Ravenna. Speciale ‘Martedì Romagna’ con Francesco Serantini. Storie e leggende del tempo che fu.

Ravenna. Speciale ‘Martedì Romagna’ con Francesco Serantini. Storie e leggende del tempo che fu.
18-05-14 CRC WalterDellaMonica

RAVENNA. Al Centro relazioni culturali, in occasione dello Speciale martedì Romagna,  martedì 15 maggio, alle 18, Roberto Casalini e Walter Della Monica presenteranno la raccolta degli scritti di Francesco Serantini, Storie e leggende della vecchia Romagna ( ed. Il ponte vecchio).

Si tratta di un tributo, a quarant’anni dalla morte, a uno dei più rilevanti scrittori di Romagna, nel segno di un’amicizia intensa e fondata sull’amore per la letteratura, quella tra Serantini e Walter Della Monica. Nel volume si presenta una raccolta di elzeviri  racconti. Francesco Serantini è stato l’autentico, anche se occasionale, scrittore che, come nessuno con tanta forza e verismo poetici, ha raccontato la Romagna minima fra Ottocento e Novecento.
La critica ha tutto il tempo di verificare non tanto la validità, ma la tenuta della sua opera, iniziata a sessant’anni, quando stava per concludere la sua lunga attività professionale di avvocato. Ma per ora si può tranquillamente affermare che Serantini fu il vero e unico grande interprete della Romagna, impareggiabilmente capace di fermare sulla pagina ciò che oggi è già storia, è già leggenda.

Passano nelle sue pagine guerre e battaglie ferocemente combattute, avventure di sangue, fatti e misfatti amorosi, vicende di briganti e di fame, di valli e di langhe distese: luoghi dove si sfiancava e fioriva la vita di una umanità ignota e ignorata, di personaggi che solo Serantini ha saputo far rivivere in una colorita e viva presenza, altrimenti dimenticata e senza storia.

FRANCESCO SERANTINI (Castel Bolognese, 24 settembre 1889) visse a Faenza, dove esercitò la professione di avvocato. Fu solo dopo la pensione, a 59 anni, che esercitò a tempo pieno l’attività di scrittore. Morì a Faenza l’11 maggio 1978. La figura del Passatore fu l’oggetto della sua prima e precoce prova letteraria, in un saggio del 1929, poi rielaborato nel romanzo Papa della Genga (Garzanti, 1948, Premio Bagutta ’Opera prima‘).
Seguirono, sempre pubblicati da Garzanti, i romanzi L’osteria del gatto parlante (Premio Bagutta); I bastardi (1955); La casata dei Gobbi (1958) e gli elzeviri Le nozze dei diavoli, 1957). Una seconda raccolta, Racconti (Bologna, Calderini, 1970) fu promossa da Giovanna Maramotti Bosi. Una terza raccolta, postuma, Addio alle valli (Il Girasole, 1981) fu promossa da Walter Della Monica. ‘Il ponte vecchio’ ha pubblicato nel 2012 una nuova edizione del Fucile di Papa Della Genga .

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