Ravenna. Il blues del Delta: dal Missisipi al Po, con ‘Ravenna Festival’. Con doppio appuntamento.

Ravenna. Il blues del Delta: dal Missisipi al Po, con ‘Ravenna Festival’. Con doppio appuntamento.
DON ANTONIO, chitarra

RAVENNA. Si rinnova la collaborazione tra Ravenna Festival e comune di Comacchio, quest’anno con un doppio appuntamento che porta la cittadina lagunare nel cuore del Festival. L’articolato affresco sonoro in omaggio alla chitarra elettrica, inventata nel 1931 negli States, è infatti uno degli appuntamenti chiave di questa XXIX edizione della manifestazione ravennate, partita alla scoperta dello sconfinato paesaggio musicale americano.
E se la storia della chitarra elettrica è scritta anche dai generi che questo strumento ha visitato nel corso della propria folgorante carriera – di blues, di rock, di minimalismo – è una storia fatta di territori diversi, che si riflettono nei luoghi di spettacolo: il progetto We Sing the Body Electric sbarca quindi anche a Porto Garibaldi, per poi risalire la corrente fino al cuore delle valli di Comacchio.

Il viaggio del Festival nelle vene dell’America continua infatti sulle sponde del Mississippi, o meglio su quelle del Po, per un ideale incontro fra i delta dei due fiumi. Sabato 23 giugno Il blues dei Delta prende spunto dalle esperienze di contaminazione blues-mediterraneo di Antonio Gramentieri – Don Antonio su disco e palco – per una serata pensata su misura per Porto Garibaldi. Un’idea amplificata e allargata di blues, con profumi d’America, ma anche di Asia e Africa, in costante rimbalzo su due sponde dell’oceano e dei mari nostri: “c’è tutto quello che mi piace – spiega Don Antonio – melodie romantiche, strappi blues, twang adriatici, aiuole fiorite, navi al porto…”.
Aggiungi Eugenio Finardi, uno degli interpreti più originali della canzone d’autore italiana, sempre in bilico fra Italia e America, per il quale il blues è “un omaggio alla libertà: una musica che parlava il linguaggio della strada, della sofferenza, ma riesce a farlo con una componente sensuale che profuma di ribellione, affidata alle note di chitarre elettriche che sanno di avventura e di luoghi esotici”.
Il crocevia fra Romagna, Africa e Mississippi è invece affidato alle percussioni del forlivese Vince Vallicelli, il cui temperamento estroverso e trainante gli ha conquistato la fama di un motore inarrestabile sul palco di cantautori italiani come Gianna Nannini o lo stesso Finardi, ma anche di cantanti che spaziano tra soul, blues, rhythm & blues (Shirley King, Karen e Jeanne Carroll, Cheryl Porter…).
Ecco svelarsi così una mappa di interventi musicali – in solo o a gruppi – disseminati lungo il porto canale di Porto Garibaldi – Guitars in Blues a partire dalle 19 – fino al gran finale alle 21.30, Sunset Adriatico Blues su piazzale Paradiso; entrambi appuntamenti a ingresso libero. La prima parte della serata vedrà impegnata la band InnerFusion, che fonde sonorità jazz, funky, rock e blues e si fa contaminare dalla world music mentre si ispira ai classici del passato; ma anche la Mike Coacci Band con un blues-rock di sapore americano che strizza l’occhio alle atmosfere di Jimi Hendrix.
E ancora Marco Rosetti e Mirko Guerra, che affrontano anche i brani più seriosi con leggerezza e un tocco d’improvvisazione. Un altro duo completa l’affresco musicale, i 2 in blues Michele Mazzotti e Antonio Gianstefani, nonno e nipote nel segno del blues. A spostarsi tra una costellazione e l’altra, la chitarra elettrica di Luca Nostro. E per Sunset Adriatico Blues vista mare e tutti i musicisti coinvolti, forse senza rinunciare a un tocco nostalgico, là dove il blu di mare, notte e musica incontra le grandi stagioni della canzone italiana: accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia del blues e alle composizioni originali, “vogliamo lasciare grande spazio all’improvvisazione – sottolinea Finardi – alle sensazioni del momento, cambiare traiettoria all’improvviso. Per cui, se chi sarà presente mi chiederà di cantare Musica ribelle o Extraterrestre, perché no? Lo farò con piacere…ma in versione blues”.

Domenica 24 giugno
(partenza alle 15.30  dal Bettolino di Foce) un altro percorso  si snoda lungo il delta del Po e nelle valli di Comacchio, con il concerto trekking dalle tinte blues, realizzato in collaborazione con Trail Romagna. A piedi e in battello fino alle antiche saline dove, fra fenicotteri rosa e casoni, si erge il posto di guardia estense, la cinquecentesca Torre Rossa da cui oggi lo sguardo può spaziare fino a scoprire il mare, Comacchio, le valli. Delizia per gli occhi, ma anche per le orecchie e il palato: un quartetto blues ( Don Antonio, chitarra; Roberto Villa, contrabbasso; Franz Valtieri, sassofoni e Vince Vallicelli alle percussioni) attende infatti il pubblico al casone Serilla, vero e proprio emblema della vita dei vallanti, che attraverso stazioni di pesca come questa potevano dedicarsi alla cattura delle anguille nel labirinto-trappola del lavoriero; al Bettolino di Foce invece l’immancabile momento gastronomico della tradizione.
Parte del quartetto la chitarra di Antonio Gramentieri e le percussioni di Vince Vallicelli, per interpretare un blues delle acque: “ A volte pacifico, a volte turbolento, ma sempre liquido, sempre pronto a cullare, a tracimare e diffondersi nello spazio – lo descrive Don Antonio – ma è anche un concerto per un’avventura”.
Info e iscrizioni (10 euro – numero chiuso, max 200 persone): telefoniche 338 5097841; online (www.trailromagna.com); presso Ravenna Darsena Pop Up tel. 340 3023930

 DECO Industrie,  torna quest’anno ad affiancare il Festival :  con oltre 70 anni di storia, il Gruppo che nel settore alimentare ha fatto della qualità e del made in Italy la propria missione e forza si lega a un progetto che – con appuntamenti musicali a Ravenna, Russi e Comacchio – ne riflette la vocazione al dialogo con più territori.

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