romagna Mia dal palco della gremita piazza Faberi davanti a una distesa di fan di ogni età. Un successo che ha consacrato il format dell’evento Piadiniamo la Romagna come una volta, il primo ed unico dedicato alla piadina e ai valori e significati culturali ad essa connessi.

Il concerto finale ha dato l’occasione per alcuni ringraziamenti e riconoscimenti a chi si è speso per la riuscita del progetto, nato da un’idea dell’associazione I-Fest di Gianmarco Casadei e Mattia Guidi, con il patrocinio di Città di Savignano sul Rubicone, assessorato alla Cultura e Turismo, e regione Emilia Romagna. Uno degli appuntamenti portanti del cartellone di eventi estivi ‘La dolce estate’ promossa dal comune di Savignano sul Rubicone.
Ed è stato infatti il sindaco di Savignano sul Rubicone, Filippo Giovannini dal palco di piazza Faberi,  a premiare innanzitutto Raoul Casadei con una targa dedicata da Piadiniamo all’impegno speso dall’artista per la valorizzazione della cultura e della tradizione del liscio e della Romagna nel mondo. Un secondo riconoscimento è stato consegnato dall’assessore alla Cultura e al Turismo Maura Pazzaglia al fotografo savignanese Pier Paolo Zani, autore delle fotografie in bianco e nero che hanno dato il volto e l’immagine a Piadiniamo.
Un terzo omaggio è stato pubblicamente tributato ad Annalisa Raduano e al Caseificio Pascoli della famiglia Raduano, produttrice dello squacquerone di Romagna DOP che ha reso possibile a Savignano sul Rubicone lo sposalizio più famoso della Romagna, ovvero quello tra la piadina e lo squacquerone. Abbinamento sempre disponibile per piccole degustazioni offerte al pubblico   grazie alla preziosa collaborazione tra il caseificio Pascoli e il Consorzio della Piadina IGP che hanno contribuito, così, a diffondere la conoscenza dei prodotti eccellenti della tradizione gastronomica del territorio.

Un ultimo ringraziamento pubblico è stato infine tributato da Gianmarco Casadei e Mattia Guidi al giornalista Ermanno Pasolini per la preziosa e corposa opera di diffusione di una corretta informazione sui temi della cultura e della tradizione romagnola.In pieno spirito romagnolo, Piadiniamo è stato il risultato di un importante gioco di squadra: oltre 60 le piccole e medie imprese del territorio coinvolte, 30 artigiani,  una quindicina di associazioni ed altrettanti preziosi volontari, una rete fondamentale per il successo della manifestazione, che ha avuto uno speculare riscontro sui media.
Da segnalare nella giornata di sabato 22 luglio la presenza di una troupe di Mediaset con il giornalista Gianluigi Armaroli che ha trascorso l’intera serata a Savignano sul Rubicone raccontando Piadiniamo nel telegiornale di Rete 4 di domenica 23 luglio, offrendo una vetrina nazionale a quella che i giornali hanno definito “la capitale della piadina”. Anche il web ha riconosciuto meritati applausi digitali all’evento: nel periodo di attività la pagina  facebook “Piadiniamo La Romagna come una volta” ha raccolto 325.000 visualizzazioni totali e quasi 70 mila visualizzazioni uniche, complice la divertente campagna video che ha visto protagonisti i due stessi promotori, Gianmarco Casadei e Mattia Guidi di i-Fest e, in una occasione, anche lo stesso Raoul Casadei.

Apprezzatissimi i Giardini di Piadiniamo, attrazione primaria della festa, luogo di incontro, sosta, ristoro e ritrovo. Oltre 250 metri di erba verde sempre  festosamente occupati così come seguitissimi sono stati i concerti dal vivo e i giochi di una volta in piazza Borghesi che hanno visto partecipare numerosissimi  bambini di varie età. Ininterrotte le file ai vari chioschi distribuiti nel centro storico che hanno saputo deliziare anche i palati più esigenti.

COMMENTI. “Il gioco di squadra tra i tanti interlocutori coinvolti quest’anno – commentano il sindaco Filippo Giovannini e l’assessore a Cultura e centro storico Maura Pazzaglia – più che in ogni altra edizione ha saputo creare un coinvolgimento a 360 gradi di tutta la città: in primis lo staff di Ifest, e poi tutti gli operatori, i volontari, le imprese partner del progetto, gli sponsor, la Regione Emilia-Romagna per il sostegno e a tutti i savignanesi che hanno voglia di incontrarsi in piazza e vivono con entusiasmo ogni evento di questa ‘Dolce estate’.

“È stata un’edizione ricca di emozioni, culminata in modo splendido con quel ‘Romagna mia’ cantato da tutta la piazza insieme a Raoul Casadei” afferma Gianmarco Casadei.  “Dal 2012 ad oggi Piadiniamo è cresciuta oltre ogni nostra aspettativa: non è una semplice manifestazione, è Romagna, è fermare davvero il tempo e vivere appieno per tre giorni i valori e le tradizioni tramandate dai nostri nonni. Non possiamo che essere felici ed orgogliosi di contribuire a mantenere vivo ed attuale un patrimonio culturale di così grande valore”,
“Il segreto di Piadiniamo – conclude Mattia Guidi-  è lo stesso del successo della piadina: è semplice, genuino, visceralmente legato alla storia di questa terra. Per questo come la piadina è impossibile replicarlo fedelmente altrove, perchè è impossibile replicare una tradizione culturale così profonda. Siamo convinti che anche ai giorni nostri, sia questa la strada tracciata dalla tradizione: l’unione di tante piccole forze, di tante facce della Romagna può dare vita a qualcosa di estremamente forte, sia dal punto di vista culturale che turistico”.

 

 

 

 

 

 

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