Emilia Romagna. La siccità aiuta la qualità del mare ma permane la stessa criticità da 6 anni. Ora basta!

Emilia Romagna. La siccità aiuta la qualità del mare ma permane la stessa criticità da 6 anni. Ora basta!
mappa Emilia Romagna

ROMA. Legambiente: “Già nel 2016 avevamo chiesto soluzioni al problema. È scaduto il tempo per rimandare ancora l’avvio di azioni concrete utili a comprendere le cause di inquinamento che, anno dopo anno, continuiamo a denunciare a mare dagli stessi bacini. Serve un’azione di responsabilità da parte delle amministrazioni costiere ed interne. A Cesenatico Goletta verde fa il punto sui problemi della costa, oltre ad inquinamento, anche il tema del cemento che incombe sulle ultime aree libere come il caso della variante al Piano regolatore di Comacchio che in aree di pregio e preparco andrà a trasformare circa 200 ettari in zone potenzialmente utilizzabili per strutture turistiche”.

DUE VOLTI.  Situazione dai due volti quella della qualità del mare in Emilia Romagna. Se da un lato la maggior parte dei punti campionati nell’ambito del monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia Romagna, complice la siccità che ha ridotto gli apporti inquinanti dall’interno, non presenti criticità particolari, dall’altro i soliti corsi d’acqua continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa.
È il caso del torrente Marano a Riccione, alla cui foce i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato ‘fortemente inquinato’, nonostante una condizione meteo complessivamente favorevole: infatti storicamente in Emilia Romagna la presenza di scarichi inquinanti che giungono fino al mare si riscontrano essenzialmente dopo eventi di forte pioggia. Merita invece un particolare apprezzamento da parte di Legambiente, il lavoro avviato sulla rete fognaria e sui depuratori sulla costa del comune di Rimini per risolvere le criticità tante volte denunciate in passato.

Ciò è quanto emerge dal monitoraggio svolto lungo le coste dell’Emilia Romagna dall’equipe tecnica di Goletta verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau), presentato in conferenza stampa a Cesenatico, da Lorenzo Frattini, presidente Legambiente Emilia Romagna e Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta verde, alla presenza di Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico, Filippo Donati, presidente AssHotel, Nicola Scolamacchia, presidente AssHotel Ferrara, Carla Rita Ferrari, Responsabile Struttura Oceanografica Daphne, e Stefano Luciani, comandante Capitaneria di Porto Cesenatico.

 

I prelievi e le analisi di Goletta verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 31 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

ENTRO I LIMITI. “Entro i limiti” è stato il giudizio emerso dai campionamenti effettuati dai tecnici di Goletta Verde in provincia di Ferrara, alla foce del canale Logonovo, in località Lido degli Estensi, nel Comune di Comacchio; in provincia di Ravenna, a Ravenna, presso la spiaggia a sinistra della foce Lamone; alla foce Canale Cupa Nuovo, in località Lido di Savio, alla spiaggia presso Canalino Milano, in località Milano Marittima, e alla foce Porto Canale, a Cervia. Nei limiti di legge anche i risultati emersi dal prelievo effettuato alla spiaggia a nord della foce del fiume Rubicone, a Gatteo a mare, in provincia di Forlì-Cesena.
Giudizio positivo anche per i punti campionati in provincia di Rimini: alla spiaggia presso foce fosso Pedrera Grande, in località Torre Pedrera, a Rimini, il canale, che negli anni passati aveva registrato ripetuti superamenti dei limiti, ha subito una deviazione che porta le acque oltre i pennelli frangiflutti, in attesa che finiscano i lavori di sistemazione della rete fognaria nella città di Rimini; a quella presso foce torrente Ausa a Rimini, e alla foce Rio Agina a Misano Adriatico. “Fortemente inquinato”, invece, il giudizio emerso dal campionamento effettuato alla foce del Torrente Marrano a Riccione, che ha confermato una situazione invariata rispetto agli anni scorsi.

“Anche se nel complesso il monitoraggio di Goletta verde può dirsi positivo – sottolinea Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna – la nostra attenzione si rivolge ancora una volta verso quell’unico punto critico denunciato ormai da 6 anni, presso la foce del torrente Marano a Riccione, che necessita con urgenza di controlli seri e approfonditi.
È scaduto il tempo per rimandare ancora l’avvio di azioni concrete utili a comprendere e a rimuovere le cause di inquinamento che, anno dopo anno, continuano a giungere in mare dagli stessi bacini idrici. Ora basta, a fronte dell’assenza di un chiaro segnale da parte dell’istituzioni così come di un’azione di responsabilità, siamo pronti a fare un esposto per chiarirne le ragioni”.

