Emilia Romagna. Vietina: ‘ Agricoltura in ginocchio. Subito: tavolo regionale e stato di calamità’.

Emilia Romagna. Vietina: ‘ Agricoltura in ginocchio. Subito: tavolo regionale e stato di calamità’.
ciliegie a volonta' ( imm. rep.)

EMILIA ROMAGNA, VIETINA (Forza Italia): “AGRICOLTURA IN GINOCCHIO DOPO IL MALTEMPO, SUBITO UN TAVOLO REGIONALE PER LA RICHIESTA DELLO STATO DI CALAMITA’ NATURALE”

EMILIA ROMAGNA. COMMENTO. “A un mese dai primi, drammatici, eventi atmosferici che hanno segnato il mese di maggio, diventa sempre più evidente la terribile situazione in cui versa il comparto agricolo regionale. Il clima è migliorato, il sole è tornato a splendere ma i danni restano e sono imponenti.
A fronte delle numerose richieste da parte delle associazioni di categoria, la regione Emilia Romagna non ha ancora attivato le necessarie procedure per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale e l’Esecutivo non ha ancora autorizzato lo stato di Emergenza nazionale chiesto lo scorso 14 maggio. Credo sia imprescindibile l’apertura di un tavolo regionale per la gestione di questa drammatica situazione, con il coinvolgimento di tutte le parti in causa. Personalmente, presenterò un’interrogazione urgente per capire come mai non sia stato ancoro riconosciuto lo stato di Emergenza nazionale”.

Così Simona Vietina, parlamentare romagnola di Forza Italia e sindaco di Tredozio.

Mais e piselli nel piacentino – prosegue Vietina -, nel parmense e nel ferrarese, pomodori a Piacenza, Parma, Modena, Ravenna e Ferrara, ciliegie, fragole e pesche in particolare nel modenese e in Romagna: l’elenco delle produzioni messe in ginocchio da questi eventi eccezionali è lungo. A pagare il prezzo più alto, poi, saranno probabilmente i produttori di albicocche, vera eccellenza regionale, che per il secondo anno successivo, vedono le loro coltivazioni venire falcidiate da eventi climatici drammatici. Le stime rese pubbliche da Confagricoltura Emilia Romagna parlano di un reddito decurtato del 75%, di uno scarto di produzione del 50% e di un prezzo all’origine dimezzato rispetto al 2018 che, ricordiamolo, era già considerato annus horribilis a causa dell’effetto del Burian sulle coltivazioni. E se le imprese agricole, parte essenziale del tessuto produttivo regionale, vacillano sotto i colpi del maltempo si rischia un effetto a cascata su tutte le realtà che si occupano di trasformazione, confezionamento e logistica”.

“Sono a rischio migliaia di posti di lavoro: affinché a queste aziende siano riconosciuti i contributi necessari alla sopravvivenza è imprescindibile la richiesta e il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Occorre che la regione Emilia Romagna si attivi immediatamente ed effettui la richiesta formale al Governo il più preso possibile. Allo stesso modo ritengo essenziale l’apertura di un tavolo regionale che coinvolga tutte le parti in causa per definire le modalità migliori per rispondere a questa drammatica situazione. Come parlamentare, parallelamente, mi attiverò per comprendere per quale ragione il Governo non abbia ancora autorizzato il riconoscimento dell’Emergenza nazionale, rischiando così di mettere in ginocchio il tessuto economico di un’intera Regione”.

Immagine di repertorio

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