Faenza. Riti campestri. Danze, storie e sapori attorno al fuoco per i ‘Lòm a mêrz’ alla Torre di Oriolo.

Faenza. Riti campestri. Danze, storie e sapori attorno al fuoco per i ‘Lòm a mêrz’ alla Torre di Oriolo.
Lom a Merz 2018 alla Torre di Oriolo

FAENZA. E’ ricco come non mai il programma della Torre di Oriolo di Faenza per i Lòm a mêrz, la festa popolare che ogni anno anima le campagne romagnole per salutare il passaggio dall’inverno alla primavera. Nell’ambito delle iniziative coordinate dal gruppo ‘Il lavoro dei contadini’, l’appuntamento nel parco ai piedi dell’antica torre medievale è per sabato 3 marzo con un pomeriggio e una serata all’insegna dei sapori, dei riti e delle tradizioni del territorio con iniziative e animazioni per tutte le età.

 A partire dalle ore 14.30 nel parco della torre saranno attivi un punto di ristorazione con specialità della tradizione romagnola e un’oasi del gusto con vini, succhi di frutta, mieli, paste, farine di grani antichi, olio, liquori e altri prodotti tipici in vendita e in degustazione. Gli amanti della natura potranno passeggiare lungo il sentiero dell’Amore guidati da Luciana Mazzotti per scoprire ericonoscere le erbe di Oriolo, mentre per i più piccoli e le famiglie saranno proposti giochi di un tempo e laboratori con il legno a cura di Sergio Spada, bibliotecario di Riolo Terme.
Storie, racconti, curiosità e piatti della tradizione saranno protagonisti dalle ore 16 con Mirco Villa, autore del libro ‘Il bello di mettere i piedi sotto la tavola in Romagna‘, mentre alle ore 16.30 andrà in scena una dimostrazione dell’antica arte romagnola della stampa su tela a cura della Stamperia Pascucci.
Al calar del sole, come da tradizione, sarà acceso il grande falò propiziatorio dove bruciare rami secchi, resti delle potature e, simbolicamente, il freddo dell’inverno, invocando una primavera benevola per la campagna: un antico rito magico capace di resistere nei secoli. A riscaldare l’atmosfera con le musiche e danze della tradizione popolare attorno al fuoco sarà il contadino biologico, vignaiolo e musicista Pietro Bandini, in arte Quinzàn, fondatore del folk festival ‘La musica nelle aie’.

Alle 20 scoccherà l’ora della poesia dialettale con ‘Ande a treb’ a cura di Mario Gurioli. Le musiche e le danze attorno al fuoco proseguiranno durante la serata fino alle ore 23.

 In caso di maltempo l’evento si svolgerà domenica 4 marzo con apertura del punto di ristoro alle ore 12.

 

 

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