Forlì-Cesena. Quale gestione delle fonti idriche nel territorio di competenza di Romagna Acque?

Forlì-Cesena. Quale gestione delle fonti idriche nel territorio di competenza di Romagna Acque?
Ridracoli

FORLI’-CESENA. ( Riceviamo e pubblichiamo) Il presidente di Romagna Acque preannuncia la costruzione di nuovi invasi per aumentare l’approvvigionamento idrico dell’Acquedotto di Romagna in zone dell’ Alto Appennino  forlivese e cesenate. Per la progettazione delle suddette opere di sbarramento è in itinere la costituzione di un’ apposita Società di ingegneria .

Riteniamo che la scelta sia radicalmente errata per vari ordini di motivi: 1)    Non compete a Romagna Acque pianificare nuove fonti idriche bensì alla Regione con il suo piano di tutela delle acque, che non prevede alcunchè del genere né oggi, né in previsione;
2)    Romagna Acque deve puntare a  razionalizzare l’utilizzo delle sue fonti , con le interconnessioni  idriche fra i vari territori di sua competenza ,  al  controllo  tecnologico a distanza di tutte le fonti sorgentizie, ed a  contribuire  al   mantenimento e salvaguardia della  copertura forestale, soprattutto lungo le fasce ripariali dei corsi d’acqua;
3) Nuovi invasi provocherebbero un impatto ambientale elevatissimo e devastante ,  con costi economici esorbitanti, modificando irreversibilmente la naturalità dei luoghi ; 4)    La gestione e manutenzione di nuovi invasi comporterebbe a loro volta ulteriori impatti e danni ambientali, con costi economici aggiuntivi a carico della collettività da 4 a 8 volte il costo di costruzione; 5)    Per aumentare l’approvvigionamento idrico, la soluzione migliore è costituita dal riuso a fini irrigui delle acque reflue dei depuratori, riuso accreditato da  studi  scientifici approfonditi .
La quota d’ acqua  corrispondente  del CER , così  non più   destinata a fini irrigui , e perciò dirottabile a fini idropotabili , consentirebbe di soddisfare ampiamente un fabbisogno  di molto superiore a quello soddisfacibile dagli invasi ipotizzati, soprattutto   in caso di emergenze siccitose.    Non va inoltre trascurata  la necessità del  recupero di ulteriori quantitativi idrici con la  riduzione  al minimo delle  perdite d’ acqua  nelle tubazioni

Per quanto riguarda la nuova società Acqua ingegneria Srl , evidenziamo che  la Legge di  Bilancio 2019 prevede l’istituzione di una centrale, interna all’Agenzia del Demanio, per la progettazione di opere pubbliche , a disposizione degli Enti locali per venire incontro alle loro necessità tecnico – ingegneristiche .

La nuova società Acqua Ingegneria  si porrebbe quindi come un doppione inutile e costoso della suddetta centrale..  Si ha il dubbio che  Romagna Acque  porti avanti il  suddetto progetto  di nuovi invasi  principalmente per garantire lavoro  alla nuova Società di ingegneria.

Pur non essendo titolata a decidere sulle politiche idriche (ruolo che come s’è detto spetta alla Regione) , Romagna  Acque pone il carro davanti ai buoi, non avendo alcuna certezza dell’ accettazione nelle sedi sovraordinate  della propria proposta di nuovi invasi , e, nonostante ciò, chiede ai soci di impegnare somme elevate per la   nuova società di ingegneria .
Il  WWF Forlì- Cesena   chiede perciò agli Enti  soci di Romagna Acque  di bocciare la previsione di nuovi invasi  nonché la costituzione della nuova società  Acqua ingegneria che dovrebbe progettarli.

Per il WWF FC : Alberto Conti, presidente

Nella foto di rep.rio, invaso di Ridracoli

Ti potrebbe interessare anche...