Ravenna. Prosa: ‘Stefano Pelloni detto Il Passatore’. Una discussa vicenda a metà tra storia e leggenda.

Ravenna. Prosa: ‘Stefano Pelloni detto Il Passatore’. Una discussa vicenda  a metà tra storia e leggenda.
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RAVENNA. All’interno della rassegna Ravenna bella di sera organizzata dal Comune, domenica 4 agosto andrà in scena alle 21.15, in piazza San Francesco, lo spettacolo di prosa ‘Stefano Pelloni detto il Passatore’, prodotto da Teatro in controluce e ispirato alle cronache popolari di Massimo Dursi.

“Si tratta di uno spettacolo importante che parla di una vicenda a metà tra storia e leggenda e porta in scena un alto livello di interdisciplinarietà – afferma il vicesindaco Eugenio Fusignani -. A partire dal testo di Dursi e con la collaborazione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, si è riusciti a realizzare un’opera che mi auguro che presto arrivi anche in teatro”.

Il Passatore è uno spettacolo scritto con l’intento di fornire un affidabile racconto storico della vita di Stefano Pelloni, vissuto in Romagna nella prima metà dell’Ottocento. La sua attività di brigante si intreccia con le vicende politiche dell’epoca e la fama che si conquistò fra la gente delle campagne, ne fece una leggenda. I personaggi che popolano la scena lottano per non venire travolti dalle passioni, ma farsene coinvolgere, senza ignorarle o ritenerle superiori a essi. Sono romagnoli dal vocabolario a volte scarso, con dovizia di qualità e difetti, estri e ridondanze, in una parola: autentici.
Permeati di un anticlericalismo proverbiale, non spicciolo, ma venato di una certa disperazione che condividono con alcuni sacerdoti ribelli a un’oppressione che utilizzava la fede come strumento di potere. Solo in Romagna, infatti, un prete con la ‘schioppa’ in spalla poteva salvare Garibaldi. È don Giovanni Verità che con gli altri comprimari va ricercando la libertà, tema modesto, nel quale è facile perdersi, senza accorgersi di non essere più davvero liberi.

Lo spettacolo, per la regia di Giulio Pizzirani, vedrà in scena più di venti attori, oltre al coro diretto da Monica Ferrini. Le musiche sono composte da Sergio Liberovici, mentre le scene e i costumi sono a cura di Giulia Montagna. Lo spettacolo è reso possibile anche da un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

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