Astronomia. Renzo Sancisi, astronomo di grande valore. Noto all’estero, ma ancor poco nel suo Paese.

Astronomia. Renzo Sancisi, astronomo di grande valore. Noto all’estero, ma ancor poco nel suo Paese.
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SANTARCANGELO d/R. Non so se lo rammenta ancora, visto che ha impegni in ogni parte del mondo. Ma qualche anno fa  non era raro passeggiare con lui, in gruppo ristretto, possibilmente, esaudendo una di quelle inveterate abitudini santarcangiolesi che si consuma quotidianamente lungo la ‘fossa’ e il ‘passeggio’, e viceversa. Un po’ come facevano maestro e allievi dell’antica accademia platonica discutendo e ragionando della vita,  e dei suoi problemi, nel nostro caso però scorrendo amabilmente lungo un immaginario porticato, all’aria aperta e  (  durante la buona stagione ) nel tardo pomeriggio, sotto l’ombra  rigenerante delle alberature.
Lui è Renzo Sancisi, nato nel 1940 a Canonica, diplomato al liceo scientifico ‘Sarpieri’ si e laureato a Bologna, nel 1965, in Fisica. Lui , oggi, è uno scienziato, o meglio un astronomo di grande valore e esperienza. Con un curriculum prestigioso: cattedra all’Università di Groningen ( Olanda), eppoi,  ‘ contatti’ e ‘collaborazioni’ prestigiose presso istituti di ricerca e università internazionali in Francia, Stati Uniti, Germania e Inghilterra. Renzo Sancisi, al momento,  riveste l’incarico di ordinario dell’Osservatorio Astronomico di Bologna.

Il suo percorso di vita e di studioso non è affascinante, di più. E’ un percorso che sarebbe stato imperdonabile non farselo ‘raccontare’, con riflessioni e implicazioni annesse, passo dopo passo, lungo la fossa, lasciandolo sgorgare spontaneamente il suo distaccato modo di esporre capace di rendere facile il difficile. O meglio, l’ormai incredibile, della scienza moderna.
Scienza moderna da lui intesa come  luce. Accesa per gradi, anno dopo anno,  grazie ad una  ‘passione’ sempre più netta e forte e rivolta, in particolare,  verso lo studio della fisica, ovvero  una disciplina che più d’altre “ sembrava conciliare il  desiderio di conoscere il mistero della vita, fornendo risposte attendibili ai tanti perché ”. Appena laureato, Renzo Sancisi è approdato in Olanda, dove ha deciso di dedicarsi  allo studio dell’astronomia.

Durante le ‘ fosse’ gli si chiedevano, ovvio, lumi sul suo lavoro. Così riservato a pochi, difficile,  eppure tanto fascinoso.
“ Ci sono due tipologie di astronomi – rispondeva -, quelli che osservano il cielo con il supporto di strumenti elettronici potenti e quelli detti teorici destinati a raccogliere dati attraverso i radiotelescopi per giungere, infine, all’elaborazione di complessi modelli matematici, i veri oggetti del mio/nostro  studio”.

Renzo Sancisi si è sempre occupato di galassie. All’osservatorio di Westerbok in Olanda ha partecipato tra l’altro all’avviamento dello studio sulla ‘dinamica delle galassie’. Uno studio che ha permesso di stabilire, in particolare, che “ le galassie ruotano più velocemente di quanto ci si aspetti e che l’universo è pieno zeppo di materia oscura”.
Averlo al fianco giustificava ‘curiosità’ altrimenti riposte. Sul creatore ( e la creazione) del mondo, sulla scienza; ma anche sulla fede e sulla morale. Renzo Sancisi, non disattendeva mai l’interlocutore.
Che inducevano a riflettere. Sosteneva infatti di sentirsi  “uomo di scienza”,  senza tuttavia ritenere “ inconciliabili le posizioni dell’ uomo di scienza con quelle del credente”. E aggiungeva: “ A livello morale non c’è una risposta a tutto, a livello fisico sì”. E inoltre: “La scienza insegna più il come che il perché delle cose”.
L’aver lavorato all’estero ha donato a Renzo Sancisi importanti soddisfazioni, ma anche un pizzico di rammarico. Poiché,  visto che gli ambienti di ricerca all’estero sono ( generalmente) migliori dei nostri, essi finiscono spesso con l’incentivare la fuga di cervelli dal nostro Paese. Una realtà non edificante, quest’ultima, crescente, dolorosa, e quindi tutta da invertire.

Ma in una ‘ fossa’ ci sta quel che ci sta. Compresa l’ordinaria banalità, che però con lui non appariva mai tale.
“Quando si scoprirono i pulsar - disse una volta- si pensava a segnali da parte di umanoidi di color verde, invece, attraverso approfondimenti, ci si è resi conto che si trattava ( semplicemente) di fenomeni naturali”.
Oppure: “ Sì, è vero, nell’universo, oltre alla Terra –  avvertiva – esistono innumerevoli di pianeti con le medesime nostre condizioni chimiche che rendono possibile la vita”.
Renzo Sancisi torna spesso a ‘ casa sua’. Dove restano una parte della famiglia, tanti amici, innumerevoli legami e ricordi. Una sera, con l’osteria ‘ ad Pitrett’ ancora in attività, un amico di Milano portò a Santarcangelo un enorme tartufo bianco che si pensò bene di andare a ‘godere’ in compagnia spalmandolo su un piatto di bollenti tagliatelle nostrane condite di  solo burro con salvia profumata.
L’oste, secondo la regola,  avrebbe dovuto portare in tavola piatti fumanti e pronti ad accogliere la ‘grattugiata’ di  candido tartufo ma , non si sa come e perché, così non fece. Anzi, quelle tagliatelle risultarono ‘fredde’, ‘giacciate’,   perché   inavvertitamente ‘scolate’ sotto acqua ‘gelida’. Terribili scherzi della vita. Che (forse) anche lui porta impressi ( tuttora) nella mente. Certo fu che, in quell’imbarazzante circostanza, i suoi occhi usi ad indagare con energia nei meandri dell’universo, si smarrirono d’un colpo. Andando a parare chissà dove. Inconsolabili. Nel rimirare, più e più volte, inutilmente,  quei ‘ capolavori culinari’  ormai ‘sbiancati’ e ‘privi di vita’.

 

Roberto Vannoni

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