Santarcangelo d/R. Elia, cronista della sua città. Un diario voluminoso e ricco di uomini e storie.

Santarcangelo d/R. Elia, cronista della sua città. Un diario voluminoso e ricco di uomini e storie.
fabbrica di pipe

SANTARCANGELO d/R. Lo hanno chiamatogiornale di notizie’ o anche più semplicemente ‘diario’, il voluminoso tomo uscito dalla incredibile raccolta di ‘note’ sulla vita cittadina ( ‘ Giornale di Notizie riguardanti Santarcangelo d/R 1700/1905 )  lasciato in eredità da Elia Gallavotti, protocollista comunale, nato a Santarcangelo  il 21 giugno 1820 e qui deceduto l’8 febbraio 1909.
Giornale, dunque, oppure diario oppure ( ancor meglio) raccolta in stile annalistico, quattrocentesco o magari ancor più antico, come quegli Annales pontificum o Annales maximi, di antica erudizione classica che per tutto l’Ottocento furono certo molto più presenti che ai giorni nostri ? La risposta al  quesito non è comunque fondamentale. Accattivante  è invece andare a scoprire, ‘nota’ dopo ‘nota’, l’inesauribile fluire della vita cittadina, un po’in tutti suoi aspetti, nobili e meno nobili che fosse, per un arco di tempo all’incirca di due secoli, o meglio dal 1701 al 1905.
Elia Gallavotti, come sospetta Dino Mengozzi in prefazione, potrebbe avere dato seguito ad un abbozzo del padre, il cui impiego di protocollista fu ereditato dal figlio. Certo è che per il secolo prima e parte dell’Ottocento dovette comportarsi alla maniera annalistica, ordinando in senso cronologico gli avvenimenti di maggior spicco  di cui non fu testimone diretto. Con un impianto iniziale, diciamo,  un po’ schematico e forse obbligato e che però, in seguito,  per quella buona parte del secolo in cui visse, si trasformò in un qualcosa di  più ‘ sciolto’, ‘curioso’ e  ‘vivace’.

Sostenitore del sindaco Antonio Baldini, anticlericale, Elia Gallavotti si sentì ‘guardiano della cultura e della modernità’. Quanto annota non va quindi considerato come mero appunto  cronachistico. Ci fu infatti in lui il tentativo di ‘sondare’ la società attorno.
Nei suoi tratti salienti: il passaggio nel 1828 a città, l’approssimarsi della ferrovia che dal 1860 corre nella ‘piana romagnola’, il rapporto della città con la campagna, il dipanarsi delle innumerevoli fiere che offrivano occasione per gli scambi maggiori, il mutare delle abitudini e perfino una particolare sensibilità verso i fenomeni naturali che per lui ‘segnano’ oltre ogni normale considerazione  costumi e  sviluppo della città e del suo territorio. Nella Santarcangelo di Gallavotti le ‘novità arrivano a rilento’.
Mentre una classe dirigente laica si formerà  non prima del 1797/1799 e comunque di certo dopo il passaggio napoleonico. In città l’età nuova fu annunciata, si fa per dire, dal cambio di nome della Contrada dei nobili in Strada dell’eguaglianza o anche della Contrada dei signori in Strada della libertà. In realtà il segnale vero arrivò dalla messa in Bilancio comunale 1811 e 1812 del sostegno dato, ‘ insufficiente’ ma ‘storico’, a tre scuole pubbliche urbane e ad altre sei nelle parrocchie del forese.
Nel 1859 Santarcangelo votò ( pressoché) all’unanimità l’annessione al Regno sabaudo. Erano maturate altre condizioni storiche, emergeva un’altra classe politica, tanto sui banchi della maggioranza quanto su quelli dell’opposizione. Declinò tra l’altro l’antico patriarcalismo e s’affermò un sempre più marcato individualismo. Processi, questi, non semplici e spesso contradditori, mentre la vita di Elia Gallavotti  ( comunque da leggere anche  in quelle  sue ‘note’ apparentemente meno impegnate), andò ad esaurirsi mentre  sulla scena nazionale l’arrivo dell’età giolittiana diede inizio  al  ‘profilo novecentesco di Santarcangelo e del suo territorio’.

Tra le numerose ‘note’  di Elia Gallavotti ce ne sono alcune che riguardano il teatro Condomini, oggi scomparso. E dove  ha esordito ( tra altri validi artisti ) anche la diva Teresa Franchini, assunta poi a fama nazionale. Dal ‘Condomini’  ci si potrebbe avviare per ridare ‘ carne e sangue’ ad un fantasma eternamente aleggiante tra i santarcangiolesi: quello, cioè,  di ottenere uno spazio teatrale ( finalmente) adeguato per  quella che qualcuno (  più di recente)  l’ha nominata ‘Città dei Teatri’. Si vedrà. Ai posteri l’onere e il piacere di verificarlo.

 

BIBLIOGRAFIA. (  Elia Gallavotti, ‘Giornale di notizie riguardanti Santarcangelo di Romagna 1700/1905’, a cura di Silvano Beretta, introduzione Dino Mengozzi, editrice Il ponte vecchio. La pubblicazione del libro che è parte della collana ‘Studi santarcangiolesi’, n.2, è stata possibile grazie alla partecipazione di Pro Loco, fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e comune di Santarcangelo d/R.).

 

Roberto Vannoni

 

Nella foto, fabbrica di pipe ( ph Gallavotti).

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