Meldola. Il farmacista parte attiva del percorso terapeutico del paziente oncologico. Un filo diretto con l’ Irst.

15 giugno 2018 0 commenti
Meldola. Il farmacista parte attiva del percorso terapeutico del paziente oncologico. Un filo diretto con l’ Irst.
Meldola. Il farmacista parte attiva del percorso terapeutico del paziente oncologico. Un filo diretto con l' Irst.

MELDOLA. 15 giugno 2018 – Grazie ad un innovativo progetto che vede uno stretto dialogo, supportato dall’informatica e da un programma di formazione specialistica, tra Istituto tumori della Romagna (IRST) IRCCS e la Rete delle farmacie di Comunità della Romagna, la figura del farmacista acquisirà un ruolo sempre più attivo nel percorso terapeutico del paziente onco-ematologico.
Dopo aver portato a termine il primo step ‘osservazionale’ previsto dal progetto PROF 1 (acronimo di Progetto di rete in Oncologia con le farmacie di Comunità) – ideatrice e principal investigator, la dr.ssa Martina Minguzzi, già direttore Unità operativa di Farmacia oncologica – avviato in seguito ad una convenzione siglata tra IRST, Federfarma, Assofarm Emilia Romagna, approvato dal comitato etico IRST e AUSL Romagna a fine 2016,
è in partenza la seconda parte del progetto. Il PROF 2 si propone di tradurre nella pratica l’esperienza e i dati raccolti durante la prima fase – alla quale hanno finora hanno aderito 115 farmacie di Comunità – sviluppando la relazione circolare e continua  tra IRST, farmacie e paziente così da mantenere  attiva la sicurezza delle cure  per tutta la durata della terapia.

Nella giornata di giovedì 7 giugno, si sono riuniti a Meldola i principali attori coinvolti nel progetto. Tra questi Marco Cossolo (presidente nazionale di Federfarma), Venanzio Gizzi (presidente nazionale Assofarm), Susanna Ciampalini (Ministero della salute – Programmazione sanitaria), Ester Sapigni (regione Emilia Romagna), il presidente Federfarma Emilia Romagna, Achille Gallina Toschi, il presidente Assofarm Emilia Romagna, Ernesto Toschi  nonché il presidente della Commissione sanità dell regione Emilia Romagna Paolo Zoffoli, per fare il punto della situazione, presentare i risultati ottenuti fino ad oggi ed analizzare insieme gli sviluppi futuri.
In particolare, al centro delle riflessioni saranno i servizi che, grazie al  PROF, potranno apportare un miglioramento dei percorsi terapeutici dei pazienti oncologici ed onco-ematologici durante il periodo di  permanenza presso il proprio domicilio.
Si tratta del primo esempio in Italia in cui un centro specialistico oncologico quale è IRST e le farmacie di comunità abbiano strutturato una rete per lo sviluppo di progetti comuni sul buon uso dei farmaci, per la sicurezza e per l’empowerment del paziente, sostenuta dallo sviluppo di una piattaforma informatica integrata e interattiva e da percorsi formativi specialistici.

Il progetto – La prima parte del progetto ha visto il coinvolgimento di 292 pazienti, 132 dei quali hanno effettuato presso la farmacia – liberamente scelta all’interno di un elenco di servizi accreditati al progetto – l’intervista di ricognizione farmacologica dei farmaci, medicine non convenzionali e alimenti critici impiegati a domicilio. Per far ciò, strumento fondamentale è stata una scheda elettronica specificatamente allestita per il progetto e disponibile simmetricamente ovvero sia a livello del portale delle farmacie sia nella cartella clinica informatizzata.
L’invio simultaneo all’IRST dei dati raccolti da parte della farmacie ha consentito una rapida convalida e riconciliazione farmacologica da parte del medico oncologo che ha potuto intercettare e prevenire eventuali interazioni coi farmaci oncologici utilizzati per la cura del paziente. La scheda elettronica che permette di rilevare i farmaci, alimenti e i medicinali non convenzionali impiegati dai pazienti oncologici a domicilio, costituisce un primo risultato del progetto e permette di poter migliorare i livelli di sicurezza nello svolgimento della terapia oncologica.
A questa, per i pazienti che aderiranno al PROF 2 ed alle farmacie, si unirà una lista che verrà consegnata (in cartaceo) a ogni nuovo ciclo di terapia in cui saranno registrati i farmaci domiciliari riconciliati, ovvero ritenuti compatibili tra quelli dichiarati nella ricognizione farmacologica, i farmaci oncologici somministrati e i farmaci necessari per attenuare gli effetti collaterali ritardati dei trattamenti.
La sfida del progetto PROF 2 è di avviare una relazione circolare, sistematica e duratura tra paziente, farmacia e IRST per mantenere costante il livello di sicurezza e aderenza delle cure a domicilio grazie all’aggiornamento continuo della ricognizione-riconciliazione farmacologica prima di ogni ciclo di cura, alla conoscenza da parte delle farmacie dei trattamenti oncologici con cui è in cura il paziente e delle principali interazioni farmacologiche specifiche.
Di importanza fondamentale, quanto i farmacisti, grazie a supporti qualificati, potranno offrire ai pazienti per la gestione domiciliare dei farmaci e degli effetti collaterali. Saranno, infatti, organizzati, sempre all’interno del PROF2, dei tavoli di lavoro multiprofessionali – parteciperanno farmacisti di comunità e ospedalieri, oncologi e docenti universitari – per produrre linee di indirizzo condivise per il counselling oncologico ai pazienti domicilio.

Il ruolo delle farmacie – Le farmacie costituiscono una rete professionale, organizzativa e logistica essenziale per dare continuità, più vicino al paziente di quanto spesso possa essere un ospedale o un istituto, alla qualità e sicurezza dei percorsi clinico-terapeutico-assistenziali avviati in ambiente specialistico.
In tal senso le farmacie possono costituire un importante contributo per la nuova visione di ‘medicina di sistema‘, di medicina che non sia più confinata al solo ambito ospedaliero. I nuovi percorsi terapeutici e la valutazione della loro compatibilità con i farmaci oncologici, è indispensabile per una corretta aderenza terapeutica, aspetto a sua volta fondamentale per ottenere l’efficacia delle cure ed esiti proporzionati al valore tecnologico dei farmaci impiegati e anche dei loro costi. Questi processi, si sa, non possono prescindere da un’efficace ricognizione e riconciliazione farmacologica, soprattutto in Oncologia in cui gli investimenti sono ingenti e altrettanto importanti sono le aspettative di guarigione.

Il fascicolo sanitario elettronico potrà ulteriormente valorizzare il modello avviato estendendo la rete di informazioni a tutti gli operatori del sistema, dai medici di medicina generale, agli operatori dell’emergenza e del sistema di assistenza domiciliare permettendo anche ai pazienti un costante e ulteriore aggiornamento.

Articoli più letti