Classis Ravenna. Il Museo della città e del territorio.L’importanza storica della città dentro la palude.

Classis Ravenna. Il Museo della città e del territorio.L’importanza storica della città dentro la palude.
Classis Ravenna. Il Museo della città e del territorio.L’importanza storica della città dentro la palude.

RAVENNA. Il nuovo Museo di Classe è il Museo della città di Ravenna e del suo territorio. Classe è all’origine dell’importanza storica di Ravenna. Il museo intende raccontare attraverso alcuni snodi storici particolarmente significativi le vicende che caratterizzano la storia di Ravenna e del suo territorio. Il progetto espositivo è stato elaborato da una Commissione scientifica presieduta dal prof. A. Carandini.

L’allestimento sarà fortemente innovativo nelle sue soluzioni espositive, ma non sarà un museo virtuale. Sarà invece un Museo nel quale, attraverso l’esposizione di monumenti e di alcuni materiali particolarmente significativi, si svilupperà un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà la nascita e l’evoluzione della città di Ravenna e della vicina città portuale di Classe, dall’antichità fino ai giorni nostri.
Si tratta di una storia avvincente che vede protagonista una delle più importanti città del Mediterraneo. E’ prevista una scansione lineare del tempo e delle diverse epoche che interessarono la città e il suo territorio: la preistoria, l’antichità romana, la fase gota, l’età bizantina, l’alto Medioevo. Accanto a questa Linea del tempo sono previsti alcuni approfondimenti che riguardano la crescita e lo sviluppo della città, la sua stratificazione, la flotta e la navigazione, la sua variegata etnicità, la produzione artistica, le consuetudini funerarie e le modalità della preghiera.
Questo racconto, trattandosi di un museo, verrà fatto ricorrendo alla documentazione archeologica con un uso mirato dei reperti intesi come perno della narrazione: alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore ed importanza ad avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che potrà essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi.
Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi e validi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio.

Una particolare attenzione verrà dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altro ancora. E’ poi importante sottolineare che fin dagli esordi verrà messa in atto una strategia di comunicazione indirizzata a collegare il Museo con i singoli siti del futuro Parco archeologico di Classe, come l’area portuale e il complesso di S. Severo.
Il Museo sarà il vero cuore del Parco, un elemento pulsante, vivo, sempre attivo sui fronti della ricerca e della comunicazione. Qui confluiranno i reperti provenienti dai vari scavi, e qui il racconto di Ravenna e Classe verrà aggiornato ogni qual volta avrà luogo un nuovo ritrovamento rilevante (questo grazie ad una struttura espositiva particolarmente flessibile).

Una piccola sezione dell’esposizione verrà infine dedicata all’edificio del Museo: un importante monumento dell’archeologia industriale, la cui importanza nel passato è ben viva nella memoria dei ravennati. Anche questo monumento verrà spiegato e raccontato. Perché, in definitiva, l’ex-Zuccherificio è nella nostra concezione (e per sua stessa conformazione), una vera cattedrale.
Come lo è la Basilica di Sant’Apollinare. E forse non è un caso che da lontano questi due edifici emergano sull’orizzonte piatto delle architetture più comuni e usuali. Una cattedrale/fabbrica della memoria, attraverso la quale si intende restituire alla comunità locale la sua storia; e nello stesso tempo ci si prefigge di raccontare ai molti visitatori che ogni anno arrivano a Ravenna un segmento affascinate e importante della sua storia.

Il nuovo Museo di Classe, inteso come Museo della città e del territorio non si vuole assolutamente contrapporre ai Musei esistenti, ma al contrario si propone come struttura nella quale il visitatore troverà puntuali rimandi e continue sollecitazioni che lo spingeranno a recarsi negli altri musei della città e del territorio per tutti quegli ampliamenti che riterrà opportuni o necessari. Il Museo costituirà quindi un volano per altri siti e musei del territorio, un vero e proprio portale concepito anche per suggerire ai visitatori ulteriori itinerari di approfondimento.

E’ una impostazione che non solo ci evita una banale e superata contrapposizione tra musei, ma ci mette al contrario nelle condizioni di perseguire una costante collaborazione con tutti gli altri musei della città e del territorio, piccoli o grandi che siano. E in primo luogo ci sarà una sintonia alta e forte con i musei che dipendono dal Polo museale regionale (Museo nazionale di Ravenna e Museo del palazzo di Teodorico) con i quali si è riusciti a mettere in atto una proficua collaborazione già in questa fase allestitiva (esiste un accordo che definisce ed elenca tutti i materiali da esporre, anche quelli che attualmente si trovano in questi Musei); sia soprattutto per il futuro con la ferma intenzione di lavorare insieme per una valorizzazione più piena e più integrata del nostro patrimonio culturale.

 

 

Struttura e sequenza espositiva

 

Una parte consistente dell’esposizione sarà dedicata alla sequenza cronologica della città e del suo territorio (la linea del tempo); e una parte ad alcuni approfondimenti tematici.

A)    La linea del tempo

 

Le origini: storia e leggenda. Ravenna tra Etruschi e Umbri

Ravenna fu sicuramente interessata, oltre che da un popolamento umbro,ampiamente diffuso nel suo territorio, anche da una presenza etrusca quando gli Etruschi dell’interno di Bologna e Marzabotto, cacciati dai Galli, si riversarono sulla costa adriatica (Spina, Adria, Ravenna e Rimini) per dedicarsi ad azioni di pirateria che in antico era sinonimo di commerci.