Nel corso della conferenza stampa di Goletta Verde si è parlato anche degli altri rischi che gravano sulla costa. Ancora una volta il cemento, che incombe sulle ultime aree libere. In Emilia Romagna il litorale è urbanizzato per il 58%: 82 chilometri di costa cementificati su 141 totali, e 7.000 metri litoranei perduti in 23 anni.
E il boom del cemento non accenna a diminuire con il rischio di far scomparire per sempre le bellezze naturali della regione. Pericoli che interessano particolarmente le aree ancora libere del Ravennate e Ferrarese. In particolare, Legambiente denuncia la variante al Piano Regolatore di Comacchio che in aree di pregio e preparco andrà a urbanizzare circa 200 ettari in zone attualmente libere.
Ma anche nell’immediato interno la corsa alla speculazione non si ferma: nel comune costiero di Gatteo è infatti prevista la trasformazione di 60 ettari di nuove aree libere in zone produttive di cui più della metà per imprese a potenziali impatti negativi sul vicino abitato.

Inoltre, non si può certo dire che i bagnanti vengano informati a dovere. Anzi, tutt’altro. La cartellonistica in spiaggia è inesistente anche qui in Emilia Romagna, nonostante sia obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: soltanto in uno degli undici punti campionati, i tecnici di Goletta verde hanno avvistato i cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa.
Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in cinque casi rispetto ai dieci dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, era presente il cartello per informare i bagnanti. Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In alcuni punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, è stata registrata la presenza di bagnanti, soprattutto bambini, nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.

“Nel ribadire che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta verde – possiamo affermare a gran voce che, a fronte di scarichi mal depurati, oggi disponiamo dei nuovi strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli Ecoreati. Quindi, a fronte di eventuali scarichi illeciti, gli organi competenti hanno margini di intervento per poter indagare sui fattori che compromettono lo stato di salute di mare e fiumi. Per ciò che riguarda, invece, l’assenza riscontrata in molti dei punti campionati in Emilia Romagna, della cartellonistica obbligatoria per legge, e necessaria ad informare sull’eventuale divieto di balneazione di taluni tratti di costa o a certificare i punti in cui l’acqua risulta eccellente, va detto che è un problema da non sottovalutare, visto che in molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde è stata registrata la presenza di bagnanti”.
Si tratta di un problema che si aggiunge a quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime. L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna.
Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro, una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. Le criticità rispetto al sistema depurativo regionale si ritrovano anche nel quadro delineato dall’ultima procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia che comprende anche 10 agglomerati urbani dell’Emilia Romagna.

 

Al centro di questa edizione di Goletta verde vi è pure l’inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla Conferenza mondiale dell’Onu sugli Oceani di New York, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini.

I RIFIUTI. Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane proviene, infatti, dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando la fauna marina. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei wc. In Emilia Romagna, sulla spiaggia Vascello d’oro a Comacchio e su quella alla foce dei Fiumi Uniti a Lido di Dante, su un’area monitorata pari a 5.600 metri quadri, sono trovati 524 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia.
Sebbene la presenza di rifiuti da mancata depurazione trovati sulle spiagge dell’Emilia Romagna sia inferiore, pari al 3%, rispetto alla media nazionale, è singolare che la maggior parte di essi siano costituiti prevalentemente da cotton fioc (in quasi il 95% dei casi), ovvero 3 ogni 10 metri (rispetto ai 4 ogni 10 metri, dato nazionale).

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche.
Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. In Emilia-Romagna nel 2016, il Consorzio ha raccolto 17.565   tonnellate di oli usati. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

 

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN EMILIA ROMAGNA*

*prelievi effettuati il 31 luglio 2017

 

PR

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

FE

Comacchio

Lido degli Estensi

Foce canale Logonovo

Entro i limiti

RA

Ravenna

Spiaggia sinistra presso foce Lamone

Entro i limiti

RA

Cervia

Lido di Savio

Foce Canale Cupa Nuovo

Entro i limiti

RA

Cervia

Milano Marittima

Spiaggia presso Canalino Milano Marittima

Entro i limiti

RA

Cervia

Foce Porto Canale

Entro i limiti

FC

Gatteo

Gatteo a mare

Spiaggia a nord della foce del fiume Rubicone

Entro i limiti

RN

Bellaria-Igea Marina

Igea Marina

Spiaggia a sud foce fiume Uso

Entro i limiti

RN

Rimini

Torre Pedrera

Spiaggia presso foce fosso Pedrera Grande

Entro i limiti

RN

Rimini

Spiaggia presso foce torrente Ausa

Entro i limiti

RN

Riccione

Foce Torrente Marano

Fortemente inquinato

RN

Misano Adriatico

Foce Rio Agina

Entro i limiti

 

Il monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo.
I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

 

** Dal 2014 è obbligo per i comuni costieri apporre la cartellonistica informativa circa la classe di qualità delle spiagge (eccellente, buona, sufficiente, scarsa), secondo uno specifico format europeo, con tutte le informazioni sulla qualità delle acque, i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa.

 

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento, i risultati delle analisi e le foto.

 

 

 

 

 

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