Cesena. Mostra di Antonio Giosa ‘Giotto, le forme del sacro’. Quaranta opere da parete e a tutto tondo.

Cesena. Mostra di Antonio Giosa ‘Giotto, le forme del sacro’. Quaranta opere da parete e a tutto tondo.
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CESENA. Ha aperto  i battenti sabato 9 febbraio, alle 17, nella Galleria Pescheria la mostra del forlivese Antonio GiosaGiotto, le forme del sacro’.
In esposizione una quarantina di opere da parete e a tutto tondo di varie dimensioni, ispirate ad una rilettura della produzione plastica dello scultore forlivese, in riferimento alle sedimentazioni artistico-visive del primato giottesco.
La mostra, che è stata selezionata attraverso il bando per la programmazione della Galleria Pescheria  nel biennio 2018-19, è organizzata dall’associazione culturale Mica Poco ed è curata dal critico d’arte Silvia Arfelli, direttore artistico dell’agenzia ‘La Maya Desnuda’ di Forlì, che già nel 2017 aveva allestito l’esposizione al museo ‘Casa di Giotto’ a Vicchio del Mugello in occasione del 750° della nascita di Giotto da Bondone.

 Le opere di Giosa si articolano in segni, impronte, tracce ‘in negativo‘, solchi e incisioni che disvelano la trama nascosta delle sue sculture-strutture-codici, per un’attivazione della memoria.
Nel suo percorso si ritrovano anche steli in legno modulati ritmicamente, papiri in terracotta che si snodano da virtuali macchine rotative come antichi codici, carte pressate, reperti di memorie oniriche, superfici incise, torsioni e genesi.

COMMENTO.  Come scrive la curatrice Arfelli, quella di Giosa è “l’affermazione di una memoria che restituisce certi modelli grotteschi. Nelle sue opere l’inarrestabile mix di logica e sentimento si ricollega a quella spiritualità che Giotto sublimò nel suo manifestarsi, da Assisi, a Padova, a Firenze e che ha già qualcosa di soprannaturale in questo suo percorso universale, capace di raggiungerci e di permearci, di rinnovarsi nelle differenze contemporanee. Giosa è attento soprattutto ad arginare i rischi di banalità, a cui potrebbero condurre questi processi di semplificazione e di sintesi del primato grottesco”.

 

La mostra sarà visitabile fino al 3 marzo nei seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle 16.00 alle 19.00 e nelle mattine del mercoledì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30. Chiusa il lunedì.

 

Antonio Giosa nasce nel 1951 in Basilicata. Allievo di Alberto Viani all’Accademia di Belle Arti di Venezia, neppure ventenne nel 1970 viene invitato al padiglione sperimentale della XXXV° Biennale di Venezia. Dal 1971 è stato docente di scultura all’Istituto Statale D’Arte di Forlì, dal 1973 ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2003 è stato autore di un monumento commissionato dall’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (Unms) al Parco Urbano “F. Agosto” di Forlì, opera donata al Comune, mentre nel 2007 ha realizzato una fusione in bronzo per la chiesa di San Martino in Strada a Forlì. Nel novembre 2017 ha realizzato “Giotto, le forme del sacro” in occasione del 750° anniversario della nascita di Giotto nel museo Casa Natale di Vespignano – Vicchio.

 

 

 

Cesena, 8 febbraio ’19

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