Età romana.- Una palude, una flotta, una città

Nei primi secoli della dominazione romana Ravenna era una piccola città di non particolare importanza. Le cose iniziano a cambiare al tempo di Augusto, quando il primo imperatore stabilì che la principale flotta militare per il controllo del Mediterraneo orientale avesse sede proprio a Ravenna. Da questo momento Ravenna diventerà uno dei più importanti porti del Mediterraneo.

Età tarda e imperiale – Centro del potere e crocevia dei commerci

Ravenna diventa una delle più importanti città dell’impero all’inizio del V secolo quando l’imperatore Onorio decide che sarà la capitale dell’Impero d’Occidente e stabilisce qui la sua residenza. La superficie della città aumenta in maniera notevole, si costruiscono nuove mura e molti monumenti grandiosi. Nasce anche il nuovo centro di Classe, che accoglie un grande porto commerciale, e questa grande area urbana diventa una conurbazione composta da Ravenna, Cesarea e Classe.  

Ravenna e Teodorico (493-526) –

Alla fine del V secolo Teoderico invade l’Italia alla testa dei Goti e dà vita ad un nuovo regno, la cui capitale è ancora una volta Ravenna. Il regno goto a Ravenna è un’epoca all’insegna della tolleranza e della coesistenza tra genti diverse: romani (cioè italiani), goti, africani, armeni, palestinesi, e molti altri. Ravenna è un luogo cosmopolita, dove si parlano molte lingue e si praticano religioni differenti.

Ravenna e la conquista bizantina (540).

Nel 535 l’imperatore Giustiniano sferra l’attacco contro l’Italia, per conquistarla. Inizia così la guerra tra bizantini e goti, e molto presto – nel 540 – Ravenna cade in mano ai bizantini. La guerra si risolverà nel 553 con la vittoria dell’esercito imperiale, e Ravenna verrà poi scelta come città principale della provincia d’Italia, annessa all’impero bizantino. Per la terza volta nella sua storia Ravenna è capitale, e ora si costruiscono alcuni dei suoi più importanti monumenti: San Vitale, Sant’Apollinare in Classe e San Severo.

 

B)    Approfondimenti tematici

Ravenna e il mare.

 

Il rapporto della città con il mare è un tratto essenziale della sua storia. Crocevia di commerci fin dalle sue origini Ravenna è un importante snodo di traffici e di relazioni che si consolidano in epoca antica con tutta l’area del mediterraneo. In età tardo antica diviene uno dei maggiori porti commerciali del Mediterraneo.

Pregare a Ravenna

Una sezione  espositiva interamente dedicata ai modelli architettonici ecclesiastici per i quali Ravenna è cosi importante dal punto di vista monumentale e nel campo delle relazione con tutto l’arco adriatico e con l’Oriente.

Abitare a Ravenna

Lo studio delle tipologie abitative è uno dei maggiori campi di interesse della storia di Ravenna in ragione anche dei notevoli ritrovamenti archeologici avvenuti in città. Lo scopo è quello di mostrare i caratteri abitativi presenti nel territorio, dalla unificatrice fase romana fino allo sviluppo di una peculiare fisionomia, soprattutto nella fase tarda dell’impero e poi in epoca bizantina, per la quale Ravenna diventerà anche un polo di irradiazione di modelli e tecniche.

San Severo: dalla villa al monastero

Attraverso immagini, planimetrie e elaborazioni grafiche, verrà illustrata l’intera e articolata evoluzione nel tempo dalle fasi insediative del sito archeologico, dalla villa romana fino al complesso monastico di san Severo, importantissimo presidio monastico fino all’epoca degli Ottoni e oltre.

 

La fabbrica

Una piccola sezione dell’esposizione verrà infine dedicata all’edificio del Museo: un importante monumento dell’archeologia industriale, la cui importanza nel passato è ben viva nella memoria dei Ravennati.

Altra cosa fortemente innovativa è il fatto che il Museo non sarà un semplice ‘contenitore di materiali‘, ma sarà anche un attivo centro di ricerca, perché alla luce di accordi già in atto, accanto alle sale espositive, ci saranno anche ampi laboratori per lo studio e per il restauro dove docenti e studenti dell’Università potranno svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. E quindi sarà un Museo dove, in linea con le strutture museali più avanzate di tutta Europa, si svolgerà un’attività di ricerca e di formazione di altissimo profilo.

 

 

Appendice
La commissione che ha elaborato il progetto del Museo:

Presidente Prof. Andrea Carandini
Componenti : prof. Carlo Bertelli (professore onorario nell’Università di Losanna e professore emerito dell’Università della Svizzera italiana); Arch.Carla Di Francesco (direttore regionale per i Beni culturali); dott. Luigi Malnati (Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna); prof. Giuseppe Sassatelli e prof. Andrea Augenti (Università di Bologna) arch. Antonella Ranaldi (soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Ravenna, Ferrara, Rimini ForlìCesena);
dott. Sergio Fioravanti (direttore Fondazione Parco archeologico di Classe-Ravennantica); dott.ssa Chiara Guarnieri e dott.ssa Maria Grazia Maioli (Soprintendenza ai Beni archeologici dell’Emilia Romagna).

 

 

 

